Intervista: Infinitas

Quella degli svizzeri Infinitas è una proposta insolita: heavy thrash ed elementi folk in un unico album sono merce rara anche perché l’accoppiamento è sicuramente rischioso oltre che davvero insolito. Civitas Interitus, il loro ultimo album, è la risposta a ogni dubbio. Curiosi di saperne di più, di come è nato questo connubio e cosa pensa la band? Ha risposto alle domande la cantante Andrea Böll, buona lettura!

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION –

Un ringraziamento a Stefano Zocchi per la traduzione dell’intervista.

Ho da poco recensito il vostro Civitas Interitus, ma prima di passare al disco vorrei che vi presentaste ai lettori di Mister Folk.

Siamo gli Infinitas e veniamo dal bellissimo paese di Muotathal, in Svizzera. La nostra line-up attuale ha Andrea alla voce, Selv alle chitarre e Piri dietro alla batteria. Però al momento siamo in cerca di persone divertenti capaci di suonare bene che il violino e il basso.

Il vostro primo lavoro è l’EP Self-Destruction del 2015. Come e quanto sono cambiati gli Infinitas negli ultimi due anni?

Da un punto di vista musicale non siamo cambiati molto. Le nostre canzoni hanno più struttura, ma in pratica lavoriamo ancora a ognuna individualmente. Ci sono stati dei cambi di strumento in formazione, che sono il motivo per cui stiamo cercando qualcuno per violino e basso. Tempo fa avevamo una ragazza ai flauti, ma ormai siamo passati oltre quel periodo, è l’ora che gli Infinitas trovino una line-up stabile per creare le fondamenta su cui basare un suono creativo e magnifico.

Civitas Interitus è un concept album interessante sia per la musica che per i testi. Vorrei partire da quest’ultimi e ascoltare il racconto della storia narrata nelle canzoni…

C’è effettivamente una storia che attraversa l’intero album, dall’Intro all’Outro. Racconta di diversi demoni e di come distruggono la città di Lunatris. Ogni demone distrugge una parte diversa della città, per assicurarsi che non ci sia via di scampo e che alla fine venga completamente demolita. Il nostro protagonista prova terrore, pericolo e resistenza. Sente che c’è qualcosa di strano e cerca un luogo sicuro, ma non riesce a trovarlo. Alla fine scappa con una barca e attraversa il mare.

Reputo il vostro full-length un disco ben riuscito, ma a colpirmi particolarmente sono stati i ritornelli. Credo che dietro ci sia un gran lavoro e il risultato è sempre di altissima qualità. Era un vostro obiettivo quello di creare dei ritornelli accattivanti e di facile assimilazione?

È una buona domanda. Sappiamo apprezzare un ritornello che attira, ma preferiremmo avere una canzone che sia intrinsecamente consistente. Lavoriamo con molta cura su ogni canzone e lasciamo che i membri del gruppo ci inseriscano le loro idee, anche se ciò significa che ogni tanto bisogna aggiustare il songwriting di Selv. Non ci fermiamo finché ogni membro non è soddisfatto del risultato, e anche finché non gli piace suonarlo. Vogliamo che gli altri sentano la nostra passione.

In Skylla sembra di ascoltare degli echi maideniani: la band di Steve Harris è tra le vostre influenze?

Ci piacciono i Maiden e il nostro precedente bassista, Pauli, è forse il più grande fan degli Iron Maiden sulla faccia del pianeta. Ci sono parecchie band che hanno influenzato le nostre canzoni, come Skylla: Amorphis, Children Of Bodom, Opeth, Wintersun, Ensiferum ecc. Certe influenze sono abbastanza riconoscibili, ogni tanto.

Avete dato molta importanza al booklet, che infatti è bello e davvero curato nei minimi dettagli. In particolare mi ha colpito la mappa, ritengo sia molto importante per comprendere meglio i testi e avere visivamente sotto controllo i luoghi dove avviene la storia.

