Intervista: Niburta

Gli ungheresi Niburta tornano a farsi sentire con l’EP ReSet a tre anni dal full-length di debutto Scream From The East. Occasione buona, quindi, per scambiare due chiacchiere con la band, tra annunci inaspettati e chitarre sature: la parola passa a Milán e Balázs… 

 – SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Luca Taglianetti per la traduzione dell’intervista.

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Nonostante il recente EP e il debutto Scream From The East siete praticamente sconosciuti in Italia, tanto è vero che la prima recensione in italiano è stata la mia. Raccontate ai lettori la vostra storia e come siete arrivati a ReSet.

Milán: È stata una lunga strada. Cinque anni, molti spettacoli e ore di lavoro, molti membri che non sono più con noi. Non è mai stato facile, ma siamo andati avanti, vorrei solo che fossimo più produttivi. Comunque, ci siamo divertiti insieme ai nostri fans.

L’EP è un ottimo modo per far circolare il nome della band a distanza di anni dal debutto e anche per far ascoltare il nuovo stile dei Niburta…

Milán: Non necessariamente scoprire, più preparare il pubblico a qualcosa di nuovo, che sarà più lontano da Scream From The East di questo EP, Reset. Speravamo di risaltare nel flusso sanguigno della scena metal e folk-metal europea, e trasmettere il messaggio che siamo vivi e al lavoro.

Lo stile tra Screams From The East e ReSet è cambiato, ora siete meno derivativi e avete trovato un sound tutto vostro. Come pensate di essere evoluti in questi anni?

Balázs: Beh, nei cinque anni di vita della band abbiamo avuto un sacco di membri. Così abbiamo avuto una vasta gamma di influenze, ma le basi sono state sempre le stesse: mescolare metal moderno e folk music. Anche il nostro gusto musicale è cambiato nel corso degli anni, così pure la nostra musica è cambiata. Non vogliamo fare le cose ‘da manuale’ solo perché è un sentiero battuto; ci piace mettere alla prova i nostri limiti

In Two Faced il violino riporta alla musica orientale, concordate con me?

Milán: No 🙂 Per gli italiani, l’Ungheria può essere un po’ esotica, ‘orientale’, ma quel brano è originariamente ungherese, cioè dalla nostra stessa cultura. Questo è uno dei nostri obiettivi: condividere la nostra cultura con gli altri.

Ho notato anche una certa voglia di sperimentare, tra suoni e piccole parti che io definisco “moderne” e che ben si amalgamano con il resto della musica. Proseguirete su questa via?

Milán: Sicuramente, questo è il nostro modo d’essere. Sperimentare. Quando “provare e sbagliare” viene sostituito da “provare e riuscire”, abbiamo realizzato qualcosa e registriamo le canzoni. Ci sono influenze elettroniche minori, melodie popolari provenienti da altre regioni, nuove prospettive sulla musica metal, quindi sì, mescolare è ciò che facciamo.

Il sound della chitarra è molto saturo e compatto: quali sono le influenze di János Krieser?

Milán: Lui ascolta un sacco di roba moderna, Periphery, August Burns Red, Animals As Leaders, cose del genere. Non riesco a immaginarlo seduto a casa a bere il suo tè preferito e ad ascoltare antiche melodie balcaniche 🙂

Una delle vostre caratteristiche migliori è sicuramente l’uso della doppia voce. C’è sempre un buon equilibrio e la notizia che la cantante Martina Veronika Horváth ha lasciato la band dispiace non poco. Chi prenderà il suo posto?

Milán: La nostra nuova cantante sarà annunciata in un paio di giorni, restate in contatto, lei sarà una perfetta aggiunta alla squadra e saremo in grado di raggiungere con lei quello che non abbiamo potuto prima.

Avete recentemente comunicato che la band proseguirà l’attività live con soli cinque musicisti, utilizzando i sampler per le parti folk. Non pensate che questo sia un controsenso per una band folk metal?

Milán: Non ci definiamo un gruppo folk metal classico. Quindi, no. Questo cambiamento è da un lato una necessità pura, dall’altro, una possibilità di migliorare la performance sul palco e la qualità del suono.

