Intervista: Evendim

Dopo anni di prove e concerti, demo ed EP, gli Evendim arrivano al debutto con From Dusk Till Dawn, lavoro autoprodotto che mostra tutte le capacità della formazione toscana. Intanto, tra l’intervista che state per leggere e la pubblicazione dell’articolo, un doppio abbandono ha mosso le acque in casa Evendim: il cantante e il tastierista hanno lasciato la band per motivi personali. Questo però non fermerà il gruppo, intenzionato ad andare avanti per la propria strada.

Il vostro From Dusk Till Dawn è arrivato senza proclami o pubblicità varie, come mai questa decisione di lavorare nell’ombra?

Non è stata una decisione voluta ma è successo a causa di vari ritardi e problematiche che abbiamo dovuto affrontare, l’album è stato registrato tra il maggio e luglio 2017 e purtroppo ultimato (copertine, stampe ecc…) solo nel luglio 2018, nel frattempo avevamo inviato alcune mail con la demo a etichette e agenzie, però le risposte tardavano ad arrivare, una volta giunti vicino al nostro release party ci siamo resi conto che dovevamo fare da soli e di conseguenza la pubblicità è stata poca, mettiamoci anche un po’ di inesperienza e scelte sbagliate e tutto ciò a portato a stare nell’ombra.

Le canzoni che compongono l’album suonano più massicce e pesanti rispetto a quelle dei vecchi lavori. Senza cambiare molto siete riusciti comunque a rendere più pesanti i brani rispettando completamente la vostra anima musicale. Siete d’accordo con me e come avete lavorato in questo senso?

Ci trovi d’accordo con te! Le canzoni che compongono l’album sono alcune tra le tante che abbiamo scritto in dieci anni di attività Evendim, una volta scelte ci siamo concentrati su di esse cercando di rimuovere le parti che funzionavano meno e modificare al meglio le parti buone. Abbiamo rafforzato le melodie e i cori aggiungendo anche la voce femminile (quella di Fabiana) dando un risalto migliore ad alcune parti che si fondono con la voce principale, inoltre volevamo un sound più univoco e aggressivo, quindi abbiamo raddoppiato le due chitarre per dargli più enfasi. Comunque alla fine tutto il lavoro è venuto fuori molto spontaneamente senza dover stare a cambiare tante parti.

Trovo il disco piuttosto vario: ci sono brani allegri e altri più pesanti, alcuni hanno una struttura particolare mentre altri filano diretti e semplici. Era vostra intenzione realizzare un disco fresco e così particolare?

La particolarità che abbiamo come gruppo è che ognuno di noi ascolta musica differente, questo ci permette di poter realizzare canzoni con influenze diverse, passando da ballad “malinconiche” a pezzi “da osteria” più allegri, fino ad riversarsi anche nel power, è un nostro punto di forza. Alcune canzoni sono state volute per renderle più dirette e semplici, altre invece sono nate senza doversi soffermare sulle strutture. In questo disco abbiamo messo la nostra prima esperienza maturata in questi anni e se questo lo ha reso fresco e particolare ci fa molto felici.

Mi vorrei soffermare su Twilight Of The Bard, una canzone diversa da tutte le altre e che nelle recensione ho definito come “costruita come una colonna sonora”. Di cosa parla il testo e come è nata la canzone?

La canzone è stata scritta da Petr tra il 2006 e 2007 (poi modificata nel tempo più volte), cercava di inglobare in essa un misto di sound tra Iron Maiden, Blind Guardian e Manowar, più che colonna sonora era stata pensata come una canzone divisa in due parti, una parte ballad e l’altra più folk. Il testo è stato applicato successivamente (anche questo modificato negl’anni dai vari cantanti avuti), esso parla di questo vecchio e stanco bardo che decide di andare a morire nella foresta, mentre pensa alla sua vita passata, per poi risorgere all’indomani in una nuova vita.

