Heidevolk in Italia per 3 concerti

Il fine settimana si preannuncia rovente per gli amanti del pagan/folk metal: gli olandesi Heidevolk, infatti, saranno in terra italiana per tre concerti, un’occasione da non perdere per gli tutti gli appassionati del genere!

La formazione di Arnhem sarà protagonista di tre show imperdibili, ecco le date e i locali:
22 novembre 2019, Slaughter Club, Paderno Dugnano (MI) – evento FB
23 novembre 2019, Revolver Club, S. Donà Di Piave (VE) – evento FB
24 novembre 2019, Traffic Live, Roma – evento FB

Gli Heidevolk nascono nel 2002 e in appena tre anni stupiscono tutti quanti con la pubblicazione del debutto De Strijdlust Is Geboren, un album gagliardo e personale, robusto e caratterizzato dal doppio cantato pulito e profondo, decisamente “macho” e che si sposa alla perfezione con la musica rude e diretta dei musicisti. Non tarda ad arrivare la firma con la Napalm Records, label che da allora cura i dischi del combo proveniente dalla regione Gelderland. In totale sono stati realizzati sei full-length, un EP e lo split – dieci anni addietro – con gli Alestorm, anche loro su Napalm Records e all’epoca sulla rampa di lancio. In questi anni gli Heidevolk non hanno mai sbagliato un colpo, incidendo sempre lavori validi, ma se proprio si devono fare dei nomi, allora il prima menzionato debutto De Strijdlust Is Geboren e Batavi possono essere considerati come i migliori del lotto.

Ad accompagnare l’ormai storica band olandese ci saranno due realtà underground della scena italiana: Kormak e Hell’s Guardian. I primi, pugliesi, hanno esordito lo scorso anno con il cd Faerenus e propongono un folk metal con elementi death e symphonic, mentre i secondi, lombardi, sono in attività dal 2009, ma solo negli ultimi anni sono riusciti a pubblicare del materiale: per loro all’attivo ci sono due full-length e un EP di death metal melodico.

Heidevolk + Kormak + Hell’s Guardian è un bel mix di esperienza e gioventù, un appuntamento da non perdere e che per giunta capita nel fine settimana: assolutamente vietato mancare!

NB – Mister Folk parteciperà alla data romana e in quell’occasione sarà presente anche il banchetto della Mister Folk Distro.

Nell’archivio del sito trovate i seguenti articoli riguardanti i tre gruppi:

HEIDEVOLK
Recensione Uit Oude Grond, 2010
Recensione Batavi, 2012
Recensione Velua, 2015

KORMAK
Recensione Faerenus, 2018
Intervista 2018

HELL’S GUARDIAN
Recensione Follow Your Fate, 2014
Intervista 2014

Intervista: Hell’s Guardian

Con il debutto Follow Your Fate gli Hell’s Guardian si stanno facendo conoscere nel giro che conta. Il chitarrista Freddie Formis ci racconta la storia della band tra death melodico, J.R.R. Tolkien e ospiti illustri… in attesa del prossimo lavoro.

hellsguardianAvete da poco pubblicato il disco di debutto: presentatevi ai lettori che non vi conoscono e raccontate la vostra storia.

Gli Hell’s Guardian nascono nel 2009 da un’idea mia e di Dylan, mio fratello, alla quale poi si sono aggiunti Cesare e Pietro. Inizialmente ci siamo presentati come cover band di gruppi come Ensiferum, In Flames e Amorphis, per poi proporre brani nostri. Nel 2010 è uscito il nostro primo demo intitolato Hell’s Guardian e in questi anni abbiamo avuto il piacere di condividere il palco con band come Vision Divine, Furor Gallico, Evenoire ecc. Nel 2013 ci siamo recati in studio per registrare Follow Your Fate, questo, per noi, è il nostro primo album in studio. È stato registrato presso lo studio di registrazione Media Factory di Esine (BS), prodotto da Fabrizio Romani. L’album presenta undici tracce di cui otto inedite, due intro e un medley incentrato sui temi principali della colonna sonora de Il Signore Degli Anelli. L’album presenta alcuni special guest, tra cui Lisy Stefanoni (Evenoire), Davide Cantamessa (Taste Hematic Chains), Mauricio Carrion (Taste Hematic Chains, Faust, Infinity), Fabrizio Romani (Infinity, ex-Skylark) e Sabrina Moles. L’artwork è stato realizzato da Jan Örkki Yrlund (Darkgrove Design), disegnatore, il quale ha lavorato con band di spessore quali Manowar e Korpiklaani.

Parliamo delle vostre influenze musicali…

Tutti e quattro abbiamo una visione ampia nel metal, nel senso che ascoltiamo un po’ tutti i suoi sotto generi, melodic death, folk, viking, power, epic, thrash ecc. A livello compositivo però ci facciamo molto influenzare da gruppi come Amorphis, Ensiferum, primi In Flames e anche a livello vocale siamo abbastanza influenzati dai primi due gruppi che ho citato. Quest’ influenza forse deriva anche dal fatto che eseguivamo dal vivo alcune cover di queste band prima di comporre Follow Your Fate e sul nostro primo demo, uscito nel 2010, era presente anche la cover degli Amorphis On Rich And Poor.

A mesi dall’uscita dell’album, quali sono le reazioni?

