Due dischi di grande qualità, l’ultimo in particolare – Melancholia – è da pelle d’oca. Il black metal atmosferico proposto dalla band e guidato dall’elegante arpa di Glorya suona mistico e affascinante, diverso dalle altre realtà simili. Un piccolo grande gioiello di arte nera che meriterebbe una maggiore visibilità. Proprio i ripetuti ascolti di Melancholia mi hanno portato a contattare MK e Glorya per saperne di più di questo bellissimo progetto chiamato Eard.

Ciao ragazzi, iniziamo con la più classica prima domanda: come e quando avete dato vita al progetto Eard?
Glorya: Il progetto Eard è nato nel 2020. Inizialmente, De Rerum Natura era nato come una raccolta di miei brani inediti per sola arpa celtica. Poi, insieme a MK, ci siamo detti: “Perché non aggiungere altri strumenti e trasformarlo in qualcosa di nuovo?”. Così MK ha curato la composizione e gli arrangiamenti della parte black metal. È così che è nato il nostro progetto, che noi chiamiamo harp-driven atmospheric black metal, in cui l’arpa assume un ruolo centrale.
Qual è il significato del nome e cosa rappresenta per voi?
Glorya: “eard” è una parola in inglese antico (“Old English”, la più antica forma della lingua inglese, parlata dalle popolazioni anglosassoni tra il V secolo e l’inizio del XII secolo), che significa “terra” o “terra natale” (in inglese moderno “land”, “homeland”), anche se in italiano è difficile trovare una traduzione che renda bene il significato profondo del termine. Vista la mia grande passione per l’inglese antico (ho un dottorato in linguistica storica inglese), volevo che il nome del progetto fosse in questa lingua. L’idea per il nome è nata dal composto “eardstapa”, che si trova all’interno del poema anglosassone The Wanderer e indica il viandante (ovvero “colui che cammina sulla terra”), una figura che mi ha sempre affascinato e che poi è diventata il titolo dell’ultima traccia di De Rerum Natura. La parola “eard” si legge così come è scritto, come se fosse una parola italiana.
Arpa e chitarra si uniscono per dare vita a un black metal atmosferico e, aggiungo io, molto emozionante. Ci sono dei gruppi, film o libri che vi hanno ispirato, e in quale modo?
MK: Più che a gruppi o opere specifiche, ci ispiriamo soprattutto alle emozioni che vogliamo trasmettere attraverso la nostra musica. Ovviamente le nostre influenze emergono nella composizione, ma non vogliamo porci limiti. De Rerum Natura e Melancholia contengono brani nati da ispirazioni molto diverse: paesaggi, opere letterarie, correnti artistiche… Dal punto di vista musicale, si possono cogliere varie influenze, che spaziano dalla musica tradizionale irlandese al black metal atmosferico più cupo e introspettivo. Le ispirazioni sono così tante che elencarle tutte sarebbe riduttivo.
Sono curioso di saperne di più sulla nascita delle vostre canzoni. C’è un modus operandi, tipo che si inizia da un riff di chitarra, oppure seguite l’istinto senza limitazioni?
MK: Come ha detto Glorya, De Rerum Natura era nato inizialmente come un album di sola arpa, quindi ho dovuto lavorare sui brani a posteriori, costruendo gli arrangiamenti intorno alle melodie e alle linee dell’arpa, con una libertà compositiva piuttosto limitata. Con Melancholia, invece, abbiamo deciso di cambiare approccio: abbiamo costruito insieme i brani partendo sia da idee di riff di chitarra sia da melodie di arpa. Da lì, io mi occupo di aggiungere e arrangiare tutti gli altri strumenti. Questo è diventato il nostro modus operandi.
Due i dischi fin’ora pubblicati, il debutto De Rerum Natura e Melancholia del 2024. Ci parlate di come vi siete approcciati a questi due lavori, quali sono le differenze – se ce ne sono per voi – e come li vedete (vivete) oggi tempo dopo la pubblicazione?
Glorya e MK: Rispetto al nostro album di debutto, Melancholia è un lavoro più coeso: segue un filo conduttore che lega i brani sia dal punto di vista musicale che tematico. Le sonorità e le atmosfere si ispirano al Romanticismo, ma non si limitano a quello. All’interno del disco ci sono anche diversi richiami interni che lo rendono un viaggio circolare: ad esempio Elegy II riprende alcune melodie di Elegy I, come se fossero due capitoli della stessa storia, mentre l’intro riprende il tema principale della title track, che chiude l’album, suggerendo l’idea di un percorso che si conclude là dove era iniziato. Anche a distanza di tempo siamo orgogliosi di entrambi i nostri lavori. Siamo infinitamente grati ad Avantgarde Music per aver creduto in noi fin dall’inizio e siamo felicissimi della risposta del pubblico da tutto il mondo. Grazie infinite a tutti voi del supporto, senza di voi non saremmo qui a parlarne!
Trovo Melancholia un disco molto autunnale, quando le giornate si fanno corte ed è bello stare in poltrona davanti al camino con una tisana calda in mano. Ammetto di aver ascoltato il disco anche con 30 gradi di temperatura e di essermelo goduto alla grande, ma credo che certa musica abbia un boost con determinate condizioni meteo.
MK: Sono completamente d’accordo. Alcuni dischi, secondo me, richiedono certe condizioni, che siano esterne o emotive, non tanto per poterli apprezzare (perché la musica si può sempre godere), quanto per comprendere il messaggio dell’artista.
Glorya: Verissimo! E lo stesso vale anche per la composizione: certe atmosfere aiutano a trovare l’ispirazione giusta. Io, ad esempio, adoro le stagioni calde, ma le idee migliori nascono nei periodi più freddi, quando sono più incline alla malinconia (da qui il titolo del nostro secondo album!).
