Bloodshed Walhalla – Mather

Bloodshed Walhalla – Mather

2015 – EP – Fog Foudation

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Drakhen: voce, tutti gli strumenti.

Scaletta: 1. Cond’ de jund a l’are – 2. L’urtlen – 3. U suldet – 4. U vaccher – 5. La cupa cupa bloodshed_walhalla-mather

Dopo due dischi di puro viking metal bathoriano, per i lucani Bloodshed Walhalla arriva il momento di un EP che fin dall’annuncio della pubblicazione ha ricevuto non poco interesse: Mather, questo il titolo del cd, è un cinque pezzi cantato nel dialetto di Matera, l’affascinante città dei Sassi, patrimonio mondiale UNESCO.

Il lavoro svolto da Drakhen, mente e corpo del progetto, è di grande qualità: presi dei canti popolari, li ha arrangiati con personalità e gusto, realizzando un lavoro unico e intrigante, ma soprattutto che denota l’amore sincero del musicista nei confronti della sua terra. Mather si presenta con un semplice ed elegante digipack dalla bella copertina e le informazioni di rito scritte nel pannello interno. La produzione è ottima: suoni nitidi e potenti, volumi azzeccati, tutto suona bene e nella maniera corretta.

Cond’ de jund a l’are è un canto popolare con in sottofondo fulmini e vento che dopo due minuti lascia spazio a L’urten, primo vero brano di Mather. La traccia è un mid-tempo toccante, con la chitarra a realizzare la melodia principale prima della strofa sorretta da chitarre acustiche e l’ottima interpretazione vocale di Drakhen. I quasi nove minuti di U suldet iniziano con il vento che soffia gelido mentre la chitarra acustica scalda l’anima. Si tratta di un pezzo “lento”, molto toccante e con la chitarra elettrica in secondo piano rispetto al resto degli strumenti. Si cambia completamente registro con U vaccher, una canzone estrema e feroce, black metal nell’anima pur non disdegnando l’elemento melodia. La batteria incalzante si scontra con la tastiera liturgica e l’ottimo scream di Drakhen; questo brano di appena tre minuti è un vero cazzotto in faccia! Introdotta da cavalli al galoppo e fuoco che scoppietta, La cupa cupa è l’ultima canzone di Mather. Anche in questo caso è presente, almeno inizialmente, la chitarra acustica prima che l’elettrica si prenda la scena. I tempi sono lenti e il cantato a cantilena evoca tempi lontani dettati dal sorgere e tramontare del sole. Le melodie e le linee vocali sono malinconiche, caratteristica che si può notare anche nelle altre composizioni dell’EP.

Mather si stacca dall’epic sound che ha caratterizzato The Legends Of A Viking e The Battle Will Never End, ma in alcuni momenti è possibile trovare il filo conduttore che unisce tutti i lavori confezionati da Drakhen. Quando si parla di folk/viking metal troppo spesso ci si dimentica delle ottime realtà del sud Italia: Bloodshed Walhalla è una di queste e con Mather ha realizzato un gran bel tributo a Matera e all’Italia intera.

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