Equilibrium – Erdentempel

Equilibrium – Erdentempel

2014 – full-length – Nuclear Blast Records

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Robse: voce – René Berthiaume: chitarra, tastiera – Andreas Völkl: chitarra – Sandra van Eldik: basso – Hati: batteria

Tracklist: 1. Ankunft – 2. Was Lange Währt – 3. Waldschrein – 4. Karawane – 5. Uns’rer Flöten Klang – 6. Freiflug – 7. Heavy Chill – 8. Wirtshaus Gaudi – 9. Stein Meiner Ahnen – 10. Wellengang – 11. Apokalypse – 12. The Unknown Episode – 13. Aufbruch (bonus track)

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Dopo quattro anni di silenzio tornano sul mercato i tedeschi Equilibrium, band capace di raccogliere notevole successo nonostante i soli quattro album pubblicati da quando, nel 2001, si sono formati. La spiegazione è semplice: i primi due full-length, Turis Fratyr e Sagas, hanno colpito per originalità e freschezza gli appassionati di folk metal; il terzo lavoro, Rekreatur, vedeva i musicisti adagiarsi su quanto fatto in precedenza. La curiosità per questo Erdentempel, quindi, era tanta: dopo diversi ascolti si può tranquillamente affermare che il quarto disco degli Equilibrium suona gagliardo nella sua interezza, tra salti nel passato e avventurose incursioni in territori nuovi. Tra le altre cose Erdentempel è l’ultima occasione per sentire la band con questa line-up: notizia recente è la dipartita dei fondatori Sandra van Eldik (ora si concentrerà sul progetto pagan messo in piedi qualche anno fa dal marito Sebas van Eldik, ex Heidevolk?) e suo fratello Andreas Völkl, sostituiti da Jen Majura e Dom (già chitarrista di Nothgard e Wolfchant).

Dopo il consueto intro parte la classica Was Lange Währt, canzone modello per gli Equilibrium, tra melodie accattivanti e cavalcate dal retrogusto heavy metal. La prima cosa che si nota è il grande spazio (e volume) concesso alle orchestrazioni a discapito delle chitarre, spesso in secondo piano. Dopo questo gustoso inizio si va avanti con Waldschrein, dal ritornello ruffiano e pomposo nonostante il growl di Robse sia più graffiante e felino che mai. La quarta traccia Karawane vede i tempi dimezzati e una potenza davvero notevole per un mid-tempo esemplare dove, anche in questo caso, il chorus e le sue melodie rappresentano la carta vincente. Tutt’altra musica in Uns’rer Flöten Klang: il ritmo è sostenuto e le melodie risultano essere incredibilmente gioiose e spensierate, con la chicca dello stacco di flauto sul finale di canzone (che in realtà ricorda un vecchissimo brano di Yngwie J. Malmsteen) che ci ricorda che, nonostante l’aggressività e il “bombastic”, stiamo ascoltando un disco di extreme folk metal. Freiflug è cupa e dal songwriting leggermente differente dalle altre composizioni pur suonando 100% Equilibrium: alcuni giri di chitarra sono delle piccole novità assai gradite, così come la voce clean che in questo contesto è perfetta. La settima canzone in scaletta è Heavy Chill, che ha il grande pregio di “far tornare” le sonorità simil caraibiche che in passato avevano portato tanta allegria all’interno dei brani della band teutonica. Del tutto fuori dagli schemi e idea tanto bizzarra quanto geniale è Wirtshaus Gaudi, una scheggia impazzita di poco più di due minuti dove gli Equilibrium si travestono da tipici crucchi in pellegrinaggio alla sagra paesana: con calzettoni bianchi, guance rosse e scollature vertiginose (solo le donne però!) danno seguito al primo riff di scuola thrash metal con un ritornello da cantare con le brocche di birra mezze vuote, tra fischi montanari e il testo che parla, appunto, di locande e boccali del singer da riempire. La seguente Stein Meiner Ahnen suona come già sentita e non lascia nulla dopo l’ascolto, leggermente meglio Wellengang, pezzo dal sound cupo e dalle grandi orchestrazioni. Riff di chitarra di stampo moderno e un groove di prima qualità sono le particolarità di Apokalypse, ennesimo brano mid-tempo degno di nota. Chiude il disco The Unknown Episode, unica canzone in lingua inglese di Erdentempel, dal sound fresco e catchy: un esperimento decisamente riuscito! Come bonus track è presente Aufbruch, ovvero una lunga traccia strumentale (tredici minuti) come vuole la tradizione in casa Equilibrium.

La produzione è di alta qualità, ma qualcosa poteva essere fatto in maniera differente, come ad esempio la regolazione dei volumi di alcuni strumenti. La batteria suona eccessivamente fredda e il pensiero è che René Berthiaume abbia fatto – di nuovo – tutto da solo con il computer invece di avvalersi del talentuoso drummer Hati (QUI l’intervista).

Sagas è ormai molto lontano, ma gli Equilibrium si sono ripresi dopo il discreto Rekreatur e il non valutabile (come è quasi sempre normale che sia) EP Waldschrein. Erdentempel farà la gioia di gran parte dei fan degli Equilibrium e porterà alla band tedesca nuove schiere di giovani ascoltatori, ritrovando anche chi, tra silenzio e incertezze, si era allontanato. Bentornati Equilibrium!

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