MK: Happy music is shit!
Nella splendida canzone Seafarer e nella conclusiva title-track è presente come ospite Déhà: potete presentarlo ai lettori, raccontarci come è nata la collaborazione e cosa ha portato ai brani?
MK: Déhà è un artista incredibile! Lo conoscevo già da fan dei suoi numerosi progetti e dei suoi, a mio parere, capolavori. Consiglio di ascoltare …For So Many Reasons del suo progetto Vaer (depressive/post-black metal), Acathexis di Acathexis e Contrast II di Déhà. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo di persona a Milano nel 2019, allo Slaughter Club, quando ha suonato con il suo progetto Imber Luminis. Un artista straordinario e una persona d’oro. La sua voce è incredibilmente versatile, capace di passare dal depressive fino al pulito, trasmettendo tantissime emozioni diverse. Quando gli abbiamo chiesto se volesse partecipare come guest nel brano Eardstapa (l’ultima traccia di De Rerum Natura) e lui ha accettato più che volentieri, non potevamo crederci. Dopo la meravigliosa performance che ci ha regalato in Eardstapa, lo volevamo di nuovo per The Seafarer e Melancholia, per portare i brani ad un altro livello di emotività che solo lui, a nostro parere, sa trasmettere.
Altri ospiti sono i nomi noti di Sara Tacchetto dei Vallorch e Andy Marshall dei Saor. Anche qui, perché avete pensato a loro o come si è svolto il tutto?
Glorya: Sara Tacchetto (Vallorch) è una nostra grande amica e aveva già collaborato con noi nel brano Lessinia (in De Rerum Natura). Ci è sembrato quindi naturale averla ancora come guest in A Hymn to the Earth, dandole più spazio. Anche Andy Marshall (Saor) non è uno sconosciuto per noi: oltre a essere grandi fan di Saor, abbiamo collaborato con lui creando il brano Exile per il suo album Forgotten Paths (2019 – Avantgarde Music) prima ancora di dare vita al progetto Eard. Siamo estremamente orgogliosi di questa collaborazione e, se non conoscete già questi brano (di sola arpa), vi consigliamo di ascoltarlo! Anche in questo caso, ci sembrava più che doveroso avere Andy come ospite alla voce in un album di Eard. Gli siamo profondamente grati, perché è proprio grazie al nostro lavoro fatto per lui in Exile che abbiamo deciso di continuare creando Eard!
La copertina di Melancholia è semplicemente perfetta per la musica da voi proposta. Il lavoro è della talentuosa The Veil Of Arda: ha avuto carta bianca ascoltando il disco, ha avuto modo di leggere i testi o ha seguito delle vostre indicazioni?
Glorya e MK: The Veil of Arda è fantastica, sia come persona che come artista. Volevamo qualcosa di diverso dal primo album, perciò ci siamo rivolti a lei. Le abbiamo fornito le indicazioni e il materiale necessario (brani e testi), e da lì lei ha creato la meravigliosa copertina e il layout, che trovate sia su cd che vinile. Siamo più che soddisfatti del risultato e non smetteremo mai di ringraziarla!
A proposito dei testi, quali sono gli argomenti trattati? Ascoltando l’album si ha la sensazione che il cantato sia come uno strumento che interviene solamente quando aggiunge realmente qualcosa alla canzone. È così?
Glorya: come abbiamo detto in precedenza, i testi si ispirano a varie tematiche, ma il filo conduttore principale è la malinconia legata alla condizione umana. Esattamente, come hai detto tu, il cantato interviene solo quando è davvero necessario, perché la vera “voce” narrante è l’arpa. Siccome l’arpa non può usare le parole, abbiamo deciso di inserire dei guest alla voce in alcuni brani per trasmettere al meglio il nostro messaggio.
Avete mai valutato l’idea di suonare live con l’aggiunta di musicisti session?
MK: Eard è nato come progetto da studio, e al momento non abbiamo intenzione di portarlo live. Siamo grandi fan dei Summoning e ci ispiriamo un po’ alla loro filosofia: non suonare live… almeno per ora!
MK suona anche nei Duir, band che ha avuto una crescita musicale incredibile e l’ultimo album T.S.N.R.I. – Impermanenza ne è la prova. Ci sono novità rilevanti da raccontare? Cosa “divide” stilisticamente e artisticamente i due gruppi?
MK: Mi hai beccato… 😀 Ti ringrazio per le belle parole riguardo T.S.N.R.I – Impermanenza. Al momento non abbiamo ancora previsto collaborazioni tra i due progetti, ma chi lo sa… Le uniche novità rilevanti sono che sicuramente arriverà nuova musica. Durante la composizione capita a volte che il mio stile emerga in entrambi i progetti, ma cerco sempre di mantenerli distinti, ognuno con le proprie peculiarità e le emozioni che vuole trasmettere.
State lavorando a qualcosa di nuovo? Melancholia avrà un seguito a breve?
Glorya e MK: Naturalmente non ci fermiamo! Stiamo componendo nuova musica, ma non possiamo dirvi ancora nulla. Seguiteci e vedrete!
Potendo realizzare un desiderio – grande o piccolo sta a voi decidere – cosa scegliereste?
Glorya e MK: far diventare la musica il nostro lavoro, per poter dedicare il giusto tempo all’arte. Oh, è un desiderio!
Vi ringrazio per la disponibilità e rinnovo i complimenti per quanto fatto nei due dischi. Potete concludere questa chiacchierata come meglio preferite.
Glorya e MK: grazie infinite per essere arrivati fin qui e grazie a te, Mister Folk, per le belle parole (molto apprezzate!) e la bella chiacchierata!


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