Intervista: Æxylium

Gli Æxylium pubblicavano due anni fa l’EP The Blind Crow e in sede di recensione conclusi dicendo che “con la prossima uscita, ci si augura un EP con un paio di brani in più, gli Æxylium potrebbero stupire in positivo.” Il gruppo lombardo, invece, ha inciso direttamente il full-length di debutto e con Tales From This Land ha effettivamente stupito per il salto di qualità effettuato, realizzando un disco talmente valido che non a caso ha trovato l’interesse di un’etichetta valida come la Underground Symphony. Sono quindi molto felice di ospitare nuovamente sulle pagine di Mister Folk, a due anni di distanza dalla precedente intervista,  il gruppo di Varese e dar loro l’occasione di raccontare cosa è successo dopo la pubblicazione dell’EP e di approfondire il discorso musicale-lirico del nuovo cd.

Iniziamo parlando del dopo The Blind Crow. Cosa è successo in casa Æxylium e dopo le reazione di critica e pubblico avete “cambiato” qualcosa nel vostro modo di lavorare?

Sicuramente quando una band lancia un primo EP si tratta anche una sorta di sondaggio per vedere quanto e se le proprie creazioni vengano apprezzate; con The Blind Crow abbiamo voluto lasciare un “biglietto da visita” con le risorse che avevamo in quel momento, visto che una band appena nata è logico che sia poco conosciuta. In quel frangente le critiche sono importantissime perché ti fanno capire quale sia bene o male la linea da seguire, ed infatti noi abbiamo lavorato molto sulla qualità in generale, da quella della registrazione, a quella della nostra immagine e delle prestazioni live: l’obiettivo è sempre quello di risultare professionali agli occhi della gente.

Le tre canzoni che facevano parte di The Blind Crow le troviamo ri-registrate in Tales From This Land. Immagino quindi che avete voluto fortemente inserire quelle tracce con un suono all’altezza della situazione nel nuovo disco. Siete soddisfatti di come suonano ora?

È proprio così, sono tre canzoni che ci rappresentano fortemente e sentivamo la necessità di riproporle in una veste sicuramente più curata. Siamo molto contenti della qualità del prodotto e il feedback che ne abbiamo ricevuto a riguardo è stato sempre molto positivo.

State promovendo il vostro primo full-length Tales From This Land, vi chiedo quindi di parlare del cd come se i lettori non avessero ascoltato una sola nota dell’album.

Tales From This Land è una raccolta di storie con le quali vogliamo intrattenere l’ascoltatore affidandoci alla nostra musica; si tratta di undici tracce anche ben diverse tra loro: una delle caratteristiche che crediamo ci possa contraddistinguere è proprio il fatto di non porci limiti in fase di composizione, spaziando da un folk metal con ritmiche thrash e serrate, alla classica canzone spensierata da ballare live, fino a tracce in cui le varianti sinfoniche e melodiche sono decisamente in prima fila. Anche la voce di Steven è soggetta a variazioni all’interno del disco, passando dalle numerosi parti cantate in pulito, ad altre in growl utilizzate sia nei cori che nella linea vocale principale.

Quali sono le canzoni più rappresentative del disco, e perché?

Oltre alle tre tracce già citate presenti nel primo EP, direi che Into The Jaws Of Fenrir e Tales From Nowhere nella loro diversità possano rappresentarci bene. La prima perché esalta il nostro lato più “heavy” e deciso, la seconda perché ha ispirato la scelta dell’artwork ed è ricca di parti melodiche, soprattutto per quanto riguarda tastiera, violino e flauto.

In alcuni frangenti si sentono chiari i riferimenti agli Elvenking, cosa che non accadeva con il precedente EP. Qualcuno di voi ha ascoltato la band friulana negli ultimi tempi? Quali sono i gruppi italiani, anche al di fuori del folk metal, che ascoltate con piacere?

Gli Elvenking, nonostante riteniamo essere una delle più grandi band italiane folk metal, dobbiamo ammettere che non sono parte della musica che prevalentemente ascoltiamo o dalle quali traiamo ispirazione. In molti comunque ci hanno fatto notare questa “somiglianza”, ma probabilmente è qualcosa che è nato più come spontaneità, invece che trattarsi di un’influenza vera e propria in fase compositiva. Riguardo le band italiane che ci piacciono, oltre a quelle del nostro stesso genere musicale come Folkstone, Wind Rose e Atlas Pain, ascoltiamo principalmente DGM, Vision Divine, Secret Sphere, Destrage e Frozen Crown.

