Melethor – Tales From The Apennines
2026 – EP – autoprodotto
VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Drinkschrei: voce – LuXume: chitarra, tastiera – TomHawk: chitarra, basso, tastiera
Tracklist: 1. Beyond Time And Space – 2. Long, Ancient Road… – 3. A Land To Conquer – 4. Mihi Radices – 5. Spirit Of The Lake

IN BREVE
Giovani musicisti che con un linguaggio old school rendono omaggio all’Appennino toscano: i Melethor sono nuovi della scena ma hanno già attirato su di loro gli sguardi dell’underground.
RECENSIONE
La prima cosa che si nota ascoltando Tales From The Apennines è che i Melethor sanno il fatto loro. A colpire è l’approccio totalmente old school al punto da far sembrare questo EP un vecchio lavoro di qualche band nord europea ormai affermata dopo decenni di tour e dischi; invece si ha a che fare con giovani metallari italiani al debutto con un lavoro compatto, breve e dannatamente intenso.
Come è facile intuire dal titolo, Tales From The Apennines è un tributo alle montagne care ai Melethor, in questo caso si tratta dell’appennino toscano. Il folk/black metal vecchio stampo ben si addice all’idea dei testi, la musica suona nebbiosa come alcune realtà norvegesi di metà anni ’90, ma Drinkschrei e soci sono bravi a non scegliere la via più facile, quella della riproposizione quasi a memoria, cercando invece di rielaborare quanto ascoltato altrove al fine di creare qualcosa di personale. Concetto ben rappresentato dal brano Long, Ancient Road…, simbolo musicale di quel che i ragazzi di Pistoia vogliono trasmettere con la propria musica. A Land To Conquer, con quasi otto minuti di durata, è la composizione più lunga dell’EP (in totale ci sono tre canzoni e due intro) e probabilmente anche la più imprevedibile, tra momenti atmosferici, rallentamenti e veloci ripartenze. Mihi Radices è un bell’intermezzo che vede al centro dell’attenzione la chitarra acustica che spiana la strada a Spirit Of The Lake, nell’attitudine una canzone black metal che sembra essere uscita da una cassetta degli Isengard. Armonizzazioni di chitarra, cavalcate rudi e attitudine raw rendono il pezzo a modo suo molto affascinante, soprattutto quando dopo un break che sembrava portare alla conclusione, gli strumenti riprendono forza a suon di riff folk/black fortemente melodico che non sfigurerebbero tra quelli di Hedniskhjärtad, e scusate se è poco.
Tales From The Apennines è al momento disponibile in formato digitale e musicassetta, ed è un lavoro ultra consigliato a chi ama l’epic folk black metal, le produzioni che ti danno l’impressione di stare in sala prove col gruppo che suona e per quelle persone che hanno la curiosità di scandagliare l’underground in cerca di realtà interessanti. I Melethor sono ai primi passi ma con i ventiquattro minuti di Tales From The Apennines sembrano aver già indirizzato la loro musica in una direzione che può dare loro molte soddisfazioni.

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