Esatto, ci abbiamo messo un sacco di passione e lavoro sia nel booklet che nel design. Per noi è importante che l’ascoltatore non senta solo poche canzoni, ma che capisca l’intera storia dietro all’album. Per questo abbiamo pensato che una mappa avrebbe potuto essere d’aiuto per visualizzare il tutto. Il booklet offre parecchio a chi ha un occhio per i dettagli – e anche il lavoro artistico è qualcosa a cui vale la pena dare un’occhiata. Molti danno solo un’occhiata alla mappa e capiscono subito cosa stia succedendo.

La prima volta che vi ho ascoltato il pensiero è stato “wow, thrash e folk insieme, questa è una novità!”. Come vi è venuta l’idea di mischiare due generi molto differenti tra loro e c’erano all’interno della band qualcuno che non era d’accordo? Che voi sappiate, ci sono altre band che uniscono questi due generi?

All’inizio volevamo solo suonare thrash con voce femminile e violini. Per fortuna abbiamo creato qualcosa di ancora più unico. Ci sono ancora elementi thrash, e anche folk, ma abbiamo inserito anche cose melodic e death. Alla fine della fiera, non importa che genere suoniamo. Vogliamo solo divertirci e dare vita alle nostre idee. Selv si occupa di scriverle. È lui la persona dietro alle idee e alla visione del gruppo, e le tira fuori con la chitarra. Di sicuro ci sono band con un suono simile al nostro a cui ci comparano, come gli Skyclad. Non ne avevamo mai nemmeno sentito parlare finché qualcuno non ha detto che suonavamo simili a loro. Hanno un suono unico, che mischia parecchi generi, proprio come noi. Però non ci piacciono i confronti, perché non sono importanti. La cosa più importante è se la musica ti piace o no. Ad esempio se Selv tira fuori una nuova idea e piace a tutti gli altri, la suoniamo senza guardare il genere. Se non ci piace, non la suoniamo – è semplice.

Avete mai temuto di essere poco thrash per i thrashers e poco folk per chi ama il folk?

Ahah, e perché dovremmo? Sul serio, siamo chi siamo e c’è sempre qualcuno a cui non piacerai e lo sappiamo. Non lasciamo che sia una cosa che ci influenza. A volte scriviamo canzoni pesanti, a volte cose più rilassate. Non costringiamo nessuno a ascoltarci. Se non ti piace, va bene così. Ovviamente ci fa piacere se apprezzi la nostra musica. Ci sarà sempre qualcuno che dice che non siamo abbastanza thrash o che chiede più elementi folk a gran voce. Questo tipo di feedback riconosce l’esistenza del nostro lavoro, e noi andiamo avanti come vogliamo visto che ci sono altrettante persone che dicono che siamo il mix perfetto di merda pesante e melodica (heavy and melodic shit).

Il disco è un autoprodotto: una scelta precisa da parte vostra o mancanza di valide alternative?

L’abbiamo scelto noi. Due di noi sono musicisti a tempo pieno, che ci permette di svolgere i nostri compiti durante il giorno. È interessante osservare cosa succede durante la produzione, il rilascio e il marketing di un album. Per noi è importante non solo vedere, ma anche comprendere quel processo. Vogliamo continuare così finché possiamo e accumulare esperienza. Un giorno magari lasceremo qualcosa ad altre persone, ma alla condizione che il risultato finale sia sempre approvato da noi. Per ora facciamo tutto noi.

Dopo la release di Civitas Interitus su cosa state lavorando? Ci sono nuove canzoni in cantiere?

C’è un lyric video, e stiamo filmando un video. Ci sono anche dei progetti segreti, roba top secret di cui non possiamo ancora parlare. Ti dico solo questo: la fabbrica delle idee sta facendo gli straordinari. C’è un sacco di movimento nel nostro studio.

Grazie per la disponibilità, avete tutto lo spazio per aggiungere qualsiasi cosa vi passi per la testa.

