Fjallstein Vikingr Fest: la presentazione del Festival

FJALLSTEIN VIKINGR FEST

20-24 giugno 2019, Montelanico (RM)

Il Fjallstein Vikingr Fest arriva quest’anno alla terza edizione, eppure sembra che sia una manifestazione in piedi da più anni: in pochissimo tempo gli organizzatori sono riusciti a creare una base solida e per il terzo anno il festival aggiunge eventi, concerti e conferenze al programma, quest’anno più interessante che mai.

Il Fjallstein Vikingr Fest si svolgerà il 20-21-22-23 giugno a Montelanico, in provincia di Roma, in una bellissima zona verde nel cuore dei Monti Lepini. Come è facilmente intuibile dal nome, si tratta di un festival a tema vichingo, quindi molti eventi sono legati al mondo dei vichinghi, ma non solo, ce n’è per tutti i gusti: si passa dalla presentazione di romanzi storici a interventi mirati su J.R.R. Tolkien e aspetti specifici delle rievocazioni storiche, ma ci sarà modo di saperne di più anche sulla cucina vichinga e la Tradizione Nordica “oltre la moda vichinga”. A tutto questo si aggiungono tanti espositori con la propria merce che sicuramente attirerà l’attenzione e la curiosità dei partecipanti e gli immancabili (e fondamentali) chiostri per mangiare. Cosa non da poco, l’ingresso è gratuito e dalle 11 di mattina il festival prende vita.

Molto importante da ricordare, tutti i giorni ci saranno giochi, dimostrazioni ed esercitazioni presso l’accampamento storico, dove gli spettatori potranno diventare protagonisti e avvicinarsi all’affascinante mondo della rievocazione storica. In particolare il sabato alle 18.30 ci sarà la Fjallstein Viking Battle, assolutamente da non perdere.

E poi c’è la musica, anche quest’anno di grande qualità. Sul palco del Fjallstein Vikingr Fest, a partire dalle 21 circa, suoneranno Viandanti Del Sole, Ala Bardica, Cernunnos’ Folk Band (che abbiamo incontrato su queste pagine QUI), Fehu Pagan Folk e gli irpini Emian Pagan Folk, che ormai possono essere considerati di casa.

La terza edizione del Fjallstein Vikingr Fest si preannuncia davvero interessante, un appuntamento ad appena un’ora da Roma nel verde dei Monti Lupini, vietato mancare!

EVENTO FACEBOOK FJALLSTEIN VIKINGR FEST:

PAGINA UFFICIALE Valhalla Viking Victory

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Short Folk #3

Shot Folk, ovvero recensioni senza troppi giri di parole. Ben dodici dischi/EP/singoli raccontati in poche righe con la semplicità e la sincerità di Mister Folk. Piccole sorprese e piacevoli conferme dal mondo folk/viking, dritti al punto senza perdere tempo. Buona lettura e folk on!

Leggi Short Folk #1

Leggi Short Folk #2

Apocalypse – Si Vis Pacem, Para Bellum

2018 – full-length – autoprodotto

8 tks – 51 mins – VOTO: 6,5

Dal nord Italia arriva un nuovo progetto che tutto deve ai Bathory: sul sito della one-man band Apocalypse, infatti, si legge che l’intero lavoro è in onore di Quorthon. Effettivamente la musica (e non solo) ricalca fedelmente l’idea viking/black di Blood Fire Death, peccando però in suoni ed esperienza: tutte cose che con il tempo il giovanissimo Erymanthon potrà controllare meglio al fine di realizzare un lavoro maturo in grado di competere con i migliori seguaci dei Bathory periodo viking metal, ovvero Ereb Altor e Bloodshed Walhalla. Nel frattempo di nuovi sviluppi Si Vis Pacem, Para Bellum è un disco in grado di far stare bene tutti i nostalgici di Blood Fire Death.

Delirium – Urkraft

2019 – full-length – Black Sunset

8 tks – 36 mins – VOTO: 7

Pagan metal 100% teutonico: tanto dovrebbe bastare per inquadrare la direzione musicale dei Delirium, formazione in attività dal 2006 e autrice di due full-length e due EP. Il nuovo disco Urkraft arriva a ben cinque anni di distanza da Wolfshenker, ma sostanzialmente l’attitudine e la “durezza” delle composizioni è sempre la stessa. Breve e diretto, Urkraft è destinato a fare la gioia di chi segue con interesse le uscite discografiche della sempre fertile Germania e può essere un buon inizio per chi si vuole avvicinare a queste sonorità.

