A.V. – B:east Reign The East

A.V. – B:east Reign The East

2017 – compilation – Einheit Produktionen/Painkiller Productions

VOTO: 8 – recensore: Mr. Folk

Formazione: n.d.

Tracklist: 1. Nine Treasures – Arvan Ald Guulin Honshoor – 2. Dream Spirit – Ancient Poems – 3. – Nine Treasures – Sonsii – 4. Dream Spirit – Of Daggers And Men – 5. Ritual Day – Devila Grantha (Mo Xin Jing) – 6. Evocation – Chaotic Army – 7. Ritual Day – Cursed Land (Mi Sa Jing) – 8. Evocation – Tin Ling Ling Dei Ling Ling – 9. Song Of Chu – Marco Polo – 10. Mysterain – Ancient Wind Bell (Gu Feng Ling) – 11. Suld – Frozen Autumn (Leng Qiu) – 12. Song Of Chu – Teng Chao (Furious Tides) – 13. Xie Jia – Kings Of Hell (Shi Dian Yan Luo)

Con l’avanzare della tecnologia, lo streaming e il download selvaggio, alcune tipologie di prodotto sono destinate a scomparire o ad essere d’uso solo per collezionisti e maniaci delle “discografie complete”. Ma ci sono rari casi in cui, invece, la compilation è ancora un ottimo mezzo di promozione, utile per far conoscere gruppi underground o “fuori mano” per la maggior parte dei possibili ascoltatori. Questa B:east Reign The East è uno di quei casi, perché diciamolo tranquillamente, nonostante internet e la possibilità di ricevere i dischi da ogni parte del mondo con un massimo di un mese d’attesa, della scena heavy metal cinese se ne sa poco o nulla. Stessa cosa, quindi, per quella folk metal o comunque folk oriented. Chi segue con interesse la scena folk metal (o che legge regolarmente queste sito), probabilmente conoscerà già i nomi Nine Treasures e Tengger Cavalry (quest’ultimi in uscita addirittura con la potente Napalm Records), ma ci sono altre realtà interessanti e valide? La risposta è un netto sì, questa compilation è un ottimo modo per conoscere band a noi lontane ma che non hanno nulla da invidiare a gruppi europei in circolazione da decenni. Il merito di questo lavoro di ricerca e pubblicazione va riconosciuto alla rivista Painkiller Magazine e all’ala commerciale Painkiller Productions: senza di loro e alle persone Yang Yu, Zakk Wu e Hang Ning tutto questo non sarebbe stato possibile. Painkiller Magazine è l’unica rivista autorizzata dal governo a trattare heavy metal in Cina, stampa mediamente 40.000 copie a numero (da 200 pagine!) e organizza concerti e festival nelle maggiori città cinesi.

La prima cosa che balza all’occhio è l’estrema cura di questa compilation. Il lavoro si presenta in un bel digipak con all’interno della confezione la spiegazione di come è nata la raccolta e quali sono stati i motivi che hanno spinto il magazine a creare un cd fisico per promuovere l’heavy metal cinese. Il booklet è composto da dodici pagine a colori con le foto dei gruppi partecipanti, le info delle tracce, una breve biografia di ogni formazione e i vari contatti per rimane aggiornati sulle attività delle band. La ciliegina sulla torta sta nell’accordo raggiunto con la tedesca Einheit Produktionen (label di culto per ogni estimatore di folk/viking metal), fatto che permette alla compilation di essere facilmente reperibile in Europa. Altra nota a favore di questa raccolta sta nel lavoro di re-mastering effettuato da Andy Classen (Holy Moses, Suidakra, Rotting Christ, Belphegor, Tankard ecc. ), e scusate se è poco.

La parte del leone la fa il folk metal, in particolare i Nine Trasures sono sicuramente il gruppo di punta della compilation e della Cina intera. Autori di un folk metal per attitudine simile a quello dei Korpiklaani, ma in versione mongola sia per approccio vocale (il famoso throat singing) che per strumentazione folk utilizzata, del loro repertorio sono presenti due canzoni, Arvan Ald Fuulin Honshoor e Sonsii (tratte dai primi bellissimi album della band di Pechino). Si prosegue con i Dream Spirit, heavy /folk metal melodico e accattivante; anche loro sono presenti con due tracce, entrambe tratte dal recente (2017) · (General Triumphant), uscito la scorsa estate. La seconda traccia ha un approccio maggiormente melodico e con ritmiche vicine al power metal pur non disdegnando momenti hard rock, mentre la prima è più classica e lineare, tipicamente folk metal. I suoni si incattiviscono con il tibetatian melodic black metal dei Ritual Day, act agguerrito qui presente con due furiosi brani che ben rappresentano lo spirito dell’ultima fatica in studio Devila Grantha pubblicata nei primi giorni del 2017. Da Honk Kong provengono gli Evocation, death/black metal band con nulla da invidiare alle formazioni europee e americane per qualità e ignoranza; troviamo due brani, molto oscuri e potenti, presi dal full-length Abracadabra del 2013: metal estremo e magia nera a braccetto! Si cambia nuovamente genere e incontriamo una vecchia conoscenza di del sito, Song Of Chu, realtà presente in una passata compilation di Mister Folk. Marco Polo e Teng Chao sono due canzoni dal suono moderno caratterizzato da inserti di tastiera, riff di chitarre a sette corde e melodie del folklore cinese. Il symphonic metal dei Mysterain è quello classico con voce femminile, tastiere e grandi melodie, ma impreziosito dagli strumenti folk cinesi che arricchiscono il sound e lo rendono molto originale. La musica tradizionale è presente anche in Frozen Autumn (Leng Qui) dei Suld, heavy metal band del nord della Cina. I primi secondi della canzone sono emozionanti e rimandano a luoghi e tempi lontani, fino a quando entrano in scena le chitarre elettriche e la composizione prende una piega più heavy senza mettere da parte gli strumenti folk e le affascinanti melodie: probabilmente questo è il brano più bello dell’intera compilation. Il cd si conclude con il black metal dei Xie Jia: la loro Kings Of Hell (Shi Dian Yan Luo) è arricchita dalle tipiche e antiche sonorità tradizionali cinesi che ben si amalgamano con il mid-tempo proposto dalla band di Honk Kong.

B:east Reign The East non è semplicemente una bella compilation piena zeppa di buona musica, ma anche una fedele fotografia di quello che la scena cinese è in grado di produrre al giorno d’oggi. I gruppi sono professionali in tutto e per tutto, la loro musica è spesso molto personale e arricchita da testi e musica legati alla millenaria storia della Cina. Queste band non hanno nulla da invidiare alle realtà occidentali e questa compilation è un ottimo modo per scoprire una parte di questa “nuova” scena musicale.

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