SIG:AR:TYR – Citadel Of Stars
2024 – full-length – Hammerheart Records
VOTO: 8,5 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Daemonskald: voce, tutti gli strumenti
Tracklist: 1. Awaiting The Last Dawn – 2. Beyond The Stars Unknown – 3. The Blood That Came Before You – 4. Citadel Of Stars – 5. Ascending The Stellar Throne – 6. I Sail On, Eternal – 7. Who Will Guide Me Now – 8. From The Land Of The North – 9. Where The Sun Never Sets

IN BREVE
A lungo atteso, Citadel Of Stars non delude le attese, confermando quanto di buono già detto a proposito dei SIG:AR:TYR, un lavoro tra le radici viking della band e il desiderio di aggiungere elementi freschi a un sound che convince dall’inizio alla fine del cd.
RECENSIONE
Sono passati più di otto anni dal precedente Northen al nuovo Citadel Of Stars, un lasso di tempo lungo che ha fatto anche temere il peggio; Nigel Kay, aka Deamonskald, leader indiscusso della band, è invece tornato con un lavoro che riprende quando (ben) fatto nei primi quattro capitoli dei SIG:AR:TYR, guardando però avanti, cercando nuove soluzioni per una musica sì quadrata, ma anche fortemente emozionante, riuscendo nella non facile cosa di volgere lo sguardo in avanti pur avendo ben saldi i piedi a terra. Quindi nell’ora di durata del platter troviamo echi di Falkenbach e Bathory (dei quali l’allora one man band ha proposto Song To Hall Up High in un disco tributo del 2010) che si uniscono a sonorità meno prevedibili ma sempre al confine con il metal estremo. Il risultato? Ottimo viking metal che non teme la concorrenza, figlio di passione e sincerità.
In Citadel Of Stars troviamo ben due canzoni dalla lunga durata, entrambe che scollinano i dieci minuti, poste all’estremità del disco, ovvero Awaiting The Last Dawn in apertura e Where The Sun Never Sets in chiusura, scelta che risulta essere convincente perché dà immediatamente una sensazione di trovarsi dinanzi a qualcosa di non scontato. La prima canzone della scaletta è un mid-tempo epico che odora di epicità battagliera, il miglior modo possibile per iniziare l’ascolto dell’album. Più dinamica e veloce, Beyond The Stars Unknown mostra il lato più ricercato dei SIG:AR:TYR, sempre alle prese con epic viking metal, ma con la volontà da parte dei musicisti di andare oltre il “classico” genere proposto. Ancora meglio la terza traccia, estrema e tagliente pur suonando nello stile proposto da Deamonskald dall’ormai lontano 2003: The Blood That Came Before You spazza via qualunque dubbio sul valore dell’album – ma qualcuno davvero ne aveva? – con quella cattiveria sonora che non spesso capita di ascoltare in lavori che hanno l’epicità come primo valore. La title-track è una strumentale atmosferica con chitarra acustiche in evidenza sulle quali l’elettrica entra in scena con un gustoso assolo prima di tornare nell’ombra e far scivolare gli accordi della sei corde acustica verso la conclusione. Le seguenti Ascending The Stellar Throne e I Sail On, Eternal si attestano su un mid-tempo che raramente lascia spazio a variazioni se non nel finale della seconda, con un’accelerazione che sfiora il black metal: forse scolastiche, ma fatte veramente bene. Who Will Guide Me Now è un intermezzo strumentale, anche questo basato sulla chitarra acustica che fa da accompagnamento/base con l’elettrica che ha libertà di esprimersi in assoli di buona fattura. Il brano ha una sua ragione d’esistere: quel che altri utilizzano solamente per spezzare in due un disco, o nell’ipotesi peggiore, per allungare un po’ la durata del cd, per i SIG:AR:TYR vale solamente il discorso artistico, in quanto gli oltre cinque minuti della traccia sono assolutamente piacevoli e “suonano” come una canzone vera. Nell’ottima From The Land Of The North gli echi dei grandiosi Dissection si fanno importanti, con la capacità di Daemonskald di rendere accattivante il ritornello in scream con le chitarre tirate e di impegnare per lunghi tratti la chitarra solista arricchendo la canzone con tonnellate di riff graffianti e melodie che entrano in testa fin dal primo ascolto. Citadel Of Stars vede come ultima traccia la già citata Where The Sun Never Sets, canzone che come da titolo tratteggia la discesa della luce a favore della notte giovane e gagliarda, una sorta di epic doom da brividi che lentamente lascia spazio al silenzio; a quel punto c’è una sola azione da compiere, ovvero premere nuovamente play e far ripartire il cd dall’inizio.
I sessanta minuti di durata non sono pesanti o troppi, perché i SIG:AR:TYR utilizzano tutto il tempo necessario per realizzare un grande album, senza filler o inutili perdite di tempo. La bellissima copertina realizzata dallo spagnolo MC Dibujante – artista specializzato in illustrazioni a tema vichingo, medievale e fantasy (Tolkien in particolare) – dice moltissimo su quanto si andrà ad ascoltare in Citadel Of Stars, un lavoro sul quale l’olandese Hammerheart Records punta molto, decidendo di pubblicare l’album anche in versione 2CD con tanto di demo The Stranger del 2003 ormai divenuto introvabile.
Senza giri di parole, Citadel Of Stars dei canadesi SIG:AR:TYR si candida seriamente al titolo di disco dell’anno in campo folk/viking metal, destinato sicuramente a portare lustro al nome di una band che per troppo tempo è rimasta nell’ombra ma che ora, finalmente, ha la possibilità di farsi notare dal grande pubblico.

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