Intervista: Eluveitie

Negli ultimi tempi degli Eluveitie se n’è parlato non poco: il brusco (e inatteso) split con tre membri della vecchia guardia (2016) ha suscitato tanto timore nei fan sopratutto per la figura di Anna Murphy, vista come rappresentante della band svizzera al pari del leader Chrigel Glanzmann. Gli elvetici, senza tanti giri di parole o polemiche si sono messi al lavoro e hanno pubblicato di recente il bel disco acustico Evocation II – Pantheon, opera prima per i nuovi arrivati, lavoro accolto con curiosità dal pubblico e con un occhio di riguardo per Fabienne Erni, la nuova vocalist. La cantante ha risposto con grande gentilezza e sorrisi alle mie domande, tra curiosità e voglia di far conoscere ai lettori la talentuosa musicista.

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Un ringraziamento a Stefano Zocchi per la traduzione dell’intervista.

ph: Pix’Hell & Décibels

Per prima cosa complimenti per l’ottimo lavoro su Evocation II – Pantheon. Quali sono le tue sensazioni ora che il disco è stato pubblicato e ben accolto praticamente ovunque?

Grazie mille per l’interesse. 🙂 È fantastico! Sono felicissima di aver avuto un feedback così positivo e che alla gente piaccia l’album tanto quanto a me. Registrare il disco è stato un viaggio bellissimo, e personalmente un’esperienza indimenticabile.

Sei la nuova cantante degli Eluveitie, ma non si sa molto di te prima di entrare a far parte della band di Granzmann. Vuoi raccontarci i tuoi trascorsi musicali e come ti sei avvicinata alla musica?

Forse suona un po’ sdolcinato, ma ho semplicemente amato cantare sin da quando ero piccola. Quando ho compiuto vent’anni sono andata in Svezia per studiare musica per un anno, e ho avuto l’occasione di conoscere il folk e il metal scandinavo e me ne sono innamorata. Al momento studio musica a Zurigo per diventare un’insegnante di canto. Non ho mai fatto parte di una “mia” band, ho suonato solo in gruppi scolastici. La mia passione è sempre stata il canto accompagnato dal piano, che suono io stessa. Ho fatto molti matrimoni, era un tipico lavoro da studente e mi piaceva parecchio. E adesso mi concentro sugli Eluveitie al 150%. 😉

Come sei entrata in contatto con la band? Penso tu abbia sostenuto un provino: ci puoi svelare come si è svolta la cosa e quali canzoni hai cantato?

Jonas Wolf, il nostro nuovo chitarrista, andava alla stessa scuola in cui andavo io a Zurigo, più o meno ci conoscevamo. Mi ha raccomandato alla band e loro si sono fatti sentire. La cosa mi ha un po’ intimidito, e mi ci è voluto molto coraggio per mandargli una demo di Call Of The Mountains – che ho registrato sul cellulare nella cantina di casa mia! 😉 Poi ho incontrato la band per conoscerli. Io e Chrigel stavamo registrando qualcosa per vedere come funzionava, se c’era intesa nel lavoro e si… alla fine ero la prescelta! 😉

Suoni l’arpa e la mandola: come è nato l’amore per questi strumenti?

Ho imparato l’arpa per gli Eluveitie. È uno strumento che mi ha sempre affascinato, ma fino ad allora avevo suonato solo piano e chitarra. Mi sono innamorata dello strumento ed è sempre affascinante continuare ad approfondirlo. 🙂

Le canzoni di Evocation II – Pantheon erano tutte pronte quando sei entrata in formazione oppure hai contribuito in fase di composizione? Ci sono dei brani che per qualche motivo senti più tuoi?

Era interessante vedere come alcune canzoni e certe idee si sono create e sviluppate durante il lavoro in studio. Era la prima volta che registravo in uno studio professionale, è stato molto figo e molto intenso. Abbiamo passato parecchio tempo a lavorare alle canzoni, ma anche a cucinare e chiacchierare e a divertirci. E se dovessi scegliere una delle canzoni che sento come più “mia”, direi Artio, avevo un sacco di libertà in quel brano e adoro quella melodia, è fantastica. 🙂

Ho apprezzato veramente tanto la tua interpretazione in Artio, trovo che sia un brano molto delicato che colpisce il cuore dell’ascoltatore. A me ha ricordato la bella serie TV Outlander. Ci puoi raccontare qualcosa sul testo e come ti sei preparata per una canzone del genere?

