Hell’s Guardian – Follow Your Fate

Hell’s Guardian – Follow Your Fate

2014 – full-length – autoprodotto

VOTO: 7 – Recensore: Mr.Folk

Formazione: Cesare Damiolini: voce, chitarra – Freddie Formis: chitarra – Pietro Toloni: basso, voce – Dylan Formis: batteria

Tracklist: 1. Forgotten Tales (intro) – 2. My Prophecy – 3. Forgiven in the Night – 4. Away from My Fears – 5. Cradle’s Lake – 6. Last Forever – 7. Silence in Your Mind – 8. Lost Soul – 9. Neverland – 10. Follow Your Fate – 11. Middle Earth

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Gli Hell’s Guardian sono una formazione di Brescia nata nel 2009 che, dopo aver pubblicato l’anno successivo il demo self titled, arrivano al debutto in grande stile. Follow Your Fate è un disco ben riuscito di death metal melodico che presenta una band matura nonostante la poca esperienza e che mostra diversi punti sui quali i musicisti potranno lavorare per ampliare le soluzioni e osare qualcosa di più sperimentale e dinamico.

Il death metal del combo italiano è influenzato dagli Amorphis di metà carriera, con riferimenti al sound dei primi Ensiferum e un po’ di Suidakra più catchy. Il risultato, pur non particolarmente originale, è sicuramente interessante; caratteristica vincente è l’uso della voce pulita di Pietro Toloni che si alterna con successo al growl di Cesare Damiolini. Attenzione però, non si parla – fortunatamente! – di voce pulita ruffiana e lagnosa come molti gruppi metalcore/deathcore utilizzano nei classici ritornelli dal sapore adolescenziale, ma di voce “cantata” come si faceva una volta. Complimenti.

L’intro Forgotten Tales introduce My Prophecy, canzone che fa capire immediatamente di che pasta sono fatti gli Hell’s Guardian e quali le caratteristiche principali delle composizioni: cavalcate di stampo heavy, chitarre melodiche e cantato growl/pulito rendono l’inizio dell’album più che positivo. Power oriented e molto semplice la successiva Forgiven In The Night (in particolare il ritornello), mentre con Away From My Fears viene fuori prepotentemente l’importanza degli Amorphis per i ragazzi. Molto ben fatti i break e le parti melodiche, perfettamente riuscite e che si alternano con gusto con quelle più estreme. Con Cradle’s Lake i musicisti spingono un po’ sull’acceleratore, con il risultato di una bella canzone più aggressiva delle precedenti. Last Forever è un intermezzo di un minuto, buono per dividere in due il cd e tirare il fiato prima di immergersi in Silence In Your Mind, caratterizzata dalle brillanti melodie dei chitarristi Formis e Damiolini, dal chorus cantato in clean da Toloni e per la seconda parte del brano dove i musicisti, tra break acustici e l’assolo di chitarra suonato da Fabrizio Romani (chitarrista degli storici Skylark), vanno oltre la classica struttura metal. Lost Soul è un tipico pezzo mid-tempo di discreta fattura, mentre Neverland è una delle migliori composizioni di Follow Your Fate, più tirata e potente. Alla voce è presente come ospite Lily Stefanoni degli Evenoire, ma il meglio è rappresentato dagli strumentisti, in questa occasione in gran spolvero. La title track vede la Stefanoni (al flauto) e lo scream di Davide Cantamessa a dar man forte agli Hell’s Guardian in un pezzo cadenzato e malinconico, ma al contempo potente e virile. In chiusura di disco troviamo Middle Earth, bella rivisitazione in chiave metal dei temi principali che caratterizzano la fantastica colonna sonora de Il Signore Degli Anelli.

La qualità delle canzoni è più che discreta con picchi qualitativi notevoli, quel che manca a Follow Your Fate è il guizzo vincente, quell’osare qualcosa in più che potrebbe portare maggiore dinamicità ed energia improvvisa alle composizioni e al disco in generale. Quando la band si lascia andare, come in Silence In Your Mind, i risultati non tardano ad arrivare.

Follow Your Fate si presenta in un elegante digipack, con copertina e artwork creati da Jan “Örkki” Yrlund, ex chitarrista degli Ancient Rites e famoso per aver disegnato diverse front cover di Manowar, Korpiklaani, Svartsot, Týr, Celtibeerian ecc.); il booklet è ricco di foto, testi e informazioni. L’ottima produzione è stata curata da Fabrizio Romani, bravo nel far suonare ogni strumento in maniera pulita e naturale.

Gli Hell’s Guardian esordiscono con un lavoro professionale e interessante per chi apprezza il death metal melodico; sicuramente necessitano ancora di tempo ed esperienza per migliorare ulteriormente e osare qualcosa in più nel songwriting, ma è sicuro che già ora non possono non essere notati dagli ascoltatori di queste sonorità.

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