Intervista: Ereb Altor

Se seguite il sito sapete benissimo della mia simpatia per la musica degli Ereb Altor, non a caso nell’archivio della ‘zine trovate diverse recensioni dei loro dischi e altre due interviste. La scusa per contattare la band svedese è la pubblicazione dell’EP Eldens Boning, gustoso antipasto del full-length in uscita a fine anno. Viking metal, mitologia nordica, antipazioni del prossimo lavoro e un ricordo non proprio epico del concerto romano tenuto un po’ di anni fa…

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Un grande ringraziamento a Marzia Vettorato per la traduzione dell’intervista.

Bentornati su Mister Folk! Questa è la nostra terza chiacchierata e ti chiedo come sono andate le cose con Järtecken e date live successive.

Ciao, davvero è la terza volta? Beh, sicuramente porterà fortuna! Tutto è andato nel migliore dei modi con Järtecken, e così anche il tour seguente; le date live sono andate bene, ovviamente finché la pandemia non ha rovinato i nostri piani per la promozione futura dell’album.

Come avete vissuto quest’ultimo anno di pandemia? Avete sfruttato questo tempo per concentrarvi sulla musica?

Poiché non è stato più possibile fare concerti, mi sono auto-isolato nella “cripta” che chiamiamo Studio Apocalypse. In realtà, posso dire di aver iniziato a scrivere brani per un nuovo album già alcuni mesi prima dell’uscita di Järtecken, durante l’attesa per gli ultimi preparativi (layout, mastering ecc.). Ho trascorso innumerevoli ore al lavoro, prima di presentare la preproduzione del mio lavoro agli altri membri degli Ereb Altor. Poiché la pandemia ci ha sopraffatti, non abbiamo avuto molto altro da fare all’infuori di registrare e produrre: tutto ciò si è tradotto in dodici canzoni.

Quando avete deciso di realizzare un EP prima del prossimo full-length? Questi brani troveranno spazio in una prossima pubblicazione o rimarranno solo su Eldens Boning?

Poiché non sono un grande fan degli album troppo “lunghi” (e dodici canzoni degli Ereb Altor lo avrebbero reso tale), abbiamo avuto l’idea di pubblicare alcuni brani su un EP. In altre parole, il prossimo album degli Ereb Altor è stato registrato in contemporanea all’EP, e contiamo di pubblicarlo più avanti, verso la fine del 2021.

Sacrifice 2.0 è “il seguito” di Sacrifice presente su Fire Meets Ice. Vuoi raccontarci come nasce l’idea di questa seconda parte e se c’è una connessione anche a livello di testi?

La versione originale di Sacrifice mi ha tormentato per anni. Quando ho scritto la canzone, avevo una visione ben precisa in mente, ma il risultato finale non ha rispecchiato affatto le mie aspettative. In primis, il tempo era troppo lento e alcune parti del brano erano troppo estese. Ho voluto correggere gli errori commessi in quell’occasione. So che il passato è passato e che forse andrebbe lasciato così com’è, ma per una volta ho fatto un’eccezione. Avevamo anche bisogno di un brano in più per l’EP, e il ritornello di Sacrifice, a mio avviso, è uno dei migliori momenti del nostro repertorio.

La copertina è molto suggestiva e minacciosa, davvero bella! Ha un qualche legame con le tematiche trattate nelle canzoni?

Sì, è l’interpretazione che Christine Linde ha voluto dare alla storia che si cela dietro la title track. Si ispira alla storia di un vecchio re svedese vissuto nel VII secolo. Era un uomo spietato, e si diceva che da ragazzo avesse mangiato il cuore di un lupo. Quando suo padre morì, invitò i sovrani dei sei regni limitrofi a un banchetto in sua memoria. Attese che gli altri re si ubriacassero, li imprigionò e incendiò l’intera dimora; poi, si impossessò delle loro terre. Sull’immagine di copertina si possono vedere i fantasmi dei sei re e il fuoco che li ha uccisi.