Grazie mille! 🙂 La canzone parla di una donna celtica, che era stata deportata lontano dalla sua casa. Ripensa alla sua famiglia, al suo amore, alla sua casa e si sente sola, persa e disperata. Mi sono immaginata nei suoi panni, seduta in mezzo alla natura e con nostalgia della mia famiglia, dei miei amici e del mio amore. Mi chiedevo come stessero, e che aspetto avesse casa mia dopo tutto quel tempo. L’ho approcciata all’inizio in maniera calma, triste e introversa. Nel finale sono disperata e urlo il mio dolore.

In Evocation II – Pantheon c’è molto irish folk: ti piace come genere e pensi che nei prossimi lavori della band ci potrà essere spazio per questo stile in un contesto metal estremo?

Amo l’irish folk, o il folk in generale – è il motivo per cui gli Eluveitie mi piacciono così tanto. Un sacco di strumenti diversi fusi col metal, che altro potrei desiderare! 😉 Per me, quando ascolto gli Eluveitie, immagino uno scenario fantasy davanti a me. C’è qualcosa di mistico e fantastico, e si – ovviamente ci sarà spazio! 🙂

Quali sono le canzoni degli Eluveitie versione metal che preferisci? C’è una canzone che normalmente è fuori repertorio ma che ti piacerebbe proporre live?

Questa è difficile! 🙂 Hmm… Call Of The Mountains mi piace particolarmente da cantare. Mi identifico molto con il testo, e adoro la melodia e l’energia della canzone. Lvgvs è sempre divertente, e poure Catvrix, perché è parecchio intensa. Mi piace un sacco anche fare Artio live, è sempre una sfida immergersi nella storia e, spero, toccare la gente che ascolta. 😉 Una delle mie canzoni preferite degli Eluveitie è Ne Regv Na, e non l’abbiamo mai suonata live per ora… speriamo in futuro! 🙂

Com’è stato l’impatto con una realtà grande come quella degli Eluveitie? Hai sentito pressione durante i primi show e come hai reagito dinanzi a migliaia di spettatori che cantano le canzoni?

Ho sempre avuto un sacco di rispetto per la band prima di unirmi a loro! Il nostro primo concerto in assoluto è stato a gennaio 2017, alla Eluveitie and Friends, ero nervosissima ma anche parecchio curiosa. Lo show mi è piaciuto tantissimo, era incredibile sentire così tanta energia dal pubblico. 🙂

Come ti trovi con le altre ragazze della band, Michalina Malisz e Nicole Ansperger? Vi conoscevate di persona prima di ritrovarvi nella stessa band?

Le adoro! 🙂 Non le conoscevo, no, ma ora siamo amiche fantastiche e sono felicissima di averle conosciute! Ed è fantastico poter chiacchierare di “cose da ragazze” durante il tour! 😉

Cosa ascolta Fabienne Erni quando è a casa lontana dagli impegni professionali?

Al momento canzoni di Natale, ahah. 😉 Adoro i pezzi natalizi svedesi, ma anche quelli più vecchie degli anni cinquanta. Ma a parte quello, di solito ascolto folk (Sofia Karlsson, Triakel) e cantanti magnifici come Eva Cassidy.

Infine ti vorrei chiedere del paragone con Anna Murphy. Ho letto e ascoltato molti pareri in giro, spesso assai diversi tra loro. Chiaramente è una cosa sulla quale ti sarai preparata, ma voglio comunque dirti che la tua prova su Evocation II – Pantheon è di altissimo livello e la tua voce è perfetta per il sound degli Eluveitie. Come hai vissuto e stai vivendo questo “duello” a distanza?

Grazie, davvero. 🙂 Per me è stato fondamentale fin dall’inizio non “rimpiazzare” Anna. Sono un nuovo membro, non sono Anna, sono Fabienne. Porto il meglio che so fare nella band e ci metto il massimo! 🙂

Grazie mille per la tua disponibilità e gentilezza. Spero di poter vedere nuovamente gli Eluveitie in tour, magari a Roma. Ciao!

