Intervista: Stormbreker

Qualche anno fa scoprii casualmente l’esistenza dei :Nodfyr:, concreta pagan metal band priva di fronzoli. Acquistato immediatamente lo sfizioso EP di debutto In Een Andere Tijd, rimasi in attesa di un seguito. Seguito arrivato lo scorso marzo che mi ha portato alla conoscenza degli Stormbreker, duo formato da ex Heidevolk coinvolti tra passato e presente proprio nei :Nodfyr:. Il curriculum dei musicisti parla da solo, ma il primo assaggio degli Stormbreker era talmente gustoso da non poter fare a meno di comprare il piccolo wooden box e scambiare qualche parola con Joris (voce) e Niels (chitarra e basso). Buona lettura!

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Un grande ringraziamento a Chiara Coppola per la traduzione dell’intervista.

Siete in attività dal 2019 e dopo due anni avete pubblicato Overzee. Volete raccontare la vostra storia?

Niels: Sicuro! In effetti lavoriamo sugli Stormbreker dal 2019, ma dal momento che è iniziato più come un progetto che come una band a tempo pieno, potremmo prenderci il nostro tempo per trovare il nostro suono. Creare quelle canzoni e scolpirle deve venire naturalmente. Ho iniziato con un’idea nel 2016: fare musica ispirata dallo spirito dell’esplorazione marittima olandese, scrissi un mucchio di canzoni su questo tema in mente. Ho contattato Joris per vedere se fosse interessato a collaborare di nuovo, visto che abbiamo lavorato molto bene insieme in passato. Joris ha sentito una connessione con due canzoni nelle quali si è immedesimato. Da allora, il suono si è evoluto in quello che senti nelle nostre prime due canzoni adesso.

Heidevolk e Nodfyr sono i punti in comune con voi Stormbreker. La vostra è un’amicizia che va al di là della musica?

Niels: Penso che io e Joris siamo quasi sempre della stessa opinione quando si tratta di musica, il che rende il lavorare insieme facile e divertente. Il fatto che facciamo musica insieme dal 2002 significa che abbiamo un certo livello di fiducia nelle capacità l’uno dell’altro e sappiamo quando darci spazio per lavorare o quando spingerci l’un l’altro in avanti. Ho un grande rispetto per Joris come cantante e, più importante, come essere umano, e so che facciamo del nostro meglio quando lavoriamo insieme, condividendo una visione comune.

Joris: Da quando abbiamo iniziato a fare musica insieme nel 2002, ho notato che Niels e io abbiamo una chimica creativa che ci lega da sempre. Anche se a volte percorriamo percorsi musicali differenti, troviamo sempre il modo di tornare l’uno dall’altro. A parte dall’eroismo di cui scriviamo, possiamo passare molto tempo a parlare di vecchi videogiochi, macchine e gatti quindi è anche un grande piacere uscire quando non stiamo facendo canzoni!

Vi autodefinite “Dutch Nautical Metal”: immagino che il mare sia la vostra passione (ma con Heidevolk e :Nodfyr: non ricordo testi legati a questo tema, ma potrei sbagliare) e vorrei sapere se vi piace andare in barca o se vi limitate a leggere libri e vedere film a tema.

Niels: Per me personalmente il mare è un posto bello e meraviglioso che ha un una connessione profonda con l’eredità culturale olandese e con l’urgenza di esplorare l’ignoto. Amo stare sulla spiaggia, essere umiliato da quanto sono vasti gli oceani e pensare agli esploratori di un tempo, sapendo che era la passione e la convinzione che li ha fatti attraversare i mari nonostante le scoraggianti probabilità. Comunque, personalmente ho facilmente il mal di mare quindi non mi diverte molto stare sulle barche, ahah.

Joris: Se sono in una città portuale, vado sempre al porto per guardare le barche, mi piace pensare a dove siano state e a cosa abbiano visto. Non possiedo una barca, ma cerco di fare giri in barca più che posso! Da bambino andavo in vacanza su una piccola isola chiamata Vlieland, prendere il traghetto era sempre un’esperienza impressionante. Quando avevo 19 anni ho preso il traghetto da Hirsthals in Danimarca a Kristiansand in Norvegia. Ricordo di essere rimasto sbalordito da quanto fosse grande la barca quando sono salito a bordo, e di essere ancora più stupito nello scoprire che il mare può sbatterla in giro come una bambola di pezza durante il brutto tempo sullo Skaggerak. Amo la vista, l’odore e il suono del mare! Non mangio molto pesce però.