Questa è la vostra terza release disponibile unicamente su vinile dopo The Lake Of Blood e Blot-Ilt-Taut. Volete creare qualcosa di “unico” rivolto solamente ai fan più fedeli?

Questi tre lavori sono un po’speciali. Non considero Blot-Ilt-Taut come un vero album degli Ereb Altor, visto che si tratta di una raccolta di cover dei Bathory. L’idea di una release in vinile ci venne dalla nostra vecchia etichetta, la Cyclone Empire, e ci trovammo d’accordo, dato che non si tratta di un nostro “vero” lavoro. L’EP Eldens Boning è una sorta di anteprima del nostro prossimo full-length. Dato che si compone di soli quattro brani, abbiamo pensato che sarebbe stato bello pubblicarlo solo in vinile: una versione rara, una chicca per i collezionisti. In ogni caso, le nostre canzoni sono sempre disponibili sulle piattaforme di streaming, e naturalmente possono essere scaricate in alta qualità sulla nostra pagina Bandcamp.

A quando il successore di Järtecken? Nella precedente intervista hai detto che in futuro ci sarebbero stati box “lussuosi”, mi puoi anticipare qualcosa?

Poco fa ti ho accennato a una pubblicazione verso la fine del 2021. Potrebbero esserci molte altre cose interessanti, ma per il momento non posso dirti nulla a riguardo.

Quanto è importante a livello personale la mitologia norrena? La reputate un ottimo argomento per le canzoni o c’è qualcosa di più profondo e spirituale?

Sono davvero interessato alla nostra storia e, ovviamente, al nostro patrimonio culturale. La mitologia norrena è parte di tutto ciò e la trovo molto affascinante, ma non direi di avere un legame spirituale con essa. Gli Ereb Altor si confrontano anche con altri miti, leggende ed eventi storici propri della Scandinavia, al di là della mitologia norrena.

Ricordo con piacere il vostro show a Roma in compagnia di Borknagar e Mänegarm. Ricordi qualcosa di quella serata (QUI il live report) e hai aneddoti legati ai concerti in terra italiana?

Ricordo carcasse di automobili fuori dal locale, haha. Beh, è difficile ricordare nello specifico i singoli live nei club, li mescolo sempre l’uno con l’altro. Credo che la Rock’n’Roll Arena, da qualche parte vicino Milano, sia stato uno dei migliori locali in cui abbiamo suonato durante quel tour, anche se perdemmo una ruota del rimorchio posteriore del tourbus, e dopo il concerto Jens dei Borknagar impiegò un’ora a ripararlo.

In Italia ci sono due one-man band che partono dal viking dei Bathory per metterci del proprio, mi riferisco a Bloodshed Walhalla e Apocalypse. Hai ascoltato qualcosa di loro? I tuoi ascolti di questo periodo?

No, mi spiace, non li conosco, ma li ascolterò un giorno. Al momento sto ascoltando la preproduzione del nuovo album degli Isole, hahaha… a parte questo, sto ascoltando i miei tre album preferiti del 2020, Garmarna, Sorcerer e Katatonia.

Grazie per queste risposte e spero di potervi vedere nuovamente in concerto, magari proprio a Roma!

Lo spero anch’io, questa dannata pandemia finirà presto. Abbiamo in programma di partecipare a due festival in Italia, più in là durante l’anno (il 23 luglio al Camunia Sonora e il 19 agosto in Abruzzo al Frantic Fest, il primo ha visto la cancellazione dei gruppi inglesi e scandinavi, il secondo è stato direttamente rimandato al 2022, ndMF). Ovviamente, se la pandemia ce lo consentirà.

ENGLISH VERSION:

Welcome back to Mister Folk! This is our third chat! First of all, I would like to ask you how things played out with your eighth album, Järtecken, and the following live shows.

Hi, really? Well third time is a charm. Everything turned out nicely with Järtecken and the following tour and live shows were good then the pandemic obviously ruined our plans to support the album further.

