Intervista: Vinterblot

In occasione del Sognametal Tour ho avuto la possibilità di scambiare due parole con i talentuosi Vinterblot. Il cantante Phanaeus e il chitarrista Vandrer si sono dimostrati simpatici e cordiali come sempre, dando alcune piccole anteprime sul disco attualmente in lavorazione e svelando come si muove e nutre la creatura Vinterblot.

V1Iniziamo parlando del concerto di questa sera: ovvero come siete arrivati a suonare con i Windir, le sensazioni e com’è andato lo show. Ma parto con un pensiero che ho sentito esprime da alcune persone mentre eravate sul palco, ovvero che su disco siete bravi, ma dal vivo rendete ancora di più, sia per l’aspetto scenico che per esperienza pur essendo un gruppo relativamente giovane, quindi complimenti per l’esibizione.

VANDRER: Ti ringraziamo! Per quel che riguarda il concerto di stasera dobbiamo fare un ringraziamento a Gabbo di No Sun Music/Shores Of Null, siamo più che grati per averci concesso di partecipare. I Windir per noi sono stati, sono tutt’ora e saranno un’influenza molto importante per il nostro sound, anche dagli inediti che sveleremo prima della pubblicazione dell’album nelle nostre prossime date si potranno intuire le nuove direzioni dell’album, abbastanza evolute rispetto ai lavori precedenti. Sai, con gli anni le idee si fanno un po’ più chiare e riesci ad essere più rilassato…

Mi dispiace per il poco pubblico, Roma purtroppo è così, suonano i Windir e c’è appena qualche decina di spettatori, suonano i Rotting Christ e sono poche di più, forse perché ci sono concerti spesso e qualche volta addirittura due gruppi in due locali diversi la stessa sera, non so com’è da voi in Puglia…

VANDRER: Bari non delude quasi mai. Oddio, sui gruppi grossi non puoi mai andare sul sicuro perché ci sono discorsi di prezzo, ma anche io sono sorpreso (si riferisce alla data del Sognametal Tour, nda) ma sono fiducioso che per i Windir ci sarà la giusta audience.

PHANAEUS: Temevamo che ci fossero ancora meno persone, considerando che abbiamo suonato alle 20 ci aspettavamo dieci persone (sorride, nda). Non è un discorso curriculare che ora aggiungiamo questo tassello alle nostre date live, ma è proprio un aspetto emozionale per noi, anche senza pubblico sarebbe stato un onore. Se ti posso svelare un segreto, alcuni di noi avevano già prenotato i voli aerei per venire a vedere la data, poi magicamente dopo due settimane ci siamo trovati a suonarci.

Visto che ne avete accennato e che in concerto avete proposto un pezzo nuovo leggermente diverso dal “solito”, iniziamo a parlare del nuovo disco…

VANDRER: Stiamo componendo, una canzone è fatta!

PHANAEUS: Per quel che riguarda il nuovo pezzo preferiamo ancora non rivelare il titolo…

VANDRER: Aspettiamo l’ultimo minuto prima di fare annunci.

PHANAEUS: Ci piaceva però svecchiare la set-list, anche perché essendo il prossimo album un passo in avanti, è sicuramente diverso dal precedente non perché sono canzoni nuove, ma perché il sound è molto più sviluppato, sentito. Ci sono meno restrizioni, non so se ricordi il famoso discorso sul precedente album (si riferisce all’intervista del 2012 in occasione del Fosch Fest, nda), meno pippe mentali, stiamo veramente seguendo l’ispirazione, anche l’esperienza maturata fino adesso ci sta sicuramente aiutando, decisi su quello che stiamo facendo, quindi dargli un preview era doveroso.

State componendo, quindi avete in mente un data di pubblicazione, autoprodotto o cercherete un’etichetta?

VANDRER: Abbiamo idea di pubblicare sotto un’etichetta, quindi è possibile che non sia un autoprodotto, ma nel caso non dovessimo trovare una label, saremmo felicissimi di fare un autoprodotto. L’aiuto professionale di un’etichetta è sicuramente meglio. Siamo al lavoro su cover e artwork…

PHANAEUS: Posso dirti che è un concept album.

