Intervista: Hell’s Guardian

Con il debutto Follow Your Fate gli Hell’s Guardian si stanno facendo conoscere nel giro che conta. Il chitarrista Freddie Formis ci racconta la storia della band tra death melodico, J.R.R. Tolkien e ospiti illustri… in attesa del prossimo lavoro.

hellsguardianAvete da poco pubblicato il disco di debutto: presentatevi ai lettori che non vi conoscono e raccontate la vostra storia.

Gli Hell’s Guardian nascono nel 2009 da un’idea mia e di Dylan, mio fratello, alla quale poi si sono aggiunti Cesare e Pietro. Inizialmente ci siamo presentati come cover band di gruppi come Ensiferum, In Flames e Amorphis, per poi proporre brani nostri. Nel 2010 è uscito il nostro primo demo intitolato Hell’s Guardian e in questi anni abbiamo avuto il piacere di condividere il palco con band come Vision Divine, Furor Gallico, Evenoire ecc. Nel 2013 ci siamo recati in studio per registrare Follow Your Fate, questo, per noi, è il nostro primo album in studio. È stato registrato presso lo studio di registrazione Media Factory di Esine (BS), prodotto da Fabrizio Romani. L’album presenta undici tracce di cui otto inedite, due intro e un medley incentrato sui temi principali della colonna sonora de Il Signore Degli Anelli. L’album presenta alcuni special guest, tra cui Lisy Stefanoni (Evenoire), Davide Cantamessa (Taste Hematic Chains), Mauricio Carrion (Taste Hematic Chains, Faust, Infinity), Fabrizio Romani (Infinity, ex-Skylark) e Sabrina Moles. L’artwork è stato realizzato da Jan Örkki Yrlund (Darkgrove Design), disegnatore, il quale ha lavorato con band di spessore quali Manowar e Korpiklaani.

Parliamo delle vostre influenze musicali…

Tutti e quattro abbiamo una visione ampia nel metal, nel senso che ascoltiamo un po’ tutti i suoi sotto generi, melodic death, folk, viking, power, epic, thrash ecc. A livello compositivo però ci facciamo molto influenzare da gruppi come Amorphis, Ensiferum, primi In Flames e anche a livello vocale siamo abbastanza influenzati dai primi due gruppi che ho citato. Quest’ influenza forse deriva anche dal fatto che eseguivamo dal vivo alcune cover di queste band prima di comporre Follow Your Fate e sul nostro primo demo, uscito nel 2010, era presente anche la cover degli Amorphis On Rich And Poor.

A mesi dall’uscita dell’album, quali sono le reazioni?

Ci riteniamo soddisfatti da come sta andando l’ album, sta ricevendo anche molti commenti positivi sia in Italia che all’ estero, da parte di altre band, musicisti, webzine e magazine. Direi un buon inizio per essere un primo album. L’unico problema è che non riusciamo bene ad inserirci in un genere metal preciso, visto che tanti ci definiscono melodic death, altri epic/viking/folk e altri ancora power, quindi ci è abbastanza difficile precisare che genere proponiamo.

Follow Your Fate è un autoprodotto: mancanza di alternative o una vostra decisione?

È stata una nostra decisione perché volevamo gestire tutto noi e anche per non avere influenze esterne od obblighi discografici, così non abbiamo neanche provato a cercare un contratto discografico. Per un futuro disco valuteremo al meglio i pro e contro che può avere una casa discografica.

Ho apprezzato veramente molto l’utilizzo della voce pulita, lontana da come si intende oggi, in particolare quando si alterna con il growl.

Mi fa molto piacere che ti piaccia. Ti do ragione e mi ha fatto sorridere quello che hai scritto nella recensione: “Attenzione però, non si parla di voce pulita ruffiana e lagnosa come molti gruppi metalcore/deathcore utilizzano nei classici ritornelli dal sapore adolescenziale, ma di voce “cantata” come si faceva una volta.” D’altronde Pietro è quello della band che abita più a nord della Valle Camonica, direi che è una specie di “Vichingo della Val Camonica” ahah.

La maggior parte delle canzoni sono su ritmi medi con grande utilizzo di melodie chitarristiche. Sicuramente starete lavorando su del nuovo materiale: continuerete su questa via o avete intenzione di cambiare (o aggiungere) qualcosa?

