Kalevala hms – Tuoni Baleni Fulmini

Kalevala hms – Tuoni Baleni Fulmini

2014 – live cd/dvd – Marduk Records

VOTO: 8,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Simone Casula: voce – Daniele Zoncheddu: chitarra – Dario Caradente: flauto – Emanuele Mazzaschi: fisarmonica – Simone Feroci: basso – Tommy Celletti: batteria

Tracklist CD: 1. MasterBlaster – 2. Come Dio Comanda – 3. Worlds End Inn – 4. Il Galeone – 5. Donald, Were’s Your Trousers? – 6. Time Bandits – 7. There and Back Again – 8. Ride’em Cowbell – 9. Necropolitan – 10. Whiskey On A Sunday – 11. Supernaut (Black Sabbath cover) – 12. U’golema – 13. Musicanti di Brema

Tracklist DVD: 1. Brian Boru – 2. S’i Fosse Foco – 3. Folk Metal, Baby! – 4. Buildin’ a Cromlech – 5. Dicey Reilly – 6. Waterloo – 7. All For Me Grog – 8. Ten Ton Butterfly – 9. Come Dio Comanda – 10. Supernaut (Black Sabbath cover) – 11. Nigel’s Got a Sword – 12. Donald, Where’s Your Trousers?

kalevala-tuoni_baleni_fulminiIn tempo di download selvaggio e crisi economica i Kalevala hms se ne escono con un lussuoso digipack contenente un cd audio e un dvd live. Per fortuna.

Senza giri di parole, la musica e le immagini di Tuoni Baleni Fulmini è di grande qualità, la quantità di materiale è veramente notevole e, soprattutto, la band ci sa davvero fare.

Il cd è un live in studio (chi ha superato i 30 anni sicuramente ha a casa diversi dischi di questo tipo) con alcune cover e rifacimenti di brani propri e tradizionali, mentre il dvd contiene l’intera esibizione del Brintaal Celtic Folk del 2013, il videoclip di Folk Metal, Baby!, vari extra e i pareri di alcuni amici ed esperti, tra i quali il sottoscritto.

Live Audio contiene la registrazione avvenuta presso l’Elfo Studio (Tavernago, PC) con la band al gran completo, nel vero spirito ’60 e ’70, quando i gruppi registravano tutti gli strumenti insieme, a differenza di oggi dove ogni strumento ha il suo turno ed è possibile ripetere all’infinito il pezzo finché non suona in maniera perfetta. Le uniche incisioni a parte, per motivi prettamente pratici, sono state quelle degli ospiti, i quali hanno registrato in un secondo momento.

Il cd audio inizia con Master Blaster, cover di Stevie Wonder, un’accattivante versione rockeggiante particolarmente riuscita, ben seguita da Come Dio Comanda, canzone presente nell’ultimo full length There And Back Again, lavoro dal quale sono tratte anche la title track e U’golema. Gustosi e personali risultano essere i brani tradizionali di stampo irlandese e quelli anarchici italiani, tra i quali spicca il riuscitissimo pezzo Il Galeone, dove è presente anche Lore dei Folkstone con la sua inconfondibile ugola, il quale arricchisce ulteriormente una composizione già bella di suo, perfetta sia per la band che per il tipo di registrazione. Versione da sballo per il classico dei Black Sabbath Supernaut, letteralmente stravolta: da inno heavy a inno folk, con flauto e fisarmonica a farla da padrone. I Kalevala hms hanno studiato un arrangiamento sorprendente che denota tutte le capacità artistiche dei musicisti, per una versione che sorprenderebbe anche Ozzy e co., tanto la rilettura è personale e riuscita. Donald, Where’s Your Trousers? e Whiskey On A Sunday sono due brani tradizionali allegri e di grande impatto, con la chiusura di Live Audio affidata a U’Golema e all’intensa Musicanti Di Brema, dove il buon Lore fa la propria seconda apparizione. Il brano è di natura evocativo, ma in questo live in studio risalta ancor di più lo spirito e l’attitudine della band, un’attitudine ormai quasi del tutto estinta e sconosciuto ai gruppi più giovani. Forse è proprio questo il “messaggio” di Tuoni Baleni Fulmini ai musicisti meno esperti: la musica va suonata e vissuta, meno chiacchierata e resa digitale (soprattutto in studio di registrazione). Una lezione che tutti dovremmo ripassare.