How did you deal with the pandemic situation, during the last year? Did you take advantage of this time to focus and work on some new music?

Yes, since live shows no longer was possible I isolated myself in the crypt we call Studio Apocalypse. Actually I think I started writing songs for a new album a few months before Järtecken was released while waiting for the final preparations (layout, mastering and such). I spent countless hours of work before I even presented my work with a pre-productional recording to the others in Ereb Altor. And since the pandemic came over us we didn’t have much else to do but to record/produce everything and it resulted in twelve songs.

When did you choose to release an EP, before starting to work on a new full-length album? Are you going to include those tracks also in it, or are you thinking about keeping them exclusively for Elders Boning?

Since I’m not a super fan of really long albums (twelve Ereb Altor songs would be a quite long album) the idea of releasing some songs on an EP came to us. In other words, the next Ereb Altor is already recorded at the same point as the EP and we are aiming at a late release in 2021.

Sacrifice 2.0 is the “sequel” of Sacrifice which is included in Fire Meets Ice. Would you like to tell us the idea behind this choice? Is there a connection between the lyrics of both tracks?

The original version of Sacrifice has been disturbing me for years. When I wrote the song I had a vision and the result didn’t really add up with the expectaions I had. First of all the tempo was too slow and there were parts of the song that were too extensive. I wanted to correct the mistakes I did back then. I know the past is the past and maybe it should stay that way but for once I made an exception. We also needed one more song for the EP and the chorus in Sacrifice is to me one of the finest moments in our catalogue.

The cover looks evocative and “threatening”, it is amazing! Is there a relationship with the themes of your songs?

Yes, its Christine Linde’s interpretation of the story behind the title track. Its inspired by an old King in Sweden during the 7th century. He was a ruthless man and there was a rumour he ate the heart of a wolf when he was a kid. When his father died he invited the surrounding six kings to a feast in his father’s memory. When the kings got drunk he locked them inside and burned the house down to the ground with the kings inside. Then he seized their lands. On the front cover you can see the ghosts of the six kings and the fire.

This is your third release available only as a vinyl version, after The Lake Of Blood and Blot-Ilt-Taut. Did you want to create something unique and exclusive, for your biggest fans?

These three releases are a bit special. I still dont consider Blot-Ilt-Taut being a real Ereb Altor record since all of the songs are Bathory covers. The idea of a vinyl release only back then came from our old label Cyclone Empire and we were fine with the idea since it’s not a real EA album. The EP Eldens Boning is kind of a preview of the next full lenght album. Since it’s only four songs we thought it was kind of cool making at a rare release on vinyl only. A collector’s gem. Still the songs will be available on streaming platforms and of course it will also be available on our bandcamp as high quality downloads.

When will you release Järtecken’s successor? In our previous interview, you revealed that some luxury box sets would have been planned for the future: would you like to tell me something more about that?

We are like I mentioned earlier aiming for a release in late 2021. There might be more interesting things happening this year but I cant tell you anything at the moment.

How much is Norse mythology important, on a personal level? Do you consider it as the main theme of your songs? Do you have a spiritual bond with it?

I am very interested in our history and then of course our inheritance. Norse mythology is a part of that and I find it intriguing but I wouldnt say I have a spiritual bond with it. Ereb Altor also deals with other myths, legends and historic events from Scandinavia besides Norse mythology.

I remember with pleasure your show in Rome, with Borknagar and Mänegarm. Do you remember something of that night? Do you have some stories related to your gigs in Italy?

I remember car wrecks on the field outside the venue, hahaha… Well, its hard to remember any specifics about club shows, I always mix them up with each other. Rock’n’Roll arena in some city near Milano I think was one of the best club shows we have played it was on that same tour, although we lost a wheel on the trailer behind the nightliner and Jens from Borknagar spent an hour beneath the trailer repairing something after the show.

