Folk Metal: la parola agli esperti

Ho sempre pensato che la collaborazione tra gli appassionati di musica sia fondamentale per la crescita e il confronto con nuove – e diverse – realtà,  sia tra musicisti/gruppi che tra addetti ai lavori. Con questo articolo ho voluto creare una linea di contatto con due tra i più bravi scrittori e appassionati di folk metal, ovvero la francese Krissy Dragonhead (Sword-Chant, Eld) e l’americano Jeff Addison (Folk-metal.nl), e porre loro poche semplici domande (alle quali ho risposto anche io) sul nostro genere musicale preferito.

I loro siti hanno pubblicato lo stesso articolo che state leggendo, a conferma della volontà di Mister Folk di collaborare con le migliori realtàin circolazione (vi ricordo l’intervista a Davide Truzzi di Ironfolks, la potete leggere QUI). Non resta che augurarvi buona lettura!

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Flavia Di Luzio per la traduzione dell’articolo.

articoloFolkMetal

MISTER FOLK:

Definisci il folk metal e il viking metal.

Il folk metal è l’unione tra le chitarre metal e la musica tradizionale; solitamente sono impiegati strumenti popolari quali violino, arpa, cornamusa, ghironda, flauti vari ecc. Nei testi si fa spesso riferimento ad avvenimenti storici, miti e leggende di una data terra, ma non è una regola fissa e con il passare degli anni questo è un aspetto che purtroppo si sta perdendo. Il viking metal è un’evoluzione del metal che inizialmente parlava dei vichinghi: gli avvenimenti storici, le conquiste e le razzie, la spiritualità e i grandi personaggi erano cantati nei brani dei primi gruppi musicali di questa scena. Anche qui, con il passare degli anni, si sta perdendo questo elemento a favore di un’immagine curata nei minimi dettagli che mal si addice a una musica sempre meno ispirata.

Come ti sei avvicinato al folk/viking metal?

Nel 1998 ricevetti, tramite il tape-trading, il debutto degli Amon Amarth Once Sent From The Golden Hall: m’innamorai immediatamente di quelle melodie così grintose e penetranti, di quelle canzoni così fieramente nordiche. Nel giro di poco tempo mi procurai i lavori di Enslaved, Bathory e Storm, abbinando l’ascolto dei dischi con la lettura dei libri che parlavano di vichinghi e medioevo.

Quali sono, secondo te, i nomi più importanti della scena?

Per il folk sicuramente Otyg, Storm, Skyclad, Cruachan, Finntroll e Korpliklaani; per il viking i nomi sono Bathory, Enslaved, Windir, Falkenbach e Mithotyn. I gruppi citati sono gli inventori del genere o coloro che hanno dato la spinta definitiva alla scena quando era ancora agli albori, permettendole di acquisire rispetto e visibilità. Ora i nomi che contano sono altri e li conosciamo tutti, ma prima di imparare a memoria un qualsiasi ritornello degli Eluveitie sarebbe il caso di studiare la storia del nostro genere musicale preferito. Discorso a parte per Till Fjälls, fantastico lavoro di Andreas Hedlund: Vintersorg con quel cd ha di fatto unito per la prima volta i due mondi folk e viking metal.

Preferisci i nomi storici o i gruppi più recenti? Perché?

Facile rispondere: i nomi storici sono quelli ai quali sono più affezionato, semplicemente perché musicalmente avevano (e ancora oggi hanno) una marcia in più rispetto agli altri. Tra i gruppi “recenti” apprezzo moltissimo gli Ensiferum fino a From Afar, dopodiché hanno prodotto lavori non particolarmente ispirati.

Un disco che ti ha colpito di recente…

L’EP Mather della one man band Bloodshed Walhalla è molto bello e dal sound personale. Musicalmente e liricamente sono state riprese le canzoni popolari della Lucania (una zona del Sud Italia) e suonate nello stile viking che contraddistingue il progetto. Il miglior disco del 2015 è, secondo i miei gusti, Tău dei romeni Negură Bunget, un lavoro ispiratissimo, ricco di musica atmosferica e sognante con testi profondi e romantici. Subito dopo ci sono gli Ereb Altor con Nattramn e i Galar grazie a De Djenvelende, si parla di grande musica!

Consiglia cinque dischi a una persona che si vuole avvicinare al folk metal (e perché).

Älvefärd degli Otyg e Nordavind degli Storm poiché sono i migliori esempi del vero (e sincero) folk metal: testi e musica vanno di pari passo, la storia passa da qui! Eld degli Enslaved e Hammerheart dei Bathory sono i due masterpiece del viking, lavori molto diversi tra di loro, ma che hanno dato vita al viking. Infine il cuore mi porta ad Arntor, secondo lavoro del compianto Terje Bakken. Anche 1184 è un capolavoro, ma i Windir con Arntor sanno raggiungere il cuore dell’ascoltatore, basta leggere i testi e lasciarsi trasportare dalle emozioni.

JEFF:

Definisci il folk metal e il viking metal.

Ritengo che in generale il folk metal sia musica heavy metal che si avvale anche di strumenti tradizionali come il violino, la cornamusa, i fischietti, la fisarmonica ecc. ma occorre dire che non si tratta solo di una questione musicale. La produzione musicale di alcune band, che di fatto potremmo considerare tipicamente metal, può presentare un’ideologia o dei temi legati al folclore senza tuttavia prevedere l’uso di strumenti tradizionali. Il viking metal è un qualunque tipo di musica heavy metal che rende omaggio ai Vichinghi dal punto di vista storico o musicale.