La copertina di Overzee è veramente bella. Il quadro Haven Bij Zonsondergang di Jan Claesz Rietschoof lo avete scoperto visitando il museo di Amsterdam dove è conservato? Perché avete scelto proprio questo quadro?

Joris: Credo di averlo trovato in un libro quando stavo cercando per una cover adatta. Come puoi sapere ci sono MOLTI dipinti marini olandesi tra cui scegliere, ma questo si è rivelato eccezionale. Si respira l’atmosfera dell’inizio di un viaggio, con un orizzonte seducente e il sole che tramonta sulla terra che stai per lasciare. Niels ed io abbiamo convenuto che questo fosse il più adatto per la nostra prima uscita.

Il vostro modo di suonare a parlare del mondo marittimo è diverso da tutti gli altri gruppi metal, vi chiedo quindi in quale modo nascono le vostre canzoni. La musica si adatta ai testi o è il contrario?

Niels: per le due canzoni su Overzee, la musica è venuta per prima. Joris ha avuto l’idea del tema dei testi delle due canzoni. Come ho già detto nella risposta alla tua prima domanda, scrissi un certo numero di canzoni, due delle quali sono state scelte come “prova del concetto”, per vedere se ciò che volevamo fare funzionava. Ma per le nostre nuove canzoni, stiamo provando un approccio diverso in cui è impostato un tema centrale e la musica o i testi possono prendere forma in parallelo.

Di cosa parlano la title-track e Richtingloos?

Joris: Overzee parla del desiderio di avventura e di vedere cosa c’è oltre l’orizzonte. La canzone rappresenta l’inizio del nostro nuovo progetto e in un certo senso l’inizio del “viaggio dell’eroe”. Per gli olandesi il mare è sempre stato un mistero e un pericolo, ma anche un portale per nuove esperienze e grandi ricompense. Ascoltiamo la sua chiamata come i nostri connazionali hanno fatto secoli prima di noi. Richtingloos parla di un senso di assenza di direzione che si può sentire sia in mare aperto che nella propria mente.

Avete pubblicato l’EP solo in formato digitale e in un piccolo wooden box con conchiglie e una chiavetta usb con all’interno i file mp3, foto e altro ancora. Come mai questa scelta così particolare per una band all’esordio e che si auto produce tutto?

Niels: Penso che come band esordiente che si affaccia nell’oceano delle band metal che pubblicano demo, sia importante distinguersi. Tutti hanno CD o cassette e i media digitali o in streaming sono il modo migliore per condividere la tua musica al giorno d’oggi. Oltre a questo, la nostra musica è disponibile gratis online, quindi volevamo offrire qualcosa di unico per coloro che avessero voluto la copia fisica! L’intero packaging è anch’esso a tema nautico, un messaggio nella bottiglia 😊. L’aggiunta di conchiglie e denti di squalo completa il packaging e lo rende memorabile.

Ho acquistato il vostro bel wooden box, ma sono un amante del formato cd: pubblicherete Overzee anche in cd in un prossimo futuro?

Niels: Innanzitutto grazie mille per il tuo supporto acquistando la nostra demo! Non abbiamo piani imminenti per il formato CD, ma chissà cosa può accadere! Vedremo dove ci porterà il vento.

Immagino che abbiate pronta della nuova musica, potete dire qualcosa a riguardo?

Niels: Infatti, stiamo lavorando su nuova musica! Non voglio dire molto, ma il nuovo materiale è più ambizioso e più personale, ampliandosi in più direzioni musicali come un fiume scorre verso il mare. Naturalmente conserverà nel cuore e nell’anima il tema centrale della marineria olandese.

Il Covid-19 ha rovinato i vostri piani? Volevate portare sul palco la vostra musica? Avete “speso” questo tempo per creare nuova musica?

Joris: Penso che la pandemia abbia rovinato in piani di tutti in una certa misura, ma personalmente ho lavorato su nuova musica per diverse band/progetti. È la mia terapia per rimanere sani di mente, il mio sfogo di emozioni, sia positive che negative.

A proposito di mare e storie ad esso collegate, volete consigliarci qualche bel libro o film?

Joris: Ci sono un paio di eroi marittimi molto intriganti le cui biografie meritano di essere lette, come Willem Barentsz, Piet Hein e, naturalmente, Michiel de Ruyter. Mi è piaciuto molto il film “Admiral” del 2015! Inoltre, dai a Fungus – “Kaap’ren varen” e Bots – “Zeven dagen lang” un giro per ottenere una buona interpretazione degli anni ’70 di alcune canzoni tradizionali. Per quanto riguarda le leggende, la nave fantasma “l’olandese volante” è la più famosa, ha persino ispirato Richard Wagner.