Il disco è un autoprodotto. Vi chiedo se la scelta è stata fatta per un motivo prettamente tecnico/filosofico (libertà, tempistiche ecc.) o perché non soddisfatti delle proposte ricevute.

Entrambi i casi; prima di entrare in studio abbiamo provveduto ad inviare delle demo, ma le risposte non arrivavano e l’unica avuta non era soddisfacente, oltre a questo alcuni di noi avevano  problemi lavorativi, quindi la decisione è caduta sul fare da soli, con i nostri tempi senza pressioni, così almeno potevamo concentraci al meglio sul lavoro che volevamo ottenere. Speriamo però di riuscire a trovare un’etichetta che ci aiuti nella distribuzione e promozione dell’album che è un po’ anche la direzione che volevamo prendere in partenza.

Ha senso, secondo voi, affidarsi a un’etichetta quando con il duro lavoro si può fare tutto da soli?

Dipende dalla direzione e dagli obbiettivi che la band vuole raggiungere, purtroppo bisogna confrontarsi con la realtà, noi tutti lavoriamo e alcuni di noi hanno già una famiglia quindi il tempo a disposizione è poco, cerchiamo di fare il massimo da soli ma non è semplice farsi notare fuori dall’Underground, se invece hai un’etichetta, probabilmente lavorando bene con l’aiuto in più, potresti riuscire ad ottenere risultati migliori che ti permettono di lanciarti in un mercato più ampio.

Cosa è cambiato nel mondo degli Evendim da Old Boozer’s Tales, il vostro precedente cd?

Siamo maturati sia come persone sia come musicisti, padroneggiamo meglio le scelte e le direzioni da prendere, siamo più collaborativi sulle composizioni di ognuno e abbiamo migliorato il nostro sound. Old Boozer’s Tales è stata ufficialmente la prima prova “seria” in uno studio, siamo entrati senza preoccuparci di come sarebbe venuto fuori il lavoro, invece con From Dusk Till Dawn sapevamo in quale direzione andare, rappresenta una nuova evoluzione della band, avevamo una visione più chiara, otre a ciò c’è anche una diversa formazione.

A luglio avete suonato sul palco del prestigioso Metaldays. Sono molto curioso di sapere come vi siete trovati, qual è stata la reazione del pubblico e cosa vi ha insegnato un’esperienza del genere.

Il Metaldays è stato un piccolo sogno divenuto realtà, un‘esperienza fantastica, ci siamo veramente divertiti, siamo entrati in contatto con alcune band emergenti che suonavano li come noi, con alcuni di loro ci trovavamo a sbronzarci durante le serate. È stato bello vedere quasi tutte le band (sia underground che non), suonare al festival, conoscere gente, interagire di vari argomenti, comprare un sacco di CD introvabili. La reazione del pubblico è stata fantastica, vedevamo le persone divertirsi a pogare e cantare su alcune nostre canzoni, a fine concerto venivano li da noi per conoscerci di persona, a chiedere autografi e il cd fisico. L’esperienza ci ha insegnato una cosa fondamentale, che abbiamo ancora tanto da imparare, fuori, specialmente nell’underground, esistono gruppi pazzeschi i quali possono tranquillamente competere con i grandi.

A livello organizzativo, come vi siete trovati al Metaldays? Avendo suonato anche in festival italiani, avete trovato delle grosse differenze?

Al Metaldays l’organizzazione è sorprendente, è stato tutto abbastanza semplice, quando eravamo sul nostro palco siamo stati seguiti come si deve dai fonici, ci hanno dato anche la possibilità di fare un soundcheck (cosa che spesso non succede e se si è fortunati si fa un line-check), inoltre avevamo un bus che trasportava la nostra strumentazione. Le differenze che abbiamo notato ci sono state come ad esempio, invece dei soliti token l’idea della tessera che puoi ricaricare nei vari stand è migliore (questo metodo lo abbiamo trovato solo al Fosch Fest), la grandezza del festival nonché la bellissima location, un altro aspetto è la pulizia dello sporco, raramente trovavi oggetti (bicchieri, sigarette ecc.) buttati per terra, era sempre tutto ben pulito, inoltre c’era una grande quantità di stand per comprare musica per tutti tipi di rock e metal, maglie e tantissimi oggetti vari, anche prodotti da sexy shop!!! Quello che ci ha colpito di più è la partecipazione e l’accoglienza delle persone alle esibizioni dei vari gruppi underground e i poghi che ne derivavano.