Parliamo dei testi: si spazia dai miti nordici a Tolkien e a storie più “personali” nel giro di poche canzoni. Ci sono libri, film, videogiochi o altro che hanno ispirato i testi? Qual è quello che ritenete migliore o più rappresentativo rispetto agli altri?

Siamo sicuramente affascinati dalla mitologia Norrena, ed è chiaro leggendo i nostri testi che abbia una grande importanza nella scelta dei temi da trattare; siamo anche quasi tutti amanti dei videogiochi, soprattutto se trattano tematiche fantasy o legate a miti e leggende, direi che un po’ tutto questo ha influito sulla scelta del testo da sviluppare canzone per canzone.

Con la canzone Radagast trattate Tolkien, autore amato dai musicisti rock/metal e non solo. Come mai la decisione di scrivere di un personaggio poco noto come Radagast?

Esatto, i racconti di Tolkien sono spesso fonte di idee anche per le band musicali, e in particolare un genere come il folk metal trova facile ispirazione. Abbiamo deciso di scrivere una canzone su Radagast proprio perché si tratta di un personaggio secondario sì, ma estremamente buffo e ambiguo, e crediamo si sposi perfettamente con le sonorità della canzone che abbiamo scritto, in particolare con le linee di fisarmonica che vogliono quasi rappresentarne la personalità.

L’artwork è davvero molto curato e avere in mano dischi “completi” come il vostro è sempre un piacere. Siete dei “tifosi” del formato fisico? Come sono nate le illustrazioni del booklet e più in generale, come vi siete mossi per l’aspetto grafico?

Era qualche mese che cercavamo un artista che potesse rappresentare alla perfezione i nostri gusti riguardo l’artwork per l’album e, a dirla tutta, anche noi stessi facevamo fatica a trovare un’idea comune. Poi, quasi per caso, siamo venuti a conoscenza dei lavori di 3MMI Design e ci sono piaciuti sin dal primo momento. La copertina pensiamo sia perfetta per rappresentare i racconti dell’album, e Pierre-Alain Durand ha scelto di realizzare anche illustrazioni dedicate alle diverse canzoni dell’album come si può notare dal booklet. Nell’era in cui il digitale ormai risulta sempre più dominante, è comunque impagabile e affascinante aprire la confezione e trovare un artwork e un booklet fatti bene.

Anche l’audio del disco è davvero gagliardo. Come vi siete trovati a lavorare con Davide Tavecchia e Simone Mularoni? Vi hanno “insegnato” qualcosa?

Siamo venuti a conoscenza del Twilight Studio di Davide Tavecchia dopo aver ascoltato l’EP degli Atlas Pain e la qualità dei suoni ci sembrava adatta a ciò che volevamo realizzare. Lui è davvero una persona paziente e disponibile, e anche in fase di produzione ci ha dato una grandissima mano, in particolare sulle parti sinfoniche e su tutti i doppiaggi di voce in growl. Per quanto riguarda Simone Mularoni ovviamente c’è poco da dire, vista la quantità di band che si rivolgono a lui per la qualità dei suoi lavori, è uno che non ha bisogno nemmeno di presentazioni; dobbiamo inoltre dire che è anche lui molto disponibile e viene incontro alle esigenze della band senza problemi.

Avete firmato per Underground Symphony, un’etichetta storica italiana che in passato ha lavorato soprattutto con realtà power metal. Come siete entrati in contatto con la label e come vi state trovando?

Abbiamo contattato Maurizio Chiarello per proporgli il nostro lavoro e a lui è piaciuto fin da subito nonostante, come hai sottolineato giustamente, lui lavori perlopiù con band power metal e anzi, se non erro, siamo l’unica band folk metal nel roster dell’etichetta. Lui è uno che lavora nel settore da tantissimi anni, ha visto la scena metal evolversi in Italia ed è ancora molto legato al fascino delle copie fisiche degli album. Ci ha messo a conoscenza della situazione musicale del nostro paese senza troppi giri di parole, e abbiamo concordato che la sua proposta era quella più adatta alle nostre esigenze.

Vi sentite parte della scena folk metal italiana? Pensate che la scena tricolore possa “rivaleggiare” con quelle straniere?

