Drunkelweizen – Pioneers Of Alcohol

Drunkelweizen – Pioneers Of Alcohol

2024 – full-length – autoprodotto

VOTO: 6,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Chris Lagor: voce, chitarra – Dom Havlicek: chitarra – Sean Stalley: basso – Mick Kasemeier: batteria

Tracklist: 1. Moonshine Overture – 2. Robinhood Of Moonshine – 3. Draining The Cask – 4. St. Brigid – 5. Pioneers Of Alcohol – 6. Lines On Ale – 7. Ein Frosch – 8. FLM

IN BREVE

È in arrivo una nave carica, carica di?! Di pirati ubriachi e rumorosi! La molesta ciurma americana prova a invadere l’Europa con inni schietti e diretti dedicati a personaggi famosi, ad avvenimenti che hanno fatto la storia della pirateria e, chiaramente, all’alcool.

RECENSIONE

Gli Stati Uniti d’America, si sa, non sono certo conosciuti per aver sfornato una gran quantità di gruppi folk/viking/pirate metal, eppure c’è una scena underground veramente estesa e in fermento che sgomita per guadagnare spazio e visibilità. Una nuova band sta cercando di farsi spazio a gomitate… anzi, a remate: si tratta dei Drunkelweizen, pirate metal band di Portland (Oregon), che con Pioneers Of Alchool debuttano su lunga distanza con un album autoprodotto. Nome e logo del gruppo, titolo del disco e copertina non lasciano certo dubbi: metal diretto, alcoolico, crudo e con una buona dose di ironia, ma non per questo non fatto bene. I Drunkelweizen sono una ciurma di cazzoni, ma sanno il fatto loro e quando imbracciano gli strumenti sono in grado di tirare fuori canzoni niente male.

Dopo l’intro parte Robinhood Of Moonshine, sgraziata e classica nel suo incedere, manifesto musicale di quello che il combo statunitense è in grado di fare. Diversa e “curiosa” la seguente Draining The Cask, interessante soprattutto nella parte della cantilena/filastrocca a tre quarti del brano. St. Brigid è forse la canzone migliore del lotto, dall’incedere lento e diversa da tutte le altre. Con il passare dei minuti cresce e aumenta di giri senza perdere in qualità, per poi tornare ai giri iniziali: Chris Lagor e soci ci sanno fare! La title-track è il pezzo più estremo del lotto e anche il più lungo (sfiora gli otto minuti), forse troppo lungo per quel che ha da dire. Nel mezzo riff black metal e batteria a tutta velocità ci stanno bene, ma la durata pesa nel computo finale, ed è lo stesso problema che ha Ein Frosch, composizione che altrimenti si distinguerebbe per i riff rocciosi sulla doppia cassa di batteria e le belle melodie che la rendono “leggera” da ascoltare. Lines On Ale è un breve intermezzo che poco aggiunge, mentre in chiusura del cd troviamo la strana FLM, canzone ricca di versi strani, urla insensate, un bel giro di basso e la sensazione di ascoltare un pezzo strambo dei Mudhoney versione pirati ubriachi.

La copertina del disco è colorata e simpatica, chiara anticipazione di cosa si andrà ad ascoltare una volta premuto il tasto play. La musica dei Drunkelweizen funziona bene nonostante le imperfezioni e con una maggiore esperienza i musicisti potrebbero eliminare quel qualcosa in più che potrebbe affossare l’ascolto. Il fatto di aver trattato in ogni canzone un personaggio o un evento storico legato alla pirateria aumenta la curiosità durante l’ascolto ed è giusto rimarcare il fatto che un paio di brani siano davvero ben fatti.

Di strada, anzi, di mare ce n’è ancora tanto da navigare, ma la ciurma dei Drunkelweizen è appena partita e non ha intenzione di rallentare: al prossimo abbordaggio!

2 pensieri riguardo “Drunkelweizen – Pioneers Of Alcohol

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    1. li conoscono in pochissimi 😀 come la maggior parte dei gruppi pirate metal qualcosa devono alla band scozzese, qui però c’è una linea più estrema e meno melodia. sono al primo passo, vediamo in che direzione andranno più avanti. nelle prossime settimane pubblicherò la loro intervista!

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