Intervista: Nebelhorn

Nebelhorn è una one man band in attività dal 2004 con tre full-length e un EP di puro viking metal all’attivo. L’ottimo Urgewalt, pubblicato pochi mesi fa, è la conferma delle qualità artistiche del mastermind Wieland, un disco viking metal old style come ormai se ne sentono sempre di meno. Il musicista tedesco non si è risparmiato nelle risposte, permettendoci di entrare nel mondo non solo musicale dei Nebelhorn.

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Stefano Zocchi per la traduzione delle domande e risposte.

[Nota del traduttore: Wieland parla con un flusso di coscienza che più che un flusso sembra un fiume in piena, con un filo logico tutto suo e spesso attaccando insieme parole come in tedesco. Ambasciator non porta pena: io ho fatto del mio meglio per tradurre sia il significato di ciò che dice che il suo particolare stile di lingua sciolta, in modo che i nostri lettori riescano a rendersi conto di che tipo di personaggio è.]

Il nome Nebelhorn in Italia non è molto conosciuto, ti chiedo quindi di presentare il tuo progetto ai lettori di Mister Folk.

Grazie mille per la possibilità! Sono onorato! 🙂

Urgewalt è uscito a ben undici anni di distanza da Fjordland Saga: come mai c’è voluto tutto questo tempo?

Okay, vuoi dieci anni in breve? Divorzio, trasloco, nuova relazione, altro trasloco, trasloco aereo per studiare game design a Francoforte che si è concluso con molto stress, ancora trasloco, organizzazione della campagna crowdfunding. Campagna fallita, ho cercato lavoro nel mondo dei videogiochi. Ricerca fallita, ho fatto diversi lavori manuali per tirar su (pochi) soldi, ho lottato per le condizioni dei lavoratori… e mi hanno licenziato, o me ne sono andato io. Altra campagna di crowdfunding. Stavolta ha avuto successo; poi mini-lavoro divertente, licenziato dal mini-lavoro per “misure di ottimizzazione finanziaria”, iniziato a registrare Urgewalt, durante la registrazione mi sono separato dalla mia amata ragazza… L’enorme supporto dei miei buoni amici e della mia famiglia (grazie!) mi ha aiutato a superare questo casino… Sì, in molti sensi questo è stato un album “duro”.

Ora che sei rientrato nel giro, come trovi la scena folk/viking rispetto a undici anni fa?

A me sembra che i tempi migliori erano all’inizio, quando gli ascoltatori erano più appassionati e si interessavano personalmente, c’era più condivisione, più cura, più divertimento in generale e più focus, tutto basato sulla musica… Secondo me, la sensazione adesso è di bere e ritrovarsi ubriachi insieme con la musica in sottofondo alle conversazioni, musica live ma anche non, è questo lo “stato dell’arte” per molti ascoltatori oggi. Ragazzi e ragazze con martelli di Thor e corni da birra che lasciano un sacco di rifiuti sui campi dopo aver lasciato un festival in cui gli artisti cantano di natura, di ambiente e dei “buoni spiriti”… Per me è molto triste vedere che il messaggio essenziale di questa musica ha perso la presa, il pagan e il viking metal vogliono/volevano smuovere le persone. Ma è solo la mia opinione personale.

Trovo Urgewalt un bel disco di viking metal vecchio stampo, senza trovate ruffiane ma che va avanti a suon di riff davvero ben fatti. In particolare mi è piaciuto l’utilizzo delle melodie, mai invadenti e utilissime quando chiamate in causa. In che modo lavori per arrivare al risultato finale?

Grazie mille e sono molto felice che ti piaccia! È sempre una sfida con me stesso cercare di migliorare ogni cosa nella vita, ed è anche una parte essenziale per me quando creo musica. Ma soprattutto per quanto riguarda creare musica, è una cosa che “semplicemente succede”. 1Voglio dire, io faccio quello che mi sembra buono e giusto e sono felice se il risultato è ancora più intenso, più concreto e più bilanciato dal punto di vista della relazione emozione/testi/musica… Quando mi rendo conto che tutto si incastra, è quello il momento in cui un nuovo album vede la luce, mai prima…

Urgewalt è autoprodotto: perché questa scelta? Per aver libertà totale o perché le offerte arrivate non erano di tuo gradimento?

