Gåte – Til Nord

Gåte – Til Nord

2021 – EP – Indie Recordings

VOTO: 8 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Gunnhild Sundli: voce – Magnus Børmark: chitarra, percussioni, voce – Sveinung Sundli: hardingfele, violino, organo, percussioni, voce

Tracklist: 1. Kjærleik – 2. Hemnarsverdet – 3. Horpa – 4. Rideboll – 5. Til Deg

La storia dei norvegesi Gåte è interessante: nati nel 1999, hanno subito raggiunto una certa notorietà con il debutto Jygri (2002), arrivando al n.1 della classifica norvegese e vincendo il Grammy come migliore band debuttante. Il secondo full-length Iselilja (2004) si “ferma” al terzo posto e proprio sul più bello la band decide di prendersi una pausa. L’etichetta di allora, la Warner, pubblica un live album che riesce addirittura ad entrare in classifica, ma il sonno dei Gåte dura fino al 2017, anno del ritorno con l’EP Attersyn presto seguito dal disco Svevn. Il nuovo Til Nord è un dischetto composto da cinque brani per un totale di ventiquattro minuti: quattro canzoni sono vecchie hit ri-arrangiate per l’occasione e una è inedita. Lo stile che ha sempre caratterizzato la band dei fratelli Sundli è un folk rock che confina con il folk metal più delicato ed elegante (ricordate i Bergtatt del bellissimo Røtter?), ma in questo Til Nord le chitarre elettriche e la batteria sono messe da parte per fare spazio agli strumenti acustici e mostrare un’altra faccia della talentuosa formazione di Trondheim, ora più sognante che mai.

In questa nuova veste la band si muove con disinvoltura: il folk dalle tinte dark è convincente fin dall’iniziale Kjærleik e anche Horpa e Rideboll sono di una bellezza rara, canzoni che mostrano la bravura e la sensibilità dei Gåte, abili nel rielaborare il passato, aggiornarlo e plasmarlo secondo le proprie volontà, ma sempre immediatamente riconoscibile nello stile e nella classe. I due fratelli Sundli, bisogna dirlo, fanno la differenza e la farebbero in qualunque formazione: Sveinung padroneggia l’hardingfele (strumento molto importante nel folk norvegese, un parente stretto del violino per estetica, con la caratteristica di avere otto corde) e gli fa fare quello che gli pare, mentre la talentuosa Gunnhild è la regina incontrastata dell’EP con la sua voce espressiva, tagliente e in grado di portare allegria e dolore, conducendo la musica esattamente dove lei vuole, tra visioni notturne e realtà. La conclusiva Til Deg è cupa e drammatica, suona quasi liturgica nella sua eleganza, tra un brusco risveglio mentre si vive un incubo e il respiro fumante nell’aria fredda della notte invernale. L’unico inedito di Til Nord è Hemnarsverdet, un brano da oltre sette minuti nel quale gli echi dei Wardruna più melodici sono riconoscibili ma smussati dalla forte personalità dei tre musicisti.

Inaspettato (ma non troppo, si potrebbe dire “era ora” che i Gåte si cimentassero in un lavoro acustico) e ben riuscito, Til Nord è un’istantanea a colori di una delle realtà più talentuose della Norvegia e non solo, capaci di centrare sempre il bersaglio a ogni pubblicazione. Chissà se nel prossimo LP ci sarà spazio per qualcosa di completamente spoglio di strumenti elettrici? La risposta l’avremo tra un po’ di tempo; intanto godiamoci Til Nord in ogni sua incantevole sfaccettatura.