Best album 2016: Wardruna!

BEST ALBUM 2016

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Quello del “miglior album dell’anno” è un giochino che va preso per quello che è, ma comunque divertente e utile per capire alcune situazioni musicali. Il ricordo va a quando ero giovane e compravo tutte le riviste musicali che arrivavano all’epoca in edicola (Metal Hammer, Flash, Psycho!, Grind Zone, Metal Shock e successivamente Rock Hard) e il primo numero del nuovo anno conteneva sempre le classifiche di album, concerti, musicista ecc. sia dei vari giornalisti che dei lettori che potevano votare tramite una scheda da ritagliare in un precedente numero per poi spedire il tutto via posta alla redazione della rivista. Un giochino che facevo anche io: in quel modo mi sentivo parte di quel mondo tanto affascinante e misterioso che era l’heavy metal e soprattutto il giornalismo musicale. Era un modo per sentirmi uno di loro, e “sognavo” di poter scrivere, un giorno, su una rivista del settore.

Purtroppo i giornali sono quasi del tutto scomparsi, l’informazione (e soprattutto la disinformazione) si è trasferita sul web. Tutto più veloce, semplice ed economico, dicono. Io sono un nostalgico dei tempi che furono, delle riviste da sfogliare e dei dischi da comprare al negozio di fiducia, ma l’heavy metal del 2017 è questo e noi non possiamo fare altro che scrivere qualche riga dal tono malinconico che farà sorridere (e annoiare) i lettori più giovani.

Tornando al sondaggio lanciato una settimana fa, c’è subito da dire una cosa: i titoli che ho selezionato sono di una qualità incredibile, e anche i lavori che sono arrivati negli ultimi posti, vedi gli Skiltron, sono dei signori cd che in altri anni avrebbero scalato non poche posizioni. E tanti full-length di qualità sono rimasti fuori, basti pensare agli ultimi di Amon Amarth, Equilibrium e Huldre per citarne solo alcuni.

Ora, però, basta chiacchiere, andiamo a scoprire e commentare la classifica decisa da voi, lettori di Mister Folk:

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1°: Wardruna, 107 voti: Runaljod – Ragnarok è il terzo capitolo della fantastica trilogia iniziata nel 2009 con Runaljod – Gap Var Ginnunga. Folk/ambient di grande classe e intensità per un sound unico e sempre in evoluzione.

2°: Skuggsjá, 89 voti: Skuggsjá – A Piece For Mind & Mirror è la perfetta unione tra Wardruna ed Enslaved, tra folk ed extreme metal senza confini. Un lavoro unico e forse irripetibile, fuori ogni schema e ricco di grandi canzoni.

3°: Negură Bunget, 76 voti: prosegue il viaggio artistico/musicale del combo romeno attraverso la Transilvanian Trilogy, ZI è il giusto successore dell’eccezionale TAU, ma per la recensione bisognerà attendere l’arrivo dell’ingombrante artbook…

4°: Mistur, 74 voti: In Memoriam, secondo full-length della band norvegese è quel sognametal che tutti noi aspettavamo da tanti, troppi anni.

5°: Borknagar, 50 voti: Winter Thrice è, senza tanti giri di parole, un capolavoro. Tutto è perfetto, equilibrato, fatto con gusto; la voce di Vintersorg, però, è quanto di meglio si possa ascoltare in questo campo musicale.

