Trollfest – Happy Heroes

Trollfest – Happy Heroes

2021 – EP – Napalm Records

VOTO: S.V. – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Trollmannen: voce – Mr. Seidel: chitarra – Grimdrap Glutenfri Fleskeng: chitarra – Lodd Bolt: basso – TrollBANK: batteria – Kjellkje: batteria – Fjernkontrollet: tastiera, fisarmonica – DrekkaDag: sassofono

Tracklist: 1. Happy Heroes – 2. Cartoon Heroes (Aqua cover) – 3. Don’t Worry Be Happy (Bobby McFerrin cover) – 4. Happy (Pharrell Williams cover)

Dai Trollfest ormai ci aspettiamo di tutto e il loro folle True Norwegian Balkan Metal dissacrante e caotico fa ormai parte dell’elite del folk metal. Dopo l’ottimo Norwegian Faitytales del 2019 e un paio di singoli digitali lo scorso anno, la band guidata dall’urlatore Trollmannen torna a farsi viva con un EP dal titolo Happy Herores: gli eroi dei Trollfest saranno affidabili o meglio non averci a che fare? La bella copertina permette di capire in quale guaio ci stiamo andando a cacciare: i panciuti e sdentati Iron Man e Thor non promettono bene, anche se la parola HAPPY fa parte del titolo.

L’EP, disponibile in formato digitale e vinile, è composto da quattro brani – uno originale e tre cover – per una durata di circa quindici minuti. In apertura troviamo la title-track, la storia di un pazzo, crudele supereroe troll che in realtà è un antieroe, o forse un eroe dei cattivi (?!). Fatto sta che la violenza e la demenza fanno parte di questo disco e tutto si può riassumere nella riuscita cover di Don’t Worry Be Happy, pezzo che tutti, metallari compresi, abbiamo cantato più di una volta. Il disturbante videoclip della canzone è un’esplosione di colori, urla laceranti e atti criminali che si svolgono all’interno di una casa di cura, il posto dove forse i Trollfest si trovano a proprio agio. Le altre cover sono Cartoon Heroes degli Aqua, una band che i quarantenni ricorderanno per il tormentone Barbie Girl e l’hit Happy di Pharrell Williams, entrambe ben riuscite e trollfestizzate al punto giusto.

A livello musicale c’è da notare la grande importanza del sassofono di DrekkaDag, mai così in vista, e l’ingresso del batterista Kjellkje al posto dello storico TrollBANK. Happy Heroes è un EP dal chiaro intento di divertire ed è quello che effettivamente fa. In attesa prossimo album questi quindici minuti sono un buon passatempo che fa sorridere e scapocchiare un po’: d’altra parte i Trollfest sono i signori incontrastati del True Norwegian Balkan Metal…!

Trollfest – Uraltes Elemente

Trollfest – Uraltes Elemente

2009 – EP – Twilight Vertrieb

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Trollmannen: voce – Mr. Seidel: chitarra – Psychotroll: basso – Trollbank: batteria – Manskow: fisarmonica, banjo

Tracklist: 1. Uraltes Elemente – 2. Byttedyr – 3. Grublegjøken – 4. Prost Der Welt – 5. Ich Liebe Zug – 6. Bassen Til Tor

Pubblicato nell’estate 2009, l’EP Uraltes Elemente può essere considerato come un’appendice di Villanden, il terzo disco rilasciato dai Trollfest a inizio 2009 e primo piccolo “successo”, lavoro che ha consolidato la fama della band norvegese nell’underground ed ha al contempo permesso loro di uscire allo scoperto anche grazie all’aiuto della Twilight Vertrieb, etichetta che ha lavorato, tra gli altri, con Belphegor, Enstille e gli Eluveitie degli esordi. Dalle registrazioni di Villanden (dicembre 2007 / giugno 2008) sono “avanzate” alcune tracce di buona qualità e allora perché non realizzare un EP che riprende, anche graficamente, il fratello maggiore?

Il dischetto dura solamente diciassette minuti, ripartiti in sei tracce nel classico stile Trollfest, ovvero folk metal caciarone, apparentemente disordinato, urlato e puzzolente di sudore. La vicinanza stilistica con Villanden è palese e a tal riguardo basta ascoltare l’ottima opener per ritrovarsi nel più divertente caos di Trollmannen e soci. Byttedyr è un up-tempo ricco di banjo e melodie balcaniche, mentre Grublegjøken mostra il lato più pesante e groove dei folli musicisti norvegesi. I settantasette secondi (sì, 77) di Prost Der Welt sono quanto di più spensierato e grottesco ci possa essere e le cose “peggiorano” con le conclusive Ich Liebe Zug e Bassen Til Tor: la prima è una canzone da sagra di paese bavarese dal ritmo ballabile, la seconda una canzone da festa dell’area balcanica con un crescendo finale davvero niente male. Da notare che quando si parla di “canzone da festa di paese” è per indicare esattamente quel tipo di musica che è possibile ascoltare in quelle manifestazioni, e non per indicare – come purtroppo è d’uso specialmente in Italia – in maniera dispregiativa la musica popolare e chi suona folk metal in generale. Queste due canzoni, ovviamente, sono riviste secondo lo stile Trollfest. A rendere più interessante Uraltes Elemente c’è la sezione “media”, una cosa ormai passata di moda ma piuttosto utilizzata nel decennio 2000-2010: una manciata di fotografie con filtri vintage fanno compagnia a tre video (due live di bassa qualità e il making of di Villanden, questo più interessante, alcolico e divertente da vedere).

Forse il salto di notorietà ha fatto sì che Uraltes Elemente vedesse la luce, o forse erano semplicemente avanzate un po’ di canzoni buone e sarebbe stato un peccato metterle in un cassetto, fatto sta che questo EP è chiaramente pensato e realizzato per i fan più attaccati ai Trollfest, un’uscita non indispensabile ma che può comunque regalare buone sensazioni a chi cerca caos e folk.