Non puoi dirmi che è un concept senza nemmeno dire l’argomento!

PHANAEUS: Mi piace far sentire l’odore della pietanza!

Quindi in futuro uscirà un concept album con un po’ di canzoni, forse con un’etichetta…

VANDRER: Lo sappiamo che non ti stiamo dicendo niente, perdonaci!

PHANAEUS: Se possiamo essere sinceri fino in fondo, siamo così riluttanti perché ci facciamo 3000 pippe, è tutto in divenire, potremmo dire una cosa oggi e tra una settimana chissà. Le idee ci sono, il concept c’è…

VANDRER: I brani, ci tengo a specificarlo, sono in lavorazione da due anni e mezzo, quindi il tempo darà i suoi frutti, nel senso che ci stiamo accorgendo che più tempo abbiamo a disposizione, che è poco perché abbiamo vite molto impegnate tra lavoro e università, ma stiamo cercando di dare il massimo. Possiamo dire che sicuramente non prima di primavera 2015 ci sarà l’album, anche per

In realtà ci siamo dentro fino al collo, stiamo scegliendo con chi lavorare per il prossimo videoclip e la nostra palude, al momento, è la vita quotidiana che si può conciliare con dei limiti con la nostra vita da musicofili.

Avete pubblicato il demo For Asgard nel 2010 e Nether Collapse due anni può tardi, ora a fine 2014 nel mezzo della lavorazione del nuovo disco, ascoltando i vecchi pezzi, quali sensazioni avete?

PHANAEUS: Innanzitutto una sensazione nostalgica, perché anche solo sfogliando il booklet e vedere della facce più giovani fa una certa impressione. Poi ascoltando le canzoni percepisci il cambiamento perché noi abbiamo dei pezzi in lavorazione, un concept definito, cover artwork che è quasi definita, e risentendo quanto fatto in passato emergono le inesperienze, che certe cose potevano essere fatte meglio, non c’era un punto di vista oggettivo sulla musica, soprattutto dal punto di vista tecnico e della produzione, però riascoltando viene da rimproverarti su alcune inesperienze.

Sono proprio queste però le cose che ti fanno maturare come musicista e non solo…

PHANAEUS: Esatto.

La musica e i testi dei Vinterblot sono influenzati anche da cose extra musicali quali libri, film, vita quotidiana ecc.?

PHANAEUS: Siamo un gruppo eterogeneo come interessi primari, nella stesura dell’album non ci sono ispirazioni particolari, occupandomi io dei testi e del concept cerco di non convogliare delle vere scritture in maniera specifica, perché fondamentalmente gli album partono sempre da una prima canzone che da l’ispirazione, già ti crea un’immagine in mente, e io cerco di mettere su carta quella che è l’immagine. Le influenze personali vanno dal cinema, sono un appassionato di Mario Bava e Dario Argento, però l’immaginario del gruppo è eterogeneo. Io ho degli interessi cinematografici e di letture diverse da quelle che ha lui…

Dimmele al volo, così le metto dentro: cinema e libri…

VANDRER: Serie TV, grande passione…

The Walking Dead, che è ricominciato da poco?

PHANAEUS: Colombo ahah!

A-Team! Però all’epoca si chiamavano telefilm e duravano diversi anni e c’erano tutti i giorni!

PHANAEUS: Era bellissima la parola telefilm!

VANDRER: Oddio, qualsiasi serie che sia intensa. Le mie letture sono saggi e fantasy, ma cerco di acquisire più informazioni possibile tramite internet. Una cosa che possiamo dirti è come nasce un nostro album. Lavoriamo su due binari, musica e testo, io della prima con arrangiamenti e melodie, poi in sala prove si prendono le decisioni importanti, tutti insieme. Ci teniamo in contatto tutti i giorni, io ho un riff, una canzone e lui mi risponde con uno stimolo concettuale, mi propone un’idea, quella che è una visione, una possibile cover artwork, un immaginario, il nostro approccio è anche molto spirituale, il nostro gruppo ha anche a che fare con la nostra vita. Non facciamo un genere di ribellione come il punk, non vogliamo che il nostro sia uno sfogo, ma dare al mondo quelle che sono le nostre emozioni e trasformarle in musica. Una preview che possiamo dire è che c’è un grado di sperimentazione diversa, ci sarà una novità piuttosto evidente che coinvolge sia la musica che i testi e si intreccerà con nuovi sentieri e percorsi, andando di pari passo nella tracklist, che sarà, al nostro solito, un cammino.