Da esterno ho notato che per qualche motivo siete un po’ fuori dal giro “underground noto”, la cosa mi dispiace perché siete in gamba e meritate di suonare più spesso. Credete che questo magari dipenda dalla vostra provenienza o che ci sia qualche altro fattore? Oppure è solo una mia sensazione e voi non la vedete così?

Sicuramente la provenienza gioca un po’ a sfavore, purtroppo il folk metal da noi non è ancora ben percepito rispetto ad altri generi, rimane sempre un po’ nell’ombra, oltre al fatto che ci sono pochissimi locali che danno la possibilità a gruppi underground di esibirsi. Negli anni abbiamo avuto diverse soddisfazioni come ad esempio suonare due volte al Sinistro Fest, all’Hard Rock Cafè di Firenze per la presentazione del tuo libro Tolkien Rocks. Viaggio nella Terra di Mezzo insieme a Luca Garrò, al Fosch Fest, al Fuck You We Rock, al Metaldays, siamo riusciti ad accostare gruppi del calibro come gli Elvenking, Furor Gallico e tanti altri ma è anche vero che il nostro impegno non è al massimo, purtroppo la realtà non ci permette di poter seguire solamente la band a tempo pieno.

Qual è il sogno nel cassetto degli Evendim?

Diventare famosi e vivere lavorando di sola musica ahahah!!! Scherziamo, siamo realisti: ci piacerebbe riuscire a fare dei piccoli tour suonando anche in bei festival sia in Italia che all’estero, riuscire a trovare un’etichetta con un buon contratto, ma il sogno sarebbe quello di riuscire ad entrare al meglio nei cuori dei fans con la nostra musica e lasciare  loro qualcosa di positivo.

Ragazzi, vi ringrazio per l’amicizia che da sempre mi mostrate e vi auguro che il nuovo lavoro vi possa portare a un livello di notorietà superiore. Siamo ai saluti!

Grazie a te per il sostegno, grazie ai lettori di Mister Folk e un grandissimo grazie alle persone che ci supportano in questo viaggio.

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Intervista: Evendim

Il nome Evendim circola da un po’ nell’underground tricolore: merito dei due demo/EP finora pubblicati e delle buone prestazioni sui palcoscenici di festival e locali italiani. Quel che io non sapevo è che gli Evendim sono ragazzi veramente alla mano e simpatici (dei veri toscani!) quanto professionali e precisi in concerto e negli eventi organizzati. Prova ne ho avuta quando sono stati chiamati a suonare all’Hard Rock Cafè di Firenze in occasione della presentazione del mio libro Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo dello scorso febbraio. Una band da tenere d’occhio!

live al Fosch Fest (ph. Simone Brambilla)

live al Fosch Fest (ph. Simone Brambilla)

Presentate il gruppo ai lettori di Mister Folk.