Vi ringrazio per il tempo concesso, volete aggiungere qualcosa?

Joris: Vorremmo ringraziarti per questa intervista e speriamo che le nostre canzoni portino la vostra mente ben oltre le onde!

ENGLISH VERSION:

You are active since 2019 and after two years you published Overzee. Would you like to tell us your story?

Niels: Sure! We have indeed been working on Stormbreker since 2019, but since it started as more a project than a full-time band, we could take our time to find our sound. Creating these songs and sculpting them just has to flow naturally. I started out with an idea, back in 2016; music inspired by the spirit of Dutch nautical exploration. I wrote a bunch of songs with that theme in mind. I contacted Joris to see if he was interested in collaborating again, since we worked really well together in the past. Joris felt a connection with two songs that spoke to him the most. From that, the sound developed to what you can hear in our first two songs now.

Heidevolk and :Nodfyr: are the points in common with you Stormbreker. Is yours a friendship that goes beyond music?

Niels: I think Joris and myself are almost always on the same page when it comes to music, which makes working together effortless and fun. The fact that we have been creating music together since 2002 means we have a level of trust in each others capabilities and know when to give each other space to work or when to push each other forward. I have great respect for Joris as a vocalist and more importantly, as a human being, and I know we do our best work when we work together, sharing a common vision.

Joris: Since we started making music together back in 2002, I noticed Niels and I have a creative chemistry that will always bind us. Even though we sometimes walk different musical paths we always find our way back to each other. Apart from the heroics we write about, we can spend a lot of time talking about stuff like old video games, cars and cats so it’s also a great pleasure hanging out when we’re not making songs!

You define yourself as “Dutch Nautical Metal”: I imagine that the sea is your passion (but with :Nodfyr: and Heidevolk I don’t remember texts related to this theme, but I could be wrong) and I would like to know if you like boating or if you just read books and see themed movies.

Niels: For me personally, the sea is a beautiful and wonderful place that has a deep connection to Dutch heritage and an urge to explore the unknown. I love being on the beach, being humbled by how vast the oceans are and think about the explorers of old. Knowing that it was passion and conviction that made them cross the seas in spite of the daunting odds. However, I personally get seasick real easy so I don’t enjoy being on boats that much, haha.

Joris: If I’m in a port town I always go to the harbor to check out boats, I love thinking about where they’ve been and what they’ve seen. I don’t own a boat but I try to go on boat rides as much as possible! As a kid we used to go to a small island called Vlieland on holiday, taking the ferry there was always a very impressive experience. When I was 19 I took the ferry from Hirsthals in Danmark to Kristiansand in Norway. I remember being amazed by how huge the boat looked when I boarded, and being even more amazed to find out the sea can toss it around like a ragdoll during bad weather on the Skaggerak. I love the sight, smell and sound of the sea! I don’t eat much fish though.

Overzee’s cover is very beautiful. Did you discover the Haven Bij Zonsondergang painting by Jan Claesz Rietschoof by visiting the museum in Amsterdam where it is kept? Why did you choose this painting?

Joris: I believe I found it in a book when looking for a suitable cover. As you may know we have a LOT of Dutch sea paintings to choose from but this one stuck out. It breathes the atmosphere of the start of a journey, with a luring horizon and the sun setting on the land you’re about to leave behind. Niels and I agreed this was most fitting for our first release.

Your way of playing and your way of speaking of the nautical world is different from all the other metal bands, so I ask you how your songs are born. Does the music fit the lyrics or is it the other way around?

Niels: For the two songs on Overzee, the music came first. Joris came up with the lyrical themes for the two songs. As I said in answer to your first question, I wrote a number of songs of which two were picked as a ‘proof of concept’, to see if what we wanted to do worked. But for our new songs, we are trying a different approach in which a central theme is set, and the music or lyrics can take shape in parallel.

What are the title track and Richtingloos about?

Joris: Overzee is about the yearning for adventure and to see what lies beyond the horizon. The song represents the start of our new project and in a way the beginning of the “hero’s journey”. To the Dutch the sea has always been a mystery and a danger, yet also a gateway to new experiences and great rewards. We heed its call like our countrymen did centuries before us. Richtingloos is about a sense of directionless which one can feel both on the open water as well as in one’s mind. 

You have published the EP only in digital format and in a small wooden box with shells and a USB stick with mp3 files, photos and more inside. Why this particular choice for a band making its debut and which produces everything for itself?