Grazie davvero a Mister Folk per questa intervista, e soprattutto grazie a te, caro lettore, per essere arrivato fin qui e leggere della nostra roba. È davvero figo. Se vuoi tenerti aggiornato sugli Infinitas puoi dare un’occhiata a www.infinitasband.ch, su Youtube, Facebook e ovviamente Bandcamp. Siamo sempre alla ricerca di opinioni costruttive. A presto \m/

ENGLISH VERSION:

I’ve just reviewed Civitas Interitus, but before moving on to the album I’d like to ask you to introduce yourselves to Mister Folk’s readers.

We are Infinitas and are from the beautiful town of Muotathal, Switzerland. Our current line up consists of Andrea on vocals, Selv on guitar and Piri on drums. However, we are looking for skilled, fun people to play violin and bass.

Your first work is the Self-Desctruction EP, from 2015. How and how much has Infinitas changed in the past few years?

We haven’t really changed much from a musical point of view. Our songs might be a bit more structured, but basically we treat each song individually. We’ve had a few instrumental changes, hence why we’re undergoing another change and that’s why we are looking for somebody at violin and bass. Some time ago we had a girl playing the flute, although we have moved on and it’s time for Infinitas to find a stable line up to create a foundation and provide creative and awesome sound based upon.

Civitas Interitus is an interesting album to listen to, both regarding music and lyrics. I’d like to start from here, and listen to the story that is being told throughout the tracks…

There is indeed a story leading through the whole album, from Intro to Outro. It’s about several demons and how they destroy the city of Lunatris. Each demon ravages a different part of the city to make sure the whole city stands no chance and eventually will be completely demolished. Our protagonist experiences danger, fear and resistance. He feels something isn’t right and is in search of a safe place, but can’t find one. Eventually he escapes by boat and travels across the sea.

I believe your full-length is a well-realized album, but I was particularly impressed by the choruses. There’s a lot of work behind them, I believe, with very high quality results. Was writing catchy choruses able to easily hook the listener one of your goals?

That’s a good question. We appreciate a catchy chorus, however we’d rather have a song that is inherently consistent. We work meticulously on every song and let band member bring in their thoughts, even though it means that Selv’s song writings need to be changed again at times. That’s the way our songs are being made. We won’t stop until every single member is happy with the result and also loves to play it. We want others to be able to feel our passion.

There’s some Iron Maiden-ish influence in Skylla; is Steve Harris’ band one of your main influences?

We like Iron Maiden and our former bass player, Pauli, is probably the world’s greatest Iron Maiden fan. There’s quite a few bands which have influenced our songs, such as Skylla: Amorphis, Children Of Bodom, Opeth, Wintersun, Ensiferum etc. Every now and then certain influences are recognizable .

You put a lot of care into the booklet, which is very refined even down to the smallest details. I’m particularly impressed by the map, which I felt was very important to understand the lyrics and visualize all the locations where the story is set in.

That’s right, we have put a big effort and lots of passion into the booklet and design. It’s important to us that the listener doesn’t just get to hear a few songs, but rather understand the whole story behind the songs. That’s why we thought a map would help visually through the songs and album. The booklet offers so much to all who have an eye for details – also the artwork is worth checking out J All others just look at the map and instantly know what’s going on.

The first time I listened to your works I thought “wow, thrash and folk? That’s definitely new!” How did you come up with this idea of mixing two very different genres, and was anybody in the band who disagreed? Do you know of any other band playing this peculiar mix?

Initially we wanted to play thrash metal with female vocals and violins. Fortunately we created something even more unique. There’s still some thrash elements around and also folk, but we include even melodic and death metal elements. At the end of the day, it’s not important what kind of music we play. We just want to have fun and fulfil our own ideas. Selv writes our songs. He’s the man with the ideas and visions and rings them out with his guitar. Surely there are bands with similar music to whom we get compared to, like Skyclad. We had never heard of them before till somebody compared us to them. They produce an unique sound with different genres mixed together, a bit just like us. However we don’t really like comparisons, because they are not important. The most important thing is whether you like certain music or not. For example when Selv brings up a new idea of a song and we all dig, we play it no matter what genre. If we don’t like it, we don’t play it – simply put.