Grazie mille per l’intervista! Stammi bene! 🙂

line-up 2017

ENGLISH VERSION:

First of all, congratulations for your great work on Evocation II – Pantheon. How do you feel now that the album has been released and reception has basically been universally positive?

Thank you so much for having me. 🙂 It feels great! I am so happy that we got a lot of positive feedback and that people enjoy the album as much as we do. It was a wonderful journey to record this album and an unforgettable experience for me.

You’re Eluveitie’s new vocalist, but not much is known about your history before joining Granzmann’s band. Could you tell us about your past experiences and how you got into music?

Maybe it sounds a bit cheesy, but I simply loved to sing since I was a child. When I was 20 year old I went to Sweden to study one year music there, where I also got in touch with scandinavian folk and metal and fell in love with both of them. At the moment I study music in Zurich to become a singingteacher. I never was in an „own“ band, I only played in school-bands. My passion was and is to accompany myself on the piano while singing. I often sang on weddings, it was like a student-job, which I really enjoyed. And now I am concentrating on Eluveitie 150% ;-).

How did you get in touch with the band? I suppose you had to go through an audition; can you tell us how that went and which songs you had to sing?

Jonas Wolf, our new guitarist, and me went to the same school in Zurich, so we kind of new each other. He recommended me to the band and they contacted me. I had huge respect of this and it took me lots of courage to send in a demo of Call Of The Mountains which I recorded on the phone in the cellar at my home ;-). Later I met the band so we get to know each other. Chrigel and me were recording something together to see how the chemistry is during working. And yes… in the end I was the chosen one! 😉

You play harp and mandola: when was your love for these instruments first born?

I began to learn harp for Eluveitie. I always was fascinated by this instrument, but only played the piano and the guitar before. I am in love with the instrument and it’s exciting to get into this instrument more and more. 🙂

Were the tracks in Evocation II – Pantheon already finalized when you joined the band or did you have some input in the songwriting? Are there songs you feel are more “yours,” and if yes, why?

It was interesting to see, how some songs and some ideas for songs formed and developed during our studio-time. It was my first time that I could record in a professional studio and the time was very intense and cool. We spent so much time together working on the songs, but also cooking together and talking and having a good time. And if I would have to choose one of the song, that feels most „mine“, it is Artio, there I had so much freedom and I love the wonderful melody. 🙂

I really appreciated your work in Artio, I find it to be a very delicate track hitting the listener right in their heart. It brought to mind the great TV show Outlander to me personally. Can you tell us about the lyrics and how you approached this kind of song?

Thank You so much! 🙂 The song is about a celtic woman, that was deported far away from her home. She thinks back to her family, her love, her home and feels sad, lost and desperate. I imagined, that I am this woman, sitting in the nature and missing my family, friends and my love. I am wondering, how they are doing and how my home looks by now. First I am very calm, sad, and introverted. In the end I am desperate and scream out my pain.

Evocation II – Pantheon contains a lot of Irish folk. Is this a genre you appreciate, and do you think there’s space for it in an extreme metal context for the band’s next works?

I really love irish folk, folk in general. This is why I appreciate Eluveitie so much. The different folk instruments mixed with hard metal, what more can I wish for! 😉 For me, when I listen to Eluveitie, I often see a fantasy-scenery in front of my eyes, it has something mystical and imaginative. And yes, of course!! 🙂

What are the tracks in Eluveitie’s metal repertory that you enjoy the most? Is there any song that’s not being played live that you’d like to bring to the stage?

That’s a hard one! 🙂 Hmm… I really enjoy singing Call Of The Mountains. I can relate to the lyrics very well and I love the melody and the energy of the song. Lvgvs is always fun to do as well, also Catvrix, because it’s so intense. I also enjoy doing Artio live, it’s always a challenge to get into the story of the song and hopefully touching the people. 😉 One of my favourite songs of Elu is Ne Regv Na and we never played this one life with me… let’s see about the future! 🙂

What was your first impact with such a huge band like Eluveitie like? Did you feel the pressure during your first shows, and how did you react in front of thousands of people singing your songs?

