Lysa Gora – To I Hola

Lysa Gora – To I Hola

2013 – full-length – autoprodotto

VOTO: 7,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Dorota Filipczak-Brzychcy: voce – Marta Jędrzejczyk: voce – Krzysztof Rukat: chitarra – Piotr “Mele” Maleszyk: basso – Krystian “Chrystek” Jędrzejczyk: batteria – Grzegorz “Laser” Lasek: strumenti a percussione – Dawid Banasiuk: flauto – Sylwia Biernat: violino

Tracklist: 1. Zoriuszka – 2. Oracz – 3. To I Hola – 4. Mateus – 5. Matulu Moja – 6. Lipka – 7. Lietila Zozula – 8. Unda – 9. Idzie Zotnierz (bonus track) – 10. Bogurodzica (bonus track)

Nati nel 2012 a Varsavia, Polonia, I Łysa Góra arrivano presto (e con pochissimi concerti alle spalle) al disco di debutto, l’autoprodotto To I Hola, anno 2013. La particolarità di questo album sta nel fatto che tutte le tracce presenti sono canzoni popolari aggiornate e riproposte secondo lo stile Łysa Góra. Il risultato è buono, piacevole all’ascolto e per niente scontato. Inoltre la breve durata complessiva (appena 39 minuti contando anche le due bonus track) aiuta l’ascolto ed evita l’effetto “già sentito” o, peggio ancora, l’inclusione di filler nella tracklist.

Le canzoni, come detto, sono quelle della tradizione polacca e molto spazio trovano le voci delle due cantanti Dorota Filipczak-Brzychcy e Marta Jędrzejczyk, così come non mancano di certo strumenti folk e percussioni varie. Mateus è probabilmente il migliore esempio di brano up tempo, breve e diretto, dall’animo allegro e spensierato. La seguente Matulu Moja è l’opposto: cupa e pesante, diversa (e più intensa) nell’interpretazione vocale, caratterizzata da un muro di chitarre compatto e spesso. La conclusiva Bogurodzica, invece, ha un qualcosa di liturgico e austero che la rendono singolare e accattivante fin dal primo ascolto. In alcuni frangenti del disco i musicisti si spingono oltre il classico folk metal, inserendo fraseggi o ritmi insoliti per questo genere musicale, come nell’opener Zoriuszka, nella quale spiazza (in positivo) la parte funky posta a metà composizione. Momenti come questo non fanno altro che arricchire To I Hola, rendendolo scorrevole e sempre interessante.

La produzione è equilibrata e potente, non perfetta ma in sintonia con la musica di To I Hola. Gli strumenti si sentono tutti in maniera chiara e la sensazione è di avere i Łysa Góra live a pochi metri. Quello che delude è invece l’aspetto visivo/fisico del cd poiché il digipak è privo di booklet e nel pannello interno trovano spazio appena una foto di gruppo e i nomi dei musicisti: decisamente troppo poco anche per un EP di debutto, figurarsi per un full-length. Sarebbe stato bello, ad esempio, poter leggere e capire i testi (rigorosamente in polacco) se fossero stati nel booklet con traduzione inglese a fronte.

Il primo disco dei Łysa Góra (il nome è preso dalla seconda montagna più alta della Polonia) è un buon prodotto per chi ama le voci clean e femminili, apprezza le belle melodie e si rilassa con l’heavy folk privo di estremismi sonori. To I Hola è un primo passo più che convincente in una scena musicale, quella polacca, sempre più affollata e qualitativamente ricca.

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