PHANAEUS: Per tirare le somme, anche per le domande precedenti, siamo un gruppo formato da persone differenti che però vanno in un’unica direzione.

VANDRER: Facciamo i conti col il passato e con il futuro, ovviamente nessuno si lascia condizionare da “no, questa cosa non la possiamo fare”, abbiamo barriere fino a un certo punto, ma è giusto fare un discorso organico.

PHANAEUS: Fondamentalmente i testi partono da delle suggestioni, proprio perché vogliamo che nel progetto ci siano le energie di tutti, anche se vedi il nuovo merchandising… in pratica, l’albero ha delle radici che sono cinque teste, che hanno caratteristiche diverse e vanno di direzioni diverse, però sono le nostre individualità che puntano verso l’alto, le radici che sviluppano l’albero e lo rendono saldo al terreno. Scrivere testi che parlano dei miei interessi significherebbe svilire quello che è il nostro concetto di gruppo, suggestioni e un approccio rituale della musica. L’individualità, le peculiarità di ognuno al servizio di tutti.

Cambiamo un attimino discorso: l’album che in questo momento vi ronza sempre in testa perché è il suo momento.

PHANAEUS: Un album degli Ahab, doom.

VANDRER: Helrunar, l’album è Baldr ok íss, pagan black metal band tedesca.

Conosco, è un gruppo che ha recensito Alice prima di conoscerci…

VANDRER: pagan black freddissimo, ma anche molto profondo e mitologico, che è la nostra passione numero uno. La passione per la mitologia è una costante che ci guida, ci lasciamo anche guidare dai miti. Geograficamente possiamo dire che nel prossimo album ci espanderemo, in passato siamo sempre stati accostati alla Svezia e Scandinavia. Non sonorità mediterranee, però è un discorso più universale, senza latitudine, sull’essenza umana. Come la mitologia, possono cambiare le forme ma i simboli son quelli, gli insegnamenti son quelli, gli archetipi sono quelli.

– La chiacchierata va avanti su interviste su word e face to face, polpettoni da leggere e risposte in fotocopia… –

VANDRER: ci devi scusare per questi voli pindarici, ci perdiamo, in realtà questo è esattamente quello che siamo noi, i Vinterblot in fase di composizione. Ci lasciamo coinvolgere, siamo persone emotive e andiamo dove le nostre energie di trasportano. A volte siamo sicuri e gettiamo le fondamenta, altre abbiamo bisogno di più tempo.

PHANAEUS: La fase di esposizione delle tue idee è quella più confusionaria perché non riesci a trovare le parole, hai le idee chiare, ma la parola che stai per dire non è mai quella che esprime esattamente al 100% quello che vuoi dire.

VANDRER: Il genere si allarga, sarà sempre più difficile catalogarci perché la nostra natura è ibrida, siamo stati attaccati per questa cosa, i vichinghi…

Ti piace la serie Vikings?

VANDRER: sì molto, anche se non è politicamente e storicamente corretta per dei nomi un po’ farlocchi, ma quando c’è stato quel sacrificio a Uppsala sono rimasto molto colpito perché rappresenta, parentesi personale, ciò da qui siamo partiti all’inizio, il nome Vinterblot. Esprime quel paganesimo molto crudo e diretto che a noi piace e ispira, che rappresenta la nostra musica se dovessimo trovare un’immagine. Tornando alla nostra natura ibrida, noi punteremo su questo fatto, sarà il nostro cavallo di battaglia invece che il nostro cavallo di Troia ahah!

PHANAEUS: È un album più intenso perché esprime al meglio le nostre personalità, sentirai ancor più nei riff di Fabio e del “nuovo arrivato” Auros nei soli, me al pieno delle potenzialità. Non diciamo che sarà l’album definitivo eh…

VANDRER: magari sarà un album di transizione! Ma un album fondamentale per noi.