I had a huge respect of joining such an amazing band! On our very first concert in january 2017 at Eluveitie and Friends, I was very nervous but also very curious. I enjoyed the show so much, it was amazing to feel so much energy from the audience. 🙂

What’s your relationship with the other girls in the band (Michalina Malisz and Nicole Ansperger) like? Did you already know each other before ending up in the same band?

I love them! 🙂 I didn’t know them before, now we are very good friends and I am so happy to have gotten to know them! And sometimes it’s wonderful to have girls-talk on tour! 😉

What does Fabienne Erni listen to when she’s home, away from professional responsibilities?

Right now, christmas songs haha 😉 I love swedish christmas-songs but also old ones from the 50ies :-). But otherwise I mostly listen to folk (Sofia Karlsson, Triakel) and wonderful singers like Eva Cassidy.

Lastly, I’d like to ask you about the comparison with Anna Murphy. I’ve read and heard a lot of opinions, often very contrasting ones, regarding this topic. It’s clearly something you’ve given thought about, but I’d like to say first that your work on Evocation II – Pantheon is of an exceptionally high level and your voice fits the Eluveitie sound perfectly. How are you living this sort of long distance “duel”?

Thank you so much. 🙂 For me it was always important, that I don’t „replace“ Anna. I am a new member, I am not Anna, but Fabienne. I am bringing my best into the band and give it all I got! 🙂

Thank you so much for your kindness and patience. I hope I’ll be able to see Eluveitie on tour again, maybe in Rome. Ciao!

Thank You so much for the interview! Take care! 🙂

Fabienne Erni, Michalina Malisz e Nicole Ansperger

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Elforg – Elforg

Elforg – Elforg

2015 – full-length – Art Of The Night Productions

VOTO: 7 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Mateusz: voce – Tomek: chitarra – Viktor: basso – Franek: batteria – Wiktoria: violino

Tracklist: 1. Intro – 2. Wezwanie – 3. Zapomniany – 4. Zima – 5. Through Darkness – 6. Feast – 7. Journey To The North – 8. On Heights – 9. Duch Iasu – 10. Do Ciebie Kasiuniu

Quella degli Elforg è una storia come se ne sentono tante in giro. La band si forma nel 2013 e in poco tempo, due anni per la precisione, rilascia un demo e un disco. Dopo appena un anno e mezzo dall’ultima pubblicazione la band si scioglie perché “stanca di dover stare a certe regole”, per citare la loro dichiarazione fatta tramite Facebook. Poche parole e il teatro chiude, tutti fuori dalla sala, grazie. Se è vero che questa è una storia ben nota a chi frequenta il settore, dispiace ancor più perché il debutto Elforg è un buon disco e la band sembrava avere realmente le capacità per realizzare qualcosa di importante con il secondo full-length. E invece ci ritroviamo a parlare di Elforg come il testamento musicale di un gruppo valido sommerso da regole, imposizioni o sogni infranti, chi lo sa realmente?

Demo 2014, pur con tutte le (grosse) imperfezioni di un dischetto casereccio e prodotto risparmiando su tutto, permette di intuire quello che i musicisti di Varsavia, Polonia, possono fare lavorando sodo e chiusi in un vero studio di registrazione. Ed è quello che puntualmente avviene qualche mese più tardi, quando Mateustz e soci decidono di fare il primo passo importante per una realtà underground: incidere il full-length di debutto. Il risultato è più che soddisfacente, Elforg rappresenta la massima capacità compositiva dei giovani polacchi in appena trentasei minuti di durata. I dieci brani che compongono la scaletta sono diretti e gustosi, lineari e altamente godibili. Non c’è tempo per (spesso) inutili composizioni atmosferiche (intro-outro-intermezzi vari), brani riempitivi buoni solo per allungare il brodo e infinite ripetizioni dei ritornelli come neanche Bon Jovi dei tempi d’oro. In Elforg è tutto schietto e semplificato: buone melodie, gustosi giri chitarristici, una sezione ritmica brava a spingere quando è il momento di farlo e un cantante (voce in growl) perfettamente calato nella parte.