Ci riteniamo soddisfatti da come sta andando l’ album, sta ricevendo anche molti commenti positivi sia in Italia che all’ estero, da parte di altre band, musicisti, webzine e magazine. Direi un buon inizio per essere un primo album. L’unico problema è che non riusciamo bene ad inserirci in un genere metal preciso, visto che tanti ci definiscono melodic death, altri epic/viking/folk e altri ancora power, quindi ci è abbastanza difficile precisare che genere proponiamo.

Follow Your Fate è un autoprodotto: mancanza di alternative o una vostra decisione?

È stata una nostra decisione perché volevamo gestire tutto noi e anche per non avere influenze esterne od obblighi discografici, così non abbiamo neanche provato a cercare un contratto discografico. Per un futuro disco valuteremo al meglio i pro e contro che può avere una casa discografica.

Ho apprezzato veramente molto l’utilizzo della voce pulita, lontana da come si intende oggi, in particolare quando si alterna con il growl.

Mi fa molto piacere che ti piaccia. Ti do ragione e mi ha fatto sorridere quello che hai scritto nella recensione: “Attenzione però, non si parla di voce pulita ruffiana e lagnosa come molti gruppi metalcore/deathcore utilizzano nei classici ritornelli dal sapore adolescenziale, ma di voce “cantata” come si faceva una volta.” D’altronde Pietro è quello della band che abita più a nord della Valle Camonica, direi che è una specie di “Vichingo della Val Camonica” ahah.

La maggior parte delle canzoni sono su ritmi medi con grande utilizzo di melodie chitarristiche. Sicuramente starete lavorando su del nuovo materiale: continuerete su questa via o avete intenzione di cambiare (o aggiungere) qualcosa?

È ancora presto per parlarne, però penso che cercheremo di rinnovare il sound con quello che mancava a Follow Your Fate, un po’ di aggressività in più e cercare di sperimentare anche nel campo folk, ma cercando sempre di mantenere la nostra linea epica e melodica.

Quali pensate essere i vostri punti di forza?

A parer nostro, i punti di forza che spiccano di più sono le voci (il growl di Cesare e la voce pulita di Pietro) e le varie parti melodiche di chitarra, penso che siano gli elementi che un ascoltatore esterno nota di più.

Nome del gruppo, titolo dell’album e copertina ricordano il power metal degli anni ‘90, mentre voi suonate death metal melodico. Avete dei legami con quella scena? Soprattutto, riconoscete anche voi questa “vicinanza”?

Sicuramente il nostro modo di porci è influenzato dal power metal. Anche perché Cesare, Dylan ed io abbiamo sempre ascoltato ed apprezzato il power di band come Blind Guardian, Helloween, Edguy, Avantasia, Sonata Artica ecc.

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Per l’artwork avete assoldato l’artista Jan “Örkki” Yrlund, un nome importante per il settore. Ha lavorato su vostre indicazioni, magari con i testi sottomano?

Inizialmente abbiamo affidato il lavoro a un grafico italiano, il quale però non ha minimamente prestato interesse al lavoro incaricatogli, facendo la tipica figura dell’italiano medio “dedito al lavoro”. Quindi cercando su internet abbiamo trovato i contatti di un noto grafico finlandese, Jan “Örkki” Yrlund. All’inizio eravamo abbastanza titubanti all’idea di lavorare con lui, date le sue precedenti collaborazioni importanti con band del calibro di Manowar e Korpiklaani, soprattutto non sapevamo cosa aspettarci a livello monetario. Invece, il prezzo da lui richiesto si è rivelato alla portata del nostro budget. Il lavoro è stato svolto in breve tempo, in modo molto professionale. L’artwork è stato ben curato e l’idea iniziale è stata ben sviluppata dal grafico stesso. Possiamo dunque ritenerci molto soddisfatti.

L’ultima traccia di Follow Your Fate è una rivisitazione dei principali temi della colonna sonora de Il Signore Degli Anelli. Come è nata questa idea, e cosa pensate de Lo Hobbit di Peter Jackson?

L idea di Middle Earth è nata dal fatto che stavamo cercando una cover da proporre sul disco ma ci sembrava al quanto banale rifare una canzone simile al nostro genere musicale e dato che tutti noi della band siamo fan de Il Signore Degli Anelli ho pensato bene di proporre di ri-arrangiare la colonna sonora del film in chiave metal e i ragazzi sono stati subito entusiasti di quest’idea. Personalmente sono un amante della trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli, ma Lo Hobbit non mi sta entusiasmando più di tanto per il fatto che mi sembra troppo forzato, dopo a livello di come è girato è fatto davvero bene, niente da dire da quel lato e di sicuro a dicembre al cinema ci andrò per vedermi il terzo capitolo.

Prima di terminare è d’obbligo chiedervi quali saranno i vostri prossimi passi.

Ora cerchiamo di promuovere al meglio Follow Your Fate; abbiamo per la mente di fare più avanti un EP con qualche brano nostro ripreso in acustico e forse un inedito, ma rimane solo un idea per ora.

Grazie per l’intervista, lo spazio conclusivo è vostro.

Grazie a te Mister Folk per la disponibilità e invitiamo tutti i lettori di questa webzine a seguirci sulla nostra pagina Facebook per tutte le novità, tra pochi giorni uscirà il video ufficiale di Away From My Fears, quindi a presto!

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