Come ti sei avvicinato al folk/viking metal?

Sono sempre stato un appassionato di metal (da più di 30 anni) e sono anche molto legato alle mie radici culturali, oltre a essere un esperto di storia. Il folk e il viking metal rappresentano un’ottima sintesi del mio amore per queste tre cose. Sebbene sia ancora un grande fan del black metal, devo dire che non sono riuscito a entrare in sintonia con il “messaggio” trasmesso da questo genere musicale, cosa che invece si è verificata venendo a contatto con la musica e i testi delle band folk e viking. Nello specifico, i Bathory sono stati il mio “ponte” tra black metal e musica più viking, per poi approdare infine al folk metal.

Quali sono, secondo te, i nomi più importanti della scena?

Penso che, tra i tanti, artisti contemporanei come Amorphis, Finntroll, Ensiferum, Korpiklaani, Arkona, Cruachan, Eluveitie, Primordial, Trollfest, TYR e Amon Amarth sono probabilmente i “più grandi” e più noti. Sono importanti per la loro popolarità, organizzano tour e riescono a far conoscere ai loro fan artisti nuovi, minori o attivi a livello regionale, rendendo la scena musicale molto più compatta.

Preferisci i nomi storici o i gruppi più recenti? Perché?

In genere mi piacciono entrambi quindi non ho preferenze. So cosa aspettarmi dall’ascolto di una determinata band ma mi piace anche conoscere i gruppi emergenti.

Un disco che ti ha colpito di recente…

Il nuovo album degli Heidevolk, Velua, è a mio avviso il migliore dell’anno. Nonostante i recenti cambiamenti nella lineup, sono riusciti a mettere insieme un album potente e profondo e hanno uno degli stili più unici e distintivi di tutta la scena metal. Avvicinandoci nel tempo, Curse Of The Cwelled dei Forefather è stato un album che, anche a detta di tutti i miei conoscenti che l’hanno acquistato, non si può fare a meno di ascoltare continuamente. Ci sono numerose altre band che hanno pubblicato album fantastici quest’anno, tra cui gli Arstidir Lifsins, Welicoruss, Baldrs Draumar, Vorgrum, Valensorow, Galar, Wilderun, Equinox, Finsterforst, Wartha e Celtachor… più un sacco di altri nomi che però sono troppi da elencare qui!

Consiglia cinque dischi a una persona che si vuole avvicinare al folk metal (e perché).

Bathory (SVE) – Hammerheart (1990): Quorthon è senza dubbio il padre del black metal e del viking metal scandinavi. Mentre Blood Fire Death ha spianato la strada a tendenze musicali maggiormente viking, Hammerheart è il primo album veramente riuscito. Direi che tra i suoi album viking Nordland I è ancora il mio preferito, ma è con Hammerheart che tutto ha avuto inizio…

Cruachan (IRL) – Tuatha Na Gael (1995): Il primo full-length degli irlandesi Cruachan è a mio avviso il primo album davvero “folk metal” e trovo che sia un must per ogni collezionista. Sono passati 20 anni e fanno ancora folk metal di qualità ispirato al mondo celtico e caratterizzato dall’uso di stumenti tradizionali e testi/storie oscuri…

Korpiklaani (FIN) – Karkelo (2009): I Korpiklaani sono probabilmente la prima band a cui penso se qualcuno mi chiede di “folk metal”. Avrei potuto scegliere un qualunque loro album ma ho optato per questo poiché ritengo che catturi un po’ l’essenza di tutta la loro attività.

Finntroll (FIN) – Blodsvept (2013): I Finntroll (come i Korpiklaani) sono una delle prime band che mi vengono in mente quando penso al “folk metal”. Blodsvept è al tempo stesso orecchiabile, heavy e folk. Sono i re di ciò che amo chiamare “folk metal paludoso”… anche in questo caso avrei potuto scegliere un qualunque loro album ma questo è l’unico che ascolto tutto il tempo…

Trollfest (NOR) – Kaptein Kaos (2014): Per qualcuno forse sono troppo estremi, ma i Trollfest hanno ridefinito i confini del folk metal dandogli una direzione completamente nuova. Concept album mediocre, Kaptein Kaos è un esempio perfetto del non prendersi troppo sul serio… stili musicali differenti, hook orecchiabili e divertenti (probabilmente è la band preferita dei miei figli)… una delle band che delineerà il futuro del folk metal.

KRISSY:

Definisci il folk metal e il viking metal. 

Beh, come dico sempre, il viking è un filone del folk metal. Il folk metal è un genere musicale eclettico che si colloca tra metal (black, death, power…) e musica folk (folk tradizionale, musica celtica e medievale) e presenta testi che parlano di mitologia, paganesimo, natura, storia o anche fantasy.

Come ti sei avvicinata al folk/viking metal?