Il disco è stato prodotto da Carlo Izzo e dalla band stessa: il suono è ottimo, gli strumenti suonano pastosi ma puliti, il bilanciamento perfetto. Come sempre la prova dei musicisti è impeccabile e la voce del duttile Simone Casula fa – come al solito – un figurone. Il booklet è molto carino, dal classico stile Kalevala hms, con molte foto e le informazioni tecniche.

Live Video è a dir poco ricco. Il piatto forte è rappresentato dal concerto che la formazione di Parma ha tenuto al Brintaal Celtic Folk 2013, esibizione in parte sfortunata a causa di un terribile temporale che ha messo a rischio lo show dei Kalevala hms e testato l’attaccamento dei fans al gruppo: nonostante il freddo e la pioggia battente, sotto il palco non erano pochi i presenti che per tutto lo spettacolo hanno cantato, ballato e infine invaso il palco. Casula e soci dal vivo sono molto teatrali e giocano non poco su questo fatto, spesso facendo sorridere gli spettatori con scenette e piccoli accorgimenti estetici che comunque hanno molta resa. La scaletta è diversa da quella del cd audio, con le varie Folk Metal Baby!, Waterloo, All For Me Grog tra le altre a dare soddisfazione ai seguaci dei Kalevala hms. Il gruppo, nonostante le avversità, ha suonato in maniera concreta e professionale, con la personalità un po’ cazzona che da sempre li contraddistingue in positivo. Le riprese video sono di buona qualità, professionali ma “rustiche”, come ogni prodotto di questo tipo dovrebbe avere. L’audio non è da meno: strumenti e voce hanno quel qualcosa che solo live sanno (e possono) avere, il che rende Tuoni Baleni Fulmini un lavoro dannatamente sincero.

Il materiale bonus è rappresentato dall’ottimo videoclip di Folk Metal, Baby!, da una divertente esibizione acustica di All For Me Grog, da “Backstage”, ovvero le riprese effettuate durante la registrazione di questo live in studio e da “In my opinion”, cioè le opinioni sulla band da parte dei divertentissimi Folk Metal Jacket, dei colleghi di IronFolks e di Mister Folk, intervento che si conclude con il tormentone estivo “Pozz Chiur?”.

Solitamente lavori del genere segnano un punto di arrivo e un nuovo punto di partenza. La domanda, quindi, è: “dove andranno i Kalevala hms?”. La risposta è semplice: sui palchi di mezza Italia e non solo, habitat naturale per i sei musicisti. Nel frattempo, però, c’è da ascoltare e vedere più e più volte questo ottimo lavoro.

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Intervista: Krygar

Continuano le interviste con i gruppi underground meritevoli di attenzione: oggi è il turno dei Krygar, freschi autori del demo death metal From The Lands Of North, a rispondere alle domande di Mister Folk.

Krygar_

Parliamo dei vostri esordi: come è nato il gruppo? Chi o cosa vi ha portato a unirvi e a creare musica?

Ciao a tutti e grazie dello spazio che ci avete concesso per questa intervista. Dunque, parlando dei nostri esordi… che dire, i Krygar sono nati ormai quasi due anni fa dal volere del nostro ex cantante Fabry di fondare un gruppo melodic death metal con influenze nord europee. Fu proprio lui che in primis si mosse alla ricerca di gente: per primo trovò me, Calca (chitarra), che a mia volta coinvolsi nel progetto anche Mattia (basso) con il quale avevo già suonato in un gruppo power metal. Da qui organizzammo le prime prove giusto per valutare un po’ il tutto. Dopo aver provato un paio di batteristi e un paio di chitarristi entrarono in formazione Andrea alla batteria e in ultimo Paolo alla chitarra ritmica… una volta completata la formazione non è passato molto tempo dalla stesura dei primi pezzi inediti firmati Krygar visto che l’idea del gruppo era comunque quella di spingere su pezzi propri: nel giro di pochi mesi siamo riusciti a completare ben cinque brani, e da qui la voglia di entrare in studio a registrare il nostro demo From The Lands Of North.

