Incursed – Beer Bloodbath

Incursed – Beer Bloodbath

2014 – EP – autoprodotto

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Narot Santos: voce, chitarra ritmica – Asier Fernández: chitarra solista – Juan Sampedro: basso – Asier Amo: batteria Jon Koldo Tera: tastiera

Tracklist: 1. Beer Bloodbath – 2. Raging Wyverns – 3. Die By The Sword (2014) – 4. Game Of Thrones – 5. Beer Bloodbath (drunken version)

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Gli spagnoli Incursed hanno sorpreso piacevolmente pubblico e critica con la realizzazione di Fimbulwinter nel 2012, un lavoro di extreme folk metal ben fatto nato da una terra che non è propriamente la culla del genere. La storia del gruppo inizia nel 2007 per volontà di Narot Santos e Sergio Castro, realizzando due anni più tardi l’EP Time To Unsheathe Our Rusty Swordse e nel 2010 il full length Morituri. Il presente Beer Bloodbath è un’anticipazione del terzo LP dal titolo Elderslied, uscito a circa un mese di distanza; le canzoni presenti sono cinque per un totale di ventuno minuti.

L’apertura è affidata a Beer Bloodbath, classico pezzo di folk “moderno” dove tastiera e melodie di chitarra fanno la voce grossa. Le strofe e il chorus sono orecchiabili e si memorizzano facilmente, ma a spiccare è il potente drumming di Asier Amo che dona al pezzo un pizzico di cattiveria che non guasta mai, mentre il finale “confusionario” tra cori da osteria, vetri rotti e fisarmoniche è un colpo di coda inaspettato quanto simpatico. Raging Wyverns inizia con le chitarre acustiche che presto si trasformano in asce affilate; parti elettriche si alternano ad altre acustiche, così come il cantato è ora pulito, ora growl. Il risultato è ottimo, l’effetto un po’ Amorphis grandioso, sicuramente uno dei pezzi migliori della discografia degli Incursed e brano portante dell’EP e del full length. Dopo le prime due canzoni, entrambe presenti nel cd Elderslied, è il turno di Die By The Sword, nuova incisione del pezzo presente del disco Morituri. Confrontando le due versioni si può notare, oltre all’evidente indurimento del suono e pulizia di registrazione, anche i piccoli ma importanti ritocchi della nuova pelle, sicuramente più incisiva ora rispetto a quattro anni fa. Quarta traccia è la cover del tema principale di Game Of Thrones, serie tv di grande successo mondiale. Molto bravi gli Incursed a realizzarla in maniera fedele con un tocco di personalità (vedi l’assolo di chitarra verso la fine), riuscendo nel non cadere nel banale o fallendo tentando di stravolgerla. Ultimo pezzo in scaletta è Beer Bloodbath in drunken version: la differenza sta nella voce, prima in growl e ora chiara con un tocco di alcool che la rende buffa, molto simile a quella di Christopher Bowes degli Alestorm.

L’EP Beer Bloodbath riesce nel proprio scopo: fa girare il nome degli Incursed grazie a canzoni piacevoli e la prevedibile curiosità riscossa – e ben appagata – da Game Of Thrones. Consigliato agli amanti di questi prodotti “minori” e ben fatti.

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