Scuorn e Dyrnwyn live a Roma: il fotoracconto

Questo doveva essere il live report del release party di Far, nuovo e bellissimo disco degli Stormlord uscito pochi giorni fa per Scarlet Records. Motivi di salute, purtroppo, non mi hanno permesso di assistere allo show della band romana al Traffic Club, ma sono comunque riuscito a godermi lo spettacolo di Scuorn e Dyrnwyn (e di fare delle interessanti interviste nel tardo pomeriggio, prossimamente online su queste pagine), ovvero le band di apertura della ghiotta serata del 24 maggio – giorno di pubblicazione di Far – all’insegna dell’ottimo extreme metal tricolore.

La serata inizia alle 21.30 circa, quando sul palco salgono i Dyrnwyn, gruppo pagan folk metal che ad ogni pubblicazione ha fatto un passo in avanti per composizione e personalità. Il nuovo disco Sic Transit Gloria Mundi (SoungAge Productions, con Riccardo Studer, tastierista degli Stormlord, a curarne la produzione) è saccheggiato più volte e le canzoni permettono al nuovo frontman Thierry Vaccher di mostrare tutte le proprie doti vocali, un ottimo cantante che si è subito amalgamato con la musica bellicosa proposta dalla band. Lo show dei sei legionari è stato preciso e potente, con suoni all’altezza e assolutamente piacevole da vedere.

Scaletta Dyrnwyn: 1. Sic Transit Gloria Mundi – 2. Cerus – 3. Parati Ad Impetum – 4. Il Sangue Dei Vinti – 5. Feralia – 6. Assedio Di Veio

I partenopei Scuorn sono apparsi dal nulla nel 2017, pubblicando un debutto stellare dal titolo Parthenope e suscitando forte curiosità per via delle liriche e dell’etichetta “black metal napoletano”. Il progetto del mastermind Giulian ha rappresentato un terremoto per il metal estremo italiano e non solo, mietendo top album e riconoscimenti praticamente ovunque. Con una formazione per i concerti composta da musicisti talentuosi della zona campana, Scuorn live è una macchina da guerra con la preziosa aggiunta dell’allestimento del palco dal forte impatto. Ma è chiaramente la musica a parlare e la potente Fra Ciel’ E Terr’ da il via a uno show a dir poco intenso, con Giulian che gesticola e si dimena sul palco coinvolgendo il pubblico presente, stupendo soprattutto quelle persone che non conoscevano il gruppo e non sapevano cosa aspettarsi dal “black metal napoletano”: se triccheballacche cercavano, triccheballacche hanno trovato, insieme a tanto ottimo black metal fortemente personale. Da (ri)vedere assolutamente la prossima volta che si esibiranno in zona.

Scaletta Scuorn: 1. Cenner’ E Fummo – 2. Fra Ciel’ E Terr’ – 3. Sepeithos – 4. Tarantella Nera – 5. Virgilio Mago – 6. Averno – 7. Sibilla Cumana – 8. Sanghe Amaro – 9. Megaride

Purtroppo la salute non mi ha permesso di assistere al concerto degli headliner Stormlord, con il pubblico ormai caldo e in attesa del ritorno della storica epic black metal band romana. Ma non disperate, a breve sarà pubblicata la chiacchierata avuta con i membri del gruppo. 🙂

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Scuorn – Parthenope

Scuorn – Parthenope

2017 – full-length – Dusktone

VOTO: 8,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Giulian: voce, tutti gli strumenti

Tracklist: 1. Cenner’ E Fummo – 2. Fra Ciel’ E Terr’ – 3. Virgilio Mago – 4. Tarantella Nera – 5. Sanghe Amaro – 6. Averno – 7. Sibilla Cumana – 8. Sepeithos – 9. Parthenope – 10. Megaride

Quando Megaride, ultima traccia di Parthenope, giunge a termine, la mente è frastornata da pensieri, riflessioni ed emozioni. Quante volte è successo di avere tante aspettative per un album e rimanere se non delusi diciamo non esaltati? Quante volte, invece, le premesse vengono non solo mantenute, ma addirittura superate? Il disco di debutto marchiato Scuorn fa parte di quella stretta cerchia di lavori destinata a fare scuola, per svariati motivi. Il più semplice, diretto e, se vogliamo, banale, è la qualità della musica. Epic black metal di alta qualità con tanto folklore e personalità è merce rara e in pochi se lo possono permettere. Ma c’è un altro aspetto che a parere mio è ancora più importante e che eleva Parthenope ben sopra a molto di quello di buono che viene pubblicato, ovvero il forte legame con la terra madre. Non un semplice legame garantito dai testi che rivisitano leggende e storie dell’area partenopea, si va oltre: l’aspetto umano e il calore della gente campana è tangibile nelle varie Sanghe Amaro e Tarantella Nera, una caratteristica delle composizioni che non si può imparare o migliorare in sala prove: o c’è o non c’è. Il paragone che mi è venuto spontaneo fare fin dal primo ascolto è stato con gli abruzzesi Draugr, band che ha segnato in maniera profonda la scena folk/pagan italiana. Nessuno prima di loro aveva parlato delle proprie origini con il cuore in mano (e con una serie di canzoni da urlo): dopo De Ferro Italico si è assistito al parziale abbandono da parte dei gruppi tricolori delle tematiche norrene a favore di storie e influenze Italiane o, meglio ancora, locali. Scuorn, così come i Draugr, è un nuovo punto di partenza per il metal tricolore, una possibilità in più per i gruppi del centro e sud Italia in particolare, che può dare coraggio e fiducia in un cammino che potrebbe portare a grandi cose.

Tutto questo, però, avrebbe meno senso se Parthenope non fosse un album straordinario. Il polistrumentista Giulian ha semplicemente fatto un lavoro incredibile creando delle canzoni dall’alto tasso metallico infarcite di sonorità, richiami e drammaticità tipica di Napoli. La summa e la grandiosità di questo disco è racchiusa nella sontuosa title-track, quasi nove minuti di pura bravura, coraggio, sincerità e devozione da parte di Giulian verso la sua città. Sfuriate black metal, orchestrazioni sfarzose (mai eccessive, però) e intuizioni fuori dal comune rendono il brano quasi fisico e per davvero si riesce a vedere dinanzi a noi Ulisse impartire ordini o supplicare di essere sciolto dall’albero maestro della nave in seguito all’ascolto del canto delle sirene.

L’aspetto visivo e quello sonoro sono elementi molto importanti nell’economia del cd, e sono entrambi eccellenti. L’artwork è stato realizzato da Alex di Mayhem Project (in campo folk noto per aver lavorato con Gjeldrune e Khors), ma va assolutamente menzionato Stefano Morabito (Fleshgod Apocalypse, Hour Of Penance ecc.) per la resa audio del disco, degna di una band su etichetta major.

Tra pezzi strumentali/evocativi e canzoni intense quanto potenti, è impossibile rimanere indifferenti: il metal estremo ha un nome nuovo da conoscere e accogliere nello stretto cerchio dei cosiddetti “geni musicali”, quello di Scuorn.