Myrkgrav – Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen

Myrkgrav – Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen

2016 – full-length – autoprodotto

VOTO: 8,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Lars “Leiðólfr” Jensen: voce, chitarra, basso, batteria, tastiera, flauto

Tracklist: 1. Skjøn Jomfru (Norwegian version) – 2. Vonde Auer – 3. Bakom Gyrihaugen – 4. Soterudsvarten – 5. Om å Danse Bekhette – 6. Spålsnatt – 7. Tørrhard – 8. Finnkjerringa (10th anniversary edition) – 9. Østa Glette – 10. Sjuguttmyra – 11. Uttjent – 12. Tviom – 13. Skjøn Jomfru (English version) – 14. Takk Og Farvel

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Il capitolo Myrkgrav è definitivamente chiuso. A porre la pietra tombale sul progetto norvegese è lo stesso Lars Jensen, polistrumentista creatore della band nel 2003 e che, in seguito al successo del debutto/capolavoro Trollskau, Skrømt Og Kølabrenning, ha avuto non pochi problemi personali e con la musica. Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen significa, non a caso, “Grazie e addio; i tempi sono cambiati”: più chiaro di così si muore. Dichiara Lars in un’intervista che non compone un brano dal 2010 e che la tracklist del cd è, di conseguenza, un insieme di brani “nuovi” e vecchi, canzoni già pubblicate e per l’occasione ri-registrate e in minima parte “aggiornate”. Sia chiaro, quello dei Myrkgrav è il classico folk metal (con tanto di hardanger fiddle, violino tipico della musica popolare norvegese, in questa sede suonato da Olav Luksengård Mjelva, musicista dei Wardruna) che da un paio di lustri ha reso famoso il musicista norvegese e poco importa se il disco doveva uscire cinque anni fa.

Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen è lungo (sessantaquattro minuti), forse con un paio di tracce di troppo (Skjøn Jomfru in versione norvegese e inglese) che appesantiscono un po’ l’ascolto e che per questo motivo fa scendere il voto a un 8,5. Sia chiaro, il nuovo lavoro marchiato Myrkgrav è semplicemente bello, ammaliante, a tratti struggente. Il folklore norvegese è raccontato e vissuto attraverso le note che Lars suona con maestria, un moderno menestrello che purtroppo ha dato la sua vita alla musica e che ha deciso di allontanarsi da tutto ciò. Ascoltare i violini di Soterudsvarten e la malinconia di Tørrhard fa bene al cuore, e il pensiero vola immediatamente ai mai abbastanza lodati Otyg di quel genio di Vintersorg. Larse Jensen, come Mr. V, riesce a comunicare le proprie sensazioni attraverso la musica, in modo personale e mai prevedibile. Nel disco troviamo anche due brani ri-registrati tratti dal debutto: si tratta di Om å danse bekhette e di Finnkjerringa, entrambi ri-arrangiati e portati a nuova vita. Un paio di canzoni sono state ripescate anche dall’EP del 2013 Sjuguttmyra, in questo caso Uttjent e la title-track. Infine, ben quattro i brani strumentali, tutti molto belli e coinvolgenti. Non si tratta dei soliti intermezzi buoni per dare respiro a metà disco, ma di vere e proprie composizioni che vanno dai quattro ai sei minuti di durata, nelle quali la chitarra prende il posto della voce e con maestria accompagna l’ascoltatore nel mondo di Lars Jensen.

Non si tratta, quindi, di un classico album, ma di un insieme di brani inediti e ri-registrazioni varie: Lars Jensen non è riuscito a fare di più e nonostante questo Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen è un signor disco. Va dato merito al musicista di essere stato chiaro e sincero fin dall’annuncio della pubblicazione del disco, spiegando il perché delle scelte e le motivazioni che portano i Myrkgrav a fine viaggio.

Al momento Takk Og Farvel; Tida Er Blitt Ei Annen è disponibile unicamente in formato digitale, mentre la versione fisica del disco dovrebbe arrivare a breve. Il consiglio è quello di fare vostra una copia del cd appena questo sarà sul mercato: qui non si parla solo di un addio pesante, ma anche – e soprattutto – di vero folk metal, come ormai è sempre più difficile ascoltare in giro. Lunga vita ai Myrkgrav!

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Myrkgrav – Vonde Auer

Myrkgrav – Vonde Auer

2014 – single – autoprodotto

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Lars Jensen: voce, tutti gli strumenti

Tracklist: 1. Vonde Auer – 2. Vonde Auer (traditional version)

myrkgrav-vonde_auerMyrkgrav è un nome a dir poco amato tra i cultori dell’underground, nome che cela il talentuoso Lars Jensen, sinonimo di grande qualità ma anche di lunghe attese. Il debutto del 2006 Trollskau, Skrømt Og Kølabrenning è giustamente considerato uno dei dischi folk più belli della scena, un gioiello di gusto e ispirazione. Ci son voluti ben cinque anni per poter ascoltare un materiale nuovo (un misero singolo) e nel 2013 è uscito un lavoro poco più corposo. Il norvegese torna ora a deliziarci con la sua visione musicale a circa un anno e mezzo dal precedente EP Sjuguttmyra, questa volta i brani sono appena due, quindi si tratta di un lavoro tanto atteso quanto breve.

Il nuovo Vonde Auer è un singolo digitale composto da due versioni della title track. Nella prima il polistrumentista in sei minuti di musica impartisce una grande lezione a tutti quei gruppi che non hanno ancora capito cosa realmente è il folk metal. Una composizione matura, esaltante, equilibrata, in una parola perfetta: violino e chitarra si intrecciano con maestosa armonia, le linee vocali sono tra le migliori che Jensen abbia mai prodotto, così come sono perfette le brevi e taglienti incursioni di scream vocals. Si tratta di un dato “nuovo” se si considerano le vecchie uscite piene di voci aggressive. Il motivo è semplice: durante la registrazione dei vari Trollskau, Skrømt Og Kølabrenning, The Alleviation (Sworn) e i due full length dei Quadrivium, Lars ha usato una tecnica vocale sbagliata danneggiando le corde vocali, fatto che lo ha portato ad usare maggiormente il clean rispetto al passato.

Il secondo brano è Vonde Auer in “traditional version”, ed è una composizione nuova di zecca partorita dall’estro di Jensen e Olav Mjelva, ospite assai gradito con il suo hardanger fiddle, strumento tipico della Norvegia, il quale impreziosisce ulteriormente una piccola gemma come questo EP.

Jensen e la sua creatura Myrkgrav continuano a sfornare – con estrema calma – lavori validissimi che meriterebbero ben altra notorietà. Consigliato a tutti, dal vecchio estimatore di Storm e Otyg al giovane fan degli Eluveitie: questo è il vero folk metal.