Nine Treasures – Nine Treasures

Nine Treasures – Nine Treasures

2013 – full-length – Einheit Produktionen

VOTO: 8,5 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Askhan: voce, chitarra – Orgil: basso – DingKai: batteria – Wiils: balalaika – Tsog: morin khuur

Tracklist: 1. Intro – 2. 黑心 / Black Heart – 3. 特斯河之赞 / Tes River’s Hymn – 4. Sonsii – 5. 满古斯寓言 / Fable Of Mangas – 6. 骏马赞 / Praise For Fine Horse – 7. 映山红满山坡 / Azalea – 8. 城南游幻 / The Dream About Ancient City – 9. 三岁神童 / Three Years Old Warrior

Dopo un esordio con i botti come Arvan Ald Guulin Hunshoor era difficile ripetersi per i Nine Treasures. La storia musicale è piena di grandi dischi di debutto che non hanno avuto dei successori di pari livello. E invece la band di Pechino non solo tira fuori un gran bel cd, ma lo fa continuando il discorso musicale intrapreso un anno prima con il debutto incorporando, però, delle piccole ma significate novità per il sound finale.

Il disco è marchiato Einheit Produktionen, etichetta tedesca che ha ristampato nel 2017 Nine Treasures rendendolo facilmente reperibile in Europa; il formato è un semplice ma elegante digipak con il libretto di otto pagine con i testi in mongolo (non tradotti in inglese) e tutte le info tecniche su formazione, crediti e contatti.

Dopo i due minuti di Intro, le note di 黑心Black Heart ci sommergono subito con il folk metal tipico dei Nine Treasures fatto di up-tempo, melodie travolgenti e un’orecchiabilità fuori dal comune nonostante una lingua che nel mondo del metal è praticamente sconosciuta. La sei corde di Ashkan è più presente rispetto al passato, ci sono spazi dedicati ai riff di chitarra che quindi non si limita più a creare un tappeto per strumenti folk e melodie, tornando in alcuni frangenti a essere lo strumento principale. Questa novità la troviamo anche nelle successive tracce e dona un po’ di freschezza al sound del gruppo e un’arma in più da potersi giocare quando se ne presenta il bisogno. L’accoppiata che segue è senza dubbio la più famosa della discografia di Ashkan e soci: 特斯河之赞 / Tes River’s Hymn e Sonsii sono i due pezzi più famosi dei Nine Treasures, immancabili in ogni loro live. Si tratta semplicemente di due canzoni a dir poco accattivanti, facilmente memorizzabili e dal grande impatto live anche grazie ai ritornelli e cori, in poche parole i singoli perfetti. 满古斯寓言 / Fable Of Mangas si distingue principalmente per il break strumentale a metà canzone dove è presente un assolo di chitarra piuttosto lungo, cosa molto rara nel mondo del folk metal. I musicisti in questo album provano anche a fare qualcosa di diverso a livello di struttura e 骏马赞 / Praise For Fine Horse è un buon esempio in tal senso. Piccoli stop’n’go e il crescendo che si registra verso la fine della composizione denotano la volontà di non ripetere all’infinito sempre la stessa canzone. Ritmo rock’n’roll e riff diretti sono alla base di Azalea, pezzo che non disdegna rallentamenti e melodie oscure, sicuramente un brano singolare nella discografia dei Nine Treasures. 映山红满山坡 / The Dream About Ancient City è una traccia strumentale, ma pur suonando bene sembra che ci si sia stato un errore nel missaggio finale con l’esclusione delle parti vocali. I brani strumentali sono quasi sempre particolari e diversi da tutti gli altri, con una struttura originale. I musicisti sono maggiormente liberi di creare e osare e infatti la costruzione del ritornello solitamente non è contemplata. The Dream About Ancient City, invece, è costruita con la classica sequenza strofa-bridge-ritornello che si ripete più volte e proprio per questo l’effetto finale non è dei migliori. Il disco è concluso alla grande con 三岁神童 / Three Years Old Warrior, un bel riassunto delle qualità dei Nine Treasures: riff ispirati, goduriose melodie mongole suonate dalla balalaika e dal morin khuur (strumento a corde tipico cinese suonato con l’archetto) e quell’imprevedibilità che rende Nine Treasures un lavoro fresco.

Invece di ripetersi o snaturare il proprio sound i Nine Treasures decidono saggiamente di andare avanti sul sentiero segnato da Arvan Ald Guulin Hunshoor con delle piccole ma gustose novità che permettono loro di realizzare un cd davvero bello e originale pur avendo ben impresso il marchio tipico della band. Sinceramente da un secondo disco non si può chiedere di meglio e per questo motivo Nine Treasures dovrebbe essere nella collezione di dischi di ogni appassionato di folk metal.

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