Din Brad – Dor

Din Brad – Dor

2012 – full-length – Prophecy Productions

VOTO: 7,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Alma: voce – Inia Dinia: voce, tastiera – Negru: batteria

Tracklist: 1. Amar – 2. Îmbrăţişat De Dor – 3. Poarce’n Suflet Greu Păcatu – 4. Doină – 5. Cîntecul Cununei – 6. Dor – 7. Of, Of, Viaţă – 8. Durere – 9. Foaie Verde, Odolean -10. Cine Iubeşte şi Lasă – 11. Bradule, Brăduţule

Anno 2012, dalla tetra e sognante Romania si affacciano sul mercato i Din Brad, gruppo nato nel 2008 dalla volontà di Negru, batterista dei Negură Bunget recentemente venuto a mancare, nonostante l’idea iniziale sia di sei anni prima. Alla sua causa si uniscono la cantante Alma e la tastierista/cantante Inia Dinia, all’epoca della pubblicazione anche lei nei Negură Bunget, oltre ad una serie di ospiti. Dor è il primo e unico disco per la formazione di Timişoara, un lavoro che dista miglia dal sound del gruppo madre in quanto le undici tracce che compongono l’opera sono prive di strumenti elettrici, voci aggressive e ritmi serrati. Dor è la visione personale dei musicisti della loro musica tradizionale, la romena. Disco non di facile assimilazione, ma estremamente attraente, al punto che la geniale Prophecy Productions non ha perso tempo, mettendo immediatamente sotto contratto la band.

Le composizioni spaziano tra stacchi vocali e percussioni ripetute per tutta la durata della canzone, come in un rituale dove la mente riesce a uscire dal corpo per compiere voli e avere visioni altrimenti impossibili. Proprio le percussioni sono il motore trainante di Dor, in quanto, oltre al “solito” scheletro del brano, fanno anche da strumento principale in più di una situazione. Discorso a parte per le voci: la profonda Alma ben si distingue dalla squillante Ania Dinia, mentre Cătălin Motorga (nei Negură Bunget per i dischi Vîrstele Pămîntului e Poartă De Dincolo, ma qui in veste di ospite) spezza più di una volta la magia a tratti inquietante che si viene a creare grazie alle due brave cantanti. Diversi capitoli (Poarce’n Suflet Greu Păcatu, Of, Of, Viaţă e la conclusiva Bradule, Brăduţule) sono musicati unicamente dalla voce maschile, mentre in Cîntecul Cununei Ania Dinia canta nel silenzio degli strumenti. Ogni singola canzone presente in Dor è una cerimonia con la natura, al rifugio sotto i possenti e secolari abeti dai quali la band prende il nome. La canzone Dor è forse la migliore rappresentatrice del sound dei Din Brad: percussioni incalzanti, le voci delle due singer che si alternano magistralmente con il dulcimer a creare la melodia di sottofondo; il risultato è ammaliante e raccapricciante al tempo stesso. Altro brano particolarmente interessante è Durere: l’aria si fa opprimente e la leggera tastiera che riempie il vuoto lasciato dagli strumenti assenti non fa altro che appesantire ulteriormente l’atmosfera; il flauto e il ritmo incalzante del finale non possono che far pensare a una danza liberatoria inforno al fuoco in una notte di luna piena.

Dor è un disco intenso e pesante, evocativo e pericoloso. I Din Brad sono i portatori dell’anima più tradizionale e ancestrale dell’affascinante Romania. Musica da ascoltare con la tremolante luce di una candela, l’incenso che brucia l’aria e, per chi può permetterselo, a piedi scalzi sull’erba quando il buio prende il sopravvento sulla luce. Le evocazioni di Dor sono in grado di far sognare così come di far rabbrividire. Chi ha paura di provare?

NB – recensione rivista e aggiornata rispetto alla versione originariamente pubblicata per il sito Metallized.