Dunque, ai tempi avevo bisogno di qualcosa di nuovo dato che ero stanca della musica che ero solita ascoltare e i dischi più recenti non mi dicevano nulla. Il folk metal mi ha colpito subito, visto che aveva proprio ciò che stavo cercando: parti soft unite a chitarre sature. La musica che ascoltavo solitamente in quel periodo presentava per lo più chitarre pulite e una saturazione meno evidente, mentre a volte erano usati altri effetti sonori di tipo “acquatico” o “spaziale” come il chorus o il flanger. Altre volte c’erano chitarre acustiche ma tutto qui… Avevo bisogno di quel tipo di folk che si poteva trovare nella musica celtica, ma con più distorsione, qualcosa di più duro delle distorsioni croccanti o del fuzz. È stato allora che Eluveitie, Ensiferum, Månegarm, e Tuatha Dé Danann mi hanno conquistato. Erano esattamente ciò di cui avevo bisogno. Oggi ci sono molte band di talento, famose e non, che hanno accolto la sfida, anche se a mio avviso non è facile per i musicisti improvvisati, dato che il il folk e il metal devono fondersi in un tutt’uno e ci sono diverse variabili in campo dal punto di vista musicale, il tema scelto ecc. E la cosa più dura per una band, aspetto che vale per qualunque genere musicale, è creare qualcosa di nuovo che non richiami altri gruppi già esistenti; poi c’è anche la necessità di trovare un proprio sound distintivo. Il folk metal è un genere musicale molto vario, dal momento che esistono numerosi sottogeneri di musica folk e metal; inoltre possiamo trovare anche influenze di altri tipi di musica. Comunque non tutto può essere chiamato “folk metal”. Devono esserci determinate sensazioni… Ho scoperto la musica celtica da giovane e non l’ho più abbandonata. Ecco, la musica popolare è qualcosa che scalda il cuore. In genere sono felice quando posso ascoltare questi pezzi o trovare mix di strumenti tradizionali e musica metal. Ma musica popolare non significa solo musica celtica. Sono aperta anche al folclore dei tanti altri paesi che esistono al mondo. Pertanto ritengo che il folk metal disponga ancora di molte fonti a cui attingere, sia tradizionali che non e nutro molto interesse nei loro confronti.

Quali sono, secondo te, i nomi più importanti della scena?

Napalm Records, Trollzorn, Stygian Crypt Productions, Einheit Productionen o anche Noise Art Records sono etichette che hanno messo sotto contratto band folk metal. Non se ne parla molto ma penso siano nomi importanti per tutti quelli che, come me, seguono questo genere.

Preferisci i nomi storici o i gruppi più recenti? Perché?

Non cambia nulla. Se hai visitato il forum Sword Chant, forse avrai notato che nello stesso “box” trovi sia band sconosciute che famose. Per me sono tutti sullo stesso piano e meritano lo stesso supporto, sarà sempre così. Alcune band non hanno la stessa fortuna di altre per diversi motivi ma ciò non significa necessariamente che facciano musica peggiore. Ci sono molte band folk metal di talento, sotto contratto o meno, che meritano la nostra attenzione. Per questo motivo le loro news e richieste sono sempre le benvenute nella mia casella di posta, cosa che immagino valga anche per te e per Folk Metal.NL. Quindi, se hanno bisogno di aiuto, possono sempre contattarmi su Eld, un progetto che ho ideato per aiutare queste band a emergere.

Un disco che ti ha colpito di recente…


In realtà in questi giorni mi sono rimessa sull’album degli Ensiferum One Man Army. Gran disco 🙂

Consiglia cinque dischi a una persona che si vuole avvicinare al folk metal (e perché).

Non sono abituata a fare così, chiedo scusa! 😀 Se qualcuno venisse da me e mi facesse domande inerenti al folk metal, magari per conoscere meglio il genere, gli direi di provare con le band principali e con l’ascolto di gruppi non per forza noti. Possiamo andare dagli Ensiferum ai Tuatha Dé Danann o Arraigo, Nine Treasures… L’ideale è che ognuno trovi il tipo di folk metal più adatto a lui e che scopra la ricchezza di questo genere musicale. Ha più voglia di Korpiklaani o Alestorm? Di Eluveitie o Finntroll? Forse meglio i Trollfest? Dunque, non posso rispondere a questa domanda perché servono elementi che vengono fuori solo durante la conversazione. Per esempio, se una persona mostra di apprezzare da subito gli Eluveitie, allora suggerirei nomi come Furor Gallico, An Norvys e altri. Penso sia anche un’ottima occasione per far conoscere agli ascoltatori questi gruppi minori ma pieni di talento, dato che esistono e fanno a loro volta un ottimo lavoro. Penso che le band lo meritino. Poi, se qualcuno sta cercando band folk metal con un sound specifico o che fanno uso di determinati strumenti musicali, può venire su Sword Chant e dare un’occhiata al mio progetto “Folk instruments in Folk Metal bands”. So che alcune persone sono più legate al proprio Paese e preferiscono partire da lì, pertanto possono consultare la mia lista per Paese. Potete trovare tutto al seguente link: http://sword-chant.blogspot.com/p/bands_1.html?spref=tw

gruppi_folk

ENGLISH VERSION:

MISTER FOLK:

Define folk metal and viking metal.

Folk metal is a combination of heavy metal guitars and folk music; it is usually characterized by the use of traditional instruments, such as violin, harp, bagpipe, hurdy-gurdy, various types of flutes etc. Lyrics often talk about historical events, myths and legends of a given land, but this is not a fixed rule and it is something that unluckily has been lost over the years. Viking metal represents an evolution of heavy metal originally related to Vikings: the first bands identified with this music genre used to sing about typical topics, such as historical events, conquests and raids, spirituality and eminent personalities. As I said before with regard to folk metal, this trait is gradually fading. On the contrary, strong attention is given to image/style, whereas music is becoming less and less inspired.