La libertà! La libertà più grande, di poter fare musica senza nessun limite… Niente “deve suonare così”, “lo devi finire entro questa data”, “devi rispettare il budget”, “devi usare il nostro studio”, o “possediamo noi i diritti quindi non puoi più fare CD, anche se i fan li chiedono, perché ci costa!”. In breve: libero dalla tattica “tutte le tue basi ci appartengono” [NdT: la frase che usa è “all your base are belong to us”, una citazione dal mondo dei videogiochi] che si vede nei contratti delle case discografiche. Quindi ora dipendo completamente dai miei ascoltatori e dal loro sincero supporto. È stato così sin dall’inizio.

Il titolo del disco e la copertina sono collegati tra loro. È la stessa cosa per i testi?

Auf Bifrösts Rücken significa “Sulle Spalle del Bifröst”, volevo catturare con la musica la sensazione di mettere i piedi sul Ponte dell’Arcobaleno, di camminare al di sopra delle nuvole… vento e magia. Urgewalt è la title track, è quella la canzone illustrata dall’artwork e riflette l’esperienza di un incontro con le forze della natura e descrive che solo il coraggioso in grado di non fuggire e cercare riparo potrà vedere Thor di persona per poco tempo, aver prova della sua esistenza… O magari era solo una nuvola? 😉 è così che nasce la mitologia.

Nel disco ci sono canzoni di puro viking old school ed altre più melodiche e orecchiabili. Quali sono, secondo te, i punti di forza di Urgewalt?

Ho creato queste canzoni perché le amo e credo di aver sentito che era la cosa giusta da fare. Non vedo “punti di forza” o roba del genere in realtà, nemmeno se li paragono a lavori precedenti o a roba di altre band. Per me è un giudizio che devono dare gli ascoltatori.

In Funkenflug è presente anche il flauto e il risultato, secondo me, è davvero buono. Il flauto, però, non trova spazio nelle altre canzoni: in questo modo si ha l’effetto sorpresa e rende la canzone diversa da tutte le altre. C’è un motivo in particolare che ti ha spinto verso questa scelta?

Innanzitutto, Funkenflug è una canzone d’amore, un’ode all’ispirazione positiva che cresce dove c’è amore per quello che stai facendo e anche per l’amore di un’altra persona. Il flauto rappresenta il momento di perfezione calmo e rilassato in cui il “lavoro” è concluso e lo si può godere… In breve: “Possiamo vivere ogni giorno i nostri sogni e goderci la vita con le nostre abilità e possibilità. E allora facciamolo in maniera onesta e con empatia!” 🙂 Volevo che gli ascoltatori arrivassero a queste domande: “Perché stiamo costruendo questa realtà così crudele per noi e per l’ambiente, adesso? Qual è lo scopo di tutta la negatività, di tutto lo stress di questo mondo che stiamo costruendo attorno a noi?”

La chiusura è affidata a Freyhall, uno strumentale dai toni malinconici, una sorta di outro più strutturato. Perché hai scelto questo tipo di traccia per concludere il disco?

È un brano nostalgico, con una piega affilata piena di tristezza e speranza, descrive la bellezza della natura in tutta la sua diversità, è anche dedicato a una mia buona amica e la sua storia, le cose che le sono successe nella vita… la sua forza e la sua volontà di vivere mi hanno ispirato a comporlo.

Cosa provi quando ti guardi indietro, quando ad esempio hai pubblicato il primo EP Utgard nel 2004?

Sono felice di quello che ho fatto, mi sono preso il mio tempo, l’ho fatto a modo mio contro ogni previsione e ho incontrato un sacco di persone grandiose lungo la strada. Certo, ci sono parti che non sono molto buone, ma l’arte in generale e la sensazione che crea e il dedicarvisi completamente sono la mia vita.

Nel corso degli anni e dei dischi la musica che hai composto è maturata e diventata più personale ed efficace. Hai sempre avuto lo stesso approccio o qualcosa è cambiato nel tempo? Oppure pensi che sia un fatto di esperienza e consapevolezza dei propri mezzi?

