Intervista: The Dublin Legends

Con grande gioia posso finalmente pubblicare questa intervista: dopo mesi di rassegnazione ho di recente ritrovato i file contenenti la piacevole chiacchierata con i fantastici The Dublin Legends, intervista fatta la scorsa estate in occasione del City Of Rome Celtic Festival organizzato da Musica Celtica Italiana. Per chi non lo sapesse i The Dublin Legends sono la “nuova” incarnazione dei The Dubliners, storico e fondamentale gruppo che ha esportato l’irish folk in tutto il mondo per più di 50 anni. A parlare con noi c’è la formazione al completo, ma sono Paul Watchorn (banjo/voce) e soprattutto Seán Cannon (cantante/chitarrista 78enne) a parlare, con il buon Seán ad aprirsi inaspettatamente regalandoci ricordi di gioventù e di un’Irlanda in bianco e nero.

Mister Folk: L’ultima vostra volta in Italia risale a più di trenta anni fa…

Seán: Era un festival, un festival nel nord Italia, non ricordo il nome…

Persephone: non ricordate la città o il nome?

Paul: qualcosa tipo BustoFolk

Seán: sì, vicino Milano

Mister Folk: Busto Arstizio, vicino Milano. Quindi questa è la prima volta a Roma e vi chiedo cosa vi aspettate da questo concerto che segna anche il vostro ritorno in Italia

Seán: siamo contenti di essere tornati, siamo in una bellissima città e cercheremo di fare il miglior concerto possibile e speriamo di poter tornare anche l’anno prossimo!

Shay: Paolino è una brava persona (si riferisce a Paolo Alessandrini, organizzatore del festival), è stato organizzato tutto al meglio e ci aspettiamo una bella serata. C’è una bella atmosfera…

Persephone: ho notato che avete un bel feeling con le persone italiane

Shay: le amiamo! Amiamo le persone, ci piace la lingua anche se non la capiamo (ride, nda)…

Persephone: è lo stesso per noi, abbiamo avuto lo stesso feeling con le persone irlandesi, siamo andati subito d’accordo

Shay: siete i benvenuti, abbiamo molte cose in comune. Amiamo il cibo, siamo stati in un ristorante qui a Roma e ci è piaciuto tutto

Persephone: è lo stesso per noi con il vostro cibo, e poi ci piace un sacco il vostro soda bread, lo abbiamo fatto a casa!

Mister Folk: questa primavera l’ho fatto diverse volte, era buono ma non come quello mangiato in Irlanda

Paul: immagino che qui non si trovi… un po’ come del latte da mettere nel mio tè! (risate generali, nda)

Seán: però la Guinness si trova! (altre risate, nda)

Mister Folk: è una cosa stupida, ma quando ho saputo che suonavate qui a Roma ho pensato “wow, ma chissà quanta birra avranno bevuto in tutta la loro vita!”

Seán: abbiamo bevuto navi di birra ahahah!

Paul: ormai non più così tanta, ma anni fa sì.

Seán: quando ero bambino e stavo male mi davano la Guinness con mezzo bicchiere di latte, metà birra e metà latte, un’ottima bevanda!

Paul: si chiama Black And Tan

Mister Folk: quali sono i vostri paesaggi irlandesi preferiti? Sono per voi fonte d’ispirazione?

Seán: Kellarney, ma anche Galway, sicuramente

Paul: la costa ovest per me

Persephone: quando siamo stati in Irlanda siamo stati sempre nella musica e abbiamo capito che la musica fa parte dell’Irlanda

Shay: la natura irlandese ti dà ispirazione, il verde d’Irlanda… ma anche il Connemara…

Persephone: e l’oceano, incredibile per me che non lo avevo mai visto prima

Seán: le Cliffs Of Moher e il Burren, posti belli

Mister Folk: a me è rimasta nel cuore Doolin, è il posto dove vorrei morire (ridono tutti, ma io ero serio!)

