Huldre – Tusmørke

Huldre – Tusmørke

2016 – full-length – Gateway Music

VOTO: 8,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Nanna Barsley: voce – Lasse Olufson: chitarra – Bjarne Kristiansen: basso – Jacob Lund: batteria – Laura Emilie Beck: violino – Troels Nørgaard: flauto, ghironda, bombarda

Trackilist: 1. Jagt – 2. Hindeham – 3. Varulv – 4. Underjordisk – 5. Skifting – 6. Fæstemand – 7. Mørke – 8. Tæring – 9. Nattesorg

huldre-tusmorke

Se dovessi scegliere il miglior debutto del 2012 non avrei dubbi, indicando senza pensarci un istante Intet Menneskebarn dei danesi Huldre, autori di un cd fresco pur avendo le radici ben piantate nel più classico (e nordico) folk metal. Il secondo full-length arriva dopo ben quattro anni e la prima domanda che ci si pone è se sarà all’altezza del brillante album d’esordio. La formazione in questo lasso di tempo è rimasta la stessa, e questo è sicuramente uno dei motivi per cui Tusmørke continua laddove Intet Menneskebarn terminava. Anche lo studio di registrazione (LSD Studio) e la mente/mano della consolle (Lasse Lammert, già con Alestorm, Svartsot, Gloryhammer ecc.) è la stessa di quattro anni fa, con il medesimo risultato: sound potente, strumenti equilibrati e un suono pulito e reale.

Jagt è un’ottima opener dai toni malinconici e i numerosi strumenti folk a dare il loro fondamentale contributo, ma è con le successive composizioni che gli Huldre portano qualcosa di nuovo al proprio sound. La prima di queste è tra Underjordisk, una piccola perla musicale dal cantato vagamente symphonic (che mostra una volta di più le grandi capacità tecniche ed espressive della frontwoman Nenna Barsley, una voce diversa da quelle “tipiche” della scena) e improvvisi riff violenti. Skifting invece è tipicamente folk metal, con giri di chitarra accattivanti e belle melodie nordiche, nonché brevi istanti ballabili come le migliori feste celtiche insegnano. La brava singer introduce gli otto minuti di Fæstemand, canzone elegante dalle ricche trame di violino, ghironda e bombarda, un mid-tempo quadrato dai numerosi spunti interessanti. L’ultima traccia di Tusmørke è Nattesorg, una sorta di lungo outro semi acustico (l’elettrica c’è, eccome, dopo metà brano) da sette minuti dalle tinte oscure. C’è una canzone, però, che spicca sulle altre: Hindeham è una vera chicca di puro folk metal dove tutto funziona alla perfezione con strumenti popolari e chitarre heavy che si intrecciano con gusto e la grande prestazione vocale (con tanto di sporadici scream in momenti topici) della Barsley a impreziosire il lavoro della band.

In questo disco di quarantasei minuti tutto è come dovrebbe essere: musica, voce e produzione funzionano alla grande, ma è chiaramente il formato canzone a interessare di più e questo proprio non riesce a non fomentare l’ascoltatore; tanti stili e cambi non sono cosa per tutti, soprattutto se fatti con la maestria degli Huldre. Fatevi un favore e comprate Tusmørke.

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