Vanaheim – En Historie

Vanaheim – En Historie

1997 – EP – autoproduzione

VOTO: 7,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Marius Johansen: voce – Rune Tyvold: chitarra – Jon Rasmussen: chitarra, voce – Lars Håkon Olsen: basso – Øyvind Skog: batteria – Fredrik Haraldsen: tastiera

Tracklist: 1. Elysium – 2. Riket – 3. Krig – 4. Heimferd – 5. Blodig Krigsmark – 6. Sorg – Fred

Nel 1995 a Bærum, Norvegia, nascono i Vanaheim. L’idea della band è molto semplice e diretta: suonare viking metal raccontando nei testi storie di folklore locale e di mitologia norrena. Tempo due anni e la band guidata dalla coppia di chitarristi Rune Tyvold e Jon Rasmussen dà alle stampe l’EP (all’epoca si chiamava mcd, ovvero “mini cd”) En Historie, lavoro composto da sette brani per un totale di quasi trenta minuti di musica.

L’iniziale Elysium è una classica intro atmosferica che dura un giro di lancetta ed ecco arrivare Riket, primo brano vero del dischetto. Fin dai secondi iniziali ci si può rendere conto dei “barocchismi” di chitarra e tastiera, particolarità che fa i Vanaheim immediatamente riconoscibili. Il doppio cantato harsh/pulito è gradevole e nella sua semplicità, considerato anche il periodo storico, il pezzo risulta essere particolarmente gradevole. La successiva Krig è la composizione più lunga del cd (7:18) ed inizia con chitarre soft e voce pulita per una sorta di effetto Vintersorg pre Vintersorg (Mr.V debutterà con il suo progetto nel 1998). La canzone si sviluppa alternando brevi accelerazioni dal vago sapore medievale, rallentamenti nei quali la chitarra recita la parte del leone e importanti parti con la tastiera di Fredrik Haraldsen a dettare melodie e umori. L’intermezzo Heimferd conduce a Blodig Krigsmark: qui la musica classica è proprio parte della canzone e il viking metal dei Vanaheim assume automaticamente un’aura culturalmente difficile da trovare nel metal estremo del 1997. Il cantato segue la linea musicale, sempre a metà strada tra ricami barocchi e voglia di spaccare tutto: il risultato è convincente ed è questo che fa En Historie un piccolo pezzo di musica che gli amanti del viking/folk dovrebbero conoscere. L’ultimo brano “vero” è Sorg, un pezzo che suona un po’ diverso dal resto con quell’alone oscuro delle strofe e i riff doom del bridge. Si giunge, infine, a Fred, lungo outro tastieristico: elegante e arcaico, un buon modo per chiudere un cd interessante che forse meriterebbe di essere menzionato quando si parta di vecchio viking metal.

En Historie, pur essendo un prodotto norvegese pubblicato nel 1997, è un lavoro autoprodotto. La bella copertina (sì, la grafica rispecchia le tecniche dell’epoca) è un buon biglietto da visita per la musica, la produzione è discreta e del mastering se n’è occupato Tom Kvålsvoll, vero e proprio guru del settore che può vantare lavori con Arcturus, Dimmu Borgir, Ihsahn, Trollfest, Windir, Cor Scorpii, Emperor e i nostri Lou Quinse del bel Lo Sabbat, tra gli altri. Con En Historie i Vanaheim avevano iniziato bene la carriera: in quanti posso dire di aver realizzato un mcd che, nel suo piccolo, è passato alla storia?

Vanaheim – The House Spirit

Vanaheim – The House Spirit

2017 – EP – autoprodotto

VOTO: 8 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Zino Van Leerdam: voce – Nick Roovers: chitarra – James Chancé: chitarra – Mike Seidel: basso – Bram Trommelen: batteria

Tracklist: 1. The Dwarven Chant – 2. Domovoi – 3. Forefather’s Awakening – 4. Daughter Of The Dawn

Un concept EP come debutto non è cosa per tutti. Soprattutto se fatto veramente bene. É il caso dei Vanaheim, formazione olandese in attività dal 2015 che dopo due anni di lavoro arriva alla prima pubblicazione con l’autoproduzione The House Spirit, un quattro tracce che narra la storia del Domovoj, pelosa creatura maschile della mitologia slava che protegge l’ambiente famigliare.

La prima cosa che emerge ascoltando il disco è la grande abilità della band, che non sembra assolutamente ai primi passi, ma che anzi dimostra una compattezza propria di chi ne ha viste tante. Invece i musicisti sono tutti giovani e tra questi incontriamo il chitarrista Nick Roovers, già sulle pagine di Mister Folk qualche anno addietro con il suo ex gruppo Druantia. La musica dei Vanahiem è un pagan/folk metal robusto e dinamico, dal forte piglio nordico e dotato di buona personalità. Le influenze in alcuni momenti sono palesi (l’opener deve molto agli Ensiferum e la title track ai Finntroll, per portare degli esempi), ma queste sono ben amalgamate con il gusti dei musicisti e grazie al songwriting sopra la media rispetto agli altri debutti le quattro canzoni suonano fresche e accattivanti.

L’iniziale The Dwarven Chant è bella diretta e alterna momenti più orchestrali ad altri decisamente più estremi e brutali. Le orchestrazioni finntrolliane di Domovoi ci trasportano in un mondo oscuro e pericoloso, come il cuore di una foresta ostile che ha deciso di punire il visitatore indesiderato. Spiazza e stupisce positivamente lo strumentale Forefather’s Awakening, oltre sette minuti folk/ambient che accompagna l’ascoltare all’ultima traccia Daughter Of The Dawn, ben dieci giri di lancetta del miglior pagan/folk underground con richiami ai grandi del genere (Moonsorrow) in una composizione che ad ogni ascolto si fa più interessante e ricca di sfumature.

I Vanaheim hanno da poco iniziato il proprio percorso musicale, ma già si può dire che sono pronti al grande passo del full-length, possibilmente supportati da una etichetta discografica di qualità. Ventotto minuti di buon pagan metal al debutto non è cosa per tutti, sorprendenti!