Diciamo che di sicuro con l’uscita del nuovo album ora molta più gente sa chi sono gli Æxylium e che tipo di musica propongono. Abbiamo ricevuto inoltre parecchi feedback positivi, non solo dalle recensioni, ma anche dalla gente che è venuta ai nostri concerti e ha voluto comprare una copia di Tales From This Land o una maglietta e questo fa sempre piacere; nella nostra testa comunque è sempre presente l’obiettivo di crescere musicalmente e migliorarci. Ci sono sicuramente band italiane in grado di competere con quelle straniere, almeno in parte; ad esempio, oltre ai già affermati Folkstone, Elvenking e Furor Gallico, fa piacere vedere una band italiana come i Wind Rose, (con i quali abbiamo avuto il piacere di suonare lo scorso anno) che con l’ultimo album ha cambiato completamente strada, girare i palchi più importanti d’Europa.

Cosa farete nei prossimi mesi? Avete programmato eventi o lavori particolari? State lavorando a nuove canzoni?

Quest’estate abbiamo avuto il piacere di partecipare ad alcuni importanti festival come Rock Inn Somma, Druidia e Montelago Celtic Festival, quest’ultimo conta più di 20.000 partecipanti nei quattro giorni di svolgimento. Ci siamo da poco già messi al lavoro su materiale nuovo, in quanto sappiamo che essendo in otto la fase di songwriting richiede molto tempo. Inoltre stiamo pianificando proprio in questo momento la realizzazione di un videoclip ufficiale che verrà registrato tra non molto, terremo sicuramente aggiornati i nostri fan sui canali social.

Vi ringrazio per la disponibilità, volete lasciare un messaggio ai lettori del sito?

Ringraziamo come sempre Fabrizio per lo spazio concesso e per la passione che mette a disposizione delle band, e speriamo di incontrare qualche lettore di Mister Folk ad un nostro concerto o anche semplicemente per una birra in compagnia!

Foto di Annalisa Piasente

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Novità Tricolori pt. VI

Nuovo articolo dedicato alle novità provenienti dall’Italia… nomi interessanti da segnare e, in alcuni casi, da ascoltare!

COMUNICATO STAMPA: Risolti alcuni ostacoli in ambito comunale, torna Venerdì 20 Maggio 2016, il GOF – Gods Of Folk, classico appuntamento Folk-metal che si svolge a Casalromano (MN).
Nelle precedenti edizioni erano sfilati sul palco del grandioso tendone del paese padano nomi come Heidevolk, Varg, Folkstone, Elvenking, Kalevala hms e molti altri.
Sospeso momentaneamente per problemi di carattere “amministrativo”, la buona notìzia è il ritorno del famoso festival gratuito. Di sicuro ci sarà come headliner, già opzionata, una band straniera sorpresa e assoluta novità per l’Italia. Il resto del bill è in fase di definizione, comunque si valutano proposte.
Chi avesse qualcosa da interessante da proporre può scrivere a leparc@tiscali.it

godsoffolk

La band lombarda Ephyra, dopo la pubblicazione del full-length di debutto Journey, tornano con un nuovo disco dal titolo Alond The Path, in uscita il 20 novembre tramite Bakerteam Records. Nel cd sono presenti diversi ospiti: Davide Cicalese (Furor Gallico), Silvia Bonino (Folkstone), Lisy Stefanoni (Evenoire) e Mattia Stancioiu (ex Labyrinth e Vision Divine).

ephyra

Selvans, dopo l’ottimo EP Clangores Plenilunio di qualche mese fa, pubblicano Lupercalia, LP di debutto edito da Avantgarde Music. Sei brani per oltre un’ora di musica (potete ascoltarli tramite il player dell’etichetta) per un viaggio nella tradizione più oscura dell’Abruzzo.

selvans

Manere Ombre Briscole è il full-length di debutto per i veneti M.A.I.M., già passati sulle pagine di Mister Folk con l’EP Hostëria del 2013. Il nuovo lavoro, uscito il 9 ottobre per Nadir Music/Audioglobe, conta di nove canzoni per una durata di circa quarantotto minuti.

maim

I genovesi Icethrone pubblicheranno per Nemeton Records il terzo disco Winter Tales: in attesa della data di rilascio e della tracklist, la band ha postato la copertina del cd e una canzone sulla propria pagina Facebook.

icethrone

I veneti Kanseil hanno realizzato il videoclip della canzone Vajont tratto dall’ottimo disco di debutto Doin Earde (prossimamente recensito), uscito a maggio per Nemeton Records. Il video è stato postato il 9 ottobre, ricorrenza della tremenda catastrofe che nel 1963 ha causato la morte di quasi duemila persone.

