Equinox – Lux Borealis

Equinox – Lux Borealis

2014 – EP – Sound Age Productions

VOTO: 7 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Alla Ravna: voce – Ivan Dzyubinskiy: chitarra – Kirill Nikeev: basso, tastiera, voce – Kirill Kasatkin: batteria

Tracklist: 1. Сон Вратиаса – 2. Lux Borealis – 3. Зов Северного Ветра – 4. Песня Сольвейг – 5. Beyond The Invisible Line (Beer Bear cover) – 6. Brave New World (Iron Maiden cover)

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C’erano una volta i Beer Bear, gruppo russo di folk metal tendente al caos alcolico. Dopo due simpatici album la band si scioglie e dalle ceneri nascono gli Equinox: formazione nuova – in particolare il microfono viene affidato ad Alla Avna – e musica diversa rispetto al passato. L’intenzione del gruppo è quella di realizzare musica “matura”, prendendo in un certo modo le distanze da quanto espresso in passato. Il primo passo della band è la pubblicazione dell’EP Beyond (febbraio 2014) contenente due cover, incredibilmente una dei Beer Bear (QUI l’intervista dove è spiegato il perché della scelta) e una degli Iron Maiden. Passano pochi mesi e i musicisti capiscono che è il momento di dare alle stampe un vero EP: nasce così Lux Borealis, lavoro pubblicato dalla Sound Age Productions nel quale, alle due cover già note, vengono affiancati tre pezzi inediti e Solveig’s Sang, famosa aria opera del pianista compositore norvegese Edvarg Grieg.

La musica degli Equinox è un dark/folk semplice e lineare, orecchiabile e piacevole all’ascolto. I brani inediti tracciano in maniera chiara la direzione musicale della band moscovita, l’opener Сон Вратиаса (dedicata a Markus “Vratyas Vakyas” Tümmers del progetto Falkenbach e dal testo ispirato dalla Saga Dei Nibelughi) è forse il miglior manifesto per il gruppo: sferzate chitarristiche e melodie dolci sorreggono l’ottimo cantato di Alla Ravna, molto convincente anche quando la sua voce si fa più grintosa e aggressiva. La title track vede la dinamica sei corde Ivan Dzyubinskiy intrecciarsi con il violino, ma è sempre Ravna la vera protagonista della composizione. Nel brano compare anche la voce di Kirill Nikeev, e quando i due cantanti lavorano insieme gli Equinox (e gli ascoltatori) ne guadagna non poco. Зов Северного Ветра è il pezzo più lungo dell’EP (sette minuti), una sorta di ballad toccante e malinconica, merito soprattutto del violino e delle orchestrazioni molto curate. Stupisce Solveig’s Sang (qui in una “rock version”), composizione di non semplice riuscita per l’impegno che richiede ai cantanti, ma anche in questo caso Alla Ravna ne esce vincitrice. Chiudono Lux Borealis le due cover già menzionate: quella dei Beer Bear perde di grinta rispetto all’originale, ma guadagna nel chorus per via del lavoro della cantante, mentre quella degli Iron Maiden, Brave New World risulta essere molto simile all’originale, ma con l’ottimo quartetto d’archi che la rende assai elegante.

I suoni del disco sono discreti e ben mixati. La voce spicca sempre brillante e pulita su tutto il resto, la chitarra a volte subiscono la tastiera, ma nulla di particolarmente grave. La batteria è curata nei dettagli e quando decide di osare qualcosa in più dello standard richiesto, la musica si fa più vivace. L’artwork è curato e ben fatto, sorprende in positivo il ricchissimo booklet di ben dodici pagine, dato rarissimo se non inedito per un EP: sono presenti, oltre a diverse foto dei musicisti, tutti i testi e le info tecniche sia in lingua russa che inglese, una decisione utile e intelligente.

Nel complesso Lux Borealis si ascolta molto volentieri, a patto che l’umore sia quello giusto e si vogliano mettere da parte, almeno per un po’, melodie facili, tempi in levare e atmosfere goliardiche. Tre brani sono sufficienti per farsi un’idea della musica della band, i primi passi sono azzeccati, in attesa del full-length Świteź previsto entro la fine di questo 2015. Gli Equinox, attraverso la propria musica vogliono esprimere sensazioni diverse da tutti gli altri gruppi folk oriented, il loro dark/folk è più concettuale che musicale, ma vale la pena lo stesso dare un attento ascolto alla proposta dei quattro musicisti russi.

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