È ancora presto per parlarne, però penso che cercheremo di rinnovare il sound con quello che mancava a Follow Your Fate, un po’ di aggressività in più e cercare di sperimentare anche nel campo folk, ma cercando sempre di mantenere la nostra linea epica e melodica.

Quali pensate essere i vostri punti di forza?

A parer nostro, i punti di forza che spiccano di più sono le voci (il growl di Cesare e la voce pulita di Pietro) e le varie parti melodiche di chitarra, penso che siano gli elementi che un ascoltatore esterno nota di più.

Nome del gruppo, titolo dell’album e copertina ricordano il power metal degli anni ‘90, mentre voi suonate death metal melodico. Avete dei legami con quella scena? Soprattutto, riconoscete anche voi questa “vicinanza”?

Sicuramente il nostro modo di porci è influenzato dal power metal. Anche perché Cesare, Dylan ed io abbiamo sempre ascoltato ed apprezzato il power di band come Blind Guardian, Helloween, Edguy, Avantasia, Sonata Artica ecc.

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Per l’artwork avete assoldato l’artista Jan “Örkki” Yrlund, un nome importante per il settore. Ha lavorato su vostre indicazioni, magari con i testi sottomano?

Inizialmente abbiamo affidato il lavoro a un grafico italiano, il quale però non ha minimamente prestato interesse al lavoro incaricatogli, facendo la tipica figura dell’italiano medio “dedito al lavoro”. Quindi cercando su internet abbiamo trovato i contatti di un noto grafico finlandese, Jan “Örkki” Yrlund. All’inizio eravamo abbastanza titubanti all’idea di lavorare con lui, date le sue precedenti collaborazioni importanti con band del calibro di Manowar e Korpiklaani, soprattutto non sapevamo cosa aspettarci a livello monetario. Invece, il prezzo da lui richiesto si è rivelato alla portata del nostro budget. Il lavoro è stato svolto in breve tempo, in modo molto professionale. L’artwork è stato ben curato e l’idea iniziale è stata ben sviluppata dal grafico stesso. Possiamo dunque ritenerci molto soddisfatti.

L’ultima traccia di Follow Your Fate è una rivisitazione dei principali temi della colonna sonora de Il Signore Degli Anelli. Come è nata questa idea, e cosa pensate de Lo Hobbit di Peter Jackson?

L idea di Middle Earth è nata dal fatto che stavamo cercando una cover da proporre sul disco ma ci sembrava al quanto banale rifare una canzone simile al nostro genere musicale e dato che tutti noi della band siamo fan de Il Signore Degli Anelli ho pensato bene di proporre di ri-arrangiare la colonna sonora del film in chiave metal e i ragazzi sono stati subito entusiasti di quest’idea. Personalmente sono un amante della trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli, ma Lo Hobbit non mi sta entusiasmando più di tanto per il fatto che mi sembra troppo forzato, dopo a livello di come è girato è fatto davvero bene, niente da dire da quel lato e di sicuro a dicembre al cinema ci andrò per vedermi il terzo capitolo.

Prima di terminare è d’obbligo chiedervi quali saranno i vostri prossimi passi.

Ora cerchiamo di promuovere al meglio Follow Your Fate; abbiamo per la mente di fare più avanti un EP con qualche brano nostro ripreso in acustico e forse un inedito, ma rimane solo un idea per ora.

Grazie per l’intervista, lo spazio conclusivo è vostro.

Grazie a te Mister Folk per la disponibilità e invitiamo tutti i lettori di questa webzine a seguirci sulla nostra pagina Facebook per tutte le novità, tra pochi giorni uscirà il video ufficiale di Away From My Fears, quindi a presto!

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Hell’s Guardian – Follow Your Fate

Hell’s Guardian – Follow Your Fate

2014 – full-length – autoprodotto

VOTO: 7 – Recensore: Mr.Folk

Formazione: Cesare Damiolini: voce, chitarra – Freddie Formis: chitarra – Pietro Toloni: basso, voce – Dylan Formis: batteria

Tracklist: 1. Forgotten Tales (intro) – 2. My Prophecy – 3. Forgiven in the Night – 4. Away from My Fears – 5. Cradle’s Lake – 6. Last Forever – 7. Silence in Your Mind – 8. Lost Soul – 9. Neverland – 10. Follow Your Fate – 11. Middle Earth

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Gli Hell’s Guardian sono una formazione di Brescia nata nel 2009 che, dopo aver pubblicato l’anno successivo il demo self titled, arrivano al debutto in grande stile. Follow Your Fate è un disco ben riuscito di death metal melodico che presenta una band matura nonostante la poca esperienza e che mostra diversi punti sui quali i musicisti potranno lavorare per ampliare le soluzioni e osare qualcosa di più sperimentale e dinamico.