Have you ever been afraid of not being thrash enough for thrashers and not folk enough for folk lovers?

Haha why should we? Seriously, we are who we are and there’s always people who don’t like you and we know that. We don’t let that fact influence us. Sometimes we create heavy songs, sometimes we come up with soft stuff. We don’t force anyone to like our music. If you don’t dig it, fair enough. Of course we appreciate if you like our music. Obviously there’s always people who claim we were not thrash enough or who ask for more folk elements. Feedback like these acknowledge our work and we continue our way since there are equally as many people who say we play the perfect mix of heavy and melodic shit.

The album is self-published: was this by choice or by necessity?

It was our choice. Two of us are full-time musicians, which allows us to run our daily errands during the day. It’s a very interesting process to see what it all takes to produce, release and market an album. It’s important to us to not only see but also to understand that very process. We want to keep this up for as long as we can and gain experience. One day we might be willing to outsource certain parts but only as long as we have a say in the final product. As of now we still do all the work.

After having released Civitas Interitus, what are you working on now? Any new tracks?

A lyric video and we are also working on a music clip. On the other side we are working on secret projects, highly classified stuff we can’t tell anything about just yet. Just this: the creativity factory is working overtime. There’s lots of action going on in our studio.

Thank you for your availability, here’s all the space you want to say anything you might want to say.

Thank you very much Mister Folk for this cool interview and many thanks in particular to you, dear reader, for still keeping it up and reading our stuff. Awesome. If you want to be kept updated about Infinitas, don’t forget to check us out at www.infinitasband.ch, Youtube, Facebook and of course Bandcamp. We appreciate any feedback. See you soon \m/

Annunci

Intervista: Caladmor

Gli svizzeri Caladmor hanno pubblicato sul finire del 2013 il pregevole disco Of Stones And Stars, lavoro che denota la maturità dei musicisti e il buon gusto in fase di songwriting. Babs e Maede hanno risposto alle mie domande… la speranza è quella di vederli presto presto in Italia con il loro folk metal!

SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION!

Un ringraziamento a Claudia Ithil per la traduzione dell’intervista.

Caladmor-Band1

La prima domanda riguarda la decisione di autoprodurvi il disco dopo aver realizzato Midwinter con la Twilight Vertrieb. Cosa vi ha portato a questa scelta?

Babs: la decisione dell’autoproduzione non è stata in effetti presa volontariamente poiché la nostra ex etichetta Twilight Vertrieb era fallita quando noi avevamo già iniziato a lavorare su Of Stones And Stars. Abbiamo voluto pubblicare l’album nonostante ciò, ma non abbiamo trovato un’altra etichetta che soddisfacesse le nostre aspettative, perciò abbiamo prodotto il disco da soli… fortunatamente siamo stati aiutati da Markus Eck di metalmessage.de. Lavorare con lui si è rivelata essere la giusta decisione, decisamente!

Maede: abbiamo fatto un accordo di distribuzione con la Einheit Produktionen, quindi Of Stones And Stars sarà ufficialmente in vendita in Germania e Austria nel Febbraio 2014! 🙂

Sempre più gruppi dopo il primo disco (in alcuni casi anche tre dischi) sotto una label decidono la via dell’autoproduzione. È questo, secondo voi, il futuro dei gruppi underground e medio-piccoli?

Maede: semplicemente ciò avviene soprattutto perché essendo una band piccola non trovi un’etichetta, finché non sei abbastanza famoso e vendi qualche migliaio di copie. Il business della musica si è completamente rovinato negli ultimi anni, la musica è scivolata sempre più nel sottofondo, perché ruota tutto attorno ai soldi. È più importante avere un buon management che un’etichetta, perché il successo dipende tutto dal girare in tour e dal suonare live, questo è anche il modo in cui guadagni soldi come band.

