Live report: Heidevolk a Roma

HEIDEVOLK + KORMAK + HELL’s GUARDIAN

24 novembre 2019, Traffic Live, Roma

Gli Heidevolk scendono in Italia per un mini tour di tre date comprendente le province di Milano, Venezia e Roma. Accompagnati da Kormak e Hell’s Guardian, due realtà italiane già note ai lettori di Mister Folk, gli olandesi hanno dato il massimo anche se la risposta di pubblico nell’arco delle tre serate non è stata delle più entusiasmanti.

Nel locale ci sono poche decine di persone quando salgono sul palco i lombardi Hell’s Guardian, autori di due dischi e un EP. La band propone un death metal melodico con parti cantate in clean e una grande cura per gli arrangiamenti e i dettagli. Il suono pulito aiuta i musicisti a conquistare il pubblico inizialmente timido e distante dal palco, terminando lo show tra gli applausi. La scaletta presenta canzoni tratte dal recente As Above So Below, ignorando – a causa del poco tempo a disposizione – il debutto Follow Your Fate. Promossi e da vedere con una setlist più corposa.

Scaletta Hell’s Guardian: 1. Crystal Dorr – 2. As Above So Below – 3. Blood Must Have Blood – 4. Lake Of Blood – 5. Jester Smile – 6. Colorful Dreams

I pugliesi Kormak iniziano il concerto dopo un breve cambio palco e nella mezz’ora a disposizione fanno ascoltare ai presenti tutte le sfaccettature del proprio sound: il protagonista è chiaramente Faerenus, debut album pubblicato lo scorso anno da Rockshots Records. La cantante Zaira De Candia è al centro della scena con la sua voce potente ed eclettica, mentre gli altri musicisti risultano un po’ statici; musicalmente si passa da brani folk metal ad altri vicini al symphonic metal o a una sorta di death melodico simil Arch Enemy ultimo periodo. Tanta carne al fuoco, forse troppa, ma la band ha potenziale per emergere.

Un breve intro indica l’inizio del concerto degli Heidevolk: il Traffic è ben lontano dall’essere pieno, ma gli spettatori sono belli caldi (parole del bassista Rowan Roodbaert!) e subito in sintonia con i ragazzi olandesi. Durante l’ora e mezza di esibizione vengono toccati tutti e sei i dischi pubblicati, facendo la gioia di chi è molto legato ai vecchi dischi. Tra riferimenti agli dei del grande nord e continui odi al bere e al buon alcool, gli Heidevolk riescono persino a far pogare il pubblico, che di conseguenza si scioglie e si lascia andare a cori e incitamenti vari. I musicisti ce la mettono tutta, tra smorfie, sudore e tanta passione quel che ne esce fuori è un vero concerto di pagan metal. I suoni rendono giustizia alle canzoni e si passa da inni di battaglia a drinking songs con estrema naturalezza. Il recente Vuur Van Verzet è il disco più saccheggiato – com’è normale che sia –, ma è con grande esultanza che vengono accolte le varie SaksenlandOstara e Einde Der Zege. Con Vulgaris Magistralis il concerto raggiunge l’apice di coinvolgimento: tutti (musicisti e spettatori) saltano e cantano, alcuni addirittura si abbracciano e viene da pensare che il folk metal, nella sua forma più pura di intrattenimento e cultura, possa, per qualche istante, aiutare gli uomini a rendere il mondo un posto più bello.

Divagazioni a parte, dispiace per il numero basso di paganti, ma c’è da dire che i presenti hanno fatto sentire il proprio calore alle band e la serata è stata assolutamente piacevole. Inoltre gli Heidevolk dopo lo show si sono fermati al banchetto del merchandise per foto e autografi, ma sono rimasti fino all’1.30 fuori dal backstage per chiacchierare e bere birra con chi ne avesse desiderio. Ce ne fossero di artisti così disponibili!

Scaletta Heidevolk: 1. Ontwaakt – 2. Ostara – 3. A Wolf In My Heart – 4. Einde Der Zege – 5. Onverzetbaar – 6. Yngwaz’ Zonen – 7. Britannia – 8. Winterwoede – 9. Urth – 10. Het Geldersch Volkslied – 11. Het Bier Zal Weer Vloeien – 12. Tiwaz – 13. Saksenland – 14. Het Wilde Heer – 15. Velua – 16. Drankgelag – 17. Woedend – 18. Vulgaris Magistralis – 19. Nehalennia