Helheim – WoduridaR

Helheim – WoduridaR

2021 – full-length – Dark Essence Records

VOTO: 9 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: H’grimnir: voce, chitarra – V’gandr: voce, basso – Noralf: chitarra – Hrymr: batteria

Tracklist: 1. Vilje Av Stål – 2. Forrang For Fiender – 3. WoduridaR – 4. Åndsfilosofen – 5. Ni S Soli Sot – 6. Litil Vis Made – 7. Tankesmed – 8. Det Kommer I Bølger – 9. Hazard (Richard Marx cover)

Ogni volta che esce un nuovo disco degli Helheim non si può fare a meno di essere positivamente stupiti per la qualità del lavoro e per l’incredibile evoluzione musicale che la formazione norvegese ha compiuto da inizio carriere a oggi. Nati nell’ormai lontano 1992, il quartetto di Bergen arriva con WoduridaR al traguardo dell’undicesimo studio album, sicuramente uno dei capitoli migliori dell’intera discografia. Musicalmente il nuovo disco prosegue la linea stilistica iniziata con l’ottimo raunijaR del 2015, il primo a coniugare in maniera ineccepibile black, viking, avantgarde e un pizzico di prog. Sono seguiti poi gli altrettanto validi landawarijaR e Rignir, dai quali WoduridaR prende la libertà di esprimersi senza freni, ma recuperando un po’ di sana cattiveria che ultimamente era stata messa un po’ da parte a favore di soluzioni meno estreme.

Le otto canzoni che compongono il disco hanno un inquietante quanto affascinante alone di nebbia intorno a loro. La produzione è ottima e non siamo dinanzi a suoni sporchi o affossati, la nebbia fa parte delle canzoni, è quello che si “vede” chiudendo gli occhi e ascoltando WoduridaR. Non poteva esserci inizio migliore con Vilje Av Stål, viking black con pregevoli rallentamenti e arpeggi nell’aria elettrica e assoli funzionali al “caos” che trasmette il brano. Forrang For Fiender è un up-tempo con il doppio cantato scream/pulito, breve nella durata ma dal forte impatto emotivo. La title-track è una bella canzone varia e ricca di soluzioni, con un ritornello melodico che si ripete molte volte fino a diventare ipnotico. Il continuo alternarsi di metal estremo, melodie sinistre, cori monumentali e urla scream – senza un preciso schema, il che rende le canzoni mai prevedibili – e forse esempio più bello e completo è rappresentato da Ni S Soli Sot, ennesima dimostrazione, non che ce ne fosse bisogno, di come si può essere efficaci e appassionanti senza avere una spina dorsale ben definita: assoli di chitarra, controtempi di batteria e squillanti campane sono solo alcuni degli elementi che rendono il pezzo in questione incredibilmente attraente. É interessante poi che dopo un brano così multiforme arrivi quello più estremo e old school, quel Litil Vis Made che riesce a trovare il modo di incuriosire con lo stacco centrale con cantato pulito e suoni inusuali primi di riprendere la corsa verso l’inferno, Helheim appunto.

I cinquattasette minuti di WoduridaR (se si considera anche la canzone Hazard presente solo in versione digitale e sul vinile, non su cd, riuscita cover di una hit del 1992 del cantante Richard Marx) volano via, imprendibili come la nebbia notturna in un bosco che può essere minaccioso ma anche accogliente. Con gli Helheim è sempre così: all’apparenza spaventosi e scontrosi, ma l’ascolto conquista immediatamente nonostante (o forse proprio grazie) l’oscurità che permea le canzoni. Da qualche anno sono indubbiamente tra le migliori realtà non solo viking black o scandinave, ma del metal estremo tutto.