Parliamo delle registrazioni: l’Elfo Studio è sinonimo di qualità, non a caso i Kalevala hms ci hanno registrato Tuoni Baleni Fulmini

Hai detto bene, abbiamo scelto Elfo Studio in quanto già conoscevamo di nome la sua fama e io stesso anni fa con un mio vecchio gruppo avevo fatto una piccola esperienza trovandomi molto bene. Le registrazioni sono andate bene, anche se purtroppo per causa di problemi in formazione si sono allungati un po’ i tempi, a parte questo il lavoro finito è di ottima qualità, abbiamo voluto insistere proprio sulla qualità audio cercando di andare oltre al solito demo. Come detto siamo riusciti anche grazie all’ottimo lavoro di Daniele Mandelli al mixer ad avere un prodotto finito che ci ha dato molte soddisfazioni.

Cosa è successo con il cantante in formazione prima di Christian? Sulla biografia c’è scritto che ha lasciato il gruppo proprio durante la registrazione di From The Lands Of North!

Purtroppo e proprio cosi: in piena fase di registrazione, anzi, per meglio dire proprio il giorno che dovevamo registrare la voce ha deciso di lasciare il gruppo. La cosa come puoi ben immaginare non ci ha fatto per niente piacere, per questo preferirei sorvolare sull’argomento concludendo dicendo che per nostra grande fortuna in tempi brevi abbiamo trovato Christian che dopo aver dato la sua disponibilità ed essere entrato in formazione in pochissimo tempo ha imparato le canzoni e registrato la voce facendo un ottimo lavoro, fatto riconosciuto anche in alcune recensioni ottenute per il demo.

Nei testi parlate della vita quotidiana attraverso riferimenti e metafore legate al mondo nordico. Come mai questa scelta?

Sì, è vero, l’ispirazione dei testi e arrivata dalle esperienze e da quello che si vive più o meno quotidianamente, ma abbiamo voluto esprimerle attraverso metafore legate al mondo nordico per legarci meglio all’ispirazione musicale e anche per cercare di non essere troppo diretti proprio nella stesura dei testi. In Fight For Your Life si parla di una battaglia volta al termine, della lotta per la libertà, per la vita, ispirandoci alle continue lotte che ognuno di noi nel suo piccolo fa per cercare di realizzare i propri sogni. I Blood, attraverso un testo un po’ forte, abbiamo cercato di parlare del male interiore che provocano le sconfitte della vita, cercando però di esporlo nel testo sul piano fisico. Arriva poi Bloody Flag, canzone che noi definiamo “la nostra ballad”, anche lei parla delle difficoltà della vita, quando si arriva in quei momenti dove ci si sente soli e persi in balia della vita stessa, come una bandiera rimasta in balia del vento. Guardian Of Cemetery è la triste presa di coscienza che prima o poi la vita nel bene o nel male finisce, trattata nella canzone attraverso appunto il guardiano che arrivato il momento reclama il corpo. Infine Cry Of The Banshee, canzone scritta dal nostro Mattia che a differenza delle altre tratta appunto della Banshee, una creatura della mitologia irlandese che appare sotto forma di donna agli occhi di coloro che stanno per morire.

I testi delle prima quattro canzoni, la copertina e l’artwork sono legati al mondo nordico e vichingo, mentre Cry Of The Banshee è ispirata dalla figura mitologica irlandese banshee. vi state già “allargando” verso altre culture o questa canzone rappresenta la classica eccezione?

Bella domanda questa…diciamo che nel demo a livello di testi rappresenta l’eccezione. Parlando in generale però diciamo che non vogliamo darci limitazioni a livello di stesura testi, se vengono idee o se qualche argomento porta ispirazioni nuove comunque coerenti col progetto ben venga..