PHANAEUS: Esatto! Sentiamo che sarà un album molto più potente rispetto al precedente perché ci stiamo lasciando andare alle nostre ispirazioni, con un pizzico di esperienza in più. Magari farà cacare, non lo so eh!

VANDRER: Faremo una cosa che a noi piace.

PHANAEUS: Il nostro obbiettivo primario è fare un album che noi vorremmo acquistare da ascoltatori.

Nether Collapse è l’album che all’epoca avreste acquistato?

VANDRER: Per il fattore artistico siamo sempre stati più che indipendenti e sinceri, assolutamente.

PHANAEUS: Si tratta di una pressione interiore, di vite e di stress, cercare di massimizzare il tempo ed essere il più spontanei possibile, ma a volte c’è qualcosa che lascia dei margini di miglioramento già appena l’hai fatto.

VANDRER: Per rispondere alla domanda: sì, quando siamo usciti dallo studio abbiamo detto “questo è il nostro massimo”. Ma c’erano dei brani composti nel 2011, con la band formata da due/tre anni, con il cantante arrivato dopo due anni, anche io mi son gettato nella composizione a diciotto anni, che cosa voglio dire… che è stata la nostra prima esperienza, quindi noi siamo soddisfatti per tanti aspetti di quell’album in relazione alla poca esperienza che avevamo e noi eravamo felici della resa sonora e degli arrangiamenti…

Ho giusto ascoltato Nether Collapse la settimana scorsa ed è sempre una figata, da ascoltatore continuo a pensare che sia un gran bell’album!

VANDRER: Prima eravamo più giovani, più diretti e meno meditativi, ma quell’istinto ci piace, siamo fieri.

PHANAEUS: Ti guardi indietro e Nether Collapse è come l’adolescenza, quando sei pieno di brufoli. Siamo soddisfatti di quell’album ma adesso vogliamo esprimere la maturità.

VANDRER: Se vuoi stiamo qua a parlare altre due ore…

Con tutto il rispetto, ma tra poco suonano i Windir e non ce li possiamo perdere… ragazzi grazie per l’intervista!

VANDRER: Hail Valfar!

PHANAEUS: Ti ringraziamo, è sempre un piacere e grazie per la disponibilità.

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Live Report: Sognametal Tour

SOGNAMETAL TOUR

VREID/WINDIR/ULCUS + POSTHUM + VINTERBLOT

15 ottobre 2014, Traffic Live Club, Roma

LocandinaWindirCi sono due tipi di live show: il concerto “semplice” e l’evento. Quello dei Windir e del Sognametal Tour è più di un evento, è un unicum, un sogno che diventa realtà.

Come appassionato di musica ho ancora pochi desideri in fatto di concerti: Led Zeppelin, Ac/Dc e Kiss, il resto o l’ho già visto, o non mi interessa più di tanto. Poi ci sono i sogni, alcuni ormai impossibili, come la reunion e tour dei Rainbow del duo Dio/Blackmore, una fantasia avuta fin da metà anni ‘90. In ambito folk/viking erano due i sogni: Windir e Otyg. Se per quest’ultimi le possibilità in futuro non dovrebbero mancare (sempre che Vintersorg riesca a trovare i soldi per pubblicare il terzo disco, ormai pronto da tempo), quella della band nata dalla volontà di Valfar nel 1994 sembrava dover rimane tale. Ma succede che l’impossibile diventi possibile, anche se con qualche differenza rispetto al sogno iniziale. La morte di Terje Bakken nel gennaio 2004 ha chiuso in maniera definitiva la carriera dei Windir (dalle cui ceneri sono nati i Vreid), salutata il 3 settembre (compleanno di Terje) di quello stesso anno con uno show d’addio con Vegard, fratello di Valfar, alla voce.

