Hell’s Guardian – As Above So Below

Hell’s Guardian – As Above So Below

2018 – full-length – Record Union

VOTO: 7,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Cesare Damiolini: voce, chitarra – Freddie Formis: chitarra – Claudio Cor: basso – Dylan Formis: batteria

Tracklist: 1. Over The Line – 2. Crystal Door – 3. As Above So Below – 4. Blood Must Have Blood – 5. Waiting… For Nothing – 6. 90 Days – 7. Lake Of Blood – 8. Jester Smile – 9. My Guide My Hunger – 10. I Rise Up – 11. Colorful

Tornano sulle pagine di Mister Folk gli Hell’s Guardian, formazione di Brescia dedita a un death metal melodico di pregevole fattura. Abbiamo iniziato a conoscerli con il debutto Follow Your Fate del 2014 (con tanto di intervista) e l’EP Ex Adversis Resurgo, si sono poi fatti le ossa suonando su alcuni dei maggiori palchi italiani di spalla a band internazionali (QUI il report della serata romana in apertura degli Heidevolk), e a due anni dalla pubblicazione ecco la recensione del secondo full-length As Above So Below. La prima cosa che si nota è il cambio di stile per quel che riguarda l’artwork del cd: se nelle prime due release siamo stati abituati a una grafica fantasy ad opera di Jan “Örkki” Yrlund, per questo lavoro è stato scelto un altro nome importante per quel che riguarda le copertine degli album metal, ovvero Gustavo Sazes (Exodus, Ereb Altor, Angra ecc.), senza dimenticare il booklet che presenta nelle dodici pagine che lo compongono tutto quel che ci si aspetta, ovvero testi, informazioni, foto e una grafica che riprende la front cover. Lo stile è ora “moderno” e inquietante, cupo si potrebbe dire, e in parte rispecchia le piccole novità che fanno parte della musica contenuta nei cinquantuno minuto del disco. Gli Hell’s Guardian hanno certamente trovato la propria strada e con un ascolto distratto si potrebbe dire che non c’è differenza tra il debutto e As Above So Below, ma alcuni riff particolarmente dark, il groove che viene sprigionato dai musicisti in certi passaggi e gli intrecci chitarristici, ora ancora più avvincenti, sono quelle cose che rendono questo lavoro fresco e accattivante, grazie soprattutto alla capacità della band di racchiudere in una canzone le varie sfaccettature che da inizio carriera contraddistinguono il sound degli Hell’s Guardian.

Undici brani, di cui due strumentali, che filano lisci nell’ascolto, senza momenti meno intensi o cali di tensione. Merito anche di una produzione cristallina e potente, calda per il genere e naturale all’orecchio, opera del trio Fabrizio Romani, Freddie Formis e Michele Guaitoli – rispettivamente registrazione/produzione/missaggio e mastering): una canzone come Crystal Door con un sound diverso renderebbe la metà, bravi quindi a trovare il sound giusto per la musica proposta. Proprio Crystal Door racchiude tutta la musica degli Hell’s Guardian, compreso l’utilizzo più marcato delle tastiere e dell’alternanza growl e pulito del frontman Cesare Damiolini. Come detto in precedenza non ci sono brani meno ispirati, ma è anche vero che un paio di questi spiccano maggiormente sugli altri: la title-track alterna molto bene up-tempo e rallentamenti che coincidono con il ritornello melodico, 90 Days con i suoi sette minuti e mezzo è il pezzo più lungo dell’album e presenta al suo interno diversi cambi d’umore senza dimenticare la melodia e l’aggressività che spesso vanno a braccetto. Poi c’è Blood Must Have Blood che può essere considerato il miglior brano scritto fino a questo momento dagli Hell’s Guardian, il perfetto mix di heavy metal, death e un pizzico di modernità rappresentato nello stacco a tre quarti di brano che farà roteare non poche teste ad ogni ascolto; non a caso è stato scelto come singolo e videoclip.

Seguendo gli Hell’s Guardian da inizio carriera si può dire che la formazione lombarda stia continuando quanto di buono fatto ascoltare con il debutto, arricchendo il proprio bagaglio con piccole gustose novità, ma soprattutto affilando il songwriting e curando sempre di più le canzoni al fine di renderle accattivanti fin dal primo ascolto. As Above So Below è un buon disco di melodic death metal e gli Hell’s Guardian sono ormai una garanza in materia.