Trascorsi diversi mesi dalla pubblicazione, cosa pensate del vostro demo? Siete soddisfatti del risultato finale?

come detto prima noi ci riteniamo soddisfatti del nostro demo,ci ha dato grande soddisfazione e comunque anche le persone che l’hanno acquistato ci hanno dato pareri molto favorevoli…

Il vostro sound è stato accostato a quello degli Amon Amarth, dei quali è presente anche una cover su From The Lands Of North. Quali sono gli altri gruppi che vi influenzano musicalmente? Non avete “paura” di passare come quelli “che suonano come gli Amon Amarth? State lavorando su nuovi pezzi, e se sì, proseguono il discorso iniziato con il demo?

Sì, sul demo c’è una cover degli Amon Amarth presentata cosi scherzosamente come bonus track a chiusura del demo. Altri gruppi che ci hanno un po’ influenzato sono Six Feet Under, Dark Tranquillity e Kataklysm. Paura di essere etichettati come chi suona come gli Amon Amarth per il momento no, alla fine tutti i gruppi quando nascono partono con riferimenti di altre band e noi siamo solo agli inizi, diciamo che gli Amon Amarth in particolare sono stato il riferimento come punto di partenza ed ora cercheremo comunque col tempo di trovare la nostra strada e il nostro sound.

Tre aggettivi per definire il demo e tre aggettivi per definire i Krygar in concerto.

Dunque… il demo potremmo definirlo “ben fatto, massiccio, orecchiabile”. I Krygar in concerto per il momento direi “motivati, energici e affiatati”.

Cosa farete nel prossimo futuro? Avete in mente qualcosa in particolare?

Al momento dopo l’abbandono del nostro ormai ex batterista Andrea stiamo lavorando con il nostro nuovo batterista Manuel, colgo questa occasione per dargli nuovamente il ben venuto in formazione, per preparare al meglio due date in programma per settembre. Stiamo già lavorando a un paio di nuovi pezzi inediti e che dire, speriamo di riuscire a suonare e farci conoscere, voglia e impegno ci sono, vediamo come andrà.

Grazie per la disponibilità, a voi lo spazio conclusivo!

Siamo noi che ringraziamo per lo spazio che ci avete concesso… e ringraziamo e salutiamo tutti quelli che vi seguono e che ci seguono… grazie, un saluto a tutti da noi Krygar.

Krygar

Atlas Pain – Atlas Pain

Atlas Pain – Atlas Pain

2014 – demo – autoprodotto

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Samuele Faulisi: voce, chitarra ritmica, tastiera – Luca Ferrari: chitarra solista – Federico Cotzia: basso – Marco Contini: batteria

Tracklist: 1. Intro – 2. Annwn’s Gate – 3. Once Upon A Time

atlas_pain-atlas_painCon appena un anno di vita, i milanesi Atlas Pain danno alla luce il primo demo della propria carriera, Atlas Pain. La band guidata da Samuele Faulisi si è fatta conoscere nell’underground grazie al lyric video di Once Upon A Time, canzone che ha dato loro un po’ di visibilità e la possibilità di suonare a diversi festival e concerti con, tra gli altri, Calico Jack e Artaius. Il demo è in formato digitale (all’interno dell’articolo Free Download parte V trovate il link per scaricarlo), il booklet assente, quindi spazio unicamente alla musica.

Intro ci porta nel mondo degli Atlas Pain attraverso il cinguettio degli uccelli, il suono di un ruscello e altri “rumori” della natura accompagnati da un delicato flauto: pochi secondi e i primi riff di Annwn’s Gate fanno il loro ingresso. La canzone si snoda tra mid tempo orchestrali, momenti più crudi e spazi strumentali di pregevole fattura. Secondo e ultimo pezzo del demo è Once Upon A Time: per ritmiche (molto tirate), voce e risultato complessivo, il brano ricorda i migliori Wintersun del magico debutto del 2004. L’esito è eccellente e si può facilmente notare una certa differenza di stile vocale e di approccio rispetto alla canzone precedente.

Tra Turisas (i primi secondi Annwn’s Gate), Wintersun e riferimenti alla scena folk metal post 2000, gli Atlas Pain hanno confezionato un demo molto (troppo) corto ma comunque più che valido, nonostante i suoni non particolarmente efficaci. Quel che conta, chiaramente, è la musica, e quella della giovane band di Milano è di buona qualità.