Draugûl – Plagueweaver

2019 – EP – Wolfmond Production

4 tks – 21 mins – VOTO: 7,5

Il nome tolkieniano Draugûdovrebbe essere più che noto agli amanti del viking black metal, essendo la one-man band autrice di quattro interessantissimi dischi tra il 2013 e il 2017, l’ultimo dei quali è Winterspell. Il polistrumentista Vargblod torna con un EP limitato a 100 copie contenente quattro brani di metal epico e oscuro, con riferimenti blackeggianti e riff che rimandano ai Bathory. Si tratta di un lavoro di transizione in attesa del quinto full-length, ma la qualità dei singoli pezzi è alta e il consiglio non più essere che quello di accaparrarsi una copia prima che finiscano.

Eldhrimnir – Deuses Alcoolicos Do Bar

2019 – full-length – autoprodotto

9 tks – 37 mins – VOTO: 7

Folk metal con tematiche alcooliche? Sicuramente non è il binomio più originale della nostra musica preferita, ma quel che conta è che Deuses Alcoolicos Do Bar sia un disco ben fatto: si ascolta tutto d’un fiato senza cali qualitativi, nove tracce di folk metal godereccio sulla scia dei Korpiklaani (soprattutto per quel che riguarda l’impatto del cantante), con alcune parti che rimandano al rock folk dei Flogging Molly e altre dove viene messa maggiormente in mostra la voce propria del gruppo. Un buon inizio, non c’è che dire.

Garmskrik – Великанская Зима

2018 – full-length – SoundAge Productions

7 tks – 41 mins – VOTO: 7,5

Dopo anni di gavetta, EP e demo, è arrivato il momento per i russi Garmskrik di pubblicare il full-length di debutto nell’ultimo giorno del 2018. L’esperienza delle precedenti release ha sicuramente pesato sul risultato finale di Великанская Зима, lavoro maturo e personale, privo di cali d’ispirazione e che presenta una registrazione di grande qualità. Il pagan black metal della band di Arkhangelsk risente delle (giuste) influenze di Khors e – in minor parte – Nokturnal Mortum, portando avanti comunque un discorso musicale proprio, ricco di fulminanti accelerazioni di doppia cassa e brevi ed inaspettati stacchi acustici. Nulla di nuovo, insomma, ma fatto veramente bene: consigliati!

Hands As Wings – Man Must Fall

2018 – EP – autoprodotto

4 tks – 22 mins – VOTO: 7

La Grecia, terra stranamente poco vicina al folk metal, è la patria degli Hands As Wings, qui alla prima pubblicazione con l’EP Man Must Fall. Il folk metal del power duo composto da Ursus Demens (voce e basso) e Meesigma (batteria e chitarra) è incentrato sui tempi medi, inni di potenza, voce pulita ed epicità, con la conclusiva Dreams Down Deep più cupa e doomish, con tanto di scream vocals in alcuni passaggi particolarmente significativi. Man Must Fall (bella la copertina!) è un inizio incoraggiante, ma per il full-length all’altezza serve maggiore varietà.

Heather Wasteland – The Sverd

2019 – single – autoprodotto

4 tks – 20 mins – VOTO: 6,5

Abbiamo già incontrato gli Heather Wasteland in occasione del loro EP di debutto Under The Red Wolfish Moon, un lavoro stravagante (tre bassi in formazione, nessun cantante) diverso da questo maxi singolo The Sverd, nel quale la principale novità è la presenza della voce. Le tracce del disco sono quattro, ma la canzone è una sola: versione “normale”, celtica, in russo e strumentale in pre-produzione. Si tratta quindi della classica uscita per mostrare i piccoli ma significati cambiamenti, in attesa di un prodotto più corposo.

Holy Blood – Voice Of Blood

2019 – full-length – Vision Of God Records

8 tks – 39 mins – VOTO: 6,5

Due anni dopo l’EP Glory To The Heroes e ben cinque da День Отмщения, i paladini del death/folk cristiano tornano con un disco breve e brutale nel quale la componente folk è quasi nulla, sostituita da un impianto chitarristico vicino al melodic death metal più robusto di scuola svedese. Le sette tracce (più un breve intro) sono discrete e niente più e l’ascolto scorre senza particolari scossoni, sia positivi che negativi. Forse è ingiusto da dire, ma senza la componente cristiana che porta curiosità, qualcuno parlerebbe di questo disco degli Holy Blood?