How did you become fond of folk/viking metal?

In 1998 I received via the tape-trading network of the time Amon Amarth’s debut album Once Sent From The Golden Hall: I immediately fell in love with those gritty, powerful melodies and those fierce Nordic songs. In a short time I was able to find works by Enslaved, Bathory and Storm and I decided to listen to those albums while reading books on Vikings and on the Middle Ages.

What are, in your opinion, the most important names in the scene?

With regard to folk metal, undoubtedly Otyg, Storm, Skyclad, Cruachan, Finntroll and Korpiklaani; with regard to viking metal Bathory, Enslaved, Windir, Falkenbach and Mithotyn. The bands I mentioned created those music genres and/or gave a boost to the scene when it was in its early days, giving it respect and making it visible. Nowadays there are other important names in the scene and we all know what they are, but before learning by heart any Eluveitie’s refrain it would be better to study the story of our favourite music genre. It is a different story with the wonderful Andreas Hedlund’s work Till Fjälls: in that album Vintersorg mixed for the first time folk and viking metal.

Do you prefer legendary or more recent bands? Why?

It is easy to answer: I am mainly fond of legendary bands because, from a musical point of view, had (and still have) an edge over others. With regard to “recent” bands, I can say I have really appreciated Ensiferum until their album From Afar. Since then they have been releasing less inspired works.

An album that amazed you recently…

The one-man band Bloodshed Walhalla’s EP Mather is amazing and endowed with a personal sound. From a musical and lyrical point of view, they revisited folk songs from Lucania (aka Basilicata, a region in the south of Italy) and played them in the typical viking metal style that characterizes the project. The best album of 2015 is, according to my personal taste, Tău by the Romanian band Negură Bunget. It is a very inspired work, full of atmospheric and dreamy music with meaningful and romantic lyrics. Thereupon there is a band called Ereb Altor with its Nattramn and Galar with De Djenvelende. We are talking about great music!

Recommend five albums to a person who wants to get into folk metal (explain why).

Otyg’s Älvefärd and Storm’s Nordavind, since they are the best examples of true (and authentic) folk metal: lyrics and music go hand in hand and the story goes from here! Enslaved’s Eld and Bathory’s Hammerheart are the two masterpieces of viking metal. These are very different works that gave birth to viking metal. Finally my heart leads me to Arntor, the late Terje Bakken’s second work. 1184 is a masterpiece too, but with Arntor Windir knows how to reach the listener’s heart. Just read the lyrics and let emotions carry you away.

JEFF:

Define folk metal and Viking metal.

I believe that folk metal typically is heavy metal music that also incorporates traditional instruments into the sound such as fiddle, bagpipe, whistle, accordion, etc. but is not necessarily limited to just a musical standpoint. Some bands may have a traditional ideology or theme to their music without using traditional instrumentation and be just a typical metal band. Viking metal is any style of heavy metal music that honors the Viking ways, historically or otherwise in their overall sound.

How did you become fond of folk/viking metal?

I have always been a metal fan (30+ years) and I also am very in touch with my heritage as well as being a history buff. Folk and viking metal combine my love for all three. While I am still a huge black metal fan, I felt the “message” in black metal was not one I could connect with as well as what folk and viking metal bands were sending in their music/lyrics. Specifically, Bathory bridged that divide for me in transitioning from black metal to more viking themed music and eventually into listening to folk metal as well.

What are, in your opinion, the most important names in the scene?

Current artists such as Amorphis, Arkona, Cruachan, Korpiklaani, Finntroll, Ensiferum, Eluvietie, Primordial, Trollfest, TYR and Amon Amarth amongst many others I feel are probably the “biggest” or well-known acts. They are important because of their popularity and are able to tour and introduce newer, smaller or regional artists to their fans creating a much stronger scene.

Do you prefer legendary or more recent bands? Why?

I tend to like both so I have no preference. I know what I will get when I hear an established band but I always love to hear what new, up and coming bands are doing as well.

An album that amazed you recently…

Heidevolk’s new album Velua is my front runner for album of the year. Despite recent lineup changes, they have put together a very powerful, soulful album and have one of the more unique and recognizable styles in all of metal. More recently, Curse Of The Cwelled by Forefather has been an album that everyone I know who has it listens to it constantly… numerous other bands have released amazing albums this year including Arstidir Lifsins, Welicoruss, Baldrs Draumar, Wilderun, Equinox, Valensorow, Galar, Vorgrum, Finsterforst, Wartha and Celtachor… plus a ton of others too numerous to list here!!

Recommend five albums to a person who wants to get into folk metal (explain why).

Bathory (SWE) – Hammerheart (1990): Quorthon is without question the Godfather of scandinavian black metal and viking metal. While Blood Fire Death started his trend towards more viking inspired material, “Hammerheart” is the first fully realized one. I would say Nordland I is still my favorite of his viking albums, but Hammerheart started it all.

Cruachan (IRL) – Tuatha Na Gael (1995): The first full length from Ireland’s Cruachan is really the first truly folk metal album in my opinion and is a must have in any collection. 20 years later and they still release quality Celtic inspired folk metal filled with traditional instrumentation and dark lyrics/stories…

Korpiklaani (FIN) – Karkelo (2009): Korpiklaani are probably the first band I think of if someone asks about folk metal. I could have picked any of their albums but I choose this album in particular as I think it really captures a little bit of everything that they do.

