Mister Folk webzine: pausa momentanea

Cari amici, cari lettori di Mister Folk, dopo due anni d’intenso lavoro (oltre 120 recensioni, 45 interviste, 2 compilation e tanti articoli di varia natura) è arrivato il momento di mettere in stand by il sito. Sono in periodo “consegna del nuovo libro” e non ho il tempo e la testa per dedicarmi al folk/viking metal come vorrei. Il sito tornerà attivo i primi giorni di luglio con tantissime nuove recensioni e interviste, ma aspettatevi anche qualcosa di molto particolare nel periodo estivo!

A presto, folk on!

Dear friends, dear readers of Mister Folk,

after two years of hard work (over 120 reviews, 45 interviews, 2 compilations and many articles of various kinds) it’s time to take a break. I have to deliver my new book and don’t have enough time nor concentration to dedicate myself to folk/viking metal as I would like.

The site will be available again on the first days of July with lots of new reviews and interviews. But that’s not all, something really special is waiting for you this summer!

See you soon, folk on!

(traduzione in inglese a cura di Flavia Di Luzio)

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Live Report: Negura Bunget a Roma

NEGURĂ BUNGET + SUDDEN DEATH

28 maggio 2015, Closer Club, Roma

locandina

Il nuovo lavoro dei romeni Negură Bunget, Tău, è un mezzo capolavoro, degno successore dell’ottimo Vîrstele Pămîntului. Come promuovere al meglio un disco di tale qualità se non con un lunghissimo tour di oltre settanta concerti? Diverse le date che hanno visto la band capitanata dal batterista Negru in suolo italico, Mister Folk ha assistito a quella romana organizzata dalla Stirred Zone svoltasi allo storico Closer Club.

Inizialmente i gruppi annunciati erano quattro, ma hanno preso parte alla serata solamente in due, i deathsters Sudden Death e gli headliner: dei polacchi Northern Plague non c’è stata traccia (la sera prima hanno suonato in Toscana e poi non si sa che fine abbiano fatto), mentre i Gravestone hanno dovuto rinunciare per un incidente motociclistico accaduto al bassista Gianluca Buffolino.

Per i Sudden Death è stato il primo concerto con la nuova line-up: il death metal di stampo americano ha colpito duro gli spettatori, tra brusche accelerazioni e riff taglienti, con il bravo cantante Luis a tenere bene il palco. Quando i Negură Bunget iniziano a prepararsi per lo show, la saletta del Closer comincia a riempirsi, si tratta comunque di un numero di persone inaccettabile quando a suonare c’è un nome storico come quello dei transilvani, per di più con un prezzo di biglietto a dir poco economico, dieci euro. Grande protagonista della serata è, chiaramente, l’ultimo lavoro in studio Tău, dal quale saranno estratti ben cinque brani. L’apertura è affidata a Țara De Dincolo De Negură, bellissima traccia di Vîrstele Pămîntului: i suoni sono puliti e ben bilanciati, i musicisti sembrano in forma nonostante il tour de force al quale sono sottoposti da mesi. La band di Timișoara purtroppo è solo con quattro componenti, manca Petrică Ionuţescu, musicista che si occupa dei vari strumenti etnici che caratterizzano il suono dei Negură Bunget. Introdotta dal bucium, Nămetenie risulta feroce nelle parti black oriented e altamente evocativa quando gli arpeggi di chitarra e le voci clean s’intrecciano con maestria. Pămînt rappresenta il lato più ambient e sacrale dei romeni, mentre la bellissima Cunoașterea Tăcută rappresenta la parte “progressiva” di Negru e soci. Împodobeala Timpului è un brano dal sapore folk, ritmato e “allegro” per quanto può esserlo un pezzo dei Negură Bunget. Le chitarre di Tibor Kati e OQ sono graffianti e imponenti, ma a dir poco graziosa è la parte centrale dal sapore gitano. C’è lo spazio anche per Norilor, tre minuti di trance, dove le percussioni di Negru e Tibor K. suonano con rara precisione, conducendo gli ascoltatori in un viale di sensazioni e atmosfere che molto difficilmente è possibile vivere in un concerto. Schimnicește riporta la platea in ambito pagan black: si tratta dell’ennesimo (bel) pezzo estratto da Tău, cinque minuti di arpeggi acustici che si alternano e contrappongono alle accelerazioni di Negru e delle sei corde. Tibor Kati sente particolarmente la canzone, si fa trasportare dalle melodie e mentre canta, muove e intreccia le braccia seguendo l’andamento della musica. La setlist volge al termine con l’acclamata Dacia Hiperboreană, divenuta in pochi anni un classico amato dai fan, intensa nel cantato quanto malinconica in alcuni passaggi di tremolo picking delle chitarre, un monumento alla Tradizione della Romania e, forse, al lavoro di Vasile Lovinescu. La Hotaru Cu Cinci Culmi chiude in maniera delicata il concerto, ma il bis Hora Soarelui, tratto dal capolavoro OM del 2006, riporta un po’ di violenza, una violenza mai fine a se stessa, con il cantato in clean e le melodie vagamente gitane che smorzano l’aggressività lasciando spazio all’atmosfera “fresca” creata dalla tastiera. Il lavoro dei chitarristi è, nella semplicità, grandioso, e il riff portante della strofa sarebbe da insegnare alle scuole di musica.

Doveva essere una grande serata di metal estremo, si è rischiato di assistere a un concerto a metà, quel che ne è uscito, invece, è stato un bel concerto dove le band hanno dato tutto, il pubblico si è divertito e dopo lo show ha potuto chiacchierare e fare fotografie con i musicisti romeni, disponibilissimi e gentili con tutti quanti. C’è da dire che undici brani e poco più di un’ora di concerto non sono molto, vero pure che raramente si assistite a un’esibizione così intensa. L’unico rammarico è aver visto poche decine di spettatori quando, invece, un gruppo di tale spessore meriterebbe ben altro supporto.

Scaletta Negură Bunget: 1. Țara De Dincolo De Negură – 2. Nămetenie – 3. Pămînt – 4. Cunoașterea Tăcută – 5. Împodobeala Timpului – 6. Curgerea Muntelui – 7. Norilor – 8. Schimnicește – 9. Dacia Hiperboreană – 10. La Hotaru Cu Cinci Culmi – 11. Hora Soarelui