Dal primo album è riscontrabile un certo cambiamento di stile, non nettissimo ma evidente. Ora siete più folk e dinamici, concordate?

Maede: sono d’accordo! 🙂 Penso che abbiamo fatto davvero progressi nel nostro scrivere le canzoni e nelle capacità di composizione. Il nuovo album è più complesso e diversificato.

A mesi di distanza dall’uscita sul mercato siete soddisfatti della reazione da parte di critica e fans?

Maede: anche prima di questa pubblicazione eravamo sicuri che questo album sarebbe stato un successo, perché ci abbiamo lavorato duramente, ma alla fine il feedback ha superato le nostre aspettative. È davvero soddisfacente, da musicista, quando ottieni approvazione per musica innovativa e particolare, ciò non è scontato!

Il singolo scelto è lungo e molto retrò come sound, secondo me una delle migliori composizioni che avete mai fatto. Non temevate, però, che a causa della lunga durata Alvíssmál potesse risultare pesante come videoclip?

Maede: No, affatto! abbiamo voluto realizzare uno di quei bei video antiquati con una storia e degli attori, e non solo la band che suona! Abbiamo anche voluto un video a tema vichingo e Alvissmál era perfetto per questo.

Per i testi avete utilizzato diverse lingue: a chi e come è venuta questa idea?

Babs: non abbiamo deciso “facciamo un album con diverse lingue”, non è stata un’idea predefinita. Le differenze linguistiche nei testi sono venute da canzone a canzone, dunque a Maede è venuta l’idea di fare una canzone tratta dal poema Alvíssmál che è scritto in norreno antico, e cosi ha fatto con il poema Mimirs Born di Agnes Kayser-Langerhannß. Per Laudine’s Lament ho scelto una parte della novella medioevale Iwein scritta in tedesco medio-alto, perché mi piacevano molto le parole.

Caladmor-Band5

Parlando di Alvíssmál, perché la scelta di cantare dei versi dell’Edda Poetica? È stato difficile adattare la musica al testo in norreno?

Babs: uno dei principali temi dell’ album Of Stones And Stars è la saggezza. L’Edda Poetica è piena di aneddoti circa la conoscenza e la saggezza e cosi è la storia di Alvíss, quindi abbiamo pensato che andasse alla perfezione. Maede ha scritto la canzone basata su un riff di Nick; per cui non so quanto difficile è stato adattare la musica al testo, ma credo che ci sia riuscito davvero bene.

Come è nata l’idea di utilizzare i versi del poeta del XII secolo Hartmann von Aue?

Babs: come già detto mi piacciono le parole e come sono messe insieme. Ho dovuto leggere il racconto nel mio corso di tedesco medio-alto all’Università. Il passo sul lutto di Laudine per la morte di suo marito mi ha toccato molto e ho capito subito di volerci fare una canzone.

Con A. Kayser-Langerhannß, invece, si arriva all’ ‘800, chi di voi si interessa di letteratura?

Babs: tutti lo siamo! Ci piacciono i poemi di Agnes Kayser-Langerhannß perché offrono un nuovo approccio alla mitologia norrena in un modo davvero artistico.

I tre brani che presentano dei testi poetici e antichi sono al centro del disco e uno dietro l’altro: è un caso oppure è stata una vostra scelta precisa?

Maede: abbiamo scelto l’ordine delle tracce in base ad aspetti musicali e stilistici, niente a che fare direttamente con i testi!

Taberna Trollis è l’unica canzone del cd definibile “allegra” e per questo diversa dalle altre. È un lato della vostra personalità meno conosciuto?