Finntroll (FIN) – Blodsvept (2013): Finntroll (like Korpiklaani) are one of the first bands I think of when I think folk metal. Blodsvept is equally catchy and heavy while still being folky. The kings of what I like to call “swampy folk metal”… again I could have picked any of their albums but this one is one I listen to still all the time.

Trollfest (NOR) – Kaptein Kaos (2014): While maybe too extreme for some, Trollfest push the boundaries of folk metal and take it in directions no one else has. A concept album of sorts, Kaptein Kaos is a perfect example of not taking it all too seriously… various musical styles, catchy hooks and just fun to listen too (probably my kids favorite band)… one of the bands that will define the future of folk metal.

KRISSY:

Define folk metal and Viking metal.

Well, as I ever said, viking is theme we can find in folk metal. Folk metal is an eclectic music within metal (black, death, power…) and folk music (traditional folk, celtic, and medieval) with lyrics that deal with mythologies, paganism, nature, history, or again fantasy

How did you become fond of folk/viking metal?

I needed something new in that time because I was bored with Music I used to listen and new records, I didn’t amaze. Folk metal appeared great to me since this is made of things I was looking for: soft parts combined with saturated guitars. Music I used to listen the most in that time was mainly composed of clean guitars and lighter saturation while other effects sounding like “aquatic” or “space” such as chorus or flanger were used, sometimes. Other times were also some acoustic guitars but that’s it. I needed more folk like the one I would find with celtic music but I needed distortion with it, something harder than other crunchy distortions or fuzz… Then, I have been conquered by Ensiferum, Eluveitie, Månegarm, Tuatha Dé Danann. These were exactly the things I needed. Today, they are many talented bands, famous and not, playing this challenge that isn’t easy for random musicians, I think, because both folk and metal have to be one but then, it depends of various things musically speaking, theme chosen, etc. And the hardest thing for a band which is for whatever music style, is to create something which sounds new and doesn’t sound like another band; and to find their own sound. Folk metal is one music style which can be extremely various since a lot of subgenres are with folk music and metal music but other music styles can also interfered inside. However, not everything can be named “folk metal”. A certain feeling must be in… I discovered celtic music when I was young and it never left me. There, traditional music is like something which warms your heart. I am usually happy when i hear traditional tunes or instruments mixed with metal. But traditional isn’t only celtic. Many countries with their trads are in this world I am opened to. Thus, I know plenty horizons within trad and not, haven’t been explored yet in the folk metal world but all these attract me pretty much.

What are, in your opinion, the most important names in the scene?

Napalm records, Trollzorn, Stygian crypt productions, Einheit productionen or again Noise Art records are companies which signed Folk Metal bands. Never mentioned, I think they are important names for folk metal supporters like me.

Do you prefer legendary or more recent bands? Why?

It doesn’t matter. If you have visited the platform on Sword Chant, maybe you have noticed unknown bands are in the same “box” as for famous bands. For me, they are equals to each other, and deserve same support; and this will never change. Some bands don’t have the same luck as for others because various reasons but not necessary because their music would appear less amazing, so far. They are many talented folk metal bands, signed like unsigned, which deserve our attention. That’s why their news and requests are always welcome in my inbox like they are in yours and to Folk Metal.NL, I think. Then, if they need some help, they can always contact me through Eld that is my project dedicated to help these bands to emerge fine.

An album that amazed you recently.

Actually these days, I am back into One Man Army album by Ensiferum. Great record 🙂

Recommend five albums to a person who wants to get into folk metal (explain why).

I don’t work that way, sorry! 😀 If somebody comes to me asking for things folk metal related, for that one to dig the genre better, I’d tell him to try some big bands, and various folk metal music from bands not necessary known. It can go from Ensiferum to Tuatha Dé Danann or Arraigo, Nine Treasures… The idea is for that one to find the kind of folk métal closer to him first, and to discover richness of folk metal. Is he more in the mood of Korpiklaani or Alestorm? Eluveitie or Finntroll? But maybe Trollfest appears better for that one? So, I can’t answer to this question because these are things which come up along with the conversation. For example, if that one enjoys Eluveitie on first sight, I’d suggest him to try Furor Gallico, An Norvys, and some others. I think that is also one good opportunity to tell to the potential listeners about these small but talented bands because these bands exist and do a great job too. So, I think the bands deserve it. Then, if somebody is looking for folk metal bands within particular sound or instrument, he can pay a visit to my project named “folk instruments in folk metal bands” in Sword Chant but I know some people feel closer to their country and would prefer a start from there so they can dig passing by my listing per country. Everything is available here: http://sword-chant.blogspot.com/p/bands_1.html?spref=tw

articoloFolkMetal

Intervista: IronFolks

IronFolks è un sito che negli anni ha saputo evolversi, migliorarsi e diventare un punto di riferimento per gli amanti del folk metal e non solo. Il merito è di Davide Truzzi, la mente dietro al progetto: con lui ho parlato del sito e del Fosch Fest 2015, ma anche di letteratura e dei suoi gusti musicali, un’intervista a 360° che è anche la migliore risposta a chi malignamente vede competizione e rivalità tra siti colleghi. Mister Folk e IronFolks si sostengono a vicenda, come sempre dovrebbe essere nel mondo hard&heavy.

ironfolks

Come ti è venuta l’idea di creare IronFolks?