Two Italian one-man bands draw inspiration from Bathory’s Viking style, adding a personal touch: I refer to Bloodshed Valhalla and Apocalypse. Have you heard about them, or listened to some of their works? What are you listening to at this moment?

No, sorry I havent heard them. I will have to check them out some day. Right now I am listening to the pre-production of the next Isole album, hahaha…. Other than that I listen a lot to my three favourite albums of 2020, Garmarna, Sorcerer and Katatonia.

Thank you very much for your answers, I hope to see you again live as soon as possible… maybe in Rome!

I hope so too, hopefully this damned pandemic will end soon. We are scheduled to do two festivals in Italy later these year. If the pandemic will let us of course.

Intervista: Ereb Altor

Gli Ereb Altor sono da sempre i benvenuti su Mister Folk: musicalmente colpiscono sempre nel segno e senza grandi proclami sono diventati una certezza nella scena del metal estremo. Inoltre nell’archivio del sito trovate ben cinque dischi recensiti e un’intervista risalente al 2013, periodo Fire Meets Ice. Troppo tempo senza scambiare due chiacchiere con il leader Mats, voce e chitarra della formazione svedese che da poco ha dato alle stampe l’ennesimo bel lavoro di viking metal.

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Chiara Coppola per la traduzione delle domande e risposte.

Con Järtecken proseguite quanto di buono già fatto in Ulfven e nei dischi precedenti. Il vostro stile è subito riconoscibile e il mix tra black metal e viking epico è sempre all’altezza delle aspettative. Credi di aver trovato la via definitiva degli Ereb Altor o il futuro può riservare delle sorprese?

Sono abbastanza sicuro che avremo delle sorprese in futuro, ma non posso dire per certo quando e come. Scriverò il nuovo album su una lavagna pulita come faccio di solito e vedremo dove mi prenderà l’ispirazione. Mi piace ancora mischiare due stili ma forse ci sono altri ingredienti che possono elevare il nostro sound ad un altro livello.

Per la prima volte un vostro disco gode della confezione wooden box: io l’ho acquistata e devo dire che è molto bella. Siete soddisfatti delle versioni limitate prodotte dalla Hammerheart?

Personalmente volevo aggiungere molti più contenuti speciali nel box ma questo box è bello e sta vendendo abbastanza bene quindi penso che faremo box più lussuosi per il prossimo album.

Parlando dell’Hammerheart mi sembra che l’etichetta creda molto in voi e vi promuova in maniera convinta. Come vi state trovando con loro? Anche il prossimo lavora avrà il marchio Hammerheart Records o è troppo presto per dirlo?

Le cose stanno andando bene con la Hammerheart Records e non ci sono divisioni tra di noi. Tuttavia Järtecken è appena uscito ed è molto presto per dire qualcosa di sicuro a questo punto, il futuro è sempre impossibile da predire.

I vostri bridge/chorus sono sempre accattivanti e maledettamente ben fatti, che si tratti di un brano black metal o di uno epico cambia poco. Quanta attenzione date a questa parte della canzone e, allargando il discorso, quale credi che sia il ritornello più bello che hai mai ascoltato?

Grazie! Metto molta attenzione nel fare questo così come nel resto, cerco davvero di prendermi il mio tempo e non lasciare nulla al caso. Anche Tord ha affrontato tutte le composizioni nella fase di produzione con la sua grande competenza musicale e abbiamo discusso di tutto e provato varie cose durante tutto il processo di costruzione di Järtecken. Il ritornello più bello… dipende dall’umore e cambia sempre, mi piace molto il ritornello di New Born dei Muse oppure di Travel dei The Gathering, per citarne alcuni.

Una delle bonus track è Sacrifice dei Bathory. L’avete inserita perché per motivi di spazio non entrava nel vinile Blot-Ilt-Taut?