L’extreme folk metal degli Elforg è asciutto e privo di orpelli spesso superflui, qui si bada al sodo e si centra il bersaglio senza tanti giri di parole. Wezwanie è un buon esempio di quel che si sta dicendo: riff grintosi e melodie di violino s’intrecciano con maestria e gusto. Zima rafforza il concetto prima descritto, con piccole varianti come la voce pulita e un assolo di chitarra a dare una maggiore varietà alla composizione. Una canzone si distingue dalle altre per il tono: Through Darkness è oscura e decadente, con ottimi giri di chitarra e rallentamenti nei momenti giusti che non fanno altro che risaltare lo stacco stilistico dalle altre canzoni in scaletta; non a caso la seguente Feast, come si può intuire dal titolo, suona allegra e tipicamente folk metal. L’apice del cd, però, viene raggiunto con Journey To The North, canzone ispiratissima nella quale tutti i cliché (positivi) del genere trovano spazio con estrema naturalezza. L’ultima traccia del cd (e della carriera degli Elforg) è Do Ciebie Kasiuniu, brano lento dal grande dall’arrangiamento gagliardo che vede la presenza simultanea di voce maschile e femminile nel ritornello.

Non si sta parlando di un capolavoro, ma di un onesto disco di debutto, folk metal genuino suonato bene e, soprattutto, ricco di buone idee. Con esperienza e tempo gli Elforg sarebbero potuti diventare un gruppo sul quale scommettere, ma la storia, purtroppo, è andata diversamente.

Intervista: Elvenking

20 anni di attività, ma soprattutto 20 anni di grandi dischi, tour sempre più importanti e l’affetto dei fan che ha dato la spinta anche nei momenti meno facili. La carriera degli Elvenking è di quelle che si sognano a 14 anni quando s’imbraccia per la prima volta la chitarra e ci si immagina su di un palco con migliaia di occhi addosso e le note del tuo strumento sputate dalle casse a volumi inimmaginabili. Damna, frontman della band, ha ripercorso la storia di un gruppo che ha iniziato con un paio di cover di Iron Maiden ed Helloween per poi calcare i palchi di Sud America e Giappone con fan impazziti sotto al palco.

1997-2017: venti anni di attività. Avete in serbo qualche cosa di speciale per festeggiare questo importante anniversario?

Ci siamo concentrati sul nuovo disco e l’anno è scivolato via velocemente! Direi che l’uscita di un nuovo album così importante e tutte le date che abbiamo fatto quest’anno in posti che non avevamo mai visitato prima come Messico, Argentina e Brasile possono comunque essere degli ottimi momenti di “festeggiamento”!

Avete mai pensato di ri-registrare i brani dei primi dischi? Cosa pensi di questo tipo di pubblicazione che ha visto grandi nomi del rock e del metal farne uso?

Ci abbiamo pensato più volte, però alla fine l’unica cosa che avrebbe senso rifare, sarebbe il secondo disco, in un modo o nell’altro. Vuoi per la scelta delle canzoni, vuoi perché è l’unico disco senza me alla voce. Ci stiamo pensando…!

In due decadi hai vissuto sulla pelle i cambiamenti della scena italiana. Da musicista, ma anche da fan, quali sono i cambiamenti maggiori che hai avvertito?

Mah, direi che la scena italiana è sempre stata molto altalenante. Continui alti e bassi. Non abbiamo mai avuto la stabilità di altri paesi in questo ambito. Di sicuro è incredibile constatare di essere ancora qui…! E forse siamo qui soprattutto grazie all’estero, anche se nel nostro paese abbiamo una fanbase affezionata e invidiabile!

Con la band avrai sicuramente vissuto tanti bei momenti e alcuni meno piacevoli. Ti va di condividere alcuni ricordi e di raccontare degli episodi che ti sono rimasti impressi nel cuore?

Beh di momenti emozionanti ce ne sono davvero tantissimi. Il primo disco, il primo tour, le date in paesi lontanissimi. Questa band ci ha portato davvero tantissime soddisfazioni, anche se i momenti bui non sono mancati, ma soprattutto non è mancata mai la fatica e il duro lavoro, senza i quali non saremmo sopravvissuti nemmeno un anno.

