Hand Of Kalliach – Shade Beyond

Hand Of Kalliach – Shade Beyond

2020 – EP – autoprodotto

VOTO: 6,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: John Fraser: voce, chitarra, batteria – Sophie Fraser: voce, basso

Tracklist: 1. Fàilte – 2. Fathoms – 3. Overwhelm – 4. White Horizon – 5. In Tempest Wrought

John e Sophie Fraser sono marito e moglie ed è questa la caratteristica che balza all’occhio appena si ha a che fare con il progetto Hand Of Kalliach. Dalla bellissima Edimburgo, Scozia, il duo fresco di nascita – meno di un anno dalla prima prova alla realizzazione del presente EP – cerca di unire sotto una matrice nelle intenzioni death metal melodico, ma in realtà spesso al limite con altri sottogeneri come il doom drone e una certa dose “core”, la musica gaelica e celtica. Shade Beyond, lavoro al momento disponibile sono in formato digitale, racchiude cinque brani per un totale di ventiquattro minuti dove di folk come lo si intende solitamente ce n’è veramente poco, mentre grande importanza assume l’aspetto “fisico” della musica, con un muro sonoro spesso e insidioso e la parte vocale quasi sempre affidata a John che alterna momenti vicini al death con altri simpatizzanti per un certo black metal rantolato.

Fàilte è un po’ l’emblema del disco: ritmi lenti, atmosfera pesante, melodia assente. Forse la colpa dell’iniziale senso di smarrimento è dovuto all’aspettativa che, detto sinceramente, era verso qualcosa di completamente diverso da quello contenuto nelle varie Fathoms e Overwhelm. La musica degli Hand Of Kalliach è cruda e nuda, diretta e senza fronzoli, ma se presa per il verso giusto e una volta tolta la nuvola nera della delusione dovuta all’errata aspettativa, sa regalare momenti di buon metal estremo. La conclusiva In Tempest Wrought, con i suoi sette minuti, è forse la traccia più interessante del lotto, nella quale il power duo scozzese prova ad andare oltre quanto già espresso, cercando qualcosa di diverso ma ugualmente efficace.

Shade Beyond è il classico primo lavoro che è stato realizzato con cuore e passione ma suona acerbo; il segnale positivo sta nei piccoli dettagli nelle varie canzoni che lasciano presagire un’evoluzione sonora che potrebbe portare a qualcosa di interessante, vedi ad esempio la voce clean di Sophie in White Horizon, quasi un pezzo gothic. Un po’ confusionario, un po’ sognante, Shade Beyond può essere la colonna sonora per quelle giornate uggiose e fredde tipiche della Scozia e che noi amanti del folk/viking metal sogniamo in tutte le stagioni. Progetto intrigante questo degli Hand Of Kalliach: da risentire al prossimo disco dopo aver lavorato sodo sulla direzione musicale da seguire.