Gli altri: gli split di Graveland/Nokturnal Mortum e Selvans/Downfall Of Nur sono da considerare come dei quasi album, sia per la durata che per la qualità; Soul Collector dei Black Magic Fools è un signor esordio folk metal, così come si confermano dopo tre bei dischi gli argentini Skiltron con l’osannato Legacy Of Blood. Tornano ai loro livelli, dopo un mezzo flop come Eternal Defiance, i tedeschi Suidakra con il quadrato Realms Of Odoric, mentre i Moonsorrow, incredibilmente poco votati, hanno rilasciato l’ennesimo lavoro (Jumalten Aika) che sfiora la perfezione. L’addio alla scena di Myrkgrav avviete tramite lo strano – ma ottimo – disco Takk og farvel; tida er blitt ei annen, mentre esattamente un anno fa veniva pubblicato Realms Of The Untold dei nostrani Vinterblot, un lavoro che ha mostrato i progressi e le grandi qualità del gruppo pugliese; gli islandesi Skálmöld hanno rilasciato lo scorso autunno Vögguvísur Yggdrasils, ennesimo signor disco in una discografia che inizia a essere veramente interessante, mentre un discorso a parte lo meritano gli Ereb Altor, autori di un cd tributo a Bathory, Blot · Ilt · Taut (solo in formato LP), da mandar fuori di testa ogni Quorthon-adepto.

E il 2017? Sembra iniziare benissimo: landawarijaR degli Helheim è il primo full-length di un certo spessore arrivato nei negozi, e siamo tutti in attesa per l’attesissimo ritorno dei maestri del folk metal Skyclad, per non parlare poi di Trollfest, King Of Asgard ed Eluvetie, ma mi permetto di consigliare di ascoltare (e scoprire) una volta di più quanto di buono ci ha lasciato il 2016.

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Infine vi ricordo che potete scaricare gratuitamente la nuova MISTER FOLK COMPILATION VOL. IV (21 gruppi con ospiti speciali i grandiosi Skyforger + artwork professionale di Elisa Urbinati Illustration) per farvi un’idea di come suona l’underground folk oriented, bastano un paio ci click!

Intervista: Elisa Urbinati

Come molti di voi sapranno, Elisa Urbinati è la talentuosa illustratrice che da anni collabora con Mister Folk, avendo realizzato gli artwork delle compilation gratuite pubblicate ogni dicembre (la quarta arriverà tra un mesetto!). Questa intervista è utile per conoscerla meglio, scoprire i suoi gusti musicali e gli artisti preferiti. Buona lettura!

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Come ti sei avvicinata al mondo del disegno e dell’illustrazione? Hai effettuato studi specifici?

Diciamo che ho sempre disegnato e dipinto, dopo il liceo artistico ho proseguito la strada iscrivendomi prima a una scuola privata di illustrazione, poi ho terminato con i cinque anni di accademia di belle arti, con una tesi proprio sull’illustrazione all’interno delle folktales e della musica.

Dovendo descrivere il tuo stile e il tuo lavoro a chi non lo conosce, cosa diresti?

Credo di avere uno stile abbastanza versatile e personale che vacilla dal fiabesco al realistico, tra temi sognanti e altri più melanconici ed oppressivi.

Ci sono illustratori che apprezzi particolarmente?

Certo! Prima di tutti citerei Kris Verwimp, che ho anche intervistato per la mia tesi, persona straordinaria e talentuosa! Poi Fursy Teyssier e Gerald Brom, Brian Froud… Amo particolarmente poi gli illustratori dell’epoca vittoriana, come Artur Rachkam, Jhon Bauer e Kittelsen per le tematiche legate ai troll ed al folklore e per il potere con cui traducevano le fiabe e interpretavano il mondo della natura, tra folletti, troll e boschi.

anteprima dell’artwork di Mister Folk compilation vol.IV

Quali sono i tuoi gusti musicali? Cosa ti piace ascoltare in questo momento?

Principalmente la mia passione nasce dalla musica classica e dai Jethro Tull, poi durante il liceo ho iniziato ad ascoltare power metal, tra i miei primi grandi amori ci sono Rhapsody e Blind Guardian. La storia è proseguita sfociando nel folk e nel folk metal, amo particolarmente il sound alla Otyg! Negli ultimi anni mi sono innamorata del post black, l’atmospheric e tutto questo filone melanconico, amo particolarmente gli Agalloch.

Quali sono le copertine che più ti hanno impressionato?

