Intervista: Kypra

Nuova chiacchierata con i marchigiani Kypra: il singolo Coreomania ha cambiato molte cose, dal sound alla line-up, portando nuove certezze a una formazione giovane ma con le idee ben chiare. Restate sintonizzati, perché nel frattempo la band ha lavorato sodo… il resto lo scoprirete nelle prossime settimane!

Iniziamo da dove ci eravamo lasciati due anni fa parlando della vostra regione Marche e di quanto non sia semplice emergere. Però ultimamente ho visto che qualcosa si è mosso e avete fatto qualche live: un fuoco di paglia o qualcosa sta cambiando?

Ciao! Innanzitutto grazie dell’interesse! È sempre un piacere sentirci e scambiare due chiacchiere con te! Sì, fortunatamente qualcosa si muove e ci fa piacere che si noti. Qualche live, qualche concorso e anche qualche intervista come questa. Insomma, si fa e si suona un po’ nei dintorni. Abbiamo cercato di creare agganci e farci notare; la difficoltà nell’emergere rimane, e per questo sicuramente dobbiamo continuare a lavorare sodo!

Se non erro, rispetto al precedente lavoro, è cambiata la formazione. Chi sono i nuovi arrivati e come li avete scelti?

Sì, sono successe parecchie cose e qualcuno ha lasciato per motivi personali o per differenze di visione sulla band. Purtroppo dispiace a volte, ma le strade si interrompono e se ne aprono di nuove, e poi magari chissà, ci si potrà rincontrare in futuro! Rispetto al primo demo I, abbiamo aggiunto Federico Latini alla chitarra e voce (pulita e growl), il quale nell’arrangiamento svolge un ruolo chiave. Alla voce femminile si è unita Nicole Neroni (nella demo avevamo avuto come ospite Irene Laslo, che ci fece un favore registrando con noi, ma mai membro effettivo della band). Anche il violino è cambiato ed ora abbiamo Ilaria Iacopini. Infine al basso, aggiuntosi alla band appena uscito il nostro ultimo singolo, Mirko Fermani. Insomma, sembrerebbe uno stravolgimento, ma per come sono andate le cose l’idea sul da farsi è rimasta sempre la stessa e l’identità della band in egual modo salda.

Avete pubblicato il singolo digitale Coreomania, brano dalla storia interessante e dalla musica fresca. Iniziamo parlando del testo.

Il brano parla appunto della Coreomania, chiamata a anche “febbre danzante”, una piaga occorsa nel XVI secolo a Strasburgo. La leggenda narra di come sempre più persone in preda ad un’isteria collettiva, iniziassero a danzare e continuassero per giorni, se non settimane, fino alla sfinimento, procurandosi piaghe, ferite e, in alcuni casi estremi, persino la morte. Oggi sappiamo che probabilmente si trattava di un’intossicazione alimentare dovuta al cattivo stoccaggio della segale (fortemente utilizzata all’epoca a causa di una carestia di grano) e al suo deterioramento.

Per quanto riguarda la musica bisogna riconoscere che avete fatto un bel passo in avanti rispetto a qualche anno fa. Coreomania suona compatta e matura, segno che avete lavorato sodo e ora i Kypra sembrano aver trovato una propria personalità. Ci volete raccontare come è nato questo brano?

Grazie mille! Abbiamo lavorato su un’identità comune e su come far fluire nel modo più coerente possibile le idee di tutti senza creare confusione. Rispetto alla demo I, sicuramente anche a livello di produzione e mixaggio la qualità è differente, oltre che nella composizione stessa dei pezzi. In realtà Coreomania è nata molto velocemente: dal giro di cornamusa iniziale, pensato da Federico De Angelis (cornamusa, whistle e rauschpfeife), a cui poi alle prove è stata aggiunta una batteria “saltellante”. A quel punto abbiamo avuto subito chiara la direzione da far prendere al brano e, nel giro di una settimana, abbiamo finito di arrangiarlo. Siamo stati subito molto soddisfatti del risultato ed abbiamo deciso di svilupparlo e registrarlo per primo, nonostante fosse una delle nostre ultime creazioni!