ReSet si può considerare come un’anticipazione del prossimo full-length Dive Into Ascension? Si può avere qualche notizia in più su questo disco?

Balázs: È piuttosto la ‘zona grigia’, o un finale adatto a un breve periodo, che è stato l’inizio. Il nostro nuovo album sarà più pulito, più profondo, e vi faremo viaggiare per le terre mitiche d’Oriente e ci ‘tufferemo’ nella filosofia d’Oriente.

Grazie per l’intervista, vi auguro buona fortuna e non vedo l’ora di ascoltare il vostro prossimo disco. A voi la conclusione.

Vi ringraziamo per l’opportunità e salutiamo tutti i nostri fans italiani, la sperando di suonare per voi in futuro!

Nib

ENGLISH VERSION:

Despite your recent EP and debut Scream From The East you are practically unknown in Italy, to the point that the first review in Italian was mine. Tell the readers your story and how you got to ReSet.

Milán: It was a long way to go. Five years, many shows and hours of work, many members who are not with us now. It was never easy, but we kept going, I only wish we could be more productive. Still, we had our share of fun with the fans together.

The EP is a great way to spin the name of the band around many years after your debut, and also to uncover the new style of Niburta …

Milán: Not necessarily uncover, more like preparing the audience for something new, which will be farther from Scream From The East than this EP, ReSet. We hoped to jump back into the bloodstream of the European metal and folk-metal scene, and convey the message that we are alive and working.

The style between Screams From The East and ReSet has changed, now you are less derivative and you have found a sound all of your own. How do you think you evolved over the years?

Balázs: Well, in the band’s five years we had a lot of members. So we had a wide range of influences, but the basics were always the same: mixing modern metal and folk music. Our own musical taste changed over the course of years too, so our music changed as well. We don’t want to do things ‘by the book’ just because it’s a beaten path; we like to test our limits.

In Two Faced the violin hints to oriental music, do you agree with me?

Milán: No 🙂 To Italians, Hungary may be a bit exotic, ‘oriental’, but that tune is originally Hungarian, that is from our very heritage. This is one of our goals: to share our culture with others.

I also noticed a certain wish to experiment, between sounds and small parts that I call “modern” and that blend well with the rest of the music. Will you continue on this path?

Milán: Definitely, that is our way. Experimenting. When try and error is replaced by try and success, we achieved something and we record those songs. There are minor electronic influences, folk tunes from other regions, new perspectives on metal music, so yes, blending is what we do.

The sound of the guitar is very saturated and compact: what are the influences of János Krieser?

Milán: He digests a lot of modern stuff, Periphery, August Burns Red, Animals as Leaders, things like that. I can’t picture him sitting at home drinking his favourite tea and listening to ancient balkanic tunes 🙂

One of your best features is definitely the use of double voice. There is always a good balance and the news that the singer Martina Veronika Horváth left the band is a little bit of a letdown. Who will replace her?

Milán: Our new female singer will be announced in a few days, stay tuned, she’ll be a perfect addition to the team and we’ll be able to achieve with her what we couldn’t before.

You have recently announced that the band will continue its live activity with only five musicians, using the sampler for folk parts. Don’t you think this is a contradiction for a folk metal band?

Milán: We don’t refer to ourselves as a classic folk metal band. So, no. This change is on one hand a pure necessity, on the other, a chance to improve our stage performance and quality of sound.

Can ReSet be considered as an anticipation of the next full-length Dive Into Ascension? Can you tell us more on this record?

Balázs: It’s rather the ‘gray area’, or a fitting ending to a short era, which was the beginning. Our new album will be cleaner, deeper, and we’ll let you travel to the mythical lands of the Orient and we’ll ‘dive into’ the philosophy of the East.

Thanks for the interview, I wish you good luck and cannot wait to listen to your next album. Up to you the conclusion.

We thank you for the opportunity and cheers to all our Italian fans, hope to play for you guys in the future!

NiburtaScream

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