Paul: ti capisco, l’oceano e il sole che tramonta…

Seán: ma voi di dove siete?

Persephone: Napoli, la conosci?

Seán: mi piacerebbe andarci, amo Napoli perché amo i tenori italiani, Caruso, Beniamino Gigli, Giuseppe Di Stefano, grandi cantanti! Amo i cantanti italiani e amo l’Opera!

Mister Folk: conosci altri cantanti o canzoni italiane?

Seán:O Sole Mio, chi non conosce questa canzone?

Cantiamo tutti O Sole Mio, italiani e irlandesi uniti dalla musica. Nel frattempo inizia un concerto ed è impossibile andare avanti, quindi ci salutiamo comunque soddisfatti di aver avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con dei musicisti così importanti e soprattutto persone cordiali e sorridenti.

A fine serata torniamo nel backstage per salutare i gruppi e le persone dell’organizzazione, ma i The Dublin Legends ci fanno cenno di unirsi a loro che hanno appena terminato di suonare, chiedendo se vogliamo continuare la chiacchierata…

Mister Folk: quali sono le sensazioni dopo il concerto di stasera?

Paul: oh fantastica (in italiano, nda), veramente bello, molto felici. Era la prima volta a Roma, è stato fantastico.

Persephone: siete riusciti a visitare qualcosa?

Paul: qualcosa… Piazza di Spagna e la mia camera d’albergo ahahah!

Seán: Piazza di Spagna piena di giapponesi!

Paul: Caravaggio a Piazza del Popolo, ma lui si è un po’ arrabbiato perché per accendere la luce ci vogliono i soldi (si riferisce al faretto che illumina i quadri di Caravaggio che funziona per pochi secondi una volta inserita la moneta, nda). Dovevate vederlo, davvero! (inizia a imitare Seán con la sua parlata un po’ sbiascicata per le risate di tutti, nda)

Persephone: pensando ai vostri inizi carriera, vi manca qualcosa di allora, quando non eravate famosi? Magari suonare al pub davanti a poche persone e non per platee di migliaia di spettatori.

Paul: ora è tutto più professionale, tutto organizzato e non è male, ma ci piace il contatto con le persone, suonare anche in posti piccoli

Persephone: magari suonare nei pub

Paul: lo facciamo ancora, io suono spesso nei pub!

Persephone: preferisci le situazioni come stasera o nei pub?

Paul: da solo nel pub, ahah!

Nel frattempo Seán inizia a dire che il suo accento irlandese è molto forte e Persephone replica dicendo che invece è ben comprensibile, a differenza degli amici scozzesi che hanno quelle vocali incomprensibili: tutti sono d’accordo e si ride insieme.

Mister Folk: siete stanchi di suonare tutte le sere, a ogni concerto, sempre le stesse canzoni?

Seán: (non finisco la domanda che inizia a rispondere “sì, sì, sì”) sì che lo sono. Ma questo è il nostro lavoro, siamo professionisti e quindi lo facciamo al meglio possibile.

Persephone: cosa ci dite del futuro dei The Dublin Legends?

Seán: il futuro è domani!

Paul: nessuno lo può sapere

Persephone: conoscete alcune band che propongono musica tradizionale irlandese in un contesto magari più moderno?

Gerry: tipo i Metallica quando hanno fatto Whiskey In The Jar, o i Thin Lizzy. Molte band hanno fatto cover dei Dubliners, sono stati una fonte d’ispirazione per molti gruppi e musicisti

Persephone: ma a casa cosa vi piace ascoltare?

Paul: ascolto le ballads un po’ di musica tradizionale

Seán: Caruso e Gigli, mia madre aveva i dischi. Mio padre suonava il violino, era un postino, consegnava le lettere, conosceva tutti a Galway e suonava il violino.

Mister Folk: quando hai iniziato a suonare uno strumento?