Sicuramente quelle di Kris Verwimp, per il suo tocco atmosferico ed evocativo, le adoro tutte! Poi l’artwork per i Les Discrets di Fursy -septembre et ses dernières pensées- per la stilizzazione dei personaggi e il potere emotivo che ha! Diciamo che sono due artisti totalmente differenti, ma rispecchiano anche i miei gusti contrastanti.

Puoi raccontare i tuoi lavori più recenti nel mondo della musica?

Ho recentemente creato dei nuovi loghi e svariate copertine, ma non posso ancora anticipare nulla per questioni di segretezza. Posso dirti intanto che ho collaborato con un musicista prog, Carabus. Per il suo cd di debutto ho realizzato l’intera copertina avanti-retro e svariate illustrazioni interne, completamente a china. Per il resto, ho avuto belle commissioni che spero di poter svelare a breve, sono molto orgogliosa di aver potuto apporre una mia illustrazione su alcuni dischi, lavorare per persone di cui apprezzi il lavoro è la soddisfazione più grande.

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work in progress

Mentre sei al lavoro cosa ami ascoltare? Hai dei brani/canzoni/gruppi che ascolti mentre dipingi, oppure ti lasci ispirare dalla musica di chi ti ha commissionato il lavoro?

Solitamente metto i dischi dei miei committenti per poter rendere il mio lavoro più inerente alla loro poetica, quando possibile. Quando lavoro alle mie tavole personali, invece, scelgo qualcosa che possa abbinarsi al mood di quel momento, e di quel dato soggetto.

Sei molto legata alla cultura e alla mitologia del nord Europa, soprattutto ami i troll: c’è un motivo specifico?

Io direi che questa passione risale ai primissimi anni della mia infanzia, mi è sempre piaciuto ascoltare storie, sia fiabe tradizionali che racconti di mitologia, questa passione è cresciuta con me e si è estesa sino alla scoperta dei troll. Mi affascinano queste figure ancestrali, sopratutto nelle rappresentazioni di Kittelsen, in cui sembrano veri e propri guardiani dei boschi, una reminescenza di un mondo antico andato perduto.

Ci sono autori (o libri) che apprezzi particolarmente e con i quali ti piacerebbe collaborare?

Sì, certamente! Come ben saprai ho una passione maniacale per Neil Gaiman! La mia primissima collaborazione artistica fu proprio legata a un sito italiano (neilgaimania.it) per il quale curavo delle rubriche illustrate a lui dedicate. Anni fa gli ho anche spedito del materiale…

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Con il passare degli anni il mondo sembra essersi riempito di artisti troppo spesso improvvisati, fotografi, illustratori e scrittori in particolar modo. Pensi che questo fenomeno tolga spazio a chi ha studiato anni per quel mestiere, oppure pensi che il pubblico riesca a vedere la differenza tra un buon lavoro e uno discreto se non mediocre?

Devo dire di aver notato che no, spesso un buon lavoro non viene differenziato da uno mediocre, ho conosciuto musicisti che si sono ritrovati con impaginazioni grafiche bruttissime, scansioni minuscole, sporche ed elementi grafici stiracchiati. Vuoi che sia perché si rivolgono a qualche amico che più o meno sa fare quella cosa, o perché non c’è una vera selezione o scrematura in questo calderone che è la rete. Con le nuove tecnologie è possibile mandar in giro qualsiasi tipo di opera, autopubblicare un libro o un disco! Ma voglio comunque credere che alla fine il talento dell’artista che sia scrittore, illustratore, musicista ecc. venga poi alla luce e riconosciuto, a discapito di chi si improvvisa.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Potermi finalmente affermare nel campo degli artwork musicali, e magari trovare un editore per dare spazio ai miei libri illustrati!

Come ti possono contattare i lettori di Mister Folk?

Possono collegarsi al mio sito ufficiale elisaurbinati.it, o sulla mia pagina Facebook Elisa Urbinati Illustration.

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