Moriquendi – From Depths to the Stars
2023 – EP – autoprodotto
VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Alexandre Bouteiller: voce, chitarra, percussioni – Félix Joguet: violino, percussioni
Tracklist: 1. Im Nebel – 2. On The Cliff’s Top – 3. Woods Runner – 4. From Depths To The Stars – 5. Where Only Some Can Go – 6. Die Letzte Reise

IN BREVE
I francesi Moriquendi cambiano pelle e a sette anni dal precedente Kanopëa pubblicano un EP dalle tinte dark folk, completamente privo di chitarre elettriche e scream vocals. Il nuovo sound funziona e le canzoni sono coinvolgenti, ma la sorpresa è tanta.
RECENSIONE
La storia dei Moriquendi inizia nel 2006 come one man band di Alexandre Bouteiller che si muove in direzione folk black metal, pubblicando un demo e un paio di EP, iniziando poi un percorso che porterà la band a realizzare nel 2016 un insolito cd strumentale (Kanopëa) e nel settembre 2023 l’EP From Depths To The Stars, lavoro che vede l’abbandono degli strumenti elettrici e distorti a favore di melodie acustiche e sonorità dark folk. Ora in due, i Moriquendi cambiano per l’ennesima volta pelle, segnale di una certa urgenza artistica che impedisce i musicisti a rimanere in strade già battute e conosciute, cercando emozioni senza paura di osare. Il risultato è assolutamente gradevole, un dischetto dalla breve durata – ventiquattro minuti – ma godibile dal primo secondo dell’opener all’ultimo della conclusiva Die Letzte Reise. Dispiace la scelta di non pubblicare copie fisiche dell’opera, ma è anche comprensibile dato il costo per la realizzazione e il disinnamoramento (soprattutto da parte dei più giovani) verso il formato fisico.
Im Nebel introduce l’ascoltatore nel nuovo mondo dei Moriquendi, nome tolkieniano che si sposa alla perfezione con la musica di questo EP, un mondo fatto di natura e oscurità, con testi legati alla morte e l’addio.
“Codesti Elfi i Calaquendi li chiamano Úmanyar [“Non di Aman”], e ciò perché mai giunsero alla Terra di Aman e al Reame Beato; ma gli Úmanyar e gli Avari essi li definiscono ugualmente Moriquendi, cioè Elfi delle Tenebre, perché mai ebbero a vedere la Luce che era prima del Sole e della Luna.” (J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)
La chitarra acustica calda e ritmata dà il via a On The Cliff’s Top, brano che grazie anche all’uso del violino rimane subito impresso grazie a melodie immediate e al cantato lineare di Bouteiller. Woods Runner suona delicata, ti prende per mano e ti accompagna al centro del bosco, luogo ideale per ascoltare From Depths To The Stars, e se la luce cala e diventa notte nessun problema, perché il folk dei Moriquendi è si dalle tinte dark, ma rimane comunque caldo e “amichevole”, non inquietante come spesso succede in questo genere musicale. La title-track ricorda gli Anathema più delicati e intimi, con quel tocco di malinconia data dal violino che spacca a metà il cuore: Alexandre e Félix sono molto bravi nel comporre canzoni dal forte impatto emotivo e From Depths To The Stars non può certo passare inosservata. Con la successiva Where Only Some Can Go il mood non cambia, tra arpeggi e leggeri accordi che accompagnano il cantato sempre molto accorato; anche qui è presente il violino che aggiunge ogni volta un tocco di eleganza, saturando il bel grigio del brano. L’EP si conclude con Die Letzte Reise, tre minuti scarsi di ambient folk molto intenso dalle tinte nordiche, un bellissimo finale per un viaggio non semplice ma assolutamente piacevole.
Il duo Moriquendi confeziona quindi un EP dal sound sorprendente per quanto proposto in passato, ma forse a sorprendere ancora di più è la qualità della musica: non perché i precedenti lavori non fossero all’altezza, ma perché un cambio di sound così repentino e la pubblicazione di un lavoro così buono era tutt’altro che scontato. Bravi Alexandre e Felix, ora però non fateci aspettare altri sette anni per il successore di From Depths To The Stars!

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