Norvhar – Kauna

2019 – full-length – autoprodotto

7tks – 39 mins – VOTO: 6,5

Questo è un EP fatto veramente bene, dove l’intro ha addirittura un senso e le canzoni sono tutte accattivanti e stilisticamente diverse tra loro. Il problema, l’unico ma piuttosto ingombrante, è che Kauna sembra esser fatto di outtake di Victory Songs degli Ensiferum. Tolta lo voce di Matt che è più cavernosa di quella di Petri Lindroos, il resto segue con religiosa fede quanto realizzato da Markus Toivonen e soci nel 2007. Di sicuro Kauna (del mastering se n’è occupato un guru come Mika Jussila, già con Children Of Bodom, Finntroll e Amorphis tra gli altri) è un buon punto di partenza per una carriera promettente, basta proseguire con maggiore personalità.

Oakenshield – Lyke Wake Dirge

2018 – EP – autoprodotto

3 tks – 14 mins – VOTO: 8

Il progetto di Ben Corkhill torna a farsi sentire a 6 anni di distanza dall’ottimo Legacy, lavoro che nel 2012 ha certificato la bontà musicale della one man band inglese. L’EP Lyke Wake Dirge è composto da sole tre canzoni risalenti al periodo Gylfaginning che però non hanno trovato spazio nella release di debutto. Come al solito si tratta di folk/viking metal di grande qualità, suonato con forte personalità e gusto; ciliegina sulla torta è la riuscita cover dei Bathory Man Of Iron. Questa release unicamente digitale ha visto la luce per far tornare la gente a parlare degli Oakenshield dopo il cambiamento da progetto personale di Corkhill a band vera e propria con tanto di musicisti per i live: non resta che aspettare il prossimo full-length, sperando di non dover aspettare altri 6 anni per ascoltare nuova musica.

Vanvidd – Fødsel

EP – 2019 – autoprodotto

3 tks – 17 mins – VOTO: 7

Un pensiero blasfemo, ma che mi è balenato più volte nel cervello: come suonerebbero i Dissection con una forte componente folk? La risposta sembra provenire da Fødsel, secondo lavoro dei Vanvidd, band del sud Norvegia. Il folk black metal dei gruppo è tagliente e sporco di terra, dannato dalla natura, ma che alla natura deve tutto. Tre brani di emozionante folk black dalle chitarre melodiche, con lo scream di Mathias Dahlsveen incredibilmente somigliante a quello mai dimenticato di Jon Nödtveidt, Dopo il disco d’esordio self-titled (2016), questo Fødsel conferma la bravura del gruppo: è ora che qualche etichetta si accorga di loro.

wulafiR – I

2019 – EP – autoprodotto

4 tks – 25 mins – VOTO: 7,5

Solo project di Grimlach, chitarrista di Eldkraft e Diabolical. Pagan black metal di matrice svedese, dove tutto è cupo, a partire dalla copertina e, soprattutto, lo è l’aspetto musicale. La produzione volutamente sporca aiuta tantissimo e consente all’ascoltatore di entrare nel mood del disco. Non mancano strumenti folk e ripartenze vigorose subito dopo break acustici. Quello che sorprende, oltre alla voce rude ma pulita, però, è il lavoro della chitarra, tutt’altro che scontato: ai classici riff “blackeggianti” si alternano parti più articolate che impreziosiscono l’intero lavoro, un risultato che per attitudine può ricordare i Borknagar con “più chitarre”. è un ottimo EP, l’attesa e la curiosità per il disco, a questo punto, è più che legittima.

Mister Folk Festival 2019, il foto report parte 2

Ecco la seconda parte delle fotografie del Mister Folk Festival 2019 (la prima la trovate QUI), evento che si è svolto lo scorso 6 aprile al Traffic Live Club di Roma. Le belle foto sono di Marco Canarie, che insieme ad Art In Progress ringrazio per il lavoro svolto con passione e professionalità. Ci vediamo l’anno prossimo? 🙂

ULFHEDNAR

BLOODSHED WALHALLA

SECHEM

KANSEIL

FUROR GALLICO

Mister Folk Festival 2019, il foto report parte 1

La terza edizione del Mister Folk Festival è stato un successo e questo grazie a voi. Eravate veramente tantissimi (quasi il doppio rispetto l’anno scorso), tutto è filato liscio e il divertimento ha regnato sulla serata!

