Live Report: Nuclear Assault a Roma

NUCLEAR ASSAULT + ASSAULTER + ENFORCES + MURDER SPREE

23 luglio 2015, Traffic Live Club, Roma

locandina

Una sola parola per definire la serata: ATTITUDINE. Anzi, due: FOTTUTA ATTITUDINE.

Grande serata di puro thrash metal al Traffic di Roma in occasione del tour d’addio degli statunitensi Nuclear Assault, nome storico del metal che ha prodotto alcuni piccoli capolavori d’ignoranza musicale come Game Over e Survive. Ottima la scelta dell’organizzatore di affiancare ai newyorkesi tre gruppi italiani dallo stile musicale simile; tutti e tre, come vedremo, autori di prestazioni più che buone.

Prima band a salire sul palco sono i Murder Spree, autori di un massiccio thrash dal pregevole lavoro alla chitarra da parte di Gabriele Lupi: brani violenti, drumming serrato e una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista. Gli Enforcers sfruttano bene il tempo a propria disposizione con un classico thrash d’annata impreziosito dalla bella voce di Martina L. McLean, frontwoman di spessore. In pochi pezzi il gruppo riesce a convincere e lasciare un ottimo ricordo tra gli spettatori, infatti la band scende dal palco tra i meritati applausi. Prima degli headliner tocca ai tarantini Assaulter, formazione dedita allo speed/thrash più ‘80 che ci sia. Dal look agli strumenti suonati, tutto trasuda amore per il caro vecchio thrash (erano anni che non vedevo indossate delle scarpe da basket Diadora come quelle del cantante/bassista Enzo!), con la musica che non fa certo eccezione: ritmi frenetici, riff tritaossa e il batterista Rodolfo a picchiare selvaggiamente il drum kit. I minuti passano velocemente e la killer song Beer!!! porta alla conclusione uno show veramente intenso e apprezzato da tutti. Pochi minuti e i Nuclear Assault salgono sul palco per sistemare gli amplificatori e attaccare le scalette sulle casse spia: esatto, John Connelly ha preso il nastro isolante e ha sistemato un cavo del microfono e posizionato la scaletta dei brani. Dan Lilker fa lo stesso mentre il chitarrista Scott Harrington si diverte a far urlare il pubblico. I musicisti sono completamente disinteressati all’immagine, tant’è che suonano vestiti esattamente come erano a cena e prima del live: Connelly indossa dei sandali che presto s’impregneranno di birra e Harrington suona con i piedi scalzi. Prima del concerto il cantante s’infila gli occhiali da vista e legge un foglietto in un italiano stentato ma comprensibile dove chiede a chi vuole fare stage diving di non toccare gli strumenti mentre stanno suonando. In effetti la prima metà del concerto sarà un gran caos tra pogo selvaggio, stage diving senza pausa (con anche quattro persone a volta sul palco pronte a lanciarsi) e botte in ogni dove. L’inferno è meno caldo del Traffic a fine luglio, ma certo i Nuclear Assault (e il loro affezionato pubblico) ce l’hanno messa tutta per scatenare la violenza in platea. D’altra parte, quando il concerto inizia con tre pezzi come Rise From The AshesBrainwashed, F## c’è poco da fare se non pogare o lasciarsi andare all’headbanging più sfrenato. Non mancano i pezzi del nuovo EP Pounder: Analog Man In A Digital World e Died In Your Hands non sfigurano vicino a pezzi da novanta come Sin e Betrayal, mentre l’accoppiata My America / Hang The Pope viene introdotta da Connelly che racconta di essere cresciuto in una famiglia molto cattolica. Lo show termina un po’ bruscamente e senza bis con Technology (da Survive): concerto diretto e semplice, privo di fronzoli e che mostra come si può essere un nome che conta nella storia dell’heavy metal senza atteggiarsi a rockstar da strapazzo. Un insegnamento che, spero, possa servire ai troppi gruppi che dopo un disco pagato a peso d’oro (o tour ai confini dell’Europa tramite il malefico pay to play) iniziano a montarsi la testa: chitarra, amplificatore, birra e sudore, questo è il metal, Nuclear Assault docet!

Scaletta: 1. Rise From The Ashes – 2. Brainwashed – 3. F## Mr. – 4. New Song – 5. Critical Mass – 6. Game Over – 7. Buttfuck – 8. Sin – 9. Betrayal – 10. Analog Man – 11. Died In Your Arm – 12. Wake Up – 13. Freedom Dies – 14. My America/Hang The Pope/ Lesbians – 15. Trail Of Tears – 16. Technology

 

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