Tutto nacque dalla fortuita coincidenza di due fattori, il Fosch Fest e Facebook: Nel 2010 ero uno studente universitario e quindi, come spesso accade, piuttosto squattrinato. Riuscii a comprare la mia prima reflex digitale (una Nikon D3000) grazie a uno sconto in un grande magazzino, con cui iniziai a studiare fotografia da dilettante. Nel 2011 pensai di portarmi la suddetta reflex al mio primo Fosch Fest, e scattai foto in giro per il festival per i due giorni successivi. In quell’occasione conobbi alcune delle persone con cui sono amico ancora oggi, e scoprii con una certa sorpresa mista a sospetto che le mie foto, per quanto imperfette, piacevano. Mi decisi a tentare questa strada e cominciai prendere la cosa più sul serio. Il problema, a quel punto, fu Facebook e la sua innata capacità di affossare ogni genere di contenuto nell’odioso paradigma del “condividi e dimentica”. Complice la mia professione, allora, decisi di aprire un sito mio. IronFolks nacque sul finire del 2011 come un semplice sito personale piuttosto scarsino, fatto in economia di tempo e denaro, in cui condividere le foto che scattavo ai concerti a cui partecipavo. Non avevo grandi ambizioni in verità, solo l’intento di lasciare le mie foto in un posto in cui non fossero alla mercé di un social network. Per il resto, da cosa nasce cosa e dopo diverse vicissitudini siamo qui a parlarne.

Da poco è online la nuova versione del sito: quali sono le differenze con la vecchia e quali i miglioramenti?

IronFolks mi è letteralmente esploso in mano nel corso dell’ultimo anno. Era partito come un sitarello personale senza pretese e, qualche mese dopo, si era evoluto per ospitare un piccolo team di tre o quattro persone. Mai mi sarei aspettato, però, di superare la decina in meno di un anno. Il sito era diventato impossibile da gestire così com’era, oltre al fatto che la rapida diffusione dei dispositivi mobile ha rivoluzionato le necessità grafiche e di navigazione di un sito in tempi rapidissimi (ti ricordi com’erano i siti che visitavi solo tre anni fa?). C’era bisogno di un cambiamento, e questa volta doveva essere qualcosa di serio, anche per rendere giustizia all’altissima qualità dei lavori che mi consegnavano fotografi e recensori, non supportati da un sito all’altezza. Così a inizio di quest’anno mi misi a creare questa terza versione in modo completamente diverso. Rispetto alla versione precedente è praticamente un altro sito, sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti. Naturalmente, quelli che più giovano di tutto questo sono i visitatori; ho cercato di rendere l’esperienza dell’utente più piacevole possibile, anche grazie alle cose che ho imparato in questi anni di lavoro. Il sito è molto più chiaro da consultare per gli utenti anche da dispositivi mobili, e più “social” grazie ai commenti e alla possibilità di condividere gli articoli su ogni social network. Abbiamo più strumenti e sezioni molto migliorate per gli articolisti, che velocizzano la pubblicazione, e i nostri fotografi hanno gallerie degne di un sito di fotografia. Inoltre, è tutto più curato dal punto di vista della promozione.

IronFolks è passato da essere un sito prevalentemente dedicato alla fotografia a essere un sito dove non mancano recensioni e altro. Come mai questa evoluzione?

È stata un’evoluzione progressiva iniziata quando, a un certo punto, mi sono reso conto che IronFolks aveva le potenzialità per diventare qualcosa più di un sito dedicato soltanto alla fotografia live. Ho cominciato con qualche video intervista e con le prime recensioni scritte da una mia amica, Chiara, che attualmente scrive per realtà ben più quotate. Poi, mano a mano che il nome del sito si diffondeva (pur restando la realtà piccola che è ancora oggi), sono arrivati altri recensori e contemporaneamente sono aumentate le richieste da parte delle band e dei discografici per avere una recensione sul sito. Nei mesi si è giunti all’attuale situazione, in cui fotografia e articolistica sono due settori con pari dignità. È stato un passaggio molto importante e anche benvenuto, che ci ha permesso di creare un team affiatato di cui vado molto fiero, e oggi sono contento di poter offrire agli utenti un sito in cui possono trovare foto di altissima qualità e recensioni curate da persone molto competenti (e con un buon italiano). Penso che anche le band siano felici di farsi immortalare e recensire da “quelli di IronFolks”, anche se bisognerebbe chiederlo direttamente a loro.

Qual è il tuo obiettivo per quel che riguarda IronFolks?

Continuare sulla strada che siamo percorrendo: abbiamo creato un team che, per talento e affiatamento, è una realtà unica tra le webzine, e ora finalmente abbiamo un sito che tiene testa al gruppo. Ora vorrei che IronFolks diventasse una realtà più grande e conosciuta, capace magari di uscire dall’ambiente strettamente underground. La vedrei come un’evoluzione in positivo, così come in senso positivo siamo usciti dall’essere un sito dedicato alla fotografia: i fotografi beneficiano degli articolisti e viceversa, e allo stesso modo vorrei che si fosse in grado di dare spazio tanto a gruppi internazionali quanto al demo dell’ultimo e promettente gruppetto di provincia, trattandoli con pari dignità. Cosa che abbiamo sempre fatto e che faremo sempre.

davidetruzzi

Davide Truzzi

Iron Folks è stato il partner ufficiale del Fosch Fest: come sono stati quei due giorni e c’è un aneddoto che vuoi raccontare?

