Ulvedharr – Swords Of Midgard

Ulvedharr – Swords Of Midgard

2013 – full-length – Moonlight Records

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Ark Nattlig Ulv: voce, chitarra – Fhredreyk: chitarra – Klod: basso  – Mike: batteria

Tracklist: 1. Intro – 2. Lindisfarne – 3. Odin Father Never Die – 4. War In The Eyes Of Berserker – 5. Onward To Valhalla – 6. Beowulf & Grendel (Part I) – 7. Ymir Song – 8. The Raven’s Flag – 9. Haraldr hárfagri

ulvedharr-sword_of_midgardGli Ulvedharr sono un feroce quartetto lombardo, per la precisione di Clusone, vicino Bergamo, autore di un death/thrash a tinte nordiche grezzo e bastardo. La band si forma nel febbraio 2011 sotto la guida del cantante/chitarrista Ark Nattlig Ulv e nel giugno dell’anno successivo pubblica il primo lavoro, un EP dal titolo Viking Tid contenente quattro brani. Pochi mesi più tardi è l’ora del debutto su lunga distanza: Swords Of Midgard, edito dalla recentemente scomparsa Moonlight Records, è un cd crudo, con canzoni dal gran tiro e all’apparenza poco elaborate. Notizia recente è l’ingresso della formazione nord italiana nel roster della neonata Nemeton Records.

Dopo il bel minuto di Intro, finalmente “vero” e suonato dai musicisti, che introduce nel vero senso della parola alla prima vera mazzata dell’album, si parte con Lindisfarne, veloce e dinamica canzone death/thrash di buona fattura e dal songwriting ispirato. Sicuramente gli Ulvedharr non sono dei campioni di originalità, e stando alla musica di Swords Of Midgard viene da pensare che i ragazzi non la cerchino a tutti i costi, concentrandosi maggiormente sulla potenza del metal estremo di venti anni fa, quella potenza che scatenava l’inferno sul palco e faceva venire il mal di collo agli ascoltatori: esattamente quel che succede con i brani di questo disco. Altro momento ispirato è rappresentato da Odin Father Never Die, dove tutto gira alla perfezione e il risultato è un tuffo nel metal che dava importanza alla qualità delle canzoni, curando di meno altri aspetti oggi diventati, purtroppo, fondamentali. Il bel riff portante di War In The Eyes Of Berserker ci riporta alle sonorità di Possessed e Slayer, con un tocco di ignoranza italiana e la voce di Ark Nattlig Ulv che calza a pennello con questo tipo di sonorità. Onward To Valhalla si differenzia dalle precedenti composizioni grazie al ritornello che sembra studiato per riscuotere successo in sede live. Sesta traccia in scaletta è Beowulf & Grendel (Part I), con i suoi oltre sette minuti di durata e un’atmosfera battagliera ed epica che può ricordare alcune cose dei mai troppo elogiati Doomsword. Ospite assai gradito è Lore dei Folkstone, cantante che si differenzia non poco per stile vocale da Ark, creando in questo modo un bel contrasto dalla buona riuscita sonora. Ymir Song è forse la canzone meno ispirata del disco, o forse ha solo la colpa di venire dopo l’apoteosi dell’epicità svedese della traccia precedente. Da menzionare, comunque, la partecipazione come ospite di Elisa “Lily” Stefanoni, cantante degli Evenoire. The Raven’s Flag unisce scorribande thrash a momenti meno frenetici e più oscuri, un chiaroscuro ulteriormente accentuato dagli stacchi di chitarra e da un lavoro ritmico (chitarre e basso/batteria) che incute terrore. Ultima canzone in scaletta è Haraldr Hárfagri, canzone che tratta del primo re della Norvegia, meglio conosciuto come Harald Bellachioma. Musicalmente gli Ulvedharr si muovono sul “solito” campo fatto di marciume death, riff pachidermici e accelerazioni brutali. A impreziosire un brano già di suo positivo la presenza alla voce di Davide “Pagan” Cicalese dei Furor Gallico e della Stefanoni nei ritornelli.

La produzione è semplicemente deliziosa: i suoni sono sporchi e grezzi, non c’è spazio per ritocchi digitali e altre porcherie. La batteria di Mike è sincera e crudele, le chitarre sono rozze che è un piacere, e tutto risulta ancora più sincero se si pensa che, nonostante le possibilità di fregare l’ascoltatore con pochi click, gli Ulvedharr decidono la via della trasparenza. Come su disco suonano dal vivo, nessuna sorpresa in negativo, anzi, in sede live l’ignoranza dei quattro musicisti è ancora più imponente.

Swords Of Midgard è un cd in grado di rendere felici gli appassionati del death metal svedese che non disdegnano le sfuriate thrash e le tematiche legate al mondo vichingo. Un bel debutto in your face che sicuramente renderà orgogliosi i maestri Unleashed. Si parla tanto (recensioni, forum ecc.) di influenze musicali vere o presunte tralasciando il fatto che gli Ulvedharr mettono nella loro musica tutta la passione e la sincerità, sputando sangue per un debutto in grado di soddisfare gli amanti di queste sonorità.

Onward To Valhalla: la strada intrapresa dagli Ulvedharr è quella giusta!

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