Potrebbe sorprenderti, ma… non lo so spiegare. Succede e basta… sensazioni, punti di vista quando compongo e scrivo… influenze che mi circondano, chiacchierate con i fan e altre persone… è un’evoluzione naturale, non una cosa spinta a forza o calcolata…

Come ti sei avvicinato alla musica? Quale è stato il tuo primo idolo musicale e quali sono, invece, i tuoi punti di riferimento oggi?

Sono stato suonizzato [NdT: non so neppure io cosa intendesse dire] con Deep Purple, Black Sabbath, Uriah Heep ed altri dai miei genitori fin da quando ero bambino! 😀 Anche colonne sonore dei film. Certamente influenze dal mondo medievale hanno avuto il loro effetto. Oggi c’è un vasto insieme di generi che ascolto spesso. Ognuno ha il suo fascino per me.

Da cosa trai ispirazione per creare le canzoni? Musica, film, libri o altro?

L’Edda e vari libri di storia o non narrativi ma che parlano di archeologia mi hanno sempre affascinato. [NdT: l’Edda Poetica e l’Edda in Prosa sono due testi fondamentali della mitologia norrena, il primo che raccoglie poemi e leggende nordiche pagane e il secondo scritto nel 1220 da Snorri Sturluson, studioso medievale. Si suppone sia esistita anche un’Edda Antica, da cui Snorri ha preso le citazioni inserite nel suo lavoro, oggi perduta.] A mio parere, è questa la “parte fattuale” dei testi di Nebelhorn. La “parte emotiva” viene dalle mie esperienze emotive, e anche dal conoscere le circostanze e i processi dell’ambiente. Il risultato è che le storie nei testi vanno oltre l’Edda e la mitologia.

Ti ringrazio per la disponibilità, vuoi salutare i tuoi fan italiani?

Sono onorato dalle tue domande e dal tempo che mi hai concesso! Tutto quello che possiamo fare è nelle nostre Mani, possiamo aiutarci molto l’un l’altro e fare grandi cose… è tutto un grande circolo virtuoso, dove si riceve quello che si da! Grazie di tutto e godetevi la musica! 🙂 [NdT: il maiuscolo è nell’originale]

ENGLISH VERSION:

I admit the name Nebelhorn isn’t all that well known in Italy, and so I’d like to start out by asking you to introduce your project to our readers.

Thank you very much! I feel hornored! 🙂

Urgewalt has come out eleven years after Fjordland Saga, a significant gap: why did it take so long?

Hardcore short version of the 10 years? Divorce, moved, found new love, moved, flight forward to study in Frankfurt for game design, which also completed under great strain, moved, organize crowdfunding → failed, sought job in the games industry → failed, various hardworking jobs made for little money, fighting for improvement of the working conditions for all workers… → fired, or got out again… 2. Crowdfundig → success, mini-job was fun → success, got fired from mini-job through “financial optimization measures”, recording start of Urgewalt, during the recording, separation from my deeply loved girlfriend… Enormous support by good friends and family (thank you!) helped me to get over all this mess… So, in many ways this has become a “hard” album …

Now that you’re back in the game, how do you feel has the folk/viking scene changed from eleven years ago?

To me it feels like times were better at the very start of it, more passionate and selfinterested listeners, more sharing, more caring, more fun at all and more focused, based on the music… In my opinion, it feels like drinking and being drunk together while the music plays during conversations, live or not, is the mayor “state of the art” for most of the listeners today. Guys and girls with thorshammers and drinkinghorns leaving tons of waste on the open plain after leaving the Festivalsite where the artists sung about nature, environment and the “good spirit”… For me its sad to see that the essential message seems to loose grip, pagan and Viking metal wants/wanted to transport. But thats just my personal point of view.

I find Urgewalt to be a great old school viking metal album, without any gimmick but steadily moving forward thanks to very well realized riffs. I particularly appreciate your use of melodies, as they’re never overwhelming but extremely practical when called on. What’s your process like, how do you work to reach the end result?

Thank you very much and I am very happy you like it! It´s always a personal challenge for me to make things better in every part of live, and this is also an essential part for me while creating music. But especially at the creation of music, it´s a process that “just happens”. This means I am doing what I think feels good and right and I am happy if it feels even more intense, more finished and balanced on the grade of relation: emotion to lyrics to music… I fall that fits, this is the time when a new album sees the light, not earlier…

Urgewalt is self-published: how come you went with this option? Was it a matter of artistic freedom or a lack of offers that fit what you planned to do?