Lo scorso dicembre siete stati in Giappone: come vi trovate in quel paese e come reagisce il pubblico alla vostra musica? Ti fa impressione pensare che c’è gente dall’altra parte del mondo che ama la tua musica?

Il Giappone è fantastico. È senza dubbio un altro mondo rispetto al nostro. Fa un po’ impressione sì, tantissimo piacere, ma anche un po’ rabbia…se fosse anche qui così, le cose sarebbero decisamente più semplici.

Gli Elvenking in Argentina

Sono un fortunato possessore del vostro bellissimo demo To Oak Woods Bestowed: ricordo che quando lo ascoltai per la prima volta rimasi sorpreso dalla qualità delle composizioni, non riuscivo a credere che provenisse dall’Italia il demo più bello mai ascoltato. A distanza di diciassette anni, quale emozioni provi ascoltandolo o pensando a quei tempi?

Sorrido! Come quando si vecchia una vecchia foto, sai di quelle dove si ha una pettinatura un po’ imbarazzante… però sono i tuoi anni, è il tuo passato, è la tua vita ed è quello che ti ha fatto diventare quello che sei oggi. Ecco questo è quello che mi scaturisce il nostro primo demo!

Continuiamo a parlare degli esordi della band. Come si è svolta la prima prova che ti ha visto impegnato al microfono?

Me la ricordo come fosse ieri! I chitarristi, uno con la maglia dei Gamma Ray e l’altro dei Manowar. Band che amavo tantissimo ed era così strano vedere nella nostra zona qualcuno appassionato a quel genere. Non mi pareva vero. In ogni caso mi ricordo le cover che abbiamo suonato, The Trooper dei Maiden e I Want Out degli Helloween. E poi i ragazzi mi hanno fatto sentire i loro brani… lì è nato tutto!

Grazie al demo avete firmato con l’importante AFM Records: immagino lo stupore e la gioia che ciò vi ha portato. Ti va di ricordare come si sono svolte le cose?

Mi ricordo quella telefonata. A casa mia se non ricordo male. Aspettavamo la classica risposta da almeno una delle etichette alle quali avevamo spedito il CD. Quando è arrivata quella telefonata, sì, devo dire che eravamo al settimo cielo. Voglio dire, l’etichetta degli Edguy …che al tempo erano ancora una band piccola ma già se ne parlava moltissimo… puoi immaginare! Ma erano altri tempi…

Hai cantato in tutti i lavori degli Elvenking, tranne in Wyrd del 2004. Ti piace quel disco e a distanza di anni, ti dispiace non averne preso parte?

Beh ovviamente mi dispiace anche perché alla fine il disco finito è molto diverso da come avrebbe dovuto essere. Come dicevo prima, sarebbe bello in qualche modo dargli “giustizia” o quantomeno fare sentire a tutti come sarebbe stato, se io non fossi mai uscito dalla band. Una specie di WHAT IF insomma 🙂

Il 2004 ha visto la pubblicazione del demo The Ultimate Dance della band Leprechaun. Il gruppo ha avuto vita breve ed è finita quando sei rientrato negli Elvenking. Hai mai pensato di riportare in vita la band magari per un lavoro in studio? Quali credi fossero la differenza tra Leprechaun ed Elvenking per musica e testi?

Giustissimo. Beh la maggior parte delle canzoni dei Leprechaun erano le canzoni alle quali stavo lavorando per Wyrd. Quindi non ci sono grandi differenze, se non che erano dei brani dalle forti influenze folk, mentre gli Elvenking ai tempi, soprattutto a causa del songwriting di Jarpen, stavano prendendo un’altra strada, un po’ più power metal, un po’ più “moderna” se vogliamo.

Si dice che i dischi siano come i figli ed è difficile scegliere, però io te lo chiedo lo stesso: qual è il disco che preferisci? Ci sono dei testi ai quali sei particolarmente legato?