Avete fatto le cose in grande, infatti avete anche girato un videoclip per Coreomania. Come è nata l’idea del video e ci volete raccontare qualcosa sulla sua realizzazione e c’è qualche aneddoto interessante da raccontare?

L’idea per il video di Coreomania è nata in modo molto naturale: mentre scrivevamo il brano, l’idea di una parte visiva ha iniziato a prendere forma da sé. La musica, secondo noi, si prestava molto bene all’immaginario della storia, e così abbiamo deciso sin da subito di curare ogni aspetto, dalla scrittura alla registrazione, fino alla produzione del video, affinché rispecchiasse la narrazione.

Volevamo trasmettere quella teatralità che sentiamo parte del nostro mondo e, grazie alle tante persone (amici e professionisti) che ci hanno aiutato ed hanno partecipato, speriamo di essere riusciti a trasmettere l’energia che avevamo in mente. La location, la chiesa sconsacrata e senza tetto a Cerreto di Montegiorgio, era perfetta. Ma alla prima data utile fissata per le riprese è venuto giù un diluvio che ha bloccato tutto. Dopo lo sgomento iniziale, abbiamo riorganizzato tutto da zero. Il giorno delle riprese è stato magico: tra amici, libertà espressiva e tanta voglia di creare. Crediamo che tutto questo si veda nel risultato finale.

Ci sono regioni italiane con un alto numero di realtà folk/pagan metal, mentre altre che hanno pochissimo movimento. Nelle Marche ci siete voi, i Zeckyboys e gli Haegen, ma nella vicina Umbria non mi risultano formazioni di questo tipo. Da cosa deriva tutto ciò?

Beh, in realtà non è facile rispondere a questa domanda. Le Marche e l’Umbria sono regioni ricchissime di folklore e di band che lo portano sul palco, anche se non sempre in veste di formazioni folk/pagan metal, ma con altri influssi stilistici. In un certo senso, però, siamo convinti che anche in Umbria ci sia del Folk Metal nascosto da qualche parte, o che stia nascendo una vera scena, così come sta prendendo forma pian piano anche qui nelle Marche. Il folk nasce dalla passione per il proprio territorio, dal desiderio di riportare alla luce storie, tradizioni e leggende che ne costituiscono le radici e ci definiscono per ciò che siamo oggi. Come dicevamo, l’Umbria, come le Marche ed il centro Italia, è ricca di folklore, legato anche alla nostra terra. In fondo i Piceni, a noi tanto cari, nascono da un Ver Sacrum di popoli Umbri!

Cosa farete nei prossimi mesi? Nuove canzoni, concerti?

In realtà siamo già attivi per il prossimo singolo. Ma non spoileriamo niente. Crediamo che indicativamente per questo autunno sarà disponibile. (l’intervista è stata realizzata mentre il sito era in pausa, ci sono diverse novità che verranno annunciate a breve, ndMF)

Avete già in mente se lavorerete a un disco, a un EP o se ci saranno altri singoli?

Sì, come accennato, siamo già in sala per iniziare la registrazione del prossimo singolo. Successivamente, la nostra idea è di andare in studio per una pubblicazione più corposa, come un album vero e proprio.

Ci vedremo sicuramente a Montelago Celtic Festival e l’augurio che vi faccio è di poterci suonare il prossimo anno. Come vivete il festival più bello d’Italia? Con chi vi piacerebbe dividere il palco?

Grazie mille ancora, sarebbe davvero bello suonare lì e sarebbe un nuovo punto di partenza per la band! In realtà all’interno del gruppo c’è chi non è mai stato al festival, quindi andarci tutti insieme sarebbe una bella idea (ancora più bella se ci si dovesse andare insieme per suonare). Condividere il palco con una band di grande esperienza sarebbe bellissimo, ma anche incontrare altri appassionati e musicisti emergenti come noi sarebbe un’esperienza estremamente appagante.

Cosa possiamo aspettarci dai Kypra nel 2026?

Navighiamo a vista! Speriamo di poter suonare il più possibile e che l’album di cui parlavamo precedentemente veda presto la luce (o che almeno si abbia una data di uscita!). Magari un’etichetta che ci pubblichi, un tour di qualche data in Italia e magari in Europa. Insomma, lavoriamo e speriamo sempre per il meglio!

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