Apocalypse – Pedemontium

Apocalypse – Pedemontium

2021– full-length – Earth And Sky Productions

VOTO: 8,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Erymanthon Seth: voce, tutti gli strumenti

Tracklist: 1. Prologue – 2. Pedemontium – 3. Dark Mountain – 4. I Died By The Mountainside – 5. Crystal Eyes – 6. The Trail Of Ice – 7. Mountain Soul – 8. The Lake Of Witches – 9. The King Of Stone – 10. Epilogue

Quarto disco in soli tre anni (o quinto, se si considera anche il tributo To Hall Up High – In Memory Of Quorthon del 2019) per il progetto Apocalypse, realtà piemontese creata dal polistrumentista Erymanthon Seth. Nonostante la giovane età del mastermind, Apocalypse ha una precisa identità musicale, piuttosto fedele alla linea dei Bathory sia del periodo epic/viking che quello meno glorioso del thrash/death. Rispetto al recente passato le novità sostanziali sono due, entrambe molto interessanti: la prima riguarda la pubblicazione, finalmente in formato fisico ad opera dell’italiana Earth And Sky Productions, mentre la seconda concerne i testi che vanno a formare una sorta di concept sul Piemonte e le sue affascinanti bellezze naturali.

Il cd è composto da dieci tracce (intro, outro e otto canzoni) per un totale di sessantasei minuti. La musica e i testi sono opera di Erymanthon Seth, ma come in passato non mancano quelle impreviste quanto piacevoli incursioni nella musica classica (J.S. Bach in particolare) che rendono il tutto ancora più accattivante. La musica, com’è facile intuire da quanto detto fino a questo momento, è fortemente debitrice ai Bathory e tutto, dalla voce sgraziata al suono delle chitarre, sembra essere un sincero tributo all’arte di Quorthon.

Passato l’intro Prologue ci si ritrova faccia a faccia con il muro di chitarre di Pedemontium che, in un certo senso, ricorda le pareti ripide delle alte montagne, quelle pareti che da sempre sono una sfida per gli alpinisti. I suoni sono organici e naturali, sicuramente migliori rispetto al passato, perfetti per questo tipo di musica caratterizzato da tempi medi e riff granitici. La vetta si raggiunge con Dark Mountain, brano epico e graffiante, squisitamente dark prog con quell’hammond che tinge tutto di scuro e dà una forte personalità alla canzone. I Died By The Mountainside è una dichiarazione chiara e diretta – come la musica -, ben diversa da Crystal Eyes, una sorta di ballad molto intensa che piazzata a metà disco riesce perfettamente a dividere in due Pedemontiume ripartire con grande energia con il successivoThe Trail Of Ice, pezzo nel quale le melodie di stampo folk si fanno particolarmente importanti e che porta a Mountain Soul, altro mid-tempo massiccio e quadrato che però nulla aggiunge a quanto detto fino a questo momento. L’arpeggio di chitarra acustica introduce The Lake Of Witches che, come facilmente intuibile, lascia presto il posto alle chitarre dure di Erymanthon Seth il quale, in fase di canto, si sforza non poco sfiorando volontariamente la “stecca” più di una volta. Monte Viso(o Monviso) con i suoi 3841 metri di altezza, oltre a essere la copertina del disco, è al centro dell’attenzione in The King Of Stone: l’intro di Bach e la costante presenza dell’organo su un giro di chitarra semplice e ripetitivo fanno sì di ascoltare una composizione che entra di prepotenza nella testa dell’ascoltatore, un vero inno viking di rara bellezza. La conclusione del cd è affidata a Epilogue, strumentale di buona fattura che svolge egregiamente il proprio lavoro.

Pedemontium suona sincero, onesto, fatto con il cuore. È un tributo a una terra e alle sue bellezze e il fatto che ad accompagnare la musica ci sia un cd con un bel booklet di dodici pagine con fotografie di montagne e laghi non fa altro che accrescere l’interesse verso questa pubblicazione. Nonostante la giovane età di Erymanthon Seth i dischi pubblicati sono molti per Apocalypse, realtà che sembra aver trovato la sua dimensione e che con questo Pedemontium tira fuori un piccolo gioiellino di viking metal.