Maede: è una parte davvero importante di noi, se venissi alle prove lo noteresti! La nostra musica, o diciamo i nostri testi e temi, sono alquanto seri, ma è sempre un piacere suonare e questo è sempre allegro, non importa se hai un messaggio serio o se stai solo suonando una drinking song! 🙂

Nel vostro disco suonano diversi ospiti, ma il nome più noto è sicuramente quello di Chrigel Glanzmann, leader degli Eluveitie: come è nata la collaborazione?

Maede: lo conosciamo da un po’ di anni e ho fatto ascoltare a Chrigel la pre-produzione del nuovo album e gli ho chiesto se poteva suonare le cornamuse in esso. Gli è piaciuto molto e ha suonato sulle tracce nel suo studio.  🙂

Le band underground trovano spesso difficoltà nell’organizzare dei veri tour a causa di problemi economici e pratici. Voi come state messi in questo senso, ci sarà modo di vedervi sui palcoscenici europei?

Maede: hai ragione! Per diventare conosciuto, devi pagare un sacco per girare in tour, perché la mentalità del booking è diventata totalmente corrotta negli ultimi anni. In Svizzera è ancora più difficile da band metal, perché non ottieni nessun supporto dal business musicale. Fortunatamente abbiamo trovato in “In Fiction Entertainment” una compagnia davvero forte che ci aiuta ad organizzare date, specialmente in Europa. Già sono confermati il Dark Troll Festival in Germania e il Ragnarök-Spektakel a Eglisau in Svizzera.

Quale è il vostro punto di forza, su disco e live?

Babs: penso si possa sentire nei nostri album che abbiamo lavorato molto nel comporre per rendere le canzoni dinamiche e generare un’atmosfera positiva. Uno dei nostri punti di forza nei live è che mostriamo di divertirti nello stare sul palco e diamo entusiasmo al nostro pubblico.

Cosa faranno i Caladmor nel 2014? Siete al lavoro sul nuovo materiale?

Maede: abbiamo già qualche nuova canzone che verrà eseguita il prossimo anno (l’intervista risale agli ultimi giorni del 2013, nda)! Faremo un sacco di date, ma stiamo lavorando anche su nuove canzoni e su un album imminente.

Grazie per l’intervista e ancora complimenti per Of Stones And Stars. Cheers!

Grazie Mr. Folk per questa intervista! Un grande grazie anche a tutti i lettori là fuori per il vostro supporto. Speriamo di vederci presto nelle vostre città.Caladmor-Band3

ENGLISH VERSION:

The first question is about the decision to self-product your album after carrying out Midwinter with Twilight Zone Records. What did you lead to this choice?

Babs: The decision for the self release was not really taken voluntarily as our former label Twilight went bankrupt when we already started working on Of Stones And Stars. But of course we wanted to release the album despite of that but couldn’t find another label suiting our expectations, so we released the album on our own. Luckily we have help for the promotion from Markus Eck from metalmessage.de. To work with him definitely turned out to be the right decision!

Maede: We made a distribution deal with Einheit Produktionen, so Of Stones And Stars we be sold officially in Germany and Austria in February 2014! 🙂

More and more bands after the first CD (sometimes even 3 discs) under a label choose the path of self-production. is this, in your opinion, the future of underground and middle-small bands?

Maede: Mostly it’s because you simple won’t find a label as a small band, until you are quite famous and sold a few thousand copies. Music business has gone totally wasted in the last years, music sliped more and more to the background, it’s all about money. It is more important to have a good management than a label, because success depends all on touring and playing live, this is also the way you earn money as a band.

From the first album we note a little change in style, not very sharp but evident. Now you are more dynamic and folk, do you agree?

Maede: I agree! 🙂 I think we really made progress in our song writing and composing skills. The new album is more complex and divers.

Moths away from the release on the market, are you fain of the reaction of the fans and the critics?

Maede: Even before the release, we were certain, that this album would be a success, because we worked so hard on it, but in the end, the feedback outreached our expectations. It’s very satisfying as a musician, when you get such an acceptance for innovative and special music, that’s not obvious!

