Nordheim – Refill

Nordheim – Refill

2013 – full-length – Maple Metal Records

Voto: 6 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Waraxe: voce, chitarra – Fred: chitarra – Thom: tastiera – Benfok: basso – Lucas Biron: batteria

Tracklist: 1. OV Frost And Ice – 2. Mask Of The Banned One – 3. Get Drunk Or Die Tryin’ – 4. Watch The Raven Die – 5. Under A Crying Storm – 6. The Grief – 7. Winter’s Dawn – 8. As Shadows Pass By – 9. Soulblood – 10. Dans Get Drunk

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I canadesi Nordheim si sono fatti conoscere nel 2010 con il debutto Lost In The North, un disco semplice e sincero che, grazie a qualche brano particolarmente ispirato, si lasciava ascoltare con piacere.

Refill, purtroppo, non convince proprio: i primi ascolti passano lisci come l’acqua, insapori e incolori. Proseguendo e insistendo la situazione non migliora, distraendosi facilmente dalla musica sputata fuori dai diffusori, incapace di attirare e trattenere l’attenzione dell’ascoltatore. Non si può parlare di un brutto disco, non sarebbe giusto nei confronti della band che si è impegnata molto e nei confronti delle nove canzoni che compongono il platter. La produzione è molto curata, pulita e potente, un passo in avanti rispetto al debutto, più amatoriale essendo uscito prima come autoprodotto e poi ristampato dalla Maple Metal Records. Assolutamente da menzionale la fantastica copertina opera di Nicolas Francoeur, il quale è riuscito a creare una cover che segue la storia iniziata con il debut e che ricorda fortemente Monkey Island, videogioco cult nato nel 1990.

L’inizio è affidato a OV Frost And Ice, pezzo veloce che alterna scream e cori puliti per un risultato soddisfacente: tra ritmiche serrate e urla taglienti, è il brano più brutale dell’intero lavoro. Mask Of The Banned One inizia con un riff alla Onlsaught, per lasciare presto spazio a melodie di chitarra e a un riffing più tradizionale. Nella terza traccia, Get Drunk Or Die Tryin’, sono presenti i Trollfest al gran completo, con il grande Trollmannen a cantare alcuni versi e i restanti musicisti impegnati nei cori. Com’è facile intuire, è un brano dallo spirito goliardico, ma anche molto aggressivo musicalmente, sicuramente uno dei pezzi meglio riusciti. Con la seguente Watch The Raven Die inizia la lunga serie (Under A Crying Storm, The Grief, Winter’s Dawn) di canzoni dallo scarso appeal, tra giri chitarristici banali, melodie mediocri e composizioni semplicemente non riuscite. La qualità torna sufficiente con l’ottava As Shadows Pass By, composizione abbastanza varia tra growl, sfuriate black metal e il ritornello molto bello e melodico. Refill si chiude in maniera dignitosa con la conclusiva Soulblood, dinamica e sempre potente, “elegante” nella parte finale.

Il problema di Refill è uno solo: mancano le canzoni alla Beer, Metal, Trolls And Vomit!, non c’è quel riff che rimane impresso nella memoria, una melodia che sia una ad attirare l’attenzione. Nove brani extreme metal (di folk c’è veramente poco) ben eseguiti ma anonimi, piacevoli da ascoltare ma che vengono dimenticati immediatamente. Refill è un full-length piatto e scontato, ben prodotto ma privo dello spunto che rendeva Lost In The North un cd avvincente.

La seconda prova dei Nordheim, pur non essendo male, delude e non poco: la bocciatura sarebbe immeritata, ma sicuramente vanno rimandati al terzo disco, sperando che la band ritrovi quella freschezza compositiva che in Refill manca completamente.

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