Freedom! Ultimate freedom of doing music without any restrictions… no “it has to sound like that”, “it has to be finished on this date”, “you can only work with this amount of money to realize it”, “you´ve got to take our recording studio” or “we own the rights, so you cant make new cds, even the listener demands it, it costs money!” shorty: free from the “all your base belongs to us” tactics due to contracts from the record labels. Therefore I have to depend on the listeners and their honest support. It was like that since the beginning.

Your album’s title and its cover are linked. Is it the same for your lyrics? Can you tell us about them?

Auf Bifrösts Rücken means: On the Back of Bifröst, I wanted to catch in Music, how it must feel when you step on the rainbowbridge, walking up above the clouds… the wind and the magic. Urgewalt is the name giving track, thats the song the Artwork is related to and reflects the experience of an encounter with the force of nature and describes that only the bold who won´t run away to shelter may see Thor for a short period of time, the proof of his existence… but maybe its just a wispy cloud? 😉 thats the way mythology is born.

The album is part old school viking metal and part more melodic material. What do you think are Urgewalts real strengths?

I did the songs because I love them and I kind of felt it was right to do it that way. I am not really aware of “stengths” or anything, comparing it to earlier works or other bands. To me, this judgement belongs to the listeners.

Funkenflug introduces a flute as well, achieving what I think is a great result. This instrument, though, isn’t used in the rest of the tracks, making this one a bit of a curve ball that surprises the listener. Is there a specific reason behind this choice?

First of all Funkenflug is a lovesong, an ode to positive inspiration that grows out of love from what you are doing and also because of the love to another person… The flute represents the chilling and calm moment of perfection when the “work” is done and gets enjoyed… In short: “We can live our dreams every day and enjoy live with all our skills and possibilitys. It is simply beautiful what we are able do for us and our surrounding. Let´s simply do it in an honest and empathic way!” 🙂 With this I want to lead the listeners to the questions: “Why are we are building such a cruel reality for us and the environment right now? What is the purpose of all the negative and harsh, stressfilled world we are building around us?”

The album then closes with Freyhall, which is an instrumental with a melancholic atmosphere, and a more structured outro of sort. Why did you choose to end the album with this kind of track?

It is a track of nostalgia, a sharp edge of sadness and hope, describing the beauty of nature in all its diversity, also it is dedicated to a good friend and her story she had experienced in live… her strength and the will to live inspired me to compose this song

What do you feel when you’re looking back, to, for example, when you published your first EP, Utgard, in 2004?

I am happy with all I have done, I took the time for it, did it my way against all odds and met many great people along the way. Shure it has some points that are not that good also, but art in general and the feeling and dedication to it is my live.

Throughout the years and across the albums, the music you composed has matured and became more personal and efficient. Do you still approach writing the same way or did something change? Do you think it’s a matter of experience and knowing what you’re working with?

It may surprise you, but… I can´t quite explain it. It just happens… feelings, the point of view during the time of composing and texting…influences that are surrounding me, the chat with the listeners and other people… its a natural evolution, not a pushed or calculated one…

How did you become a musician? Who was your first great idol and what are your inspirations today?

I was sonicated with Deep Purple, Black Sabbath, Uriah Heep, and more by my parents since I was a child! 😀 Moviescores as well. Certainly influences from the medieval world had also an effect on me. Today I have a very wide range of genres that I enjoy listening to often. Everyone has their own charms for me.

Where do you find inspiration for your songwriting? Music, movies, books or anything else?

The Edda and various history and nonfiction books with archaeological background have always fascinated me. In my opinion, this is the “factual part” of Nebelhorn’s lyrics. The “emotional part” comes from my experiences of feeling, as well as from the recognition of circumstances and processes in the environment. The result is the stories that are found in the texts beyond the Edda and mythology.

Thank you for your time, do you want to say goodbye to your Italian fans?

I feel hornored by your questions and given time! We all got it in our Hands, are able to do so much good and great for us and each other…all is a big cycle and you´ll get what you support! 😉 Thanks for all and enjoy the music! 🙂

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