Sì, è difficile scegliere. Per me più che figli sono come dicevo prima delle foto. Delle diapositive del passato. Attraverso la nostra musica e i miei testi riesco a ricordare cose e momenti che altrimenti avrei già sepolto. È come rievocare la propria vita, anno per anno. Fa un certo effetto… In ogni caso se dovessi scegliere il nostro miglior disco musicalmente direi The Pagan Manifesto perché con quel disco siamo arrivati definitivamente dove abbiamo sempre voluto arrivare… come songwriting, produzione, playing…tutto! è tutto al posto giusto. Il disco Elvenking definitivo. Il nuovo appena uscito è anche un’altra bella soddisfazione… un’estensione del nostro sound. Invece i testi ai quali sono legato… uhh ce ne sono così tanti. Oggi mi viene in mente This Nightmare Will Never End… un testo nato da uno dei miei momenti più bui… sensazioni che ogni tanto si rifanno vive…

Avete da poco pubblicato il nuovo disco Secrets Of The Magick Grimoire, il nono in carriera: raccontalo ai lettori di Mister Folk.

L’unico punto fisso questa volta è stato mantenere la nostra identità seguendo le coordinate fissate con il disco precedente. Abbiamo sempre evitato di ripeterci e quindi anche nel caso del nuovo album non abbiamo certamente copiato The Pagan Manifesto, abbiamo solamente rispettato la nostra identità, magari con un’atmosfera leggermente diversa, più oscura, più “epica”. Secrets Of The Magick Grimoire è una perfetta continuazione di ciò che abbiamo creato nel 2014 e il punto cardine è sempre stato quello di non snaturare il nostro sound e di continuare sulla stessa strada. Concettualmente ogni canzone è la pagina di un grimorio, uno di quei libri antichi pieni di formule magiche, invocazioni, vecchie leggende, formule alchemiche e quant’altro – ecco anche perché forse tutto il disco ha un sound leggermente più oscuro e misterioso.

Sei anche il frontman dei rockers Hell In The Club. Ricordo alcune stupide polemiche sull’essere true o meno in seguito alla pubblicazione di Let The Games Begin, ma ricordo anche lo stupore di trovarsi di fronte a dell’ottimo rock’n’roll made in Italy. Come riesci a combinare le due anime che ti portano a suonare con due gruppi molto differenti tra di loro?

Sono due parti di me che convivono in me da sempre. Quindi nessun problema, anzi. Riesco così a dare sfogo a entrambe e sono entrambe fondamentali per me.

Rimanendo in tema hard rock, cosa ne pensi della reunion dei Guns’n’Roses? Sei stato a Imola per il loro concerto?

Sì ci sono stato ad Imola e mi sono emozionato moltissimo. I Guns sono una delle mie band preferite da quando ho 7 anni, quindi non ho nulla da dire sulla reunion. Mi sento solamente fortunato di averli potuti vedere di nuovo assieme. Io c’ero anche a Modena nel 1993, ma vederli ora mi dà la stessa emozione…! Unici!

Il nuovo disco degli Hell In The Club è in arrivo: cosa puoi anticipare sul cd?

Il disco è uscito a Settembre, si chiama See You On The Dark Side ed è uscito per Frontiers Music.

Come ti sei avvicinato alla musica e al metal in particolare? Quali sono stati i musicisti che da ragazzo ti hanno maggiormente colpito e chi ti hanno fatto dire “voglio diventare un musicista”?

Mi sono avvicinato a questa musica grazie a mio fratello che comprava dischi di Maiden, Metallica, Guns ecc. quando io avevo 6-7 anni. Devo dire che i primi cantanti che mi hanno davvero mosso la voglia di fare questo “da grande” sono stati Axl Rose, Steven Tyler e Freddie Mercury. Un bel sogno hehe!

Vista la qualità di Elvenking e Hell In The Club, credi che le band avrebbero avuto un successo maggiore provenendo che so, dall’Inghilterra o dalla Scandinavia?

Chi lo sa… ogni tanto ce lo diciamo. Probabilmente avremmo avuto la vita più facile sì… però dai… nonostante tutto siamo qui e ci divertiamo un sacco, quindi direi che va benissimo così!!

Grazie per la disponibilità, vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Mister Folk?

Grazie a te! E grazie a tutti! Date un ascolto al nostro nuovo Secrets Of The Magick Grimore!!!