Il progetto Evendim nasce nell’Aprile 2008, da un’idea di Marco e Danilo, rispettivamente voce e basso del gruppo Invisible Horizon. Con l’intenzione di sperimentare nuove sonorità, anche Petr e Alessio, chitarra e batteria del medesimo gruppo, seguirono i loro compagni, e il progetto prese forma. L’idea era di mantenere i ritmi serrati dell’heavy metal, introducendo inoltre le orecchiabili melodie della musica folk. Per questo motivo, si rese necessario l’inserimento di altri strumenti, e ben presto si aggiunsero un fisarmonicista, Nicola, e un secondo chitarrista, Niccolò.
Dopo un lungo periodo di incubazione, arrivò per il gruppo il “concerto inaugurale”, in occasione del quale si ebbe la partecipazione della cantante Fabiana dai Jungle Boogie, e del tastierista Matteo, dai Blasphera. In seguito, quest’ultimo entrerà stabilmente a far parte della band. Alla fine del 2009, il cantante e fondatore Marco lasciò il gruppo per motivi di lavoro. Al suo posto, subentrò l’ex Sawdust James, e il gruppo si avviò verso la registrazione della prima demo, sotto la supervisione di Joe Firenze e Alessandro Biondi, chitarrista e tastierista della band Pompadur, e con l’aiuto di Pietro Fara (al tempo, insegnante di chitarra di Niccolò), nel “Joe Firenze Studio” di Castelfiorentino (FI). La copertina venne realizzata da Manuel Turini.
Il disco ha visto la luce nei primi mesi del 2011, ed è stato recensito da riviste e webzine quali Spirit Of Metal, Italia di Metallo e Metal Hammer Italia, che lo ha nominato Demo del Mese di Ottobre 2011. Nel corso del 2011, la band ha effettuato una serie di concerti, al fianco di band come Pompadur, Sushi Rain, The Slash, Torgal’s Head, Archeosophia, Whiskey Funeral, e molti altri, ma alla fine di esso, anche James fu costretto a lasciare per motivi di lavoro. Dopo alcuni mesi di ardua ricerca, la band si mise in contatto con Lorenzo, ex-cantante degli ormai sciolti X-emplar, che accettò di unirsi al gruppo. Con questa nuova lineup, il gruppo si prepara a ritornare sui palchi, e a tornare in studio per un secondo lavoro.
Dopo aver finito di registrare la seconda demo (a metà 2014) Niccolò il secondo chitarrista decide di lasciare la band per motivi personali. Lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto per la band, e gli auguriamo buona fortuna in tutto!
Dopo qualche mese di ricerca siamo riusciti a trovare un sostituto: Simone, che a breve farà il suo debutto con noi al Sinistrofest!! Dopo il SinistroFest 2014, dove abbiamo condiviso il palco con ODR, Calico Jack, Folk Metal Jacket, Vallorch e Diabula Rasa la nostra avventura sui palchi italiani e toscani continua. Condividendo il palco con The Hotness, Furor Gallico e Sentinum e partecipando al SinistroFest 2015 in compagnia di Arcana Opera, Artaius, Vexillum e Runover.

In estate avete suonato al Fosch Fest: raccontate il concerto, le sensazioni e il responso all’esibizione. C’è stato un gruppo che vi ha colpito particolarmente?

Il Fosch Fest è stata un’esperienza meravigliosa per noi, la prima esperienza in un festival di quel livello in mezzo a band straordinarie. Eravamo molto nervosi e tesi prima di incominciare ma poi sul palco abbiamo dato il massimo. Pensiamo che la gente abbia apprezzato il nostro stile, ci sono arrivate sia critiche che apprezzamenti e questo ci permette di capire dove migliorare. I gruppi che ci hanno colpito (lasciando da parte quelli più famosi) sono i Drakum, Ulvedharr e Atavicus.

Lo scorso febbraio avete calcato il palco dell’Hard Rock Cafè di Firenze proponendo, tra le altre canzoni, una cover ben riuscita di The Wizard dei Black Sabbath: pensate di inserirla in un prossimo demo/EP?

Sinceramente non pensiamo di inserire nessuna cover nel prossimo lavoro ma se dovesse accadere abbiamo anche altre cover da proporre, è ancora tutto da vedere.

live all'Hard Rock Cafè

live all’Hard Rock Cafè

Avete inciso due cd, Whiskey On Fire e Old Boozer’s Tales: come li vedete ora a distanza di anni? Cosa vi hanno insegnato in fatto di esperienza?