Penso di poter parlare a nome di tutto il team quando dico che la partnership con il Fosch Fest è stata una delle più grandi soddisfazioni che ci siano capitate. Di fatto è il festival che ci ha fatto nascere e a cui sono personalmente molto legato (non perdo un’edizione dal 2011). Ammetto che è stato un impegno più pesante del previsto, dato che personalmente mi sono trovato a gestire un team di sei persone che dovevano adattarsi sul momento alla variabilità dell’organizzazione e ai “capricci” delle band da intervistare. Fortunatamente, però, pur tra mille difficoltà siamo riusciti a fare un lavoro che ritengo ottimo. Davide Ederle ha fatto un lavoro splendido in photopit, mentre dal lato report abbiamo ancora tantissimo materiale in via di pubblicazione. Ne vedrete delle belle. Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma uno dei più belli riguarda il mio ormai famoso liquore al peperoncino. Antefatto: nel 2013 la bottiglia mi fu “rubata” il primo giorno e non ne seppi più nulla per almeno due settimane, fino a quando sul gruppo Facebook del Fosch comparvero le foto della bottiglietta vuota. Si vociferò di un tedesco che l’aveva fatta fuori soffrendo le pene dell’inferno. Quest’anno, l’ultima sera mi aggiravo per il campeggio intento a “iniziare” chi ancora non l’aveva provato, quando ho incrociato un tedesco ubriaco che, ho scoperto, era lo stesso che due anni prima si era suicidato con la famosa bottiglietta. Mi ha detto era talmente ubriaco da ricordare vagamente di aver bevuto una cosa del genere. A quel punto mi sono sentito in obbligo di “rinfrescargli la memoria” e glielo ho fatto riprovare. Ha cominciato a vagare in giro piegato ripetendo “Now I remember! Now I remember!” con le lacrime agli occhi. Comunque abbiamo raccolto anche diversi video divertenti a proposito del peperoncino maledetto: non mancherete di ridere.

Cosa ne pensi di quello che è accaduto nel camping del Fosch Fest e dei vari comportamenti che rovinano uno dei pochi festival buoni in circolazione?

Ammetto che quest’anno il Fosch non ha brillato per la raccolta dei rifiuti, anch’io ho dovuto girare un po’ per trovare un sacco dove gettare bottigliette e bicchieri usati. Sarà da rivedere per l’anno prossimo, ma del resto il Fosch è organizzato da volontari che, per loro natura, vanno capiti e aiutati nel loro lavoro. Però la scarsità di sacchi per l’immondizia non giustifica niente e nessuno: “non buttare rifiuti in giro” dovrebbe essere una questione di senso civico, e se non si trova subito un cestino bisognerebbe cercarlo. Questo mi pare il dovere base di una persona civile. Un piazzale e un campo pieno di spazzatura sono cose che non vorrei mai vedere e che mi lasciano con un certo sconforto, soprattutto quando sono lasciati da sedicenti amanti del folk metal che, dal messaggio delle band che ascoltano e dei posti che frequentano, dovrebbero avere innato il rispetto per l’ambiente e la tradizione. Evidente delle rune che portano hanno capito molto meno di quanto pensano. Ma quello dei rifiuti è stato un problema anche minore rispetto a quelli più gravi, che però suppongo siano opera di pochi: bagni rotti, staccionate divelte e altri danni sparsi, evidentemente qualcuno ha scambiato un festival per un rave party. Ma non è il primo anno che qualche idiota s’inventa cose così stupide: quest’anno ha avuto la peggio il tennis club ma nel 2011, se non ricordo male, cretini rimasti ignoti rubarono l’aquila degli alpini dal monumento di fronte al bar. Senza considerare lo stato dei bagni chimici con gli assorbenti usati appiccicati alle pareti, sempre a una scorsa edizione. Del resto aveva ragione Totò quando diceva che “signori si nasce”. Personalmente auspico l’obbligo di una cauzione di almeno 10€ per il campeggio da restituire se si porta la spazzatura, bicchieri con vuoto a rendere e cose del genere per le prossime edizioni. Tra l’altro rivolgo un invito agli onesti: quello di cazziare i cretini. Questo per la regola empirica che per colpa di qualcuno ci rimettono tutti, e a volte l’inazione è colpevole quanto l’azione.

Come ti sei avvicinato alla musica e in particolare al folk metal?

Alla musica metal direi verso i 14 o 15 anni, con l’uscita di Panic dei Death SS che è e resta l’album della mia vita, non solo il primo che io abbia mai ascoltato. Per il resto ampliai le mie conoscenze grazie al defunto e quasi dimenticato Napster, dato che non avevo né amici appassionati di metal né soldi. Fu il web 1.0 ciò che mi permise di procurarmi musica che non avrei mai potuto avere in altro modo. Giusto per la cronaca comunque, da quando posso permettermelo, ho sostituito gli mp3 con dischi veri… dei Death SS per esempio ho accumulato una discreta collezione di CD e LP, anche di pezzi piuttosto rari. Da allora, pur mantenendo radici ben piantate nell’horror e nell’industrial metal, sono passato attraverso diverse correnti. Il folk per me è stata una scoperta piuttosto tardiva: in quel periodo ero ancora legato al symphonic metal di Epica, dei primi Nightwish e cose del genere, poi uscì su Youtube il video di Anime Dannate dei Folkstone (che il chitarrone un po’ industrial ce l’ha, diciamocelo) e da lì è partito tutto quanto.

