Tersivel – Worship Of The Gods

Térsivel  Worship Of The Gods

2017  full-length  autoprodotto

VOTO: 8  recensore: Mr. Folk

Formazione: Lian Gerbino: voce, chitarra – Camilo Torrado: basso – Andrés Gualco: batteria – Franco Robert: tastiera, fisarmonica

Tracklist: 1. Deorum Statui Cultum – 2. Argentoratum – 3. This Day With Pride – 4. Live To Fight – 5. Hymn To King Helios – 6. Eleusinian Mysteries 354 AD – 7. Satyrs Wine – 8. Dignitas – 9. Proserpina – 10. Bacchus – 11. Walls Of Ctesiphon – 12. Vicisti Galilaee

La scena folk metal argentina è più viva e interessante che mai. Negli ultimi anni sono nati gruppi in grado di sfornare EP e dischi professionali e piacevoli, ma sicuramente i nomi più noti (anche per via dei tour nel vecchio continente) sono quelli di Skiltron e Triddana. Il terzo nome da fare è assolutamente quello dei Térsivel, act guidato dal cantante/chitarrista Lian Gerbino in attività dal 2004 e che, dopo una manciata di release minori, ha debuttato su lunga distanza nel 2011 con il cd For One Pagan Brotherhood. Cos’è successo in questi anni? La line-up della band di Buenos Aires è stata rivoluzionata, ma c’è stato anche un lungo momento che ha fatto pensare a un possibile scioglimento dei Térsivel. Ma le cose hanno ripreso a funzionare e dopo un duro lavoro in sala prove l’armata di Gerbino è tornata con un concept album ispirato a Flavio Claudio Giuliano, imperatore romano del IV secolo, detto “l’apostata” in quanto pagano in un mondo ormai colonizzato dal cristianesimo. Come nel caso degli Ex Deo, gruppi provenienti dall’altra parte del mondo s’interessano della ricchissima storia romana/italiana, mentre le formazioni tricolori, esclusi rari casi, hanno quasi paura di farlo. Un legame tra i Térsivel e il Belpaese comunque c’è: i nonni di Gerbino sono siciliani che sul finire degli anni ’40 sono emigrati in Argentina.

Si diceva del tanto tempo passato in sala prove: tra il debutto For One Pagan Brotherhood e questo Worship Of The Gods c’è un abisso di qualità. La band suona compatta e sa perfettamente cosa deve fare per rendere al meglio, le canzoni sono sempre accattivanti e non mancano dei momenti di grande epicità. Il folk metal dei Térsivel è di stampo “moderno”, potente e a metà strada tra il metal estremo e quello classico; in tutto questo la tastiera di Franco Robert ricopre un ruolo fondamentale, basta ascoltare l’iniziale Argentoratum per rendersene conto. Il cantato è solitamente pulito ma non disdegna incursioni nel growl nelle canzoni più aggressive, mentre le chitarre solitamente “accompagnano” la canzone senza particolari picchi, giocando di squadra. Il sound è maturo e personale (anche se ogni tanto compare qualche riferimento ai Turisas di The Varangian Way), e c’è da rimarcare il buon lavoro svolto in fase di registrazione e produzione: i suoni potenti e compatti, gli strumenti ben bilanciati e la resa audio è di primo livello.

Argentoratum è un brano di grande impatto e molto vario musicalmente, così come lo è Live To Fight, sette minuti durante i quali la band argentina tira fuori il meglio a propria disposizione con una naturalezza disarmante: parti power e rallentamenti vicini al death metal si alternano a una struttura “canzone” dal ritornello melodico e orecchiabile. Hymn To King Helios sorprende per la parte incredibilmente melodica delle strofe che si scontra con il growl e le chitarre sature del bridge, ma ad incantare è la linea di tastiera che sembra essere totalmente estranea alla canzone ma che in realtà l’arricchisce e la rende imprevedibile. La soft Satyrs Wine è ricca di chitarre acustiche e fisarmoniche e l’atmosfera è quasi rilassata, in completa opposizione con la successiva Dignitas, dal piglio battagliero e caratterizzata da momenti death metal. Infine va citata la bellissima Vicisti Galilaee, composizione di dodici minuti durante i quali il songwriting gei Térsivel raggiunge probabilmente l’apice per creatività ed efficacia. Tra riff iper rallentati con growl demoniaci e orchestrazioni intriganti la spunta il ritornello cantato con voce pulita, prima del toccante finale affidato al pianoforte che porta a conclusione in maniera teatrale un disco veramente bello.

Don’t cry for me, I will return
When everything’s gone, I’ll answer
When the Pagan Empire remembers my name

Worship Of The Gods è un album ben fatto in grado di fare la gioia degli amanti dell’extreme folk metal. I Térsivel, dopo un periodo difficile, non solo tornano con un nuovo lavoro, ma lo fanno con un cd di elevata qualità. A tutto questo bisogna aggiungere un concept fresco e ben sviluppato, ed ecco che Worship Of The Gods può essere considerato uno dei migliori lavori dell’anno appena passato.

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