No, non ha niente a che vedere con l’album tributo, questa volta abbiamo semplicemente deciso di mettere delle canzoni live come bonus track dal momento che non lo avevamo mai fatto prima. Non abbiamo una larga scelta di registrazioni live perciò dovevamo sceglierne alcune dove la qualità audio fosse accettabile ed è capitato che fosse dal nostro show in Ucraina al festival di Oskorei e le canzoni che avevamo erano queste due.

Alcune parti dei testi sono in svedese e la maggior parte è in inglese. Ho letto diversi pareri di persone che preferirebbero ascoltarvi solo in lingua madre, mentre io devo dire che l’alternare mi affascina e che entrambe le lingue stanno bene con la vostra musica. In che modo decidete quale lingua utilizzare nelle varie canzoni?

Sono andato semplicemente con i miei sentimenti di pancia su quale lingua vada meglio. Sono abituato a scrivere in inglese ma da quando ho iniziato a scrivere in svedese è semplicemente diventato più facile, oggigiorno preferisco scrivere in svedese, cerco anche di scrivere in uno stile di svedese arcaico, con spelling più vecchio e con parole quasi dimenticate, è facile essere poetici anche nella tua lingua madre.

Proprio per via dello svedese non conosco il significato dei testi di Avgudadyrkans Väe della bonus track Av Blod är Jag Kommen: di cosa parlano queste due canzoni?

Le prime cinque canzoni sono collegate insieme e sono il tema principale dell’album. Le altre canzoni sono storie separate. Il tema è ispirato da una storia vera del XVII secolo nella quale un uomo in Svezia fu condannato a morte per aver “interagito sessualmente” e fatto un patto con una “Skogsrå” (una specie di ninfa della foresta), una vecchia creatura del folklore svedese che è un tutt’uno con la natura ed ha poteri magici, ma secondo la chiesa queste creature erano in combutta con il diavolo o a volte erano il diavolo stesso. Ho letto questo testo su diversi libri di corte e su altro materiale su questo processo e ho iniziato a scrivere un testo romanzato sul tema. Avgudadyrkans Väg è ovviamente la prima parte di questa storia ed è quando lui inizia a sognare di evocare e svegliare la “Skogsrå”. Av Blod är Jag Kommen è la versione live di questa canzone precedentemente rilasciata su Ulfven. È la storia del non abbandono dei vecchi Dèi nordici per il cristianesimo.

Parliamo della copertina: la trovo fantastica e immerge immediatamente l’ascoltatore nell’atmosfera cupa dell’album. Possiamo considerare la copertina di Järtecken come la porta d’ingresso per la vostra musica?

Sì, puoi, ha una certa “vibrazione nordica” con essa con molto del nostro simbolismo del folklore scandinavo.

Per la copertina vi siete rivolti a un guru come Necrolord. Avevate in mente il suo stile mentre pensavate alla copertina del disco? Cercavate un impatto diverso rispetto allo stile di Mattias Frisk che si è occupato di Nattramn e Ulfven? Mi piacerebbe sapere come si è svolta la collaborazione con Kristian Wåhlin, se gli avete fatto ascoltare delle canzoni o se si è basato sui testi o semplicemente ha seguito alcune vostre indicazioni.

Avere una cover fatta da Kristian Wåhlin è un onore, è come se fosse una cosa da fare prima di morire per me. Sono un fan dei suoi lavori e Kristian riceve molte offerte ma tende a fare solo quelle che vuole fare. Sapevo che avrebbe catturato perfettamente la nostra atmosfera su tela, ma per essere onesti non avrei mai pensato che avrebbe risposto quando gli mandai la mail. Poche ore dopo la mia mail mi ha chiamato ed è venuto fuori che a lui piacciono molto gli Ereb Altor e che ha tutti i nostri album, immagina l’eccitazione e sono veramente contento del risultato. Gli ho spiegato i concept dei testi dell’album e gli ho dato semplicemente carta bianca per fare qualunque cosa gli riesca meglio.