Niels: I think as a beginning band to make a splash in the ocean of metal bands who release demo’s, it is important to stand out. Everyone has CDs or cassettes, and digital or streaming media is the best way to share your music nowadays. Besides that, our music is available for free digitally, so we wanted to offer something unique for those who wanted a physical copy! The whole package is also keeping with the nautical theme; a message in a bottle 😉 Adding the sea shells and sharktooth are all little details that complete the package and make it something memorable.

I bought your beautiful wooden box, but I love the CD format: will you release Overzee in CD in the near future?

Niels: First of all, thank you for your support by buying our demo! We have no current plans for a CD format, but who knows what will happen! We will just have to see where the wind will take us.

I guess you have some new music ready, can you say something about it?

Niels: Indeed, we are working on new music! I don’t want to say too much, but the new material is more ambitious and more personal, branching out in several musical directions like a river flowing towards the sea. It will of course retain the central theme of the Dutch seafaring in its heart and soul.

Did covid-19 ruin your plans? Did you want to bring your music on stage? Have you “spent” this time creating new music?

Niels: I think the pandemic ruined everyone’s plans to a degree, but personally I have just been working on new music for several bands/projects. It’s my therapy to stay sane, my outlet of emotions, both positive and negative.

Speaking of the sea and stories about it, do you want to suggest us some good book, or film or even songs or Dutch marine legends?

Joris: There are a couple of very intriguing maritime heroes whose biographies are worth a read, such as Willem Barentsz, Piet Hein and of course Michiel de Ruyter. I quite liked the 2015 film ‘Admiral’! Also, give Fungus – ‘Kaap’ren varen’ and Bots – ‘Zeven dagen lang’ a spin to get a good 70s interpretation of some traditional songs. Regarding legends the ghost ship the ‘Flying Dutchman’ is the most famous, it has even inspired Richard Wagner.

Thank you for the time, would you like to add something?

Joris: We would like to thank you for this interview and we hope our songs will take your mind far beyond the waves!

Sorcieres – Empoisonne

Sorcieres – Empoisonne

2021 – full-length – Epictural Productions

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Pierre Alain Devaux: voce – Thibaut Marlard: chitarra – David Hubert: basso – Antoine Ricci: batteria – Marie Derancourt: violino

Tracklist: 1. Anciennes Lueurs – 2. L’Auberge Des Corps Perdus – 3. Empoisonné – 4. Les Yeux Verts – 5. Ordalie – 6. Cavalière Des Ronces – 7. Dans Ces Eaux – 8. Défloraison – 9. A Feu Et à Sang

In attività dal 2017, i francesi Sorcières (“streghe” in italiano) arrivano al disco di debutto Empoisonné dopo aver fatto esperienza in studio e pubblicato il demo Grim e l’EP Sombres Danses, quest’ultimo vicino per stile e caratteristiche al lavoro che stiamo analizzando. Quello suonato da Pierre Alain Devaux e soci è un extreme folk metal che prende spunto dai grandi nomi della scena con interessanti spunti black melodico ’90 per poi rielaborare il tutto con una già presente personalità.

Composto da nove tracce per un totale di cinquanta minuti, Empoisonné si lascia ascoltare con piacere, stupendo in alcuni passaggi rimanendo sempre su livelli medio-alti. Le composizioni sono varie e ben realizzate, mature da un punto di vista musicale: in tutta sincerità non sembra di ascoltare un album di debutto. Punti di forza della band sono sicuramente le gustose parti strumentali (a volte davvero lunghe e intense) nelle quali i musicisti riversano tutta la loro bravura unita al buon gusto. La produzione di qualità aiuta non poco la musica: Hadrien Hollart ha svolto un gran lavoro ed Empoisonné può competere a livello internazionale senza sfigurare minimamente. Ultima cosa, ma sempre gradita, è l’estetica del cd in quanto il digipak a sei ante si presenta più che bene e il libretto di dodici pagine è curato nei dettagli, completo di testi e numerose foto.