Con Whiskey On Fire avevamo da poco iniziato a mischiare le influenze folk con la nostra musica quindi era una sorta di prova, mentre Old Boozer’s Tales è stato un lavoro più evoluto in quanto ci abbiamo messo tutte le nostre varie influenze musicali. Cosa abbiamo appreso? Che bisogna ancora lavorare duro per ottenere dei buoni risultati.

Il vostro folk metal “leggero” ricorda gruppi eleganti come gli Skyclad. Cosa pensate della band inglese e come mai, secondo la vostra esperienza, le band che hanno creato questo genere musicale sono surclassate in fatto di notorietà da gruppi più giovani e spesso poco ispirati?

A dire la verità gli Skyclad li conosciamo poco, solo poche canzoni, sappiamo che sono una band di tutto rispetto ma non ci hanno influenzato molto. Pensiamo che i fan del folk metal apprezzino più un folk aggressivo cantato in growl, con accordature basse, invece di qualcosa più soft e classico, infatti esistono più band su questo stile che su quello degli Skyclad, molti tra l’altro si somigliano e resta difficoltoso distinguerli. Poche nuove band hanno quel qualcosa in più dove riesci a capire chi sono, questo è solo un pensiero nostro.

La canzone Black Roses (contenuta in Old Boozer’s Tales) è una sorta di power ballad, secondo me molto ben riuscita. Pensate di proporre qualcosa del genere anche in futuro?

Sì, le ballad sono parte integrante del nostro repertorio, e ne abbiamo altre in lavorazione.

Come è la scena toscana e vi sentite parte di essa?

Parlando di folk in toscana esistono poche band su questo genere e noi siamo una di quelle, per il resto della musica rock/metal esistono tante band toscane valide, e per fortuna ci sono ancora dei locali che propongono e sostengono questa scena. Mancano le persone, i fan che supportano tale realtà. Sono pochi i metallari toscani rispetto ad altre regioni, soprattutto guardando al nord, dove viene seguito maggiormente il genere.

Il famosissimo sito/archivio metal-archives.com vi ha tolto dalla lista delle band perché “non abbastanza metal” per farne parte. La cosa mi sembra ridicola in quanto nel sito sono presenti band ben più soft se non del tutto acustiche (Wardruna). Pensate sia un danno alla visibilità della band?

Ci dispiace tanto non poter più far parte del sito però potrebbe ricredersi in futuro, di sicuro un po’ più visibilità si poteva avere attraverso di loro comunque faremo il possibile per rientrarci.

Anche su Facebook rimarcate il fatto di suonare folk metal, avendo aggiunto al vostro nome proprio la dicitura “folk metal”. Cos’è per voi questo genere musicale e quali sono i gruppi ai quali vi ispirate maggiormente?

Premettiamo che la dicitura “folk metal” non è stata un modo scelto da noi per rimarcare il nostro genere ma siamo stati costretti da Facebook in quanto non ci concedeva come nome la sola parola Evendim.
 Questo genere per noi rappresenta la libertà, la passione, il divertimento che mettiamo nell’esprimerci e creare le nostre canzoni. Abbiamo cominciato facendo cover dei Korpiklaani, i quali insieme agli Alestorm, Elvenking e altre band, ci hanno fatto avvicinare al folk-metal. Nell’ascoltare le nostre canzoni trovi in noi diversi generi musicali, per esempio per le ballad ci ispiriamo anche all’hard rock anni 80.

Classica domanda sulla salute della band: cosa state facendo e cosa dobbiamo aspettarci dagli Evendim nel prossimo futuro?

In questo momento siamo in una piccola pausa dalla scena live, per poter finire le ultime canzoni che andranno a comporre il nostro nuovo album, speriamo di entrare in studio a breve, per poi tornare a fare più concerti possibili.

Grazie ragazzi per la disponibilità e la simpatia, vi lascio lo spazio per dire tutto quel che volete.

Grazie a te per l’intervista, e grazie ai nostri fan che ci sostengono e per i quali avremmo novità a breve. Un saluto da parte degli Evendim!!!