Un nuovo e promettente gruppo della scena tricolore arriva alla prima registrazione: il futuro, se condito da tanto duro lavoro e voglia di affermarsi, non può che essere dalla parte degli Atlas Pain.

Krygar – From The Lands Of North

Krygar – From The Lands Of North

2014 – demo – autoprodotto

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Christian Manzini: voce – Alessandro Calcaterra: chitarra – Paolo Taurino: chitarra – Mattia Berrueta: basso – Andrea Passarella: batteria

Tracklist: 1. Figth For Your Life – 2. Blood – 3. Bloody Flag – 4. Guardian Of Cemetery – 5. Cry Of The Banshee – 6. The Pursuit Of Vikings (Amon Amarth cover)

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I Krygar sono una band di recente formazione (febbraio 2013) che arriva oggi al demo di debutto più agguerrita che mai. Il sound della formazione di Piacenza/Lodi è facilmente riconducibile al death metal di stampo svedese degli anni ’90, con un tocco di “grassezza” tipico dell’Olanda di quello stesso periodo.

Il demo From The Lands Of North è un sei pezzi (cinque inediti e una cover degli Amon Amarth) che inizia con Figth For Your Life: i primi riff suonano chiari, ovvero swedish death metal. Le chitarre macinano riff da headbanging, il vocalist Christian Manzini ha il timbro adatto per queste sonorità e il groove del pezzo è imponente. Maggiormente tirata risulta essere Blood, con le sei corde e la sezione ritmica a dettare tempi e le atmosfere lugubri fanno tornare alla mente i gloriosi anni ’90, quando act minori (per popolarità, non certo per qualità) come Centinex e Comecon sfornavamo gioiellini di ferocia e abilità. A tratti scarno, altre maggiormente potente, il brano centra il bersaglio con precisione senza fare prigionieri. Terzo brano del cd è Bloody Flag, canzone particolarmente melodica che, però, non perde nulla dal versante brutalità. Da segnalare la presenza della chitarra clean a inizio e a fine composizione e la voce sussurrata (ma sempre in growl) di Manzini: il risultato è particolare e diverso da quanto proposto nelle altre tracce. Guardian Of Cemetery presenta delle accelerazioni di grande efficacia, oltre a un veloce assolo di chitarra che ben si addice alla canzone. Cry Of The Banshee vede il testo spostato dal mondo nordico a quello irlandese: la Banshee, come ricorda William Butler Yeats – tra le altre cose Premio Nobel nel 1923 – è una fata che lancia il suo grido prima di una morte. Musicalmente è un mid tempo ben riuscito con innesti di melodia di scuola Mikkonen/Söderberg e in generale è la composizione più varia del demo. Come “bonus track” è presente la cover degli Amon Amarth The Pursuit Of Vikings: la versione della formazione tricolore è simile all’originale e va vista come un omaggio ai vichinghi svedesi.

From The Lands Of North è stato registrato presso l’Elfo Studio, lo stesso dove i Kalevala hms hanno realizzato Tuoni, Baleni, Fulmini: il risultato è convincente e, seppur migliorabile, un inizio professionale per un gruppo attivo da poco più di un anno. La presentazione grafica è molto spartana: una foto di gruppo, i testi delle canzoni e le informazioni tecniche.

I testi trattato della vita di tutti i giorni, utilizzando la mitologia norrena e il mondo nordico come metafore per esprime le sensazioni e le difficoltà quotidiane. Nota biografica: durante la registrazione del cd, i Krygar si sono visti improvvisamente abbandonati dal proprio cantante, sostituito immediatamente, e con successo, da Christian Manzini, autore di una prova convincente.

From The Lands Of North è un demo estremamente interessante, un tributo al passato che lascia spazio a future piccole evoluzioni e a un tocco maggiormente personale. Il demo ad oggi è un buon biglietto da visita che non mancherà di dare soddisfazione agli appassionati delle vecchie care sonorità e ai ragazzi della band.