Quali sono i tuoi ascolti del momento e quali sono i dischi che ami particolarmente?

I Death SS sono una costante nella mia vita da anni e anni nonché il mio gruppo preferito di sempre, è inutile che mi metta a citare ogni loro lavoro. A proposito dei Death SS, di semi-nuovo ascolto spesso Resurrection (avrei belle storie anche su questo argomento) più altri album in ordine sparso. Per il resto al momento sono un po’ fissato su Rob Zombie, Rammstein e Kråke (gruppo semi sconosciuto ma che consiglio), mentre nei momenti di raccoglimento prediligo progetti strani come i Die Verbannten Kinder Evas, Summoning, In Death It Ends e cose del genere. In macchina stresso costantemente la mia ragazza coi WASP, mentre i vinili che girano più spesso sono quelli di Alice Cooper, Paul Chain, i WASP degli ’80 e giusto ieri un Eliminator degli ZZ Top comprato di fresco… ogni tanto anche a me piace qualcosa di leggero.

Sei un appassionato di letteratura: quale volume ti senti di consigliare ai lettori di Mister Folk, e perché?

Bella domanda. Parlando di letteratura in senso stretto, leggo tantissimi romanzi gotici, classici dell’orrore e decadenti. Senza tirar fuori nomi scontati (Poe e Lovecraft per intenderci) dei generi succitati darei uno sguardo ai I segugi di Tindalos di F.P. Long e alle saghe di Robert Howard (quello di Conan e Solomon Kane). Per cambiare invece, direi che a un lettore di Mister Folk potrebbe piacere la saga de I figli della Terra (Jean M. Auel): saga storica con una punta di fantastico che racconta le vicende di una donna del neolitico cresciuta da una tribù di Neanderthal, oppure qualcosa della micro editoria nazionale: tutti i libri di Giuseppe Pasquali, mio grande amico nonché uno dei più talentuosi e preparati scrittori italiani di cui io abbia notizia. Sulla saggistica, oltre al tuo (un vero must per gli appassionati di folk metal), ho recentemente apprezzato Fantasmi d’amore. Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv di Roberto Curti. Questo lo consiglio perché è un argomento che piace a me.

innominepatris

La copertina di In Nomine Patris

Hai pubblicato un romanzo dal titolo In Nomine Patris, ti va di parlarne? Hai altro materiale che bolle in pentola?

In Nomine Patris è il mio romanzo d’esordio, uscito per Linee Infinite Edizioni nel 2012. Narra di una guerra indetta dal Dio dell’universo, suo malgrado, che coinvolge otto mondi diversissimi per razza, cultura e tecnologia. Teatro dello scontro è un complesso aldilà, in cui s’incrociano i destini di otto guerrieri scelti dalle dee dei loro rispettivi pianeti, e alla cui sorte è legato il destino ultimo della loro intera razza. È un romanzo intriso di simbolismi, allegorie e metafore, in cui sono presenti omaggi tanto alla letteratura italiana (Ungaretti e D’Annunzio in primis) quanto alla filosofia di Nietzsche e alle atmosfere di Edgar Allan Poe. A questo proposito, colgo l’occasione per togliermi un sassolino dalla scarpa: dalla quasi totalità degli autori del mondo editoriale attuale, a qualsiasi livello, si sente dire che non vogliono “fare politica” e il loro solo scopo è quello di “scrivere belle storie”, con l’evidente intento di non inimicarsi nessuno per paura di vedere qualche libro di meno. Ebbene, In Nomine Patris è un libro che ho scritto per dire quel che penso nel modo che più mi piace, e proprio a causa dal registro narrativo volutamente demodé e dei contenuti piuttosto estremi, ferocemente critici verso la società, ho ricevuto scarsi consensi da parte del mondo editoriale “canonico”: un mondo falsissimo, ipocrita e clientelare che ho ripudiato da almeno un paio d’anni. La possibilità che qualcuno si senta offeso da quel che scrivo non mi è mai importata, e dei sorrisi finti alle fiere ne faccio volentieri a meno. Sarà per questo che ho riscosso parecchie soddisfazioni soprattutto nell’ambiente che ruota attorno al metal, e al folk metal in particolare, quindi dato che magari tra i tuoi visitatori c’è anche qualcuno che ha letto il mio libro, mi sento di ringraziare un po’ tutti i miei “lettori metallari”. In pentola bolle un seguito che spero di completare per l’anno prossimo, più una raccolta di racconti gotici e horror che non so quando finirò. Comunque, per chi volesse seguire la mia attività di scrittore, c’è il mio blog personale: www.davidetruzzi.it in cui pubblico articoli e racconti inediti.

Grazie per la disponibilità, hai carta bianca per la conclusione!

Innanzitutto ringrazio te per l’ospitalità e ti auguro ogni bene per MisterFolk, è davvero un ottimo blog che visito sempre con piacere. Ringrazio poi i lettori che hanno avuto la pazienza di leggere questa intervista (sono prolisso, lo so), e tutti quelli che si impegnano a mantenere viva la scena Underground, pur tra le mille difficoltà che si devono affrontare. Ci si vede al prossimo concerto!