Intervista: Rumpelstíltskín

Rumpelstíltskín è un progetto nato dalle menti degli artisti Elisa Urbinati (illustratrice) e Emiliano Torc (musicista), i quali hanno deciso di unire le forze per creare un qualcosa di personale e originale: il risultato è il brano Ruis, un viaggio in tempi e luoghi lontani. Ne ho parlato con i ragazzi laziali…

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Come e quando è nata l’idea di questo progetto molto particolare?

Elisa: L’idea è nata tra una chiacchiera e l’altra via chat, ci ritroviamo spesso a parlare di musica ed illustrazione, credo sia stato proprio Emiliano a propormi il progetto, ed io che già da tempo avrei voluto intraprendere un percorso simile ho accettato subito la proposta, dato che era proprio quello che cercavo da tanto tempo, amo la musica e lavorare all’interno di essa per me rappresenta molto.

Cosa vuol dire il nome Rumpelstíltskín?

Elisa: É il personaggio negativo di una fiaba, quando è uscito fuori eravamo a casa mia a parlare proprio del progetto, ed Emiliano mi accennò della fiaba di cui se non erro non ricordava il nome di questa sorta di gnomo ed alcuni dettagli della trama, io lessi la fiaba da piccola e da lì eccolo che si è introdotto anche tra i nostri progetti, dando poi il nome vero e proprio al tutto! Poi tra l’altro si è parlato anche dell’antifiaba, quindi ecco che il nome di un personaggio negativo che contrastasse il bucolico di molte cose ci è sembrato potesse essere una scelta affascinante!

In un’era dove l’uomo vive di corsa e relega la musica a un apparecchio elettronico, spesso ascoltata mentre si fanno altre attività al tempo stesso, credete di poter dire qualcosa (e che cosa) a chi si prende dei minuti per seguire con attenzione la vostra musica?

Emiliano: Prima di tutto c’è da dire che prima di pensare ad un possibile pubblico pensiamo a quello che piace a noi e che ci rende soddisfatti a fine lavoro, in ogni caso la musica e il tipo di immagini che cerchiamo di evocare sono volutamente in netto contrasto con lo stile di vita di quest’era: la musica è completamente acustica e le illustrazioni non sono di stampo moderno, in particolare tendono a immortalare momenti lontani dalla vita frenetica d’oggi. Saremmo felici se qualcuno, come noi, riuscisse a trovare nei nostri lavori una sorta di rifugio per ritrovare armonia con la Natura e per saperne poi cogliere ogni aspetto, che ci appartiene più di quanto pensiamo.

Chi e cosa ispira le vostre canzoni?

Emiliano: Le sonorità sono quelle che da sempre ho ritenuto essere maggiormente a dimensione d’uomo e che riportino alla mente leggende strettamente legate al folklore e alla natura, in particolare sono influenzato dalla musica tradizionale irlandese e da quella scandinava, senza dimenticare la musica medievale, mediterranea e le rielaborazioni di tutti questi stili musicali da parte di gruppi neo folk/pagan.

Come nasce un brano? Si parte dalla musica e poi seguono le illustrazioni?

Emiliano: In realtà non abbiamo uno schema fisso, nel caso di Ruis Elisa ha elaborato le prime tavole ascoltando una prima bozza del brano finché non siamo arrivati alla versione che ora potete vedere/ascoltare. Per il prossimo lavoro ti anticipo che in realtà non partiremo né dall’una né dalle altre, il punto di partenza sarà una leggenda popolare, quindi cercheremo di tradurre le parole in illustrazioni e musica!

Avete pubblicato il primo brano Ruis poco tempo fa, ci sono altre canzoni pronte?

Elisa: É in progettazione il secondo brano, ti posso anticipare già da ora che proveremo a dare una nostra rielaborazione alla storia di Herr Mannelig, è un brano che piace molto ad entrambi, e poi c’è la presenza della figura del troll che personalmente ho interpretato diverse volte nei miei lavori, quindi crediamo sia un tributo dovuto!

Qual è il messaggio di Ruis?

Emiliano: Più che un “messaggio” Ruis vuole immortalare due tra gli aspetti fondamentali della natura ossia la ciclicità e la rinascita: dai resti un anziano cervo morente nasce una betulla (la betulla, “ruis”, era simbolo di rinascita presso i Celti) dalla quale una foglia si stacca e inizia a vagare trasportata dal vento per la gioia di un piccolo di orso che, dopo averci giocato un po’, prova a prendere la foglia, ma lei fugge via e non vuole arrestare il suo viaggio fin quando non si posa sul muso di una volpe che ha scavato la sua tana proprio sotto un’altra betulla.

C’è l’intenzione di pubblicare un disco fisico con un bel booklet oppure Rumpelstíltskín rimarrà un progetto digitale?

Elisa: Sì, ovviamente, quando il progetto avrà maturato diverse tracce vorremo dar vita ad un vero e proprio libro musicale, se poi sarà solo disponibile in versione digitale tipo e-book, oppure anche cartaceo è da vedere, sicuramente proveremo a proporlo all’editoria e alle etichette discografiche, amiamo molto l’oggetto fisico che è il libro tradizionale, quindi speriamo in questa versione tattile anzichè il solo file digitale.

Grazie per la disponibilità e ancora complimenti per Ruis, spero di potermi emozionare presto con altre vostre canzoni.

Rumpelstíltskín: Grazie a te per lo spazio che ci hai concesso, speriamo di soddisfare le tue aspettative per il prossimo lavoro e grazie soprattutto a chi, come te, ci sta supportando ai primi albori del progetto!

Rumpe

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