Infine, alcune brevi notizie: i pugliesi Vinterblot pubblicheranno tra non molto il secondo disco (il titolo è top secret) per la Nemeton Records, i romani Dyrnwyn stanno ultimando i ritocchi all’imminente EP (qui potete leggere la recente intervista) e voci di corridoio vogliono i Kalevala hms alle prese con un quattro pezzi da registrare intorno al periodo natalizio, forse… Date, titoli, tracklist, copertine e conferme in arrivo nelle prossime settimane. 🙂

Concludo la VI parte di Novità Tricolori ricordandovi che è stato da poco pubblicato dalla storica Arcana Edizioni il mio nuovo libro Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo, primo volume al mondo a trattare la musica rock e metal influenzata dal Professore di Oxford. Alcuni nomi? Blind Guardian, Summoning, Cruachan, Lingalad, Led Zeppelin, Marco Lo Muscio, Black Sabbath, Christopher Lee, Arturo Stàlteri, Bob Catley  e molti altri. Potete seguire la pagina Facebook QUI e visitare il sito per trovare tutto: .pdf da scaricare, recensioni, interviste, shop (presto arriveranno le maglie!), presentazioni ecc.

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Libro: Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo

Il saggio Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo (Arcana Edizioni) è il primo libro al mondo a parlare del legame tra i libri di J.R.R. Tolkien e la musica rock/metal.

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Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo.

di Fabrizio Giosuè

Arcana Edizioni (distribuzione Messaggerie Libri)

Pag: 144 – Prezzo: € 16 – ISBN: 978-8862318280

SITO: tolkienrocksbook.com

FACEBOOK: facebook.com/tolkienrocks

E-MAIL: tolkienrocks [AT] libero.it

IL LIBRO:

Cosa lega grandi protagonisti del rock come Led Zeppelin, The Allman Brothers Band, Black Sabbath e Bob Catley a band tipo Blind Guardian, Amon Amarth, Burzum e Summoning? La risposta è sorprendente: tutti questi gruppi devono qualcosa a J.R.R. Tolkien, l’autore dei leggendari libri Il Signore degli AnelliLo Hobbit e Il Silmarillion.

Tolkien Rocks ripercorre una consistente parte della storia del rock grazie ai testi ispirati alle opere dello scrittore inglese, raccontando vicende e segreti delle band che si ispirano, nei modi più diversi, ai luoghi o ai personaggi nati dalla penna di Tolkien, condendo la narrazione con curiosità e dichiarazioni degli artisti. La produzione di decine di formazioni musicali viene passata al setaccio: dai numi tutelari del rock e del metal all’underground di qualità, sempre all’insegna del Professore. Il lettore troverà anche alcuni approfondimenti: “Saruman suona metal”, ovvero la carriera musicale dell’attore Christopher Lee, da poco scomparso, il quale, passati novant’anni, ha pubblicato due dischi heavy metal dedicati a Carlo Magno; un’illuminante intervista a Giuseppe Festa, cantante dei Lingalad e apprezzato scrittore; infine, un’accurata  descrizione di Nigthfall in Middle Earth dei tedeschi Blind Guardian, capaci di realizzare un intero album ispirato a Il Silmarillion, e vendere milioni di dischi.

Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo è presente nelle librerie d’Italia (catene e indipendenti) e disponibile in tutti gli store online (AmazonMondadoriFeltrinelliIBS ecc.), oltre che nello shop di Arcana Edizioni.

Sul sito dedicato al libro è possibile scaricare un’anteprima in formato .PDF contenente: Indice – Introduzione – La musica nelle opere di Tolkien – Bibliografia. Per farlo, basta cliccare QUI.

L’AUTORE:

Fabrizio Giosuè scrive di musica dal 1998, iniziando dalle fanzine per poi passare alle webzine. Nel novembre 2013 ha pubblicato Folk Metal. Dalle Origini al Ragnarök (Crac Edizioni), primo libro al mondo a trattare di folk/viking metal. Nello stesso anno fonda Mister Folk, sito interamente dedicato al folk metal. Nel settembre 2015 pubblica Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo per Arcana Edizioni: anche in questo caso si tratta del primo libro a livello mondiale a trattare il rapporto tra la musica hard & heavy e le opere letterarie di J.R.R. Tolkien.