Per festeggiare i venti anni dalla nascita della grande band, e per omaggiare lo sfortunato musicista a dieci anni dalla sua scomparsa, i membri ex Windir hanno pensato di portare in giro il Sognametal Tour – con Vegard alla voce – dividendo lo show in tre parti: la prima dedicata ai Windir, quella centrale ai Vreid e Ulcus e l’ultima nuovamente ai Windir.

Il Traffic Club è la sede dello show romano. Vanno giustamente ricordati e ringraziati gli organizzatori per lo sforzo e il coraggio di proporre una data così insolita, che fortunatamente alla fine ha ripagato gli sforzi con una discreta affluenza. Ad aprire la serata i pugliesi Vinterblot, formazione ben rodata ed esperta nonostante la giovane età. La band è stata compatta e coinvolgente come sempre, il loro pagan death metal è di un livello veramente alto e i ragazzi meritano sicuramente ben più dei trenta spettatori presenti alla loro esibizione. La breve set list ha visto anche l’esecuzione di un nuovo brano – bello e personale – momentaneamente privo di titolo che finirà nel secondo full length attualmente in lavorazione (e per saperne di più non perdetevi l’intervista online prossimamente!). I norvegesi Posthum sono i secondi a calcare il palco del Traffic: il loro black metal melodico e orecchiabile ha riscosso una buona dose di applausi. La musica è lineare e diretta, sicuramente non originale, ma suonata bene e con passione. Breve cambio palco ed è il turno degli headliner, per la precisione Vreid/Windir/Ulcus. Inutile dirlo, ma la gente presente al locale era lì unicamente per la storica viking metal band e per omaggiare il talentuoso Valfar. L’intro Byrjing crea un’attesa spasmodica, placata dall’irruenza di Arntor, Ein Windir, tratta dal meraviglioso Arntor. La brutale On The Mountain Of Goats (dall’ultimo lavoro in studio, Likferd) e la micidiale accoppiata Dance Of Mortal Lust / The Spiritlord (dal capolavoro 1184) chiudono la prima parte di show: Vegard lascia il palco a quelli che in realtà sono i Vreid, i quali hanno deliziato gli spettatori con un black metal personale e vario, capace di variare da quello windiriano di Under Isen (I Krieg, 2007) a quello più rock’n’roll di Pitch Black (eseguita a fine concerto) o parzialmente elaborato di The Ramble, canzone d’apertura di Welcome Farewell dello scorso anno. C’è spazio per un brano degli Ulcus, gruppo in attività dal negli anni ‘90, fino a quando tutti i musicisti sono entrati a far parte dei Windir, fino ad allora one man band. La canzone eseguita è stata The Profound Power, tratta dall’unico cd pubblicato Cherish The Obscure. Il concerto volge al termine con la grezzissima sorpresa Krigaren Si Gravferd, durettamente dal primo demo dei Windir Sogneriket del 1994, per poi lasciarsi ipnotizzare per nove minuti dalle struggenti melodie di Svartesmeden Og Lundamyrstrollet, prima di lasciare il palco con il classico Journey To The End, testamento musicale di Valfar e della sua creatura.

Le prestazioni dei musicisti sono state ottime, in particolar modo Steingrim ha picchiato il drum kit con precisione e cattiveria fino all’ultimo istante, ma parlare di tecnica o precisione è inutile per un concerto dove ha regnato l’emozione e il cuore. Ho visto ragazzi cantare a memoria i testi in norvegese, ho visto persone con le lacrime agli occhi, ho visto metallari abbracciati ed emozionati. Io ero tra di loro, con tutta la passione e la fede verso la musica di Valfar, ein Windir.

SCALETTA:

1. Byrjing (Windir) – 2. Arntor, Ein Windir (Windir) – 3. On The Mountain Of Goats (Windir) – 4. Dance Of Mortal Lust (Windir) – 5. The Spiritlord (Windir) – 6. The Ramble (Vreid) – 7. The Reap (Vreid) – 8. Speak Goddamnit (Vreid) – 9. Under Isen (Vreid) – 10. The Profound Power (Ulcus) – 11. Krigaren Si Gravferd (Windir) – 12. Svartesmeden Og Lundamyrstrollet (Windir) – 13. Pitch Black (Vreid) – 14. Journey To The End (Windir)