Anciennes Lueurs non è la classica canzone d’apertura tutta velocità e muscoli, in quanto i gli oscuri fraseggi iniziali riportano alla mente i mai abbastanza rimpianti Dissection. La chitarra di Thibaut Marlard è la protagonista del brano che in verità di folk ha poco ma che per bellezza ha nulla da invidiare ai grandi nomi del death/black svedese degli anni ’90. Le cose cambiano con L’Auberge Des Corps Perdus, in quanto il violino di Marie Derancourt si presenta subito guidando i Sorcières verso lidi più melodici sui quali ben figura anche il flauto traverso dell’ospite Johanne Gea. La title-track si muove su tempi medi e presenta dei bei fraseggi di sei corde che s’intrecciano con gli strumenti folk, ma è la successiva Les Yeux Verts che le cose si fanno davvero interessanti: elegante, “colta” e drammatica al tempo stesso, questa è una composizione che racchiude tutti gli aspetti musicali dei cinque francesi ed esplode con potenza per la gioia degli amanti di queste sonorità. Tra cavalcate veloci e intransigenti e stacchi acustici, Ordalie mostra un altro aspetto dei Sorcières, spettacolari quando si lasciano andare nella parte strumentale dallo squisito sapore melodico. Cavalière Des Ronces sorprende per il riffing thrashy che, con l’aggiunta del violino, suona fresca e differente da tutte le altre cose del genere; la seconda parte della canzone è una simil strumentale che si discosta da quanto proposto nei tre minuti precedenti e conduce a Dans Ces Eaux, pezzo dai toni scuri che rimanda al background black metal della formazione transalpina. Gli otto minuti e mezzo di Défloraison sono un gioiellino di black/folk, con le melodie e il violino a smussare l’aggressività della sezione ritmica che esegue alla perfezione quanto necessario per far brillare un brano lungo e mai ripetitivo. Il disco è concluso da A Feu Et à Sang, mid-tempo dal retrogusto Finntroll, guidato dal violino e dalle urla del cantante Pierre Alain Devaux verso il centro di un labirintico bosco in una notte priva di luna.

Il debutto dei Sorcières è una sorpresa in ambito black/folk: oscuri ma mai soffocanti, interpreti di un metal personale che non tradisce le origini del genere, i cinque musicisti hanno saputo lavorare con calma e arrivare al full-length al momento giusto, senza fretta e con la giusta consapevolezza nei propri mezzi. La Francia ha finalmente una nuova band di assoluto valore.

Stormbreker – Overzee

Stormbreaker – Overzee

2021 – EP – autoprodotto

VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Joris: voce – Niels: chitarra, basso, tastiera

Tracklist: 1. Overzee – 2. Richtingloos

Le carte per sorprendere le hanno tutte: musicisti navigati, bravura nel comporre musica, un tema lirico affrontato poco e in maniera diversa dalle altre band della scena e idee originali per far parlare di sé. Gli olandesi Stormbreker, nati un paio di anni fa, tirano fuori il breve EP Overzee che contiene solo due canzoni per un totale di quasi undici minuti, eppure fin dai primi giri di chitarra è possibile capire che si ha a che fare con roba seria. Dietro al progetto ci sono Joris Van Gelre (ex Heidevolk, voce dei primi quattro album) e Niels Riethrst (anche lui ex Heidevolk, chitarra nel debutto del 2005 De Strijdlust Is Geboren), entrambi coinvolti in forme diverse negli ottimi :Nodfyr:. Overzee è un lavoro di Dutch Nautical Metal – come lo definiscono i due musicisti –, in pratica dell’ottimo pagan metal con testi legati alla magia del mare. Prendete gli Heidevolk più massicci e lenti, cambiate le tematiche delle liriche, ed ecco gli Stormbreker.

La title-track inizia con una chitarra solitaria che porta al classico mid-tempo ricco di melodie con la possente voce di Joris a innalzarsi su tutto. La composizione presenta diversi cambi che la rendono varia e fresca nei suoi minuti di durata per quello che probabilmente sarà lo stile principale delle canzoni che andranno a comporre il prossimo lavoro. La seconda traccia è Richtingloos, più cadenzata e cupa rispetto all’opener, ugualmente godibile anche se durante l’ascolto manca la luce come in un cielo coperto da nubi cariche di pioggia. Nei due brani sono presenti diversi ospiti che meritano di essere menzionati: alla batteria è presente Nico de Wit (:Nodfyr:), la seconda voce è di Jesse Middelwijk (Slechtvalk ed ex Heidevolk), mentre quella femminile è di Tineke Roseboom (anche lei guest dei :Nodfyr: e in passato alla corte di Blaze Bayley), bravi tutti a dare quel qualcosa in più alle canzoni.

Overzee è un EP forse troppo breve, ma ascoltandolo si capisce immediatamente quante potenzialità abbiano gli Stormbreker. Il lavoro è disponibile solamente in formato digitale: niente cd, ma è stata prodotta una piccola quantità di deliziosi wooden box a tema marittimo con conchiglie, messaggi da decifrare e una bottiglia con la penna usb nel tappo contenente musica e foto del gruppo, chiaramente andati a ruba in poco tempo. Gli Stormbreker hanno tutte le capacità di tirare fuori un lavoro di debutto già maturo e personale, non resta che aspettare cullati dalle onde del mare ascoltando Overzee.