Vi ho visto in concerto quando siete passati a Roma con Borknagar e Mänegarm, fu un grande show! Avete appena concluso un tour che vedeva te e Ragnar doppiamente impegnati con Ereb Altor e Isole: è stata dura suonare due set ogni sera e come giudichi l’esperienza? C’è speranza di vedervi in Italia e magari a Roma nel corso del 2020?

È sempre difficile e stancante fare due concerti tutte le sere. Lo avevamo già fatto prima, quindi sapevamo in cosa ci stavamo cacciando. Sta tutto nel come ti prepari fisicamente e mentalmente per un lavoro come questo. Ci siamo trovati benissimo durante questo tour e tutti, artisti, autisti e tour manager sono andati molto d’accordo. Non si può mai sapere, il tempo ci dirà se visiteremo l’Italia e Roma nel 2020.

Qual è la A Fine Day To Die degli Ereb Altor? E perché?

Per me A Fine Day To Die quasi non è la migliore canzone di Bathory, ma se ti stai riferendo alla mia canzone preferita degli Ereb Altor ti direi che ogni canzone ha un significato diverso e sono state scritte in momenti diversi della mia vita quindi è difficile scegliere. Ti posso citare Myrding dai vecchi tempi, Bloodline, la canzone più epica di Ulfven e ora forse With Fire In My Heart è la mia favorita.

Grazie Mats per la disponibilità e per la grande musica che realizzate ad ogni album: vuoi dire qualcosa ai fan italiani degli Ereb Altor?

Grazie! Se tutto va bene avremo la possibilità di incontrare presto i nostri fan italiani, sarebbe veramente bello suonare a qualsiasi festival italiano! Hail the Hordes!

ENGLISH VERSION:

With Järtecken you carry on with the good things that you’ve done with Ulfven and in your previous CDs. Your style it’s recognizable and the mix between black and epic viking is always up to the expectation. Do you believe that you found the definitive path for Ereb Altor or there’ll be some surprises in the future?

I am pretty sure we will have some surprises in the future but I can’t say for sure how and when. I will write next album from a clean slate as I usually do and we will see where the inspiration will take me. I still do like to mix these two styles but perhaps there are other ingredients that can elevate our sound to another level.

For the first time your CD has the wooden box package: I’ve bought it and I must say that it’s very beautiful. Are you satisfied of the limited edition produced by Hammerheart?

Personally I wanted to add more special items in the box but the box is cool and it has been selling really well so I think we will make a more luxurious box for the next album.

Speaking of Hammerheart, it seems to me that your label believes a lot in you and they promotes you in a very convincing way. How are you getting along with them? Will the next album be under the sign of Hammerheart Records or it’s too soon for that news?

Things have been working fine with Hammerheart Records and there are no fractions thus far. Still Järtecken has just been released and it’s way too early to say anything for sure at this point, the future is always impossible to predict.

Your bridge/chorus are always catchy and well done, whether it’s a black metal song or an epic one, it changes a little. How much attention did you give to this part of the song and, broadening the discussion, what is, in your opinion, the most beautiful refrain you’ve ever heard?

Thanks! I put a lot of attention to this as well as everything else, I really tried to take my time and leave nothing to chance. Tord also went through all compositions in the production phase with his great musical know-how and we discussed everything and tried out stuff during the whole process of building Järtecken. Most beautiful refrain… well, that’s a very hard question… depends on moods and it changes all the time, I really like the refrain of the song New Born by Muse or Travel by The Gathering to mention a few.

One of the bonuses track it’s Sacrifice of Bathory. Did you insert in this album because of the lack of space in the vinyl Blot-Ilt-Taut?

No, it has nothing to do with the tribute album, we simply decided to put some live songs as bonus tracks this time since we never have done that before. We don’t have a vast number of live recordings therefore we had to pick some where the audio quality was acceptable and it happened to be from our show in Ukraine at Oskorei festival and the songs we had from that show was these two.