Il death metal del combo italiano è influenzato dagli Amorphis di metà carriera, con riferimenti al sound dei primi Ensiferum e un po’ di Suidakra più catchy. Il risultato, pur non particolarmente originale, è sicuramente interessante; caratteristica vincente è l’uso della voce pulita di Pietro Toloni che si alterna con successo al growl di Cesare Damiolini. Attenzione però, non si parla – fortunatamente! – di voce pulita ruffiana e lagnosa come molti gruppi metalcore/deathcore utilizzano nei classici ritornelli dal sapore adolescenziale, ma di voce “cantata” come si faceva una volta. Complimenti.

L’intro Forgotten Tales introduce My Prophecy, canzone che fa capire immediatamente di che pasta sono fatti gli Hell’s Guardian e quali le caratteristiche principali delle composizioni: cavalcate di stampo heavy, chitarre melodiche e cantato growl/pulito rendono l’inizio dell’album più che positivo. Power oriented e molto semplice la successiva Forgiven In The Night (in particolare il ritornello), mentre con Away From My Fears viene fuori prepotentemente l’importanza degli Amorphis per i ragazzi. Molto ben fatti i break e le parti melodiche, perfettamente riuscite e che si alternano con gusto con quelle più estreme. Con Cradle’s Lake i musicisti spingono un po’ sull’acceleratore, con il risultato di una bella canzone più aggressiva delle precedenti. Last Forever è un intermezzo di un minuto, buono per dividere in due il cd e tirare il fiato prima di immergersi in Silence In Your Mind, caratterizzata dalle brillanti melodie dei chitarristi Formis e Damiolini, dal chorus cantato in clean da Toloni e per la seconda parte del brano dove i musicisti, tra break acustici e l’assolo di chitarra suonato da Fabrizio Romani (chitarrista degli storici Skylark), vanno oltre la classica struttura metal. Lost Soul è un tipico pezzo mid-tempo di discreta fattura, mentre Neverland è una delle migliori composizioni di Follow Your Fate, più tirata e potente. Alla voce è presente come ospite Lily Stefanoni degli Evenoire, ma il meglio è rappresentato dagli strumentisti, in questa occasione in gran spolvero. La title track vede la Stefanoni (al flauto) e lo scream di Davide Cantamessa a dar man forte agli Hell’s Guardian in un pezzo cadenzato e malinconico, ma al contempo potente e virile. In chiusura di disco troviamo Middle Earth, bella rivisitazione in chiave metal dei temi principali che caratterizzano la fantastica colonna sonora de Il Signore Degli Anelli.

La qualità delle canzoni è più che discreta con picchi qualitativi notevoli, quel che manca a Follow Your Fate è il guizzo vincente, quell’osare qualcosa in più che potrebbe portare maggiore dinamicità ed energia improvvisa alle composizioni e al disco in generale. Quando la band si lascia andare, come in Silence In Your Mind, i risultati non tardano ad arrivare.

Follow Your Fate si presenta in un elegante digipack, con copertina e artwork creati da Jan “Örkki” Yrlund, ex chitarrista degli Ancient Rites e famoso per aver disegnato diverse front cover di Manowar, Korpiklaani, Svartsot, Týr, Celtibeerian ecc.); il booklet è ricco di foto, testi e informazioni. L’ottima produzione è stata curata da Fabrizio Romani, bravo nel far suonare ogni strumento in maniera pulita e naturale.

Gli Hell’s Guardian esordiscono con un lavoro professionale e interessante per chi apprezza il death metal melodico; sicuramente necessitano ancora di tempo ed esperienza per migliorare ulteriormente e osare qualcosa in più nel songwriting, ma è sicuro che già ora non possono non essere notati dagli ascoltatori di queste sonorità.