The single you chose is long and with a very “retrò” sound, in my opinion one of the best compositions you ever realized. but, didn’t you fear that, due to the big length, Alvíssmál could result weighty as videoclip?

Maede: Not at all! We wanted to make one of those good old-fashioned videos with a story and actors, not only a band playing! We also wanted a video with some viking theme and Alvissmál was perfect for that.

For the text you used different languages: which of you had this idea?

Babs: We didn’t decide that like “let’s do an album with different languages”, so this wasn’t a conceptual idea. The lingual difference in the lyrics grew from song to song, so Maede came up with the idea to make a song out of the poem Alvíssmál which is written in Old Norse and so he did with the poem Mimirs Born from Agnes Kayser-Langerhannß. For Laudine’s Lament I chose a part of the medieval novel Iwein which is written in Middle High German because I liked the words in it so much.

Caladmor-Band4

Talkin about Alvíssmál, why did you choose to sing poetic Edda’s verses? Is it been difficult to adapt the music at the text in Old Norse?

Babs: One of the main themes from the album Of Stones And Stars is wisdom. The poetic Edda is full of anecdotes about knowledge and wisdom and so is the story about Alvíss. So we thought it to fit in perfectly. Maede wrote to song, based on a riff by Nick; so I don’t know how difficult it was to put the music around the lyrics, but I think he succeeded really well J

How did the idea of using the verses of the XII century poet, Hartmann von Aue, born?

Babs: As mentioned I like the words and how they are put together. I had to read the novel in my basic Middle High German course at the University. The passage about Laudine mourning over her dead husband really touched me and I knew right away I wanted to make a song out of it.

With A. Kayser-Langerhannß, instead, we come to the 1800, which of you is interested in literature?

Babs: We all are! We like Agnes Kayser-Langerhannß’ poems because they give a new approach to the Nordic Mythology in a very artistic lyrical way.

The three tracks that present poetic and old texts are in the middle of the cd and one behind the other: is this an case or a definite choice?

Maede: We made the order of the tracks due to musical and stile aspects, id had nothing to do directly with the lyrics! 🙂

Taberna Trollis is the only song definable as “joyful” and for this reason different from the others. Is this a less known side of your personality?

Maede: It’s a very important side of us, if you would come to a band rehearsal, you would notice that! 🙂 Our music, or let’s say our lyrics and topics are somehow quite serious, but it’s always a pleasure for us to play music and this is always joyful, no matter if you have a serious message or just play a drinking song! 🙂

You have several guests playing in your cd, but the most famous name is certainly the one of Chrigel Glanzmann: how did the cooperation born?

Maede: We know him for quite a few years and I showed Chrigel the Preproduction of the new album and asked him if he could play the whistles and pipes on it. He liked it very much and played in the tracks in his home studio. 🙂

Underground bands often find difficult in organizing real tours due to economic and practical problems. how are you in this sense, there will be way to see you on european stages?

Maede: Hell your right! To become known, you have to pay a lot of money for touring, because the booking mentality has become totally corrupt in the last years. In Switzerland it’s even more difficult as a metal band, because you get nearly no support from the music business. Fortunately we found in “In fiction entertainment” a very cool booking company that helps us on organizing gigs, especially in Europe. Confirmed are already the Dark Troll Festival in Germany and the Ragnarök-Spektakel in Eglisau in Switzerland.

What’s your strength, on disc and live?

Babs: I think you can hear on our albums that we put a lot of effort in composing in order to keep the songs dynamic and to generate a certain atmosphere. One of our strength live is that we show that we enjoy to be on stage and give this enthusiasm forth to our audience.

What will Caladmor do in 2014? are you working at new material?

Maede: We already have a few new songs that will be performed next year! We will play a lot of shows but we are working also on new songs for an upcoming Album. 🙂

Thank you for this interview and congratulations again for Of Stones And Stars. Saluti!

Thank YOU Mr. Folk for this interview! Also big thanks to every reader out there for your support. We hope to meet you soon in your towns.

Caladmor-Band2