Vintersorg – Naturbål

Vintersorg – Naturbål

2014 – full-length – Napalm Records

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Vintersorg: voce, chitarra, tastiera – Mattias Marklung: chitarra

Tracklist: 1. Ur Aska Och Sot – 2. Överallt Och Ingenstans – 3. En Blixt Från Klar Himmel – 4. Lågornas Rov – 5. Rymdens Brinnande öar – 6. Natten Visste Vad Skymningen Såg – 7. Elddraken – 8. Urdarmåne – 9. Själ i Flamma

vintersorg-naturbal

Naturbål è il terzo disco della quadrilogia dedicata agli elementi naturali portata avanti da Andreas Hedlung, meglio conosciuto come Vintersorg. Mr.V è un musicista che non necessita presentazioni, le pubblicazioni con svariati gruppi e progetti parlano per lui, sempre di elevata qualità in qualunque direzione il musicista decida di andare. Un po’ come la musica dei Vintersorg: partiti nel 1998 con l’EP Hedniskhjärtad e soprattutto con il masterpiece Till Fjälls sempre dello stesso anno, primo vero anello di congiunzione tra folk e viking metal, si sono evoluti fino a pubblicare album avantgarde di non semplice fruizione fino a trovare, nel 2011 con Jordpuls, l’equilibrio tra metal estremo, progressive e un tocco di sperimentazione. Si parla sempre di musica, in un certo senso, “colta”, ma abbastanza diretta e con picchi di estremismo che possono rimandare alla scena di fine anni ’90.

Naturbål è la logica prosecuzione di Jordpuls e Orkan, dei quali continua il discorso lirico (trattando un altro elemento, in questo caso il fuoco) e prende lo spirito musicale ricco di sfaccettature e influenze, pur avendo una linea guida tutta sua. Rispetto ai due precedenti lavori, infatti, suona al contempo più estremo e melodico, con delle gradevolissime situazioni vicine al folk metal e con la classica alternanza vocale clean/growl.

Quello che sorprende, soprattutto al primo ascolto, è la dose di violenza che fa capolino in diversi brani, primo tra tutti Ur Aska Och Sot, opener del disco. Un’elegante melodia folk di chitarra – che tornerà diverse volte all’interno dei sette minuti di durata – funge da intro ai bellicosi riff di matrice black sui quali lo scream acido si posa con grande forza, con il bridge e il chorus cantati in clean che creano un bel contrasto, “classico” pezzo in stile Vintersorg. Överallt Och Ingenstans è un up tempo dal forte sapore folk caratterizzato dal ritornello molto orecchiabile, seguito dal terzo brano in scaletta En Blixt Från Klar Himmel, simile sia per struttura (strofa bellicosa, chorus melodico ecc.) che per risultato: ottimo. In Lågornas Rov la tastiera ricopre un ruolo primario, ma sono le linee vocali del ritornello a fare il 90% del lavoro, mentre in Rymdens Brinnande öar (che sembra uscita dal periodo Ödemarkens Son) sono le sei corde a dettare legge: riff corposi, melodie semplici che si lasciano memorizzare in un istante e un ottimo lavoro di “sottofondo” le innalzano al di sopra del resto. Natten Visste Vad Skymningen Såg ha il difetto di suonare troppo simile alle precedenti canzoni, nonostante un’epicità praticamente inedita che aleggia negli oltre cinque minuti di durata. Blast beat, scream e pianoforte sono i primi ingredienti di Elddraken, il seguito è meno estremo e caratterizzato da un paio di riff mozzafiato sui quali Mister V canta in maniera sentita e straziante. Urdarmåne e Själ i Flamma chiudono alla grande il disco: la prima è una tipica composizione di Vintersorg con continui cambi di umore/voce, mentre la seconda ha un tocco più epico.

Mister V, insegnante di una scuola elementare, come sempre fa tutto da solo: le fasi registrazione, missaggio e mastering sono opera sua, così come la perfetta programmazione della batteria; musiche e testi vanno a braccetto con un gusto e una perfezione che in pochissimi si possono permettere. Le uniche mani “esterne”, oltre a quelle del socio da una vita Mattias Marklung alla sei corde, sono quelle del bassista Simon Lundström e quella del maestro Kris Verwimp, artista belga che si è occupato dell’artwork.

Naturbål è probabilmente il miglior disco tra quelli dedicati agli elementi. Fresco e intenso (anche se con qualche autocitazione di troppo!), ricco musicalmente e con dei testi interessantissimi (spesso al limite del filosofico), la nona gemma dei Vintersorg non stanca neanche dopo moltissimi ascolti, avendo sempre qualcosa di nuovo da far scoprire. Un bellissimo viaggio lungo ormai anni e che terminerà (per questo concept) con il prossimo full length, purtroppo.

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