Some parts of the lyrics are in Swedish and most of them are in English. I’ve rad that some people would like to hear you only in Swedish, whereas I must say that this alternation fascinates me and the lyrics of both languages are perfect with your music. How do you decide which language to use in the various songs?

I just go with my gut feeling which language will fit the best. I am more used to write lyrics in English but since I started to write in Swedish it’s just get easier and easier, nowadays I kind of prefer to write in Swedish, I also try to use an older style of Swedish with older spellings and words almost forgotten, it’s easier to be poetic in your mother tongue as well.

Precisely because of Swedish I don’t understand the meaning of Avgudadyrkans Väg and of the bonus track Av Blod är Jag Kommen: what are the lyrics of these two songs about?

The five first songs are linked together and these songs are the theme of the album. The other songs are separate stories. The theme is inspired by a true story from the 17th century where a man in Sweden got sentenced to death for interacting sexually and making a pact with a “Skogsrå“ (like a forest nymph) an old creature in Swedish folklore which is one with the nature and has magical powers but according to the church these kind of creatures were in league with the devil or sometimes were the devil himself in another shape. I read texts from old court books and other material from this trial and started to form a fictional lyrical theme based on this story. Avgudadyrkans Väg is obviously the first part in this story and it’s when he starts to dream about summoning and wake up the “Skogsrå” Av Blod är Jag Kommen is a live version of this previously released song on Ulfven. It’s a story about not abandoning the old Norse Gods for Christianity.

Speaking of the cover: I find it fantastic and immediately immerses the listener in the dark atmosphere of the album. Can we consider the cover of Järtecken as the front door for your music?

Yes, you can, it has a certain Nordic vibe to it with lots of symbolism from our Scandinavian folklore.

For the cover you turn to a guru as Necrolord. Did you had his style in your mind while you was thinking at the CD cover? Were you looking for a different impact compared to the style of Mattias Frisk who worked on your last two releases? I would like to know how the collaboration with Kristian Wåhlin took place, whether you made him listen to songs or if it was based on the lyrics or simply followed some of your instructions.

Have a cover made by Kristian Wåhlin is an honour, it’s kind of a bucket list thing for me. I’m a fan of his work and Kristian get a lot of offers but he tends to do only the ones he wants to do. I knew he would capture our atmosphere on canvas perfectly but to be honest I never thought he would even response when I mailed him. A few hours after my mail he phoned me and it turns out he really liked Ereb Altor and had all our albums, imagine the excitement and I’m really pleased with the outcome. I explained the lyrical concept of the album and simply gave him free hands to do whatever he does best.

I’ve seen you live in Rome with Borknagar and Mänegarm, that was a great show! You have barely concluded a tour that saw you and Ragnar doubly engaged with Ereb Altor and Isole: was it hard to play two sets every night and how do you rate the experience? Is there any hope of seeing you in Italy and maybe in Rome during 2020?

It’s always difficult and exhausting doing two sets every night. We have done it before so we knew what we were getting into. It’s all about to prepare yourself physically and mentally for tasks like this. We had a really nice time during this tour and everyone, artists, bus-drivers and tour manager got along very well. You never know, time will tell if we will visit Italy/Rome in 2020.

What is the A Fine Day To Die of Ereb Altor? And why?

For me A Fine Day To Die is not nearly the best song of Bathory, but if you are referring to my favorite Ereb Altor song I would say that each song has a different meaning and were written in different times of my life therefore it’s really hard to point out. I can mention a few like Myrding from the old days, the most epic song Bloodline from Ulfven and right now maybe With Fire In My Heart is my fave.

Thank you Mats for your availability and thank you for the great music you made in every album: do you want to say something to Ereb Altor’s Italian fans?

Thanks! Hopefully we will have the chance to meet our Italian fans soon, it would be really nice to play at any Italian Festival! Hail the Hordes!

Left to right: Tord (drums), Mats (lead vocals & guitars), Mikael (bass & vocals), Ragnar (guitars & vocals)