Seán: a scuola, anche se non suonavo uno strumento, ci facevano fare i canti gregoriani e poi la musica tradizionale, le canzoni gaeliche. Ma poi negli anni ’50, quando ero teenager, ho scoperto il rock’n’roll. Dopo ho scoperto il folk e il canto, così ho imparato le canzoni e cantavo nei club. Negli anni ’60 c’era Bob Dylan…

Persephone: ed Elvis Presley?

Seán: Elvis… avevo i dischi a casa, il blues, la country music, la black music, erano mercati differenti, a me piaceva Fats Dominodi Blueberry Hill (inizia a cantare la canzone, nda). Jerry Lee Lewis l’ho incontrato venti anni fa e mi piaceva tanto, in Olanda avevamo un promoter che si occupava anche di rock’n’roll e questo mi ha chiesto “ti piace Jerry Lee Lewis?” e gli ho risposto “sì!”. Ho visto un concerto un suo concerto e c’era anche la sorella Linda Gail (pianista che ha collaborato con il nordirlandese Van Morrison, nda) quella sera, era un posto senza ascensore e con le scale, mi sono accomodato nella stanza del fonico, una bella poltrona comoda e quando è arrivato mi sono presentato come il cantante dei Dubliners. Si diceva che non fosse molto amichevole, ma con me è stato simpatico. Quando ero giovane ho visto Bill Haley & The Comets (primo interprete del brano icona Rock Around The Clock, nda), è anche nella colonna sonora del film Il Seme Della Violenza (il titolo originale è Blackboard Jungle, nda), hai presente? One, two, three o’clock, four o’clock, rock (e canta tutta la prima strofa, nda).

Persephone: Ascolti anche “musica moderna”? O altri generi musicali?

Seán: Da giovane ho scoperto il rock’n’roll, all’epoca era moderno e a casa non era troppo apprezzato! (ride, nda)

Persephone: Mia madre ascolta i Led Zeppelin, ma quando sente la mia “musica moderna” la trova brutta perché lei si è fermata agli anni ’70. Posso capirla perché quelli sono stati anni fantastici.

Seán: lo spirito dell’epoca…

Mister Folk: hai mai ascoltato qualcosa di folk metal?

Seán: cosa?

Mister Folk: è un genere che unisce il metal con gli strumenti tradizionali come violino, cornamusa, tin whistle, arpa ecc.

Seán: No, mai ascoltato. Quali strumenti ci sono?

Mister Folk: Più o meno ogni nazione ha i suoi tradizionali. Qui in Italia c’è la fisarmonica, il mandolino, la baghét…

Seán: Baghèt? Lo stesso nome del pane francese? (ride, nda)

Persephone: Molto simile alla cornamusa, si suona nel nord Italia

Seán: Mi piace la bombarda però

Mister Folk: Ultima domanda della serata, la più importante: preferisci il rugby o l’hurling?

Seán: Il calcio! (risate generali, nda). Ho giocato qualche volta a hurling ma dopo un paio di bastonate sulle gambe (si riferisce alla mazza in legno utilizzata per giocare) ho capito che era meglio smettere. Per il rugby invece ero troppo leggero di peso. Mi piace però il calcio, le regole sono facili.

Mister Folk: Io sono un appassionato di rugby e quando siamo stati in Irlanda ho visto ragazzini ovunque che giocavano a rugby, tanti negozi specializzati, campi bellissimi anche in periferia di Dublino e ho pensato: wow, è incredibile!

La serata finisce parlando della Francia e del Portogallo che si sarebbero sfidate in finale dell’Europeo e con Paulche cerca di spiegare la regola del fuorigioco a Persephone. Tra una birra e una risata, l’intervista ai The Dublin Legends – che poi è stata più una chiacchierata che una vera e propria intervista – è volata via, anche se abbiamo passato insieme quasi quaranta minuti. Ci salutiamo con affetto, ma prima di andar via Paul ricorda a Persephone “hai capito il fuorigioco? È quando una donna torna a casa e trova suo marito con un’altra!”.

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