In questo primo articolo potete vedere gli scatti realizzati da Art In Progress: Bloodshed Walhalla, Sechem, Kanseil e Furor Gallico live sul palco del Traffic Club di Roma. A breve ci sarà un nuovo articolo e nuove foto, questa volta anche con gli opener Ulfhednar. Folk on!

BLOODSHED WALHALLA

SECHEM

KANSEIL

FUROR GALLICO

Mister Folk Festival 2019, ci siamo!

MISTER FOLK FESTIVAL III
Furor Gallico + Kanseil + Sechem + Bloodshed Walhalla + Ulfhednar
sabato 6 aprile 2019, h. 20:00
Traffic Club, Roma

Nel 2016, quando iniziò l’avventura Mister Folk Festival, la paura di “fallire” era tanta: il folk/viking metal a Roma, per quanto metropoli e potenzialmente ricca di persone interessate al genere, non è di casa (ma ci stiamo lavorando!). Come dico sempre, Roma è una piazza strana e delicata, difficile da comprendere per chi, come me, viene da una realtà montana e isolata: per vedere un concerto serio bisognava fare 300 km per andare a Bologna (e 300 per tornare a casa). Fatto sta che inaugurare un festival con quattro realtà italiane (Selvans, Vinterblot, Dyrnwyn e Blodiga Skald) è stato un azzardo che fortunatamente ha pagato e dopo la gagliarda edizione dello scorso anno con un headliner da sogno come gli Skyforger, ben supportati dai danesi Heidra e dai nostrani Atavicus e Under Siege, si giunge questo sabato 6 aprile alla terza edizione del festival. Il bill è di quelli da leccarsi i baffi (anche grazie al consueto sostegno di No Sun Music), per la prima volta formato da 5 gruppi: Furor Gallico, Kanseil, Sechem, Bloodshed Walhalla, Ulfhednar.

Gli headliner Furor Gallico non hanno certo bisogno di presentazioni: sono ormai un gruppo storico della scena, freschi autori dell’ottimo Dusk Of The Ages uscito a gennaio per Scarlet Records. Per loro Roma è una tappa fissa a ogni tour, avendo calcato i palchi capitolini diverse volte sempre con un grande seguito.

I Kanseil sono un gruppo folk metal di grande impatto, per la prima volta a Roma. I ragazzi veneti hanno pubblicato due lavori intensi e personali, ricchi di strumenti tradizionali e con testi legati alla storia e alle leggende dall’altopiano del Cansiglio, loro terra d’origine.

A metà serata avremo sul palco i Sechem, band spagnola per la prima volta in Italia. Il loro oriental metal è ambientato nell’antico Egitto e melodie e testi ci porteranno indietro nel tempo tra mummie e antiche divinità grazie alle canzoni del nuovo disco Disputes With My Ba.

Ragnarok dei Bloodshed Walhallaè un album che non è certo passato inosservato ed è un grande onore avere al Traffic la one-man band di Drakhen. La storia inizia però oltre un anno fa, quando chiesi al polistrumentista lucano di reclutare dei session per suonare al Mister Folk Festival. Un anno dopo, ecco l’erede dei Bathory a portare il viking metal a Roma.

In apertura suoneranno gli Ulfhednar, band laziale ben nota in zona per attitudine e bravura sul palco e autori del disco Mortaliter nel 2017. Il loro black metal diretto ed efficace sarà un ottimo modo per iniziare il festival e svegliare tutti dal torpore.

Gli orari:
Apertura porte: 20:00
Ulfhednar: 20:30 – 21:00
Bloodshed Walhalla: 21:15 – 21:45
Sechem: 22:00 – 22:40
Kanseil: 23:00 – 23:40
Furor Gallico: 00:00 –

EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/283629015643670/

Le recensioni e le interviste delle band presenti nell’archivio del sito:

Furor Gallico – Dusk Of The Ages
Furor Gallico – Songs From The Earth
Furor Gallico intervista 2015
Furor Gallico intervista 2014
Kanseil – Fulìsche
Kanseil – Doin Earde
Kanseil – Tzimbar Bint (demo)
Kanseil – intervista 2018
Kanseil – intervista 2013
Sechem – Ren (EP)
Sechem intervista 2013
Bloodshed Walhalla – Ragnarok
Bloodshed Walhalla – Thor
Bloodshed Walhalla – Mather (EP)
Bloodshed Walhalla intervista 2019
Bloodshed Walhalla intervista 2017
Bloodshed Walhalla intervista 2015

Malpaga Folk & Metal Fest 2019, il bill!

Le certezze nella vita sono poche, una di queste, però, è il Malpaga Folk & Metal Fest, evento che negli anni (in realtà fin dalla prima edizione) ha conquistato il cuore del folk metaller italiani. Quando si parla del Malpaga si pensa immediatamente alla grande qualità per quel che riguarda la musica e al divertimento prima, durante e dopo i concerti. Questo grazie all’organizzazione e alle persone che rendono possibile un festival musicale di tre giorni completamente gratuito (QUI l’intervista a Richard Milella per saperne di più) e grazie al pubblico sempre numeroso e incline al sorriso e al divertimento: tutto questo, al giorno d’oggi e nella scena metal italiana, è un caso più unico che raro.

Nelle varie edizioni si sono alternati sul palco alcuni tra i nomi più interessanti del panorama folk/viking metal internazionale, supportati da una gran quantità di band italiane anche di stampo heavy e power, cosa di non poco conto in quanto Malpaga Folk & Metal Fest dà spazio e visibilità a formazioni valide che non sempre riescono a esibirsi in festival con headliner stranieri di un certo livello. Inoltre, agli organizzatori, va riconosciuto il coraggio di portare in Italia alcune realtà underground europee che altrimenti non sarebbe possibile ammirare in un tour per una serie di fattori che non sempre dipendono dalle band.

I nomi dei big che si sono esibiti al Malpaga Folk & Metal Fest sono di tutto rispetto: lo scorso anno è toccato agli storici Cruachan e ai faroesi Hamradun del cordiale Pól Arni Holm (intervistato lo scorso anno), ma vanno ricordati assolutamente anche i Týr, i Mael Mórdha e i Dalriada, senza dimenticare gli italiani Elvenking, Furor Gallico e Wind Rose (da poco passati su Napalm Records!). Dall’underground nomi come Gotland, Diabula Rasa, Kanseil, Atlas Pain, Kalevala HMS, Haegen, Blodiga Skald e Atavicus sono noti a chiunque sia appassionato del genere, ma il festival ha dato spazio anche a gruppi meno famosi e stranieri validi, come i talentuosi romeni An Theos e gli Acus Vacuum dal Belgio. Ok, ma chi suonerà nell’edizione 2019 che si svolgerà il 26, 27 e 28 luglio?

26 LUGLIO: Trollfest, A.W. Arcana Opera, Feronia, Insubria
27 LUGLIO: Finsterforst, Vexillum, Hell’s Guardian, Valar Morghulis
28 LUGLIO: Drakum, Shadygrove, Ephyra, Desdæmona, Elkir

Nomi da acquolina alla bocca. Trollfest e Finsterforst sono i big dell’edizione, con i primi, pazzi norvegesi, che hanno da poco pubblicato l’ottavo disco Norwegian Fairytale (disco che finirà in molti “best album 2019”), mentre i tedeschi sono al lavoro del successore di Mach Dich Frei del 2015 dopo la parentesi umoristica dell’EP#YØLØ. Le due band si autodefiniscono come rispettivamente True Norwegian Balkanian Metal e Black Forest Metal: ci sarà da divertirsi. Gli spagnoli Drakum saranno la terza band straniera a suonare: poco noti in Italia, è per loro un’occasione d’oro per procurarsi fan a suon di folk metal e violino. La truppa tricolore, come sempre, è numerosa e stilisticamente molto varia: dai poeti Arcana Opera del disco De Noir al death/folk degli Insubria (interessante l’EP Nemeton Dissolve!), passando per i giovani Elkir e i soavi Shadygrove si può dire che ce n’è per tutti i gusti.

Appuntamento quindi a fine luglio al Malpaga Folk & Metal Fest, non ci sono scuse!