Kyn – Earendel

Kyn – Earendel

2019 – full-length – Blackdown Music

VOTO: 7 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Ida Elena: voce, chitarra, jambe, bodhran, darabuka – Albert Dannenman: ghironda, cornamusa, low whistle – Gino Hohl: cornamusa, citarra, darabuka, davul, shalmei – Anja Novotny: cornamusa medievale, tin e low whistle, flauto, chitarra, tastiera, hummelchen – Dirk Kilian: bouzouki, nichelharpa, gaita, cornamusa medievale, sitar, dudukv- Heiko Gläser: batteria, davul, jambe

Tracklist: 1. Kamprab – 2. Kyn – 3. La Leggenda Di Colapesce – 4. Yggrasil – 5. Amor Lontano – 6. Sang Til JomfruMaria – 7. Herr Mannelig – 8. Fata Morgana

Il pagan folk è un genere che in linea di massima suona tradizionale e, anche se può sembrare brutto o un difetto – e di certo non lo è –, sempre uguale a se stesso. Quello dei Kyn è un progetto ambizioso, sia per l’aspetto prettamente musicale che per l’idea che si cela dietro alla band e che è ben comprensibile ascoltando le parole dei testi. Alla base classica formata da chitarra, percussioni e strumenti folk, infatti, troviamo una forte e “nuova” componente elettronica, che quando presente dona uno slancio inedito in questo genere che fa suonare tutto fresco e “diverso”. A livello lirico la band vuole creare un ponte tra il nord Europa e il Mediterraneo e la cosa chiaramente influenza anche la parte musicale. Ascoltando Earendeltroviamo canzoni tipicamente nordiche con altre maggiormente calde e vicine alla cultura mediterranea, quindi sotto questo punto di vista non si può che riconoscere la riuscita della proposta dei Kyn. Il disco è un debutto e alcuni dettagli possono essere migliorati in futuro, ma con il “peso” dei musicisti in formazione il progetto italiano/tedesco/svizzero convince appieno grazie a sinuose melodie e momenti di grande qualità.

L’iniziale Kamprab è caratterizzata dai vocalizzi eterei di Ida Elena, con percussioni incalzanti e melodie che portano alla mente il medio oriente, ma è con la seguente Kyn che la band tira fuori tutta la personalità: il brano è un bel mix di stili e influenze, ben ritmato e accattivante da far battere immediatamente il piede a chi ascolta. Segue quello che uno dei pezzi più riusciti del cd, ovvero La Leggenda Di Colapesce. Dopo la prima parte quasi narrata in italiano, le sonorità folk s’impossessano della scena e il cantato si divide tra dialetto siciliano e tedesco, con i bassi che pompano groove e potenza. Yggrasil è il brano meno ispirato e il testo un po’ troppo prevedibile di certo non aiuta. Amor Lontano, come suggerisce il titolo, ha una forte vena poetica, ma a stupire è la bella intuizione della chitarra classica spagnoleggiante che a sorpresa appare per alcuni secondi: una canzone che si esaurisce un po’ presto, ma che sicuramente lascia il segno. Sang Til Jomfru Maria dura poco più di due minuti e ha una forte vena epica, quasi da colonna sonora, con la voce di Ida Elena che raggiunge picchi altissimi. L’inizio medievale (con tanto di spade sferraglianti) di Herr Mannelig, una ballata in cui una strega cerca di liberarsi dalla maledizione attraverso un matrimonio. In questa canzone l’elettronica ricopre un ruolo molto importante e il bello è che la canzone, in questo modo, funziona alla grande. L’effetto è quello di una discoteca dark, con luci soffuse e fumo che si alza verso il soffitto, con la musica dei Kyn sparata a tutto volume: se la band decidesse di esplorare maggiormente questo aspetto della propria musica potrebbe uscirne qualcosa di davvero unico. Earendel si conclude con Fata Morgana: introdotto da arpa e flauto è un pezzo melodico che parla della Sicilia, con il testo che si divide tra italiano e inglese.

Il debutto dei Kyn è un lavoro personale costituito da canzoni ben fatte: le sonorità contenute di Earendel sono tante e diverse tra loro, così come tanti sono gli strumenti utilizzati dai musicisti, il che amplia la varietà musicale senza dimenticare la componente elettronica, vera chicca dell’album. Tra curiosità per un sound insolito e la tranquillità data da musicisti esperti, quello che esce fuori è un debutto che però suona già maturo, forse un po’ breve nella durata, ma realizzato con canzoni efficaci e piacevoli all’